IL 23 E 24 OTTOBRE AD AVERSA (NA) : Da Arisa a Mannarino un cast d’eccezione al Premio d’Aponte 2020

Un cast di prim’ordine quello del Premio Bianca d’Aponte 2020 – Città di Aversa: ad affiancare le finaliste del contest ci saranno infatti artisti come Alessandro Mannarino, Giovanni Truppi, Le ‘Cantautrici’ (ovvero Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava), i Têtes de Bois, gli A’67, Giuseppe Anastasi, Brunella Selo, Alfina Scorza. Insieme a loro la madrina di questa edizione, Arisa, che interpreterà “Cantico dei matti” di Bianca d’Aponte (la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata) insieme a vari suoi brani.

Inoltre la città di Aversa riconoscerà alla Nuova Compagnia di Canto Popolare un Premio alla carriera.

La 16a edizione della manifestazione, che è stata presentata in videoconferenza sulla pagina facebook del Premio, si terrà il 23 e 24 ottobre al Teatro Metropolitan di Aversa ed avrà come media partner ufficiale Rai Radio 1.

Ad aprire entrambe le serate ci sarà Cristiana Verardo, vincitrice nel 2019 del concorso, l’unico in Italia riservato a cantautrici. A contendersi la vittoria quest’anno ci saranno BamBi da Napoli, Simona Boo da Termoli (Campobasso), Ebbanesis da Napoli, Lamante da Piovene Rocchette (Vicenza), La Zero da Piano di Sorrento (Napoli), Lucrezia da Bologna, Miglio da Brescia, Elena Romano da Firenze, Sara Romano da Monreale (Palermo), Veronica da Aversa (Caserta), Chiara White da Firenze.

La conduzione sarà affidata a Carlotta Scarlatto e Ottavio Nieddu, mentre la direzione artistica è di Ferruccio Spinetti.

Il festival inizierà già giovedì 22 ottobre con il tradizionale workshop (riservato alle sole finaliste e a un numero ridotto di uditori) su “La qualità della scrittura – testi e musica” con Giuseppe Anastasi e Giuseppe Barbera. Il workshop è previsto dalle 10 alle 17.00 nella sala conferenze dell’Hotel del Sole.

Sabato ci sarà una mattinata fitta di appuntamenti nel Teatro Metropolitan, tutti riservati ai giurati e ad un numero ridotto di uditori. Alle 10 si comincerà con una tavola rotonda su “La melodia nella canzone d’autore 2.0”, condotta da Michele Monina e con relatori Mariella Nava, Kaballà, Carlo Marrale, Ferruccio Spinetti e Roberto Trinci; a seguire un incontro con le undici finaliste e, a chiudere, uno sui “Diritti connessi” tenuto da un rappresentante del Nuovo Imaie.

Nel corso delle serate sarà disponibile la compilation della 16a edizione del Premio che il pubblico potrà ricevere in cambio di un’offerta presso il banco di Emergency, cui sarà devoluto l’intero ricavato.

Molti i riconoscimenti in palio. Il Premio Bianca d’Aponte, con borsa di studio di € 1000, per la vincitrice, e il Premio della Critica Fausto Mesolella con borsa di studio di € 800.

Sono inoltre previste menzioni per miglior testo, migliore musica e migliore interpretazione.

Alla vincitrice assoluta saranno garantiti inoltre tre concerti di presentazione prodotti da Doc Live e la partecipazione alla prossima edizione del d’Aponte in qualità di ospite. Inoltre sarà ammessa di diritto alla fase finale di Area Sanremo, fatti salvi i requisiti richiesti dall’organizzazione di quest’ultima. Il Premio d’Aponte è fra i concorsi che permetteranno ai propri vincitori l’accesso alla fase finale insieme al Premio Pigro e al Premio Lunezia.

Numerosi poi i premi da parte di enti e associazioni esterne all’organizzazione: quello dell’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, con la proposta di una possibile collaborazione artistica; quello di Soundinside Basement Records, con la realizzazione di un video live in studio; quello del Virus Studio, “Premio ’Na stella” (titolo di una canzone di Mesolella), con l’incisione in studio di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti; quello dell’etichetta femminile “Maieutica Dischi” di Veronica Marchi (vincitrice della prima edizione del Premio) per la produzione e pubblicazione di un brano; quello dell’Associazione Virginia Vita con una borsa di studio di 500 euro.

La giuria, come ogni anno, sarà costituita da affermate cantautrici, cantautori, autori, compositori, giornalisti del settore, addetti ai lavori e operatori culturali.

Il Premio Bianca d’Aponte è promosso dall’Associazione Musicale Onlus Bianca d’Aponte, con partner privilegiato il Comune di Aversa.

Partner sono: Emergency, M.A.U., NuovoImaie, Doclive, Suoni dall’Italia, Premio Andrea Parodi, L’Isola che non c’era, Blogfoolk, Virus Studio, Soundinside Basement Records, Maieutica Dischi, Associazione Virginia Vita.

Nel totale rispetto dei protocolli sicurezza Covid, le serate si svolgeranno solo con la presenza di pubblico interno all’organizzazione del Premio (giuria, ospiti e soci).




