FVG ORCHESTRA, PROGETTO LUDWIG per combattere il Covid a suon di grande musica

Nel 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), tutti i principali teatri della regione aderiscono agli streaming della FVG Orchestra. Sui palcoscenici solisti e direttori d’eccellenza con il sostegno della Regione e della Fondazione Friuli. Alla presentazione oggi sono intervenuti anche il presidente dell’Orchestra Paolo Petiziol, il direttore artistico Claudio Mansutti, l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, e il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini

UDINE, 11 novembre 2020 –Nel 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), tutti i principali teatri della regione aderiscono agli streaming della FVG Orchestra. Sui palcoscenici una rosa di solisti e direttori d’eccellenza con il sostegno della Regione e della Fondazione Friuli.Nel 2020 ricorre l’anniversario beethoveniano i 250 anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven: un anniversario che non può essere dimenticato a causa di una pandemia. “Beethoven ha condizionato positivamente la musica e la sua fruizione fino ai nostri giorni, non solo per il modus compositivo, ma anche per il pensiero filosofico legato alla musica e alla diffusione della musica stessa. Simbolo di una Europa dei popoli, di una terra unita dalla cultura e guida artistica in quel periodo del mondo intero, può essere oggi da sprone per una ripartenza non solo musicale della nostra regione”.

Claudio Mansutti

Lo ha detto oggi a Udine il direttore artistico della Fvg Orchestra, Claudio Mansutti, illustrando in una video conferenza il progetto monotematico dedicato a Ludwig per “riempire un vuoto di suoni in presenza” grazie alla collaborazione con grandi artisti nazionali ed internazionali.

Proprio con questo obiettivo la FVG Orchestra ha ideato un progetto monotematico dedicato a Ludwig per “riempire un vuoto di suoni in presenza” grazie alla collaborazione con grandi artisti nazionali ed internazionali.Il programma di ciascun concerto sarà commentato online dall’esperto musicologo Alessio Screm.Alla presentazione in videoconferenza sono intervenuti l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, il presidente della Fvg Orchestra, Paolo Petiziol, e il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini.

Gli interventi

ll direttore artistico Claudio Mansutti ha sottolineato in apertura l’altissima qualità dei solisti e dei direttori ospiti che saranno tra i protagonisti del programma.

Il presidente della Fvg Orchestra Paolo Petiziol ha ringraziato il direttore artistico per “aver messo in piedi un programma eccellente in piena pandemia: uno spirito di iniziativa che mi ha stupito e inorgoglito come presidente”. Poi ha rivolto i doverosi ringraziamenti ai direttori artistici e ai presidenti dei principali teatri della Regione (alcuni dei quali si sono collegati brevemente per i saluti), “per aver colto al volo una grande opportunità in questo momento così complesso”. Sottolineando, inoltre, il suo affetto per tutti gli orchestrali di cui ha detto di apprezzare molto l’impegno anche in questo progetto, Petiziol ha poi affermato che per l’orchestra si augura “di fare tutto quello che sarà possibile per promuoverla nei mesi prossimi”.

Il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, ha evidenziato come questo progetto “sia la testimonianza della resistenza culturale di questa regione e anche la prova di una grande forza dell’orchestra che è in grado di rivolgersi al pubblico sempre con grandi idee innovative e con la capacità di creare rete”. Infine Morandini ha affermato che la Fondazione cerca di essere in ogni modo vicina al mondo dello spettacolo dal vivo in questo momento difficile, “che può essere però l’occasione – ha rilevato – per ripensare il sistema delle realtà culturali della nostra regione in modo nuovo, investendo nelle eccellenze che faranno da traino alla ripartenza – ha precisato – ed evitando le tante, troppe sovrapposizioni del passato e la dispersione di risorse”.

Tiziana Gibelli

Chiusura affidata all’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, che ha voluto evidenziare come “questa iniziativa colmi un po’ il vuoto di proposte della regione nel 250° anniversario beethoveniano che avremmo dovuto celebrare meglio”. Gibelli ha espresso il suo apprezzamento per la Fvg Orchestra. “Le orchestre regionali non hanno avuto mai grande fortuna – ha detto – e io ero un po’ timorosa quando abbiamo iniziato questa nuova avventura un anno e mezzo fa circa, pensavo di potermi aspettare un decoroso galleggiamento rispetto alle precedenti esperienze e invece ho avuto una sorpresa trovandomi di fronte a musicisti davvero rigenerati”. L’assessore alla Cultura ha poi sottolineato come in questo momento sia “essenziale, benché difficile, sostenere la cultura, e anche le imprese che fanno cultura, cosa che credo siamo riusciti a fare anche per il convinto supporto del presidente della Regione, mettendo le imprese in grado di affrontare bene anche la prima parte del 2021”. Infine ha menzionato lo strumento dell’Art Bonus, fortemente voluto e sostenuto dalla Regione, e dal prossimo anno aperto anche alle Fondazioni, ha precisato Gibelli, “senza il quale sarebbe difficile per noi assicurare sostegno finanziario viste le risorse in diminuzione”. Dichiarando poi che “L’imperatore” di Beethoven è uno dei suoi concerti preferiti, l’assessore ha concluso promettendo che sicuramente si collegherà allo streaming.

