Mammina, la recensione del film di Rob Savage

Un onesto film di intrattenimento senza pretese: un horror che accelera subito, diverte e regala un'ora e mezza di puro svago.

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Mammina, la recensione del film di Rob Savage

Questo horror non brilla certo per originalità: ci mostra la solita coppia problematica, in cui lui è ovviamente un povero cialtrone, mentre lei è una donna in carriera, con una bambina in contatto con una presenza soprannaturale malefica, tanto per cambiare, nascosta nel suo armadio.

Come sempre accade in questo tipo di narrazioni, a un certo punto l'entità si rende visibile anche agli adulti, e comincia il bello, o forse dovrei dire il brutto, a seconda del punto di vista.

L'inizio del film, che di fatto ci viene mostrato nel trailer, è veramente intrigante, e lascia supporre che si tratti della solita storia che si sviluppa nei confini domestici, che in genere prevede la trasformazione del rassicurante quadretto familiare idilliaco delle prime scene in un inferno in terra.

Mammina, da questo punto di vista, invece sorprende, perché l'azione si sposta subito in altre location.

Jessica Chastain in Mammina

Mammina: un onesto film di intrattenimento senza nessuna pretesa

Un'altra caratteristica interessante di questa pellicola è che il racconto è sempre narrato dal punto di vista della bambina, Bela (Arabella Olivia Clark), in pratica presente in tutte le scene.

La storia è ambientata in diverse location, e viene fatto un largo uso di CGI, forse anche eccessivo, di qualità non eccelsa ma che rende il film visivamente molto godibile.

Meno godibile dal punto di vista intellettuale è la struttura della storia, che cambia ambientazioni e contesti in maniera molto disinvolta, ma questo a seconda dei gusti personali può essere un punto forte.

Anche perché poco o nulla ci viene detto sulle motivazioni che spingono l'entità malefica a interagire con Bela e i suoi familiari. Il che, in realtà, forse è anche un bene, per quel che mi riguarda.

Nel film manca il consueto periodo di incubazione iniziale tipico degli horror, in cui la presenza del male comincia a infiltrarsi nella normalità della vita quotidiana dei protagonisti, e il racconto parte subito a mille giri.

Arabella Olivia Clark e Jessica Chastain in Mammina

Dal momento che poi c'è un continuo cambio di ambientazioni e contesti, visivamente interessanti, e il ritmo narrativo rimane elevato, ma non nevrotico, è facile lasciarsi trascinare dal flusso narrativo, ignorando bellamente alcuni buchi nella storia e il fatto che la maggior parte dei personaggi sono semplici comparse, di cui poco o nulla ci è dato sapere.

Anche della vita dei familiari di Bela, mamma Ursula (Jessica Chastain) e papà Russ (Jay Duplass), ci viene rivelato molto poco, il minimo indispensabile per fare girare il racconto.

Ma chissenefrega. Anzi, meglio così.

Perché Mammina è un film di puro intrattenimento, e non vuole fare nulla di più che trasportare lo spettatore in un mondo parallelo per una canonica ora e mezza. E lo fa bene, secondo me.

Insomma, un onesto prodotto commerciale, forse anche migliore del precedente lavoro di Rob Savage, The Boogeyman, del 2023, un film, quest'ultimo, senza macchia e senza lode.

In Mammina ho riscontrato una maggiore creatività, e mi è piaciuta molto la prestazione di Jessica Chastain, che interpreta efficacemente due ruoli, la mamma di Bela e la creatura demoniaca.

A tale riguardo, devo dire che, per l'ennesima volta, il titolo originale del film, Other Mommy, è molto più azzeccato.

Insomma, un film senza pretese che però regala una sana ora e mezza di intrattenimento agli amanti del genere horror.

E, dopo essermi cuccato le due ore abbondanti di intellettualismi ridondanti e monologhi stratosferici di Digger, devo dire che spesso vedere un film senza pretese, ma guardabile, è una benedizione.

Mammina - trailer ufficiale ITA