We are still watching di Ivana Müller debutta a Udine per Contatto/Blossom

L’artista croata Ivana Müller si interroga sul concetto di rappresentazione e di partecipazione con uno spettacolo-installazione dove ogni spettatore assume un preciso ruolo all’interno di una comunità e ne restituisce diverbi, relazioni e alchimie: We are still watching debutta a Teatro Contatto Blossoms / Fioriture venerdì 9 ottobre ore 21 al Teatro Palamostre di Udine e replica 24 ottobre, 6 e 20 novembre, 10 dicembre.
We are still watching è una performance-installazione interpretata da un gruppo di spettatori, da una ‘comunità istantanea’, ogni sera diversa. We are still watching è ideata da Ivana Müller, coreografa e drammaturga che vive fra Parigi e Amsterdam, la cui ricerca artistica è incentrata sulla messa in discussione del concetto di rappresentazione, di spazio dell’immaginario e si interroga sulla nozione di partecipazione e sul rapporto fra attore e spettatore.
La nuova produzione CSS, realizzata in collaborazione con l’Institut français Italia di Roma/ Ambasciata di Francia in Italia e Fondazione Nuovi Mecenati e con il sostegno della Fondazione Friuli, sviluppa un originale quadro performativo dove i partecipanti condividono e sono inclusi nella stessa esperienza: tutti siedono da soli in uno spazio, senza personale del teatro o della compagnia.
A partire dalla lettura di un testo, ogni spettatore ha modo di individuare il proprio ruolo all’interno di una comunità chiamata a prendere alcune decisioni, individuali e collettive e riflettere sugli attuali modelli economici, di potere, di capitalismo e sul concetto di democrazia nella società contemporanea.
We are still watching è una performance che cambia inevitabilmente ad ogni replica, proprio perché diverse sono le dinamiche e le scelte comunitarie. Nel corso di un’ora circa, passata in compagnia l’uno dell’altro, tutti trovano non solo il proprio ruolo, ma anche l’emozione di una socialità ritrovata.




Demare vince la tappa 4 del Giro d’Italia, Almeida ancora in Maglia Rosa

Villafranca Tirrena, 6 ottobre 2020 –  Arnaud Démare (Groupama-FDJ) ha ottenuto la sua seconda vittoria di tappa al Giro d’Italia (dopo la 10a frazione a Modena del 2019). Ha battuto al photofinish Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) e Davide Ballerini (Deceuninck-Quick Step) sul traguardo di Villafranca Tirrena, nell’ultima tappa della Corsa Rosa in Sicilia. La Maglia Rosa Joao Almeida (Deceuninck-Quick Step) ha aumentato a due secondi il suo vantaggio su Jonathan Caicedo (EF Pro Cycling), dopo averlo battuto al traguardo volante.

Il vincitore di tappa Arnaud Demare: “Dopo aver tagliato il traguardo non ero sicuro di aver vinto. Ho visto Ballerini festeggiare e ho pensato di essere arrivato secondo fino a quando non mi hanno chiamato per il podio.
Sono super felice. È stato un finale molto particolare, volevamo mantenere alta la velocità perché Gaviria e Viviani [poi rientrato] erano attardati di 25-30 secondi. All’ultimo km il mio compagno di squadra Miles Scotson ha accelerato e ha provato ad andare via da solo, la Cofidis ha dovuto lavorare per riprenderlo e così ho potuto salvare energie prezione per lo sprint finale. Ho avuto buone gambe ma anche un po’ di fortuna”.

La Maglia Rosa João Almeida“Quando ho visto Caicedo provare a prendere l’abbuono allo sprint intermedio ho deciso di reagire. Sono riuscito a batterlo e ad incrementare il vantaggio nella generale: un altro giorno in Maglia Rosa! Domani abbiamo altre salite impegnative da affrontare, mi aspetto attacchi da parte di alcuni corridori. Spero di poterli seguire e rimanere in testa alla classifica generale.”

La Maglia Ciclamino Peter Sagan“Quando ho tagliato il traguardo non sapevo se avessi vinto, fatto secondo o terzo. In uno sprint così serrato a volte vinci a volte perdi. La nostra tattica era di rendere la corsa dura sulla salita. Sono soddisfatto della squadra, i miei compagni hanno fatto un ottimo lavoro. Adesso sono in Maglia Ciclamino anche se solo per pochi punti, spero di continuare a tenerla”.

La Maglia Azzurra Jonathan Caicedo: “Non sono un corridore veloce. Ero in una situazione in cui avrei potuto prendere il comando della corsa quindi ho tentato la fortuna per prendere l’abbuono al traguardo volante. Non ha funzionato ma continuerò a lottare per la Maglia Rosa. Sono molto motivato”.

Tappa 5 – MILETO- CAMIGLIATELLO SILANO – 225km
Tappa molto mossa con un numero note- vole di salite di cui tre catalogate GPM. Dopo un breve tratto verso Nord sulla ss. 18, si at- traversa la Calabria per raggiungere la costa Ionica mediante una serie di saliscendi su strade molto articolate. Si attraversano in sequenza Catanzaro Lido e Catanzaro (GPM) prima di affrontare la salita di Tiriolo, che porta al settore di tappa di circa 70 km di continui saliscendi attraverso le pendici della Sila. Dopo Cosenza inizia la salita del Valico di Montescuro di quasi 25 km al 5.6% con punte (all’interno di Spezzano della Sila) fino al 18% lungo una strada molto larga con diversi tornanti. Dal Valico mancano poco più di 10 km all’arrivo.