Il programma dei concerti

Bellissimo il progetto artistico che prevede per il giorno 14 novembre alle ore 21 dal Politeama Rossetti di Trieste il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore, op. 73 “Imperatore” e la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, op. 60 con Federico Colli al pianoforte e Paolo Paroni alla direzione. Ancora Paroni, direttore ospite principale della FVG Orchestra, salirà sul podio per il secondo streaming, questa volta dal Teatro Comunale di Monfalcone il 15 novembre sempre alle ore 21. In programma Coriolano, Ouverture in do minore op. 62, “Ah, perfido!” scena ed aria per soprano ed orchestra, op. 65 con la celebre interprete Annamaria Dell’Oste e infine la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67.

Nel corso del successivo weekend, trasferimento virtuale al Teatro G. Verdi di Gorizia, dove sabato 21 novembre alle ore 21 si potrà godere il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra in do minore, op. 37 e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”,con ilsolistaAlessandro Taverna al pianoforte per la direzione di Massimiliano CaldiDomenica 22 novembre, dal Teatro G. Verdi di Pordenone (ore 21) ancora Beethoven con il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra in sol maggiore, op. 58 solista il celeberrimo solista Andrea Lucchesini e, a seguire, la Sinfonia n. 7 in la maggiore, op. 92 con la direzione di Filippo Maria Bressanuno dei pochi direttori italiani a essere sempre invitato a dirigere orchestre e compagini di massimo prestigio, quali l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice di Venezia.

L’ultima pozione di questo balsamo “toccasana”, ha annunciato il direttore artistico Mansutti, “ci verrà somministrata dal Teatro Giovanni da Udine sabato 28 novembre, sempre alle 21,e in questo caso protagonisti saranno i musicisti delTrio di Parma (Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello),che eseguirà il Triplo Concerto in do maggiore op.56 e l’Ottava Sinfonia in fa maggiore op. 93.Il Trio, invitato dalle più importanti istituzioni musicali in Italia e all’estero, ha collaborato con importanti musicisti come Vladimir Delman, Carl Melles, Anton Nanut, Bruno Giuranna, Simonide Braconi, Alessandro Carbonare, Eduard Brunner e Guglielmo Pellarin, e ha effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI e per numerose emittenti estere.




Scopri Città Inquieta, esperienza teatrale audioguidata di Rita Maffei con il teatro partecipato – fino al 3 dicembre 2020

Città inquieta, l’esperienza teatrale ideata da Rita Maffei rimane disponibile e in promozione speciale!

Uno dei progetti del CSS per la Stagione Teatro Contatto Blossoms / Fioriture, proprio per le sue caratteristiche, resta disponibile per la fruizione del pubblico nonostante la sospensione di tutti gli spettacoli fino al 3 dicembre 2020:

si tratta dell’esperienza teatrale audioguidata intitolata Città inquieta, una passeggiata che ci porta alla scoperta della città di Udine – dotati di cellulare e auricolari – ascoltando i tanti racconti scritti dai partecipanti al laboratorio di Teatro partecipato guidato da Rita Maffei e ispirati a Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa.

Fino al 3 dicembre, a chi acquisterà un biglietto per Città inquieta regaleremo il secondo in omaggio!




FILOSOFI AL GOVERNO

Platone sosteneva che i governanti devono essere filosofi o devono filosofare. Scriveva Platone: «A meno che i filosofi non regnino negli stati o coloro che oggi sono detti re e signori non facciano genuina e valida filosofia, e non riuniscano nella stessa persona la potenza politica e la filosofia, non ci può essere una tregua di mali per gli stati e nemmeno per il genere umano». (Repubblica 473 d)

Esistevano filosofi governanti? Dalla storia conosciamo Re o Imperatori che erano filosofi o avevano un pensiero filosofico. Marc Bloch ha scritto per i re taumaturghi. Per esempio:

Ciro (Kuruš) II di Persia, noto come Ciro il Grande (in persiano antico; 590 a.C. – 529 a.C.), è stato imperatore persiano e discendente di Ciro I di Persia, membro di quella stirpe dei Teispidi che da qualche tempo controllava la Perside.

Agesilao II (Sparta, 444 a.C. – Cirene, 360 a.C.) fu re di Sparta dal 400 circa al 360 a.C., dopo essere succeduto al fratello Agide II.

Alessandro III re di Macedonia- Re di Macedonia (Pella 356 – Babilonia 323 aC), figlio di Filippo II, fondatore della potenza macedone, e di Olimpiade, figlia di Neottolemo re d’Epiro.

Aśoka Moriyail Grande (dal sanscrito “senza sofferenza”, devanagari ), spesso traslitterato in Ashoka (Pataliputra, 304 a.C. – Pataliputra, 232 a.C.) fu sovrano dell’impero Maurya.

Publio Elio Traiano Adriano, noto semplicemente come Adriano (latino: Publius Aelius Traianus Hadrianus; Italica, 24 gennaio76 – Baia, 10 luglio138), è stato un imperatore romano, della dinastia degli imperatori adottivi, che regnò dal 117 alla sua morte.

