Nel 1630 Venezia era stata colpita da una terribile epidemia di peste che aveva portato a serie conseguenze economiche e sociali.
Lo stesso rinascimento architettonico della Serenissima ha risentito della crisi di questi anni, tanto che fino alla metà del secolo non si possono effettivamente indicare opere architettoniche degne di nota eccetto che per la Madonna della Salute.
La chiesa si pone infatti come materializzazione della ripresa della città