Ultimi KM
Ultimi chilometri in discesa marcata fino a Moccone (4 km all’arrivo) dove la strada continua a scendere leggermente per giungere a Camigliatello e attraversare una parte dell’abitato (carreggiata a volte ristretta) fino a 1.2 km, dove con una curva a U la corsa si dirige all’arrivo. Due ampie curve attorno ai 400 m portano sul rettilineo finale (larghezza 6.5 m).




Il jazz torna al Pigneto: giovedì 8 ottobre all’Ellington Club di Roma Luca Filastro dal vivo giovedì sera

Il jazz torna al Pigneto: giovedì 8 ottobre all’Ellington Club di Roma (via Anassimandro 15) parte “Jazzville”, uno degli appuntamenti capitolini che segnano il ritorno dello spettacolo dal vivo post lockdown. Alle 21.30 Luca Filastro Jazz Trio aprirà il ciclo di appuntamenti dedicati alla musica nata all’inizio del secolo scorso negli Stati Uniti e rimasta nella memoria del mondo come uno dei generi più conosciuti. Luca Filastro, classe ’92, pianista e compositore affermato dentro e fuori i confini nazionali, si è formato ascoltando miti indiscussi del jazz come Louis Armstrong, Fats Waller, Jelly Roll Morton, Sidney Bechet. Le sue performance artistiche, infatti, spaziano dalla Swing Era al Bebop, proponendo al pubblico un jazz a 360 gradi. Doti artistiche e capacità di improvvisazione: Filastro, dopo aessersi esibito in tutto il mondo suonando con Aldo Zunino (il contrabbassista preferito dagli americani) ed Emanuele Zappia (alla batteria), ora sbarca all’Ellington Club di Roma, in una prima serata dedicata al jazz e tutti i suoi appassionati.

TUTTI GLI APPUNTAMENTI ALL’ELLINGTON CLUB FINO AL 14 OTTOBRE. Venerdì 9 “Midnight in Rome”, il burlesque show di Candy Rose, accompagnata sul palco dalla Botta Band Jazz Orchestra; a seguire lo spettacolo Late Show a cura di dj Mister Stereotto, primo ospite de “Il Club dei 78 giri”. Sabato 10 sarà la volta del “Velvet Cabaret”, che vedrà sul palco Vera Dragone, protagonista di un “Jazz Show”, insieme al maestro Riccardo Balsamo; con loro anche la burlesque performer Ginevra Joyce. Domenica 11 apertura mattutina per il “Bohemienne Brunch”, dalle 11.30 alle 15.30, durante il quale ci saranno l’artista di disegno dal vero Davide Dormino accompagnato da una selezione musicale di 78 giri curata da Mister Stereotto. Mercoledì 14 parte la stand up comedy, novità della stagione 2020-21 dell’Ellington: sul palco del Club al Pigneto andrà in scena “J’am Stand Up – Ladies Edition”, con on stage le autrici Giulia Maulucci, Gabriella Indolfi e Michela Fontana; a seguire il late show “Non Sparate sul Pianista”.




Circuito ERT: oltre 3’000 presenze nei 35 spettacoli in estiva

UDINE – Oltre 3’000 persone hanno preso parte all’attività estiva del Circuito ERT, sviluppata su 15 Comuni del Friuli Venezia Giulia per un totale di 35 repliche e 19 compagnie coinvolte. “Il pubblico – commenta questi numeri il direttore dell’ERT, Renato Manzoni, all’indomani della comunicazione da parte dell’Associazione delle Reti Teatrali Italiane dei dati nazionali ha dimostrato grande attaccamento al nostro mondo, riempiendo gli spazi, sia all’aperto sia nei teatri. Tutti hanno apprezzato l’attenzione nei confronti dei protocolli anti-Covid, rispettando sempre distanziamento e utilizzo della mascherina, facendo la loro parte per garantire la sicurezza di questi luoghi. Ed è andata così anche in occasione degli spettacoli di Marco Paolini e Simone Cristicchi andati in scena, all’insegna del tutto esaurito, la scorsa settimana inaugurando la stagione autunnale nella quale recupereremo quanto rinviato dalla primavera scorsa”.  

In Italia sono stati oltre 1.120 gli appuntamenti con più di 140.000 presenze complessive, interessando 400 luoghi tra teatri e spazi all’aperto e coinvolgendo circa 500 compagnie e gruppi artistici. Sono stati 265 i Comuni italiani attivati grazie ai Circuiti per un totale di quasi 3,7 milioni di euro di costi sostenuti (oltre il 50% del finanziamento Mibact destinato agli stessi soggetti). I 13 circuiti regionali protagonisti di questa performance fanno parte dell’Arti, all’interno di Agis/Federvivo.