Marco Aurelio, nome completo Imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino: Imperator Caesar Marcus Aurelius Antoninus Augustus, nelle iscrizioni: IMP(erator) • CAES(ar) • M(arcus) • AVREL(ius) • ANTONINVS • AVG(ustus); Roma, 26 aprile121 – Sirmio, 17 marzo180), è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano.

Alfredo il Grande, in inglese antico: Ælfred (Wantage, 849 – 26 ottobre899), fu re del regno anglosassone meridionale del Wessex dall’871 all’899, ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Ludovico IV di Turingia, detto il Santo (Creuzburg, 28 ottobre1200 – Otranto, 11 settembre1227), fu langravio di Turingia dal 1217 alla morte. Alfonso Fernández, detto il Saggio (Toledo, 23 novembre1221 – Siviglia, 4 aprile1284), re di Castiglia e León (1252-1284).

Cristina di Svezia, o Cristina Alessandra Maria dopo la conversione al Cattolicesimo, (Stoccolma, 18 dicembre1626 – Roma, 19 aprile1689), fu regina di Svezia dal 1632, ma con pieni poteri solo dal 1650, fino all’abdicazione avvenuta nel 1654.

Federico II di Hohenzollern, detto Federico il Grande, in tedesco Friedrich der Große (Berlino, 24 gennaio1712 – Potsdam, 17 agosto1786), fu re di Prussia dal 1740 alla sua morte.

Le forme di governo, viste con un occhio contemporaneo, sono le costituzioni che formano uno stato. Parlando però delle forme di governo in Platone questa definizione smette di avere valori sotto vari aspetti. Innanzitutto non c’è paragone tra uno stato contemporaneo e una città-stato della fine della democrazia d’Atene. É dunque completamente senza senso vedere la forma di governo in direzione puramente di teoria politica, anche se in Platone la questione della forma di governo ideale per poco non analizza soltanto l’utopia. E questo perché oltre la ²forma ideale² per il governo di Platone analizza anche le forme di governo storiche, realizzate con un’analitica interessante e comunque di valore teorico.

La categorizzazione che Platone presenta delle forme di governo, è poco tradizionale. Basta pensare che l’aristocrazia e la monarchia che si possono considerare forme tipiche nella teoria generale di governo, in Platone facciano parte – e soltanto in senso quantitativo si distinguono – della forma utopica ideale. Dunque per Platone quando si parla della forma di governo si apre il campo di quattro costituzioni delle quali le seconde due sono le forme corrotte delle prime due.

Si potrebbero allora schematizzare in tal modo le forme di governo nel pensiero di Platone: Forme ideale: Aristocrazia o Monarchia. Che si corrompe in Timocrazia e Oligarchia o in Democrazia e Tirannia.

FORMA IDEALE

Aristocratica o Monarchica

(Senza possibilità di corruzione)

Che si corrompe in

TIMOCRAZIA OLIGARCHIA

Che si corrompe in

DEMOCRAZIA TIRANNIA

Questo schema senza poter essere definito riuscito, aiuta a concepire la categorizzazione delle forme di governo in Platone, per cui in pratica le forme di governo sono considerate in coppia e, secondo il periodo storico, l’una sostituisce l’altra. La monarchia e l’aristocrazia sono forme i governo che più si avvicinano alla forma ideale. Anzi la forma ideale, anche se soltanto “in cielo trova il suo luogo di realizzazione”, soltanto in queste due forme potrebbe essere in parte realizzata. In altre forme storiche, presentano dei vizi e delle virtù. In fatto però che molte sono rivolte ai desideri e alle voglie di uomini corrotti facilmente possono corrompersi corrispettivamente in oligarchia e tirannia. E’ interessante qui osservare la tendenza platonica a richiamare l’attuazione sui valori per cui è portato a precisare che “nessuna delle forme si governo esistite, (storiche) è buona. L’“unica forma buona è quella ideale” (Repubblica 559 c)

Il pensiero di Platone, quindi, come coscienza delle forme di governo, come sollecitazione verso la forma di governo che più delle altre difende i valori dell’uomo.

E’ stato detto prima che la forma di governo in Platone cambia storicamente perché si corrompe secondo i desideri degli uomini condizionati da voglie e vizi vari. Perciò si passa da una ad un’altra forma di governo, perché gli uomini invece di rispettare il “giusto messo” nel compiere le azioni della loro condotta, si lasciano andare agli eccessi.

