Sono andato al cinema incuriosito dal trailer e devo dire che, per la prima ora, la visione è stata molto, molto coinvolgente. Una prima parte in cui viene mostrata poco o nulla dell'origine dei strani fenomeni che accadono a Hope Harbor, piccolo paesino costiero sudcoreano abitato prevalentemente da anziani, dove vengono rinvenuti capi di bestiame orrendamente mutilati.
Un'ottima scelta, che permette di costruire una forte tensione, divisa tra due ambienti diversi: quello urbano, dove all'inizio si svolge la maggior parte dell'azione, e quello delle foreste limitrofe, dove si pongono le basi per quanto verrà mostrato nella seconda parte.
Una storia che mescola molti generi: azione, thriller, fantascienza, commedia. Con l'avvertenza che, come spesso accade nelle pellicole coreane, la recitazione è sempre e costantemente sopra le righe, il che non piace a tutti.
Nel contesto di questa pellicola, questo fatto non mi è affatto dispiaciuto.

Hope: un film intrigante, che però perde smalto nella seconda parte, e purtroppo viene tagliato sul più bello
Nel primo tempo tutto fila liscio a meraviglia, con una costante crescita della tensione che sfocia in scene mozzafiato, con un'alternanza di personaggi, situazioni, ritmo e atmosfera ben strutturata.
La cittadina di Hope Harbor è una sorta di microcosmo tagliato fuori dal mondo, dove i vari personaggi se la devono cavare da soli, e la piccola comunità deve sopravvivere con i propri mezzi.
Rimangono irrisolti molti interrogativi.
Uno tra tutti, l'origine dell'incredibile quantitativo di armi che gli attempati abitanti di Hope Harbor hanno a disposizione, che lascia esterrefatto lo stesso commissario Bum-seok (Hwang Jung-min), che può essere considerato il protagonista di un racconto molto corale, in cerca di risposte a una lunga lista di domande.

Il problema principale di questo film è che molte di esse non arriveranno. Perché il film è tagliato a metà con l'accetta, ovvio preludio a un secondo episodio di quello che è evidentemente stato concepito come un franchise, che lascia lo spettatore con l'amaro in bocca. O con le braghe calate, a seconda del punto di vista.
Perché Hope non è per niente autonomo né autoconclusivo. Anzi.
Un'altra cosa che mi ha lasciato profondamente perplesso è il cambio di tono generale alla fine del racconto, visto che il film smette di non prendersi sul serio e di giocare con i vari generi, per assumere un tono da drammone epico. Mah.
E poi è inutile girarci intorno: la durata di 160 minuti è veramente eccessiva, anche perché la seconda parte ha dei segmenti che, per quanto acrobatici e visivamente interessanti, sono ridondanti e stiracchiati, e altamente prevedibili nel loro svolgimento. Il troppo è troppo.
Un'altra pecca del film è la qualità non eccelsa degli effetti speciali, soprattutto per quanto riguarda le creature in movimento. Su questa cosa avrei volentieri chiuso anche due occhi, se il film non ne avesse abusato, facendomi poi cadere le braccia nel finale dove mi sono amaramente reso conto che per capirci veramente qualcosa avrei dovuto vedere un sequel, o forse anche più di uno.
E questa mi sembra una presa in giro per chi ha pagato il biglietto per vedere un film.
Peccato, perché la visione del primo tempo è stata davvero piacevole.
Aspettando Hope 2...
Hope - trailer ufficiale ITA