È un bilancio decisamente significativo, poiché maturato in un periodo ancora pieno di incertezze normative, quello relativo all’attività estiva 2020 (dal 15 giugno al 15 settembre) dall’associazione che riunisce i Circuiti Regionali Multidisciplinari dello spettacolo dal vivo di Piemonte, Toscana, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Campania, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo-Molise, Veneto, Marche, Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Lazio. I Circuiti hanno reagito e realizzato un progetto culturale necessario anche senza obblighi rispetto ai parametri ministerialicon la volontà di contrastare, con estrema attenzione ai protocolli di sicurezza, il blocco delle attività culturali.Un’offerta di qualità, capace di richiamare una grande mole di pubblico, che ha potuto seguire gli spettacoli nel pieno rispetto delle misure anti Covid. Numeri che dimostrano il grande lavoro dei Circuiti e la voglia di partecipazione del pubblico, che vive e percepisce gli spazi dedicati allo spettacolo dal vivo come luoghi sicuri.

“I luoghi dello spettacolo sono molto sicuri e devono essere distinti da altri luoghi di aggregazione dove, a buon diritto, non si può chiedere la compostezza – osserva Pierluca Donin, presidente dell’Associazione delle Reti Teatrali Italiane – Si tratta di spazi frequentati da cittadini che hanno voglia di tornare a teatro e che rispettano con rigore le norme sanitarie anti contagio”.

“Questi numeri – sottolinea Patrizia Coletta, vicepresidente dell’Associazione delle Reti Teatrali Italiane – testimoniano l’impegno dei circuiti nel rimettere in moto la macchina creativa, economica e occupazionale dello spettacolo dal vivo, riattivando il dialogo con la comunità che, con la grande partecipazione estiva, ha testimoniato la necessità di tornare a teatro”.

“Il volume delle attività programmate nei tre mesi successivi al blocco alla chiusura dei teatri – rimarca Sante Levante, Coordinatore dell’Associazione delle Reti Teatrali Italiane – conferma ancora una volta il ruolo concreto di catalizzatore dei circuiti regionali nella filiera dello spettacolo dal vivo, settore tra i più colpiti dalla crisi.

 




Jonathan Caicedo vince la tappa 3 del Giro d’Italia, Almeida nuova Maglia Rosa ai centesimi

Etna (Piano Provenzana), 5 ottobre 2020 

Il corridore ecuadoriano Jonathan Caicedo (EF Pro Cycling) ha emulato il suo connazionale Richard Carapaz, vincitore del Giro d’Italia 2019, andando a conquistare la terza tappa sull’Etna davanti ai suoi compagni di fuga Giovanni Visconti (Vini Zabu ‘- Brado – KTM) e Harm Vanhoucke (Lotto-Soudal). Geraint Thomas (Team Ineos Grenadiers) è arrivato al traguardo molto attardato (a 12’19”) dopo essere caduto nel tratto di trasferimento; staccato anche Simon Yates (a 4’22”) che non è riuscito a tenere le ruote dei migliori.

 

 

Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

Jonathan Caicedo (EF Pro Cycling) ha vinto la terza tappa del 103^ Giro d’Italia, la Enna – Etna (Linguaglossa – Piano Provenzana) di 150 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Giovanni Visconti (Vini Zabu’ – Brado –  KTM) e Harm Vanhoucke (Lotto Soudal).

Foto Fabio Ferrari/LaPresse
05 ottobre 2020 Italia
Sport Ciclismo
Giro d’Italia 2020 – edizione 103 – Tappa 3 – Da Enna a Etna (Linguaglossa-Piano Provenzana) (km 150)
Nella foto:
Photo Fabio Ferrari/LaPresse
October 05, 2020 Italy
Sport Cycling
Giro d’Italia 2020 – 103th edition – Stage 3 – from Enna to Etna (Linguaglossa-Piano Provenzana)
In the pic:

João Almeida (Deceuninck – Quick – Step) è il nuovo leader della classifica generale e indossa la Maglia Rosa. 

RISULTATO DI TAPPA
1 – Jonathan Caicedo (EF Pro Cycling) – 150 km in 4h02’33”, media 37.106 km/h
2 – Giovanni Visconti (Vini Zabu’ – Brado –  KTM) a 21”
3 – Harm Vanhoucke (Lotto Soudal) a 30”

CLASSIFICA GENERALE
1 – João Almeida (Deceuninck – Quick – Step)
2 – Jonathan Caicedo (EF Pro Cycling) s.t
3 – Pello Bilbao (Bahrain – McLaren) a 37”

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa 4 – CATANIA-VILLAFRANCA TIRRENA – 140km

Tappa caratterizzata dalla presenza a metà percorso della salita pedalabile di Portella Mandrazzi. Da Catania fino alle porte di Taorminasi percorrono strade abbastanza ampie, ma planimetricamente costellate di curve, con pochi tratti rettilinei, sebbene altimetricamente sostanzialmente piatte. Una volta lasciata la costa si affronta la lunga scalata di Portella Mandrazzi (pendenze attorno al 4% medio) che, seguita da una lunghissima discesa, porta alla costa nord dell’Isola. Gli ultimi 40 km sono tutti su strade abbastanza ampie, pianeggianti, con pochi centri abitati e con poche variazioni di direzione.

Ultimi KM
A meno di 2 km dall’arrivo, la corsa lascia la statale 113 per collegarsi al lungomare mediante una strada in leggera discesa con un paio di curve di media ampiezza. A circa 850 m dall’arrivo, ultima curva verso sinistra che immette nel lungo rettilineo finale (fondo asfalto, larghezza 8 m).