Si legge in Platone, a tal proposito, nel grande capitolo in cui i desideri sono confrontati ai sistemi politici che li affronta in proposito democratico: “Come la città” (πολιτεία) fu cambiata dopo l’aiuto di un’alleanza esterna verso un partito politico concreto, che assomiglia ad essa, così anche il giovane non cambia se non un tipo di desideri esterni non l’aiutano, non gli impongono, è un genere dei due che lui contiene in se stresso”. ( Repubblica 559 c)

Così un giovane, e più generalmente una persona, cittadino della polis, è esposto ad un insieme di pressioni esterne. E’ interessante notare qui una forte contraddizione: perché l’uomo non è libero di scegliere o classificare i desideri nati da influenze esterne; in questo modo non c’è una persona buona a priori, cioè di natura; essa, invece, diventa prodotto reale della situazione e delle condizioni sociali. In questo modo piuttosto Platone cerca di spiegarne il male della democrazia, che ha come virtù la libertà. Egli dice che, siccome in democrazia la libertà è senza limiti, essa è anche libertà per gli stranieri i quali riversano su di essa la loro cattiva influenza; dunque il cittadino trova nelle due nature, i due mondi interni, le assomiglianze con i desideri altrui, come un partito si aiuta e si compromette molte volte alle esigenze, i desideri, l’identità di un’alleanza esterna perché si impossessi del potere. Quindi il giovane purché si impossessi della forza, o della ricchezza (valori negativi e esterni alla psiche della persona, del giovane, del cittadino) diventa cattivo a causa di fattori estranei alla sua natura. Ma in ogni modo questo non sarebbe stato possibile se la democrazia non fosse stata come sistema di organizzazione delle società troppo libertà: cioè monarchico, privo di protezione interna e appunto per questo esposto a pericoli non solo di tipo naturale – interno, ma anche di tipo esterno e non prevedibili.

E’ facile da qui in poi arrivare a concludere che il corpo sociale non è che il raggiungimento dei desideri individuali, presentati come insieme, che quasi poco mancano tipi diversi per formare l’oclocrazia (όχλος + κράτος): termine molto usato da parte di Platone in riguardo alla democrazia. Oclocrazia, in verità, è usato da Platone in senso spregiativo, per indicare la democrazia del popolo che nelle assemblee schiamazza invece di ragionare.

Secondo Platone l’ottimo governante è il Re – filosofo, colui che possiede la scienze dei buon governo [1]. I governatori, dice nella Repubblica, sono quelli che hanno fissato lo sguardo dell’anima al bene in sé (to agathon auto) [2] e “lo useranno come paradigma per l’ordine della polis (città) e per la vita dei cittadini” [3]. E quando i filosofi sono governanti, la città è meravigliosa (Kalipolis: Nella «poleogonia» platonica vi sono quattro polis: I) La primitiva (369b – 372c); II) La opulenta (372c – 376e); III) La purificata (376c-445c) IV) La città dei filosofi, la kalipolis (527c). Cfr. Platone Repubblica.)

Se cosi può essere telegraficamente indicata la figura dell’ ottimo governante va pensato che perché egli possa svolgere con correttezza e armonia le sue funzioni è necessario che la società abbia una struttura organica, che alle tre anime dell’ individuo corrispondano la tre classi della società.

Con precisione Platone vuole l’armonia della società come quella dell’anima e presenta la relazione tra l’ordine dell’anima e l’ordine della società. Nell’anima si possono distinguere tre forze: razionale, irascibile, concupiscibile, che hanno la loro sede rispettivamente nel cervello, nel cuore e nel ventre[4].

Anche la società è divisa in classe: i filosofi sono i governanti e hanno la sapienza (sophia), i guardiani (phylakes) della polis sono specializzati nell’arte della guerra privilegiano come virtù il coraggio (la andreia), i lavoratori (georgoi demiourgoi)[5] privilegiano gli appetiti.

I filosofi corrispondono alla prima anima (razionale), i guardiani alla seconda (irascibile) e i lavoratori all’ultima anima (concupiscibile) [6].

L’accordo dei tre principi dell’anima nel riconoscere la guida della ragione è la temperanza. «Come nello stato, cosi nell’anima dell’individuo, l’esercizio di tutte e tre queste virtù, cioè la vita armonica dell’anima, costituiscono la giustizia, e la virtù, che comprende e riassume tutte le altre»[7].

Ciò non toglie, però, che tanto la figura dell’ottimo governante quanto quella della concezione organica della società, con il paragone anima dell’uomo – struttura dello stato, apartengono solo al modello ideale di forza di governo delineato da Platone.

Note

  1. Platone Repubblica 520c

  2. Idem 540b

  3. Idem 540a

  4. Idem 435a

  5. Idem 435°

  6. Cfr, N. Mercker, Storia della filosofia, p.106

  7. Fasso, Storia della filosofia del diritto. Vol. I, Bologna, 1966, p.70.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Docente di Filosofia.




IN THE MOOD FOR LOVE – Restaurato in 4K, e distribuito dalla Tucker, il capolavoro romantico di Wong Kar Wai approda ONLINE al Torino Film Festival!

IN THE MOOD FOR LOVE

 Sarà la Tucker Film a distribuire in Italia il restauro in 4K del cult di Wong Kar Wai.

 Giovedì 26 novembre, alle 20.00, anteprima online al Torino Film Festival per 500 spettatori virtuali.

UDINE – A vent’anni esatti dal trionfo al Festival di Cannes è tempo di una doppia celebrazione per In the Mood for Love, supremo capolavoro di bellezza e di stile: il restauro in 4K e il grande ritorno al cinema con la Tucker Film! In attesa di poter uscire fisicamente nelle sale, l’anteprima è fissata online: giovedì 26 novembre, alle 20.00, nel cuore del Torino Film Festival. Un evento unico per 500 spettatori.

