Questa pellicola è per me la conferma che Ridley Scott, l'autore di capolavori assoluti del cinema, come Blade Runner, Alien e Il Gladiatore, per i quali avrà la mia eterna riconoscenza, ha ormai imboccato con decisione il viale del tramonto.
The Dog Stars – Le stelle dopo la fine è, secondo me, un film mediocre: un compitino senza guizzi creativi, ricco di stereotipi ritriti, con dialoghi a tratti imbarazzanti, altamente prevedibile, un presunto survival post-pandemico che spesso è più una mielosa storia sentimentale che un film d'azione.
Tra l'altro, il film è permeato da un buonismo per me fuori luogo, la storia è scritta in modo decisamente approssimativo e non c'è motivo di far durare un prodotto commerciale di pessima qualità per ben due ore.
Durante la visione ho spesso dato un'occhiata all'orologio, un indicatore per me molto preciso del basso spessore del racconto cinematografico.

The Dog Stars – Le stelle dopo la fine: un compitino senz'anima che certifica come Ridley Scott sia ormai incamminato sul viale del tramonto
Il racconto comincia subito in modo telefonato, mostrandoci il protagonista, Hig (Jacob Elordi), un ex meccanico, accompagnato dal suo fedele cane, Jasper, andare in aereo nella classica città post-apocalittica da cartolina – dove però c'è ancora la corrente elettrica (?!) - in cerca di generi di prima necessità.
Non si fa attendere l'atteso momento struggente in cui si ricorda degli affetti perduti, né l'ovvio incontro con lo sbandato di turno che gli preannuncia la venuta di una nuova ondata di terribili predoni, in cerca di bottino e di sangue umano.
Forse è proprio la maniera in cui sono stati dipinti i cattivi uno degli aspetti più deleteri di questo film, perché, quando fanno la loro comparsa, i razziatori ci vengono dipinti in maniera quasi macchiettistica, tutti giovinastri tatuati con i classici stivaloni, roba da un tanto al chilo. Ma chissenefrega: finiranno tutti massacrati senza tanti problemi.

Con l'eccezione di un momento quasi ilare, in cui una torma di predoni a cavallo fa la sua comparsa cercando di fare la pelle ai nostri eroi, in una scena dal sapore western. Suppongo che sarebbe dovuta essere una scena carica di tensione, ma mi sono fatto una grassa risata.
Lo so, forse sto spoilerando troppo, ma vista la qualità del film, indulgo nel rivelare qualche dettaglio in più. Non manca poi un momento surreale, in cui ci viene mostrata una comunità di sopravvissuti che sembra essere stata prelevata dall'immaginario di Brazil, il film distopico del 1985 di Terry Gilliam. Un episodio a sé stante, visivamente anche interessante, ma che sembra essere stato inserito a caso nel racconto, visto che non c'entra un tubo con il resto del film.
Il racconto procede lento, prevedibile, stiracchiato, virando spesso nello stucchevole e nel didascalico, specie dopo l'incontro tra Hig e Cima (la splendida Margaret Qualley), che segna l'inizio dell'ovvia storia sentimentale tra i due.

Non manca la nerboruta figura dell'ex marine, Bangley (Josh Brolin), compagno di merende di Hig, che si diverte a massacrare chiunque si avvicini al loro aeroporto, suscitando però la pensosa perplessità dell'ex meccanico, tanto bisognoso di rapporti umani quanto il compare ha necessità di realizzare il sogno americano, ammazzando chiunque cerchi di entrare nella loro proprietà.
Insomma, un trionfo di stereotipi prevedibilissimi, mentre della pandemia che ha schiantato l'umanità non sappiamo nulla: in questo film manca proprio una chiara definizione del contesto in cui si svolgono le vicende dei protagonisti.
Gli attori fanno quello che possono; forse il personaggio più riuscito è, paradossalmente, proprio Bangley, il classico nerboruto ammazzatutti, che però conserva un certo moralismo stucchevole.
Il finale, poi, fa cadere veramente le braccia, facendo annegare l'incerto racconto in un oceano di buonismo alla vogliamoci bene e chissenefrega.
Il trionfo della mediocrità un tanto al chilo.
Ridley Scott, sei stato un grande e avrai sempre tutto il mio rispetto per quanto hai dato alla settima arte nei decenni passati, ma ormai hai quasi novant'anni e forse per te è giunto il momento di ritirarti e giocare sereno con i tuoi nipotini.
The Dog Stars - Le stelle dopo la fine - trailer ufficiale ITA