ContemporaneA: a Biella un festival al femminile fatto di parole e storie di donne – 10-11 ottobre 2020

Sono più di venti le donne scrittrici, traduttrici, giornaliste, economiste, musiciste, storiche, sociolinguiste e vivaiste che la città di Biella si prepara a ospitare il 10 e 11 ottobre per la prima edizione del festival ContemporaneA. Parole e storie di donne. Uno spazio nato online lo scorso giugno, cresciuto sempre di più e pronto a farsi conoscere, finalmente dal vivo, sempre con la cura di Irene Finiguerra e Barbara Masoni.

 

Nicolò Targhetta

Nel corso della due giorni il pubblico potrà infatti ritrovare i format e alcuni degli ospiti che ha imparato ad amare e conoscere nei rendez-vous online sui canali social di ContemporaneA. Ogni mattina la giornata si apre con la rassegna stampa Giornali a colazione. Sabato 10 Roberta Scorranese firma del Corriere della Sera, racconta come si sta evolvendo la professione insieme a Simona Romagnoli, giornalista de La Stampa per la redazione di Biella, nella sezione cultura e spettacolo. Domenica 11 commentano le notizie del giorno Francesca

Francesca Angeleri

Angeleri (Corriere della Sera, Donna Moderna, Alias) e Roberto Azzoni, direttore da oltre un decennio dell’Eco di Biella.

Quattro gli appuntamenti con il Caffè con le ragazze. Sabato mattina, la giornalista Simonetta Fiori, che da trent’anni si occupa per La Repubblica di temi culturali, presenta La testa e il cuore. L’amore in trenta storie (Guanda, 2020), mentre al pomeriggio il caffè è in compagnia di Florencia Di Stefano-Abichain, traduttrice del libro L’atlante delle donne di Joni Seager (ADD Editore, 2020) e nota su Instagram come Florenciafacose. Argentina di origine, da anni vive a Milano e lavora come speaker radiofonica. Domenica la redattrice e traduttrice Alice Basso racconta del suo ultimo romanzo Il morso della vipera (Garzanti, 2020), mentre l’incontro pomeridiano è con Anna Peyron, fondatrice di un vivaio specializzato nella coltivazione di rose antiche e botaniche, ortensie, clematidi, piante e bulbi per amatori e autrice di Il romanzo della rosa (ADD Editore, 2020).

Sabato 10 al Ristorante Antico Comune di Biella un pranzo speciale con la giornalista Barbara Frandino per Vi racconto Edna O’Brien, scrittrice, femminista, ribelle, mentre domenica, sempre per pranzo, l’incontro sarà con la poetessa e scrittrice Elena Varvello, con Tu chi sei? Le vite degli altri. La scrittura di Elizabeth Strout (15 €, solo su prenotazione a segreteria.contemporanea@gmail.com).

Mariangela Pira

Non solo letteratura, con la sociolinguista Vera Gheno, specializzata in comunicazione digitale e autrice di apprezzati libri sull’uso della lingua italiana (l’ultimo, pubblicato da Longanesi nel 2020 è Parole contro la paura), con la giornalista Ritanna Armeni per la presentazione di Mara. Una donna del Novecento (Ponte alle Grazie, 2020), con Mariangela Pira, voce dell’economia su Sky Tg24 per capire come la pandemia ha infettato l’economia globale. Altri incontri molto attesi sono quelli con Silvia Zanella, che prende le mosse dal suo ultimo libro Il futuro del lavoro è femmina (Bompiani, 2020), con Rossana De Michele, tra le creatrici di Storielibere.Fm, e con Alice Cappagli, violoncellista nell’orchestra del Teatro alla Scala per quasi quarant’anni.

Torna anche il format Scrittori per scrittrici. Tra gli autori a raccontare dal vivo il rapporto con la loro scrittrice preferita ci sono Andrea Pomella che con Anni luce nel 2018 è stato finalista nella dozzina del Premio Strega, Simone Tempia, ideatore del personaggio del maggiordomo immaginario Lloyd, capace di trovare una risposta ai

Vera Gheno

dilemmi quotidiani del suo sir, Nicolò Targhetta, scrittore e creatore della pagina Non è successo niente e Raffaele Riba, scrittore e insegnante presso la Scuola Holden.

Giovedì 15 ottobre è in programma un ulteriore appuntamento con ContemporaneA: 25 anni di passione per l’arte: dalla Collezione alla Fondazione. Incontro con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista d’arte e fondatrice della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino con sedi a Madrid e Guarene, membro di varie istituzioni d’arte internazionali. L’incontro sarà alle 21 a Palazzo Gromo Losa.

Il progetto nasce all’interno dell’associazione biellese BI-BOx da un’idea di Irene Finiguerra e Barbara Masoni, in collaborazione con la libreria Giovannacci e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. L’illustrazione e il progetto grafico è a cura di Chiara Fucà.