Il film è stato restaurato da L’Immagine ritrovata di Bologna e dalla Criterion di New York, partendo dal negativo originale, e il regista ha supervisionato tutte le operazioni. Meticolosamente. Il regista, d’altronde, non è un regista qualunque: è Wong Kar Wai, geniale capofila della new wave cinese, di cui la Tucker Film porterà al cinema anche i restauri di Hong Kong Express, Fallen Angels e Happy Together. I tre cult degli anni Novanta. Ma torniamo a In the Mood for Love 

Hong Kong, 1962. Un uomo e una donna: il signor Chow e la signora Chan. Due dirimpettai che si trovano a vivere un amore casto e segreto. Due attori immensi che, nel 2000, hanno spalancato le porte dell’Occidente alle meraviglie del nuovo cinema asiatico (Tony Leung Chiu-wai, incoronato a Cannes, e Maggie Cheung).

«In the Mood for Love non è tanto una storia d’amore – sono parole di Wong Kar Wai – quanto una storia che tratta delle condizioni in cui una vicenda sentimentale può svilupparsi. I protagonisti passano gradualmente dalla posizione iniziale di vittime, entrambi traditi dai rispettivi coniugi, a quella opposta, a loro volta di amanti. Non è quindi solo un film su una relazione extraconiugale, o sul matrimonio, bensì sulle condizioni che un amore si trova a vivere con il passare del tempo».

Pochi sanno raccontare i sentimenti come li racconta Wong Kar Wai, traducendoli in pura essenzialità, e In the Mood for Love rimane ancora oggi un modello. Inimitabile.

Ufficio Stampa/Tucker Film




IL RICORDO DI GIGI PROIETTI – TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ricorda Gigi Proietti”.

Dire addio a Gigi Proietti è molto difficile per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: non è soltanto il grande mattatore che tutti onorano, l’attore versatile e magnetico, il drammaturgo e regista intelligente a mancare, ma un amico che a Trieste e allo Stabile ha dedicato momenti importanti.

Sul palcoscenico del Politeama Rossetti sono passati i suoi spettacoli più amati, i collage delle mitiche gag, scene, personaggi che ormai fanno parte dell’immaginario collettivo:v da “A me gli occhi, please!” a – nel 2009 – “Di nuovo buonasera”… Ma soprattutto ha partecipato a passi rilevanti nella storia dello Stabile: “Prove per un recital”, grande spettacolo portato in scena in una tensostruttura in Piazza dell’Unità, poi il “Recital” al Teatro Romano per suggellare una stagione di spettacoli all’aperto nell’estate triestina… e poi per la prima volta “sotto le stelle” del Rossetti: Gigi Proietti è stato infatti nel 2001 uno dei protagonisti della serata di gala per la inaugurazione del Politeama, dopo il lungo restauro.

Difficile, anzi impossibile, dunque, dire addio: possiamo solo ricordare sempre il grande valore di artista e di uomo di Gigi Proietti, con gratitudine.




Udinese-Milan 1-2: i rossoneri avanti grazie a una prodezza di Ibra

Manca qualcosa all’Udinese in questo momento: è la convinzione di poter ribaltare la posizione in classifica e con un duro lavoro risalire la china. Certo la posizione dell’Udinese non fotografa l’effettiva forma della squadra, ma troppi risultati negativi e pochi gol cominciano a far prevedere un bruttissimo campionato.

Sul risultato finale del confronto con il Milan potremmo dire sicuramente che l’Udinese è stata sfortunata, se non ci fosse stato l’errore della difesa e di Musso la partita avrebbe potuto finire con  un pari più equo per quanto dimostrato dalle squadre in campo.

E veniamo alla partita: subito buio per l’Udinese con la doccia fredda di Kessie che al 18′ mette in salita i ragazzi di Gottti, per buona parte del primo tempo i rossoneri controllano il match con i padroni di casa che solo nel finale alzano la testa e producono un gioco più fluido.

Il momento buono dell’Udinese prosegue all’inizio del secondo tempo con un entusiasmante segno di vita di  De Paul che alminuto  da la sensazione che i friulani siano in partita, un’errore di Pussetto regala un rigore  ai bianconeri che l’argentino non sbaglia. Il Milan in questa fase sembra aver perso un po’ dello smalto iniziale dimostrandosi meno combattivo e un po’ confusionario. Ci pensa però il grande Ibra a ridare il vantaggio ai rossoneri, all’83′ infatti si inventa una mezza rovesciata su una palla vagante spegnendo le velleità dei friulani. Il goal di Ibrahimovic porta così altri tre punti al Milan e la testa della classifica.

L’Udinese ha perso finora 5 partite, probabilmente non se lo meritava e forse dovrebbe aver avuto qualche punto in più ma – come diceva quello – la palla è rotonda. Venerdì l’anticipo con il Sassuolo: la classifica obbliga a fare punti.

