La Fine di Oak Street: la recensione del film di David Robert Mitchell

Una piacevole pellicola d'intrattenimento per famiglie: un'avventura fantascientifica senza pretese, che non si prende troppo sul serio.

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La Fine di Oak Street: la recensione del film di David Robert Mitchell

Greg Platt (Ewan McGregor) e sua moglie Denise (Ann Hathaway) sono in crisi. Lui è un ottimista a ogni costo, ma ha problemi con il lavoro. Lei è molto più concreta, ma sogna di diventare una scrittrice. Vivono assieme ai due figli in un classico quartiere di villette a schiera della middle class americana, negli anni Ottanta.

I due coniugi devono vedersela anche con qualche problema di vicinato e con gli ovvi attriti con i figli adolescenti, ma il vero incubo verrà dai wormholes che cominciano a creare ponti tra il presente della famiglia Platt e un passato di milioni di anni fa, quando i dinosauri dominavano foreste lussureggianti.

La routine del quartiere comincia a incrinarsi con i primi segnali di anomalie spaziotemporali: prima una strana pianta sbuca in un giardino, poi un enorme mucchio di sterco compare nottetempo nel prato di un vicino di casa. Ma il bello – o il brutto, a seconda del punto di vista – deve ancora arrivare...

Anne Hathaway in La Fine di Oak Street

The End of Oak Street: un piacevole film di avventura per famiglie

I dinosauri non compaiono subito sulla scena. Anzi, David Robert Mitchell, nella prima parte del film, si diverte a giocare con il fuoricampo, e la presenza dei bestioni all'inizio si può solo intuire, prima che gli eventi precipitino in un vero carnaio.

Una scelta molto intelligente che ho apprezzato molto.

Pur essendo indubbiamente un film per famiglie, questa pellicola non lesina certo in scene truculente, senza però mai esagerare con il gore. In ogni caso, i vari predatori antidiluviani che a un certo punto invadono Oak Street fanno quello che ci si aspetta in questo genere di film: divorano vivi gli umani, senza discriminazione di genere o di età.

Per buona parte, la pellicola è una storia di sopravvivenza, nella quale i membri della famiglia Platt prima si rifugiano in casa, poi, loro malgrado, devono affrontare l'ambiente circostante, per poi capire che l'unica vera possibilità di salvezza è trovare i varchi spaziotemporali che, essendo bidirezionali, dovrebbero garantire il ritorno al loro tempo.

Ma non sarà una passeggiata. Tutt'altro.

Ewan McGregor in La Fine di Oak Street

Questa pellicola non è un capolavoro, ma è un buon prodotto commerciale che ho apprezzato. Molto, ma molto superiore al tanto strombazzato ma altamente mediocre Jurassic World – La Rinascita, film, quest'ultimo, senz'altro superiore per gli effetti speciali, ma veramente disarmante per quanto riguarda la storia, i dialoghi e i personaggi.

Certo, anche La Fine di Oak Street ha le sue pecche, a cominciare proprio dagli effetti speciali non sempre all'altezza. C'è poi una certa disinvoltura nella raffigurazione dei dinosauri, una parte iniziale forse troppo ridondante, un Ewan McGregor sottotono, una descrizione probabilmente troppo didascalica e stereotipata degli anni Ottanta. Ma, tutto sommato, chissenefrega.

Anche perché questa è una pellicola che non si prende troppo sul serio, è attraversata anche da una sottile vena ironica, e non vuole essere niente di più di una (quasi) tranquilla pellicola di intrattenimento per famiglie, pensata per chi ama il tema dei dinosauri.

E questo tipo di pubblico, secondo me, l'apprezzerà senz'altro.

La Fine di Oak Street - trailer ufficiale ITA