Raffaele Riba

COS’È CONTEMPORANEA. PAROLE E STORIE DI DONNE
ContemporaneA è un progetto che fin dalla sua nascita si è presentato con una doppia anima, online e analogica, e un solo obiettivo: quello di essere uno spazio per tutte le donne (e non solo) dove confrontarsi, sognare e progettare, dove ascoltare gli interventi di scrittrici, artiste, imprenditrici. È così che, nell’ambito della rubrica social Caffè con le ragazze, in questi due mesi hanno raccontato sé stesse e il proprio lavoro autrici come Giusi Marchetta, Costanza Rizzacasa D’Orsogna, Marta Barone, Bea Buozzi, Marilù Oliva, Carola Benedetto e Luciana Cilento. Non solo scrittrici: sono intervenute anche professioniste del mondo dell’arte e della cultura come la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, la regista Irene Dionisio, la tatuatrice Silvia Maschio, le ideatrici del progetto Senzarossetto Giulia Cuter e Giulia Perona, la manager musicale Katia Giampaolo, le giornaliste Ritanna Armeni, Simonetta Fiori, Cristina Manfredi.
Non sono mancate le voci maschili, grazie alla rubrica Scrittori per scrittrici, attraverso cui alcuni tra i più amati nomi della narrativa italiana hanno raccontato con brevi video la propria autrice preferita, come Maurizio de Giovanni, Antonio Manzini, Matteo B. Bianchi, Raffaele Riba, Nicolò Targhetta, Lorenzo Marone, Fabio Stassi, Giacomo Nicolella.
Tra le altre rubriche Una collana di perle, ogni lunedì mattina una citazione diversa, che sia di ispirazione per tutta la settimana; L’amica che vorrei, la rubrica dedicata alle scrittrici: da conoscere, da leggere o da rileggere; A ruota libera, in cui le due curatrici di ContemporaneA Irene Finiguerra e Barbara Masoni approfondiscono ogni volta un tema diverso: una corrente artistica, una storia, un libro; La donna della domenica, dedicato alle donne da non dimenticare.

Quella del 10 e 11 ottobre del 2020 è la prima edizione del festival dal vivo.




Basi teoriche del teatro europeo (seconda parte )

Anche la teoria polica (come la filosofia) affida al teatro un ruolo politico. William Shakspear sosteneva che il teatro è un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte. Che cose è il teatro politico? «Il teatro politico nasce dal teatro di strada e ha una storia molto antica. Un suo antecedente può essere considerata la “commedia dell’arte”. Nel Medioevo si facevano spettacoli in chiesa che venivano poi portati anche fuori, nelle strade. Le funzioni più importanti di questi primi teatri di strada erano il divertimento e il fare da specchio, alle persone, della loro vita quotidiana. Con lo sviluppo della società industriale moderna (film, radio, grammofono, teatro) il teatro di strada ha perso molto della sua importanza originaria. Ma nel 1960 è iniziato un suo revival, quando le persone si sono accorte che poteva servire molto bene per scopi politici. Una delle principali ragioni per le quali funziona è che la strada è il luogo in cui si trova la gente ordinaria: si possono avere contatti diretti e si può portare a fondo il proprio messaggio. Il teatro come oggi è comunemente inteso è frequentato da persone di ceto medio-alto, e non da altre che possono essere raggiunte solo nelle strade.» (Utopieonlus)

Basta vedere il teatro di J.P.Sartre era un teatro politico e filosofico insieme. Ma anche il teatro già dal 1771 con John Wilkies e Samuel Johnson e molti, molti anni dopo con Bertold Brecht abbiamo un teatro politico sociale. “L’uomo moderno poco sa delle leggi che governano la sua vita. Come individuo sociale reagisce per lo più sentimentalmente; ma questa reazione sentimentale è confusa, indeterminata, apparente. Le fonti dei suoi sentimenti e delle sue passioni, così come quelle delle sue cognizioni, sono ostruite e come intorbidate. L’uomo odierno, vivendo in un mondo in rapida trasformazione e trasformandosi rapidamente egli stesso, non ha di questo mondo la benché minima idea in base alla quale gli sia possibile agire con prospettive di successo; le sue concezioni della convivenza umana sono distorte, inesatte, contraddittorie, potremmo dire impraticabili; cioè, con una simile visione del mondo – del mondo umano – davanti agli occhi, l’uomo questo mondo non può dominarlo” (Bertolt Brecht, Scritti teatrali. Volume I, Einaudi 1975)

Lo stesso esiste anche con il rapporto tra filosofia e teatro. Tutta la filosofia dello sguardo di J.P.Sartre esiste nel suo teatro. Lo sguardo altrui mi svela infatti che sono anche natura, ho un fuori. In tal modo scopro di me ciò che peraltro sono: esposto, penetrabile, in un’interfaccia molle, al di qua della quale mi celo oscuro. Questa mia oscurità, che lo sguardo altrui mi svela, mi sfugge. E così – ci dice Sartre – “un po’ come si apprende il proprio pensiero obbiettivamente mediante il linguaggio, nel momento in cui lo si pensa per farlo passare nel linguaggio, la tendenza a sfuggirmi, che mi domina e mi trascina, e che io sono, la leggo in quello sguardo indagatore”, in questosentimento d’essere sì ciò che sono, ma altrove, laggiù, per altri” in unasolidificazione… di me stesso che lascia intatte le mie possibilità e le mie strutture… ma che mi spinge improvvisamente in una nuova dimensione d’esistenza: la dimensione del non-rivelato .