LA FORMAZIONE UFFICIALE DELL’UDINESE(4-3-3): Musso; Larsen, Becao, De Maio, Samir; Pereyra, Arslan, De Paul; Pussetto, Okaka, Deulofeu. All. Gotti

MILAN :  (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Bennacer, Kessie; Saelemaekers, Calhanoglu, Leao; Ibrahimovic. All. Pioli

ARBITRO: Di Bello di Brindisi.

MARCATORI: 18′ Kessie (M), 48′ su rig. De Paul (U), 83′ Ibrahimovic (M)

NOTE: Ammoniti Becao, Arslan (U); Hernandez. G.Donnarumma (M). Recupero 0′ e 4′.

La redazione sportiva

 

 

 




“IL TEMPO DELLA GENTILEZZA”: DESPAR DONA ALLA CROCE ROSSA ITALIANA 170MILA EURO

L’intero ricavato è stato convertito in buoni spesa che la Croce Rossa ha utilizzato nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar di Triveneto ed Emilia Romagna per acquistare beni di prima necessità destinati alle persone vulnerabili.

 Mestrino, 02 novembre 2020 – 170mila euro raccolti nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar del Triveneto ed Emilia Romagna nell’ambito della raccolta punti dedicata alla collezione Sambonet, azienda sinonimo di qualità e design made in Italy. È questo il forte messaggio di solidarietà dei clienti Despar di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna che hanno risposto con grande impegno alla chiamata di Aspiag Service in occasione delle raccolta fondi a sostegno della Croce Rossa Italiana. Per ogni premio della collezione Sambonet acquistato dai clienti tra febbraio e giugno, Despar ha infatti donato un euro a favore del progetto “Il Tempo della Gentilezza”, che supporta i Comitati Regionali della Croce Rossa nell’assistenza domiciliare, socio-sanitaria ed economica dei soggetti più fragili della nostra società. L’intero ricavato è stato poi convertito in buoni spesa utilizzati nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar per acquistare beni di prima necessità destinati alle persone vulnerabili delle quattro Regioni in cui Aspiag Service è presente.

Francesco Montalvo

Con ‘Il tempo della gentilezza’ – ha dichiarato Francesco Montalvo, Amministratore Delegato di Aspiag Service – abbiamo avuto modo di donare 170mila euro alla Croce Rossa, realtà che sta affrontando questa emergenza con grande impegno e coraggio. Un risultato straordinario raggiunto grazie ai nostri clienti che ci hanno dimostrato, ancora una volta, quanto la solidarietà e il supporto siano valori imprescindibili, pilastri su cui si fonda anche la nostra cultura aziendale. Il 2020 è stato un anno complesso durante il quale tutti abbiamo dovuto reagire alle sfide indotte dal Covid-19; noi di Despar l’abbiamo fatto investendo in sicurezza a vantaggio di clienti e dipendenti, in sviluppo tecnologico e soprattutto in sostegno al nostro territorio: questa donazione vuole essere un contributo concreto a favore dei soggetti più fragili della nostra società, un ulteriore modo per dimostrare la nostra vicinanza alle comunità presenti nelle nostre quattro regioni“.

 




Liberalismo: dogma o populismo?

E’ un fatto che i filo-occidentali liberalisti hanno capito l’idea della libertà come falsa moderazione. E questo perché la libertà è rimasta un’idea astratta, un’idea del soggettivismo. Il problema che Tocqueville si era posto fin dal 1833, anno in cui prese a scrivere la sua opera sulla democrazia americana, era il problema del rapporto tra democrazia e libertà. Era un problema nuovo e, per dir cosi, inaspettato, perché secondo la tradizione rivoluzionaria tale rapporto era un’equazione. Non avevano capito che il liberalismo ha tre dimensioni. La prima è l’individuale, la seconda è sociale, e la terza è politica.

In Francia dopo il colpo di stato di Napoleone III la sinistra equazione appariva conferma che il nuovo dittatore era arrivato al potere in virtù di un travolgente plebiscito. Lo stato francese, è questa la spiegazione che Tocqueville nella sua classica opera l’antico Regime e la Rivoluzione, è il risultato d’una secolare opera centralizzatrice della Monarchia, che ha costituito un’unità militare e burocratica abbattendo i particolarismi e i privilegi feudali. La Rivoluzione non ha infranto, ma ulteriormente rafforzato quest’unita, sicché essa è stata non una rottura col passato, ma una continuazione ed un compimento della secolare opera della Monarchia.

Un pensatore che sostiene il concetto della libertà civile sul piano etico era Jean-Jacque Rousseau. J.J.Rousseau aveva dato (contro i giusnaturalisti come Hobbes e Diderot che vedevano nel contrato sociale un patto utilitario) al contrario sociale il carattere di un acquisto della morale mercé la totale rinuncia alla propria individualità.

L’azione etico-politica. L’azione non è soltanto politica, cioè abile, adeguata alla particolare situazione, aderente alle cose, ma è anche etica, cioè animata da un principio ideale. Da qui il liberare calvinista ginevrino Alexandre Vinet la teoria del liberalismo con calvinismo.

Jean –Jacque Rousseau, esisteva lettore di Plutarco, e aveva in mente l’austera Sparta, i cui cittadini trovavano la loro libertà nella totale dedizione delle leggi della patria. In tal mondo attribuendo un valore etico assoluto o un imperativo categorico, alla volontà dello Stato, del singolo Stato, cui l’individuo appartiene, Rousseau veniva a negare qualsiasi superiore istanza, qualsiasi principio universale, qualsiasi legge mortale o religione, cui l’ individuo potesse appellarsi. L’individuo che anche soltanto nel proprio intimo, si ribellava alla volontà generale

Scrive per esempio Benjamin Constant: «Risulta da ciò che ho dimostrato, che noi non possiamo più godere della libertà degli antichi, che consisteva nel prender parte attiva e costante al potere collettivo. La nostra libertà deve consistere nel pacifico godimento dell’indipendenza privata. La parte che anticamente ciascheduno prendeva alla sovranità nazionale, non era certo, come al giorno d’ oggi, una supposizione astratta. La volontà di ciascuno aveva un’influenza reale; l’esercizio di questa volontà era un piacere vivo e ripetuto. In conseguenza gli antichi erano disposti a far molti sacrifizi per conservare i loro diritti politici, e la loro influenza sull’amministrazione dello stato. Ciascuno conoscendo con orgoglio quanto valeva il suo voto, trovava in questa coscienza della sua importanza personale, un grande compenso. Questo compenso oggi non esiste più fra noi. L’individuo perduto nella moltitudine, non s’accorge quasi mai dell’ influenza ch’egli esercita. Giammai la sua volontà s’imprime sull’insieme, niente prova a’suoi occhi la sua cooperazione. L’esercizio dei diritti politici non ci offre. Dunque, che una parte di quelle soddisfazioni che vi trovavano gli antichi; nello stesso il progresso della civiltà, la tendenza commerciale dell’epoca, le comunicazioni dei popoli tra loro, hanno moltiplicati e variati infinitamente i mezzi del benessere privato…Il primo bisogno dei moderni è, dunque, l’ indipendenza individuale. Per conseguenza non bisogno mai chiederne il sacrificio, per stabilire la libertà politica. Ne segue che nessuna delle istituzioni tanto numerose e vantate, che nelle antiche repubbliche impacciavano la libertà individuale, sono compatibili coi tempi moderni…» (Traduco dal libro di B. Constant: « De la liberté des Anciens comparée à celle des Modernes. Mille. Et. Vine. Nuits» )

Secondo Tocqueville la democrazia, in quanto reca un generale livellamento, distrugge quei certi, corpi, gruppi, che un tempo limitavano il potere centrale, sicché l’equazione si trasforma nell’ equazione opposta: la democrazia equivale alla massa indifferenziata ed atomica, retta necessariamente da un dittatore. Questa equazione di democrazia e tirannide che Burckhardt ha accolto come definitiva. In realtà la teoria politica di Tocqueville è una storia politico-sociale, che ha un fondo etico-sociale.

La differenza dei liberali francesi e liberali inglesi è che i liberali francesi si limitavano a impostare il problema della libertà sul piano della pratica costituzionale e i liberali inglesi fondavano la loro dottrina sull’utilitarismo.

Il liberalismo è diventato una funzione egemonica per l’Europa. Cosi il liberalismo è diventato una grande propaganda – il populismo europeo- che dura per anni. La sposa di liberalismo con positivismo e funzionalismo è un tipico esempio, o possiamo dire la norma fondamentale del sistema politico occidentale. Liberalismo è una falsa moderazione.

Apostolos Apostolou – Atene (Grecia)

Docente di Filosofia




I teatri illuminati: il CSS ricorda che prove, i laboratori e gli incontri proseguono

Ma la vita del Teatro continua: il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG lascia illuminati i suoi teatri per ricordare che le prove, i laboratori e gli incontri proseguono, gli uffici e il servizio biglietteria sono attivi con i consueti orari

Sulla base del DPCM del 24 ottobre contenente le nuove misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG si vede costretto a sospendere tutti gli spettacoli ed eventi aperti al pubblico fino al 24 novembre.

Ciò nonostante, la vita e l’attività di un teatro come il centro di produzione udinese non si esauriscono nella sola programmazione di spettacoli, e può continuare in molte delle sue attività caratteristiche: a partire dalle produzioni CSS, ai laboratori, all’attività delle Residenze per le arti performative a Villa Manin, fino all’esperienza del Teatro partecipato.

Gli artisti scritturati proseguono le prove, come per la performance Danze per Laura Pante ideato da Jérôme Bel per la Stagione Teatro Contatto e La bella addormentata nel bosco diretto da Fabrizio Pallara e interpretato da Nicoletta Oscuro per Contatto TIG Teatro per le nuove generazioni.

I lavoratori e le lavoratrici del CSS rimarranno impegnati negli uffici organizzativi, tecnico, amministrativo e di comunicazione e la direzione artistica non smetterà un giorno di progettare, di fare scelte, di immaginare il futuro del nostro teatro, per gli artisti, per il nostro pubblico, per i cittadini.