Questa filosofia di Sartre possiamo trovare anche nelle sue opere teatrale. A “porte chiuse” Sartre descrive la situazione dello sguardo “l’enfer, c’est les autres”. Il dramma inizia con il Valletto che introduce in una stanza un uomo chiamato Garcin. Garcin viene raggiunto da due donne Ines e Estelle.  La stanza non ha né finestre né specchi e si capisce presto che è un luogo dell’inferno. Garcin è  il primo personaggio ad essere presentato. È un brasiliano, che ha disertato durante la Seconda guerra mondiale e tradito ripetutamente la moglie, arrivando a portarsi le amanti a casa e a farsi cucinare da lei la colazione per entrambi. Dalla stanza vede la moglie suicidarsi dopo la sua morte. Inizialmente odia Inès perché ella smaschera la sua codardia e tenta di sedurre Estelle. Mano a mano che il dramma procede, comincia a cercare il perdono di Ines, come se solo la sua assoluzione potesse redimerlo. Inès è il secondo personaggio ad entrare nella stanza. È lesbica e ha sedotto una donna convincendola ad uccidere il marito, che era anche suo cugino. Durante tutto il dramma Inès manipola le opinioni che Estelle e Garcin hanno di sé stessi e degli altri, ed è l’unico personaggio che non nasconde il proprio crimine né permette agli altri di fare altrettanto. Estelle è una donna dell’alta società che ha sposato il marito per denaro e lo ha tradito con un uomo più giovane. La relazione con quest’ultimo porta alla nascita di un figlio, che Estelle uccide annegandolo; la morte del bambino causa il suicidio dell’amante. Nel corso del dramma, Estelle cerca di avvicinarsi a Garcin. Tutto il drama dello squardo esiste nella opera “porte chiuse”. Tutta la fenomenologia della filosofia è qui, cosi nel teatro esiste anche filosofia e politica, psicoanalisi, e storia.

*Apostolos Apostolou

Scrittore e Docente di Filosofia

 




Pordenone Giornate del Cinema Muto: lunedì 5 ottobre è il giorno di Sessue Hayakawa, sex symbol di Hollywood prima di Valentino

Dalla maggiore cineteca giapponese, il National Film Archive of Japan di Tokyo, arriva la proposta del film di lunedì 5 ottobre per le Giornate del Cinema Muto Limited Edition, Where Lights are Low (Il principe T’su), del 1921, per la regia di Colin Campbell. Il film è in programma a partire dalle 20.30e rimane disponibile alla visione in streaming per 24 ore.

Tratto da un racconto di Lloyd Osbourne, figliastro di Robert Louis Stevenson, il film offre l’occasione di ammirare, e forse conoscere, l’arte di un grande attore, Sessue Hayakawa, oggi quasi dimenticato ma che all’epoca rivaleggiava per popolarità con Chaplin, Douglas Fairbanks e John Barrymore, e che anticipò il mito erotico di Rodolfo Valentino presso il pubblico femminile.

Nato da una famiglia agiata – il padre era governatore della regione – Hayakawa dovette rinunciare alla carriera militare per un difetto all’udito. Si trasferì negli Stati Uniti per motivi di studio dove fu notato dal regista Thomas H. Ince, che lo fece debuttare nel cinema. Con uno dei suoi primi film, The Cheat (I prevaricatori) di Cecil B. DeMille del 1915 ottenne uno straordinario successo di pubblico e critica nel ruolo di un personaggio negativo e fascinoso che per lui diventerà uno stereotipo. Anche per liberarsene, Hayakawa, che era tra i divi più pagati a Hollywood, fondò la Haworth Pictures Corporation con la quale produsse una ventina di film fino ai primi anni ’20, quando il sentimento antigiapponese determinò il fallimento economico della compagnia. Hayakawa tornò in Giappone e poi tentò la fortuna in Francia e in Inghilterra. A Parigi trascorse gli anni della seconda guerra mondiale in ristrettezza economica vendendo i suoi acquerelli per sostentarsi. La sua presa di posizione contro il nazismo gli consentì il ritorno in America dove girò un film con Humphrey Bogart e, nel 1957, Il ponte sul fiume Kwai di David Lean per il quale ottenne la nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista, primo attore asiatico della storia. La morte della moglie Tsuru Aoki, anche lei attrice, sposata nel 1914, lo spinse ad allontanarsi definitivamente da Hollywood e a ritornare in Giappone per diventare monaco buddista. Morì a Tokyo nel 1973 e la sua stella è oggi impressa nella Hollywood Walk of Fame.

Nel film presentato alle Giornate, Where Lights are Low, Hayakawa è un principe cinese, il cui amore per una ragazza di umile estrazione sociale viene osteggiato. Nel ruolo dell’eroina cinese l’attrice americana Gloria Payton e in quello del capobanda della malavita cinese nella Chinatown di San Francisco, dov’è ambientata la storia, l’attore giapponese Togo Yamamoto che, tornato in patria nel 1925 avrebbe lavorato con registi come Yasujiro Ozu e Hiroshi Shimizu.