“Condividiamo le serie preoccupazioni di tutto il mondo dello spettacolo per il futuro della cultura, del teatro, delle arti tutte, nella consapevolezza che siano dimensioni imprescindibili per la società e della vita civile, che vanno salvaguardate non solo a garanzia del lavoro degli artisti e delle lavoratrici e lavoratori del nostro settore, ma in assoluto come beni preziosi del nostro Paese – dichiarano i co-direttori artistici Fabrizio Arcuri, Alberto Bevilacqua, Rita Maffei, Fabrizia Maggi e Luisa Schiratti – Abbiamo inoltre immaginato di approfittare di questo tempo per aprire un nuovo dialogo con gli spettatori e organizzare, su appuntamento e in sicurezza, incontri che coinvolgeranno uno spettatore e uno dei co-direttori artistici del CSS. Per confrontarci sulla stagione in corso, per condividere l’esperienza della cura artistica e dell’essere spettatori del nostro teatro di innovazione contemporanea”.

In questo mese, uno dei progetti artistici creato la scorsa estate, proprio per le sue caratteristiche, resta disponibile per la fruizione del pubblico (luglio 2020 fino ad aprile 2021). Si tratta dell’esperienza teatrale audioguidata intitolata Città inquieta, una passeggiata alla scoperta della città di Udine – dotati di smartphone e auricolari – ascoltando i tanti racconti scritti dai partecipanti al laboratorio di Teatro partecipato guidato da Rita Maffei e ispirati a “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa.

Il punto informazioni e la biglietteria del Teatro Palamostre rimarranno aperti regolarmente con il consueto orario dal lunedì al sabato, dalle ore 17.30 alle 19.30, tel +39 0432. 506925, biglietteria@cssudine.it e sul sito www.cssudine.it. I biglietti già acquistati dagli spettatori rimarranno validi per le nuove date di recupero degli spettacoli sospesi.

 




Questo weekend – sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 30 Fabbriche del Gusto aprono le porte per WeFood

Il piacere della tavola non si ferma. Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 30 Fabbriche del Gusto aprono le porte per WeFood

Garantito il rispetto di stringenti norme di sicurezza anche quest’anno torna la manifestazione che dall’Emilia al Friuli Venezia Giulia permette di scoprire i segreti dell’enogastronomia di qualità. Già molte le prenotazioni per visite guidate, laboratori e degustazioni…

Se c’è un settore che ha reagito meglio di altri alla crisi dei mesi scorsi questo è l’agroalimentare. E dentro questo comparto a prevalere è il Wine & Food di alta qualità, di cui il nostro Paese è diventato negli anni sempre più punto di riferimento internazionale.

Certo, la ristorazione ha patito e sta patendo molto questa difficile situazione, ma, anche all’interno di questa nicchia, si deve distinguere tra la ristorazione di eccellenza che, ad eccezione delle metropoli e delle città d’arte, ha ripreso con ottimi risultati, e chi invece opera nella ristorazione legata ai luoghi di lavoro.

Il tema che si è imposto a tutti i livelli è stata la capacità di continuare a produrre o a consumare in ambienti dove siano stati garantiti spazi, distanziamento e sicurezza igienico sanitaria.

Proprio per questi motivi, WeFood, la manifestazione che ogni anno apre le porte ai visitatori delle “Fabbriche del Gusto”, acquista un valore particolare. Grazie a partner come Grana Padano, Lattebusche, Rigoni di Asiago, Berto’s, e con il sostegno in alcune regioni di realtà come La Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre sarà possibile visitare 30 tra le migliori cantine, distillerie, produzioni di birre artigianali, caseifici, salumifici, laboratori di cioccolato e dolci tipici, produttori di paste alimentari e di farine sparsi tra l’Emilia, il Veneto, Il Trentino e il Friuli Venezia Giulia.

Per il Friuli Venezia Giulia hanno aderito: la distilleria-cioccolateria  Adelia Di Fant di San Daniele, il  Birrificio Foran di Castions di Strada, la Distilleria Ceschia di Nimis e Dorbolò Gubane di San Pietro al Natsone.

Visite guidate, laboratori, showcooking e degustazioni permetteranno ad un vasto pubblico, limitato negli accessi da stringenti misure di sicurezza, di cogliere i segreti delle produzioni di qualità. Una scelta, quella di realizzare gli incontri in sicurezza e in presenza, che tende a dare concreta dimostrazione tutti, anche di come la filiera agroalimentare sia oggi talmente sicura da superare ogni tipo di esame igienico e sanitario.

Considerando il numero limitato di posti a disposizione le prenotazioni per visitare le Fabbriche del Gusto sono già state numerose, indice che, garantendo la sicurezza il pubblico sta apprezzando la possibilità di entrare nel vivo dei luoghi produttivi e scoprire i segreti di prodotti che contribuiscono al piacere della tavola. Per prenotare le visite tutte gratuite, è sufficiente consultare il sito www.wefood-festival.it

La manifestazione è promossa da ItalyPost, con la collaborazione per il triveneto della Guida Venezie a Tavola.

CREDITS WEFOOD
Promosso da Venezie a Tavola
Curato da Goodnet-Territori in rete
Partner Grana Padano, Lattebusche, Rigoni di Asiago, Berto’s, Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia – PromoTurismoFVG