Considerato a lungo perduto, Where Lights are Low è stato ritrovato alla Jugoslovenska Kinoteka a Belgrado, con didascalie in lingua croata, e data l’importanza di Hayakawa come divo di origine giapponese, il National Film Archive of Japan si è incaricato del restauro.

Il film è preceduto da un cortometraggio comico di dieci minuti, Toodles, Tom and Trouble diretto da Lloyd F. Lonergan nel 1915, una scatenata commedia degli equivoci con protagonisti una neonata, un giovanotto e un cane.

Fra gli esperti che interverranno nella discussione live dopo la visione del film: Daisuke Miyao, docente all’Università della California a San Diego e autore dell’unica biografia accademica di Sessue Hayakawa; Ned Thanhouser, nipote del fondatore del mitico studio Thanhouser; e il musicista e storico Philip Carli.

Non solo film. Anche in questa edizione on line non mancano gli eventi collaterali del festival. Il pomeriggio di lunedì 5 ottobre partono le masterclasses (dalle ore 16.00) preparate dai musicisti delle Giornate, un momento importante per chi vuole intraprendere l’arte dell’accompagnamento dei film muti o anche solo affinare la propria conoscenza dei meccanismi del cinema. La prima lezione è a cura di Donald Sosin. Le presentazioni di libri, a partire sempre da lunedì (dalle 17.00), si aprono con Rediscovering Roscoe: The films of “Fatty” Arbuckle di Steve Massa, un libro esaustivo su questo attore comico americano all’epoca famosissimo ma la cui carriera fu distrutta da uno scandalo; e Film’s First Family. The Untold Story of the Costellos di Terry Chester Shulman, un altro studio su fama e oblio condotto attraverso la storia della famiglia Costello, star pionieristiche le cui vite turbolente si incrociarono con quelle dei Barrymore.

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine e della Fondazione Friuli.




LA SECONDA GIORNATA DI RALLYLEGEND

Repubblica di San Marino. Le seconda giornata di gara a Rallylegend 2020 è stata risparmiata dalla pioggia,  caduta nelle ore immediatamente precedenti lo start dal Rally Village. Tanto pubblico, ordinato e disciplinato, ha affollato le quattro prove speciali in programma.

 

Nella categoria “WRC”, si conferma leader, come si aspettavano in molti, il francese Adrien Formaux, in coppia con Renaud Jamoul, sempre più veloce man mano che cresce l’affiatamento con la Ford Fiesta WRC “Plus” ufficiale del team M-Sport. Sua la vittoria in tutte le speciali di giornata, mentre alle sue spalle consolida il secondo posto il biellese “Il Valli”, in coppia con Cirillo, con la Hyundai i20 WRC del 2015. Con un colpo di reni nella prova conclusiva di giornata, Francois Delecour, con  Sabrina De Castelli alle note, ha riportato la bella e potente Alpine A110 R-GT sul terzo gradino del podio.

 

Tra le “Historic”, un incontenibile Marco Bianchini, in coppia con Giulia Paganoni, continua a spingere con la Lancia 037, ed incrementa ulteriormente il vantaggio sui suoi connazionali sammarinesi che lo inseguono.

Saldo al secondo posto Stefano Rosati, con Sergio Toccaceli, con la Talbot Lotus, mentre ancora terzi sono Loris Baldacci, con Enzo Zafferani, a bordo della Porsche 911 Carrera RS.

 

Situazione più fluida tra le “Myth”, dove al termine della seconda giornata rimane leader il pilota americano Ken Block, con Alex Gelsomino alle note, con la Ford Escort Cosworth “Cossie”, riuscendo a contenere l’irriducibile Carlo Boroli, con Maurizio Imerito, che con la Subaru Impreza 555 si era portato a poco più di due secondi dal leader, per poi allontanarsi di nuovo ad oltre 10 secondi. Chiude il podio Renato Travaglia, con Nalli a fianco, che non guidava la Ford Sierra Cosworth 4X4 sull’asfalto da oltre 25 anni, mentre al quarto posto si installa Franco Cunico, con Gigi Pirollo alle note, con una vettura identica, che ha lamentato qualche problema di freni.

 

Le affascinanti “Heritage” vedono in testa alla classifica la conferma di Enzo e Luca Battiato, su Lancia Fulvia Hf in livrea Marlboro, mentre al secondo posto sale Luca Cattilino, con Pesavento, a bordo di una pregevole Opel Kadett GTE, che a loro volta precedono Turroni-Liverani, con una Triumph TR6 del 1969.

 

Spettacolo nello spettacolo le “Legend Stars”, guida funambolica e “traversi” a go-go, con grandi nomi dei rally come Miki Biasion, con sua moglie Paola (Lancia Stratos), Ari Vatanen, con Fabrizia Pons (Ford Escort Cosworth), Marcello Miotto, con Alessandro Verna, con la rara Hyundai Accent WRC, Simone Campedelli, con Rappa (Ford Fiesta R5), l’organizzatore Paolo Valli, con  la Lancia Delta S4, Manfred Pommer (Audi Quattro), Paolo Diana (Fiat 131 Racing) e Frank Kelly (Ford Escort Rs), “Dedo” con la interessante Renault Clio N5, Federico Sceriffo, star del drifting, con la Toyota GT86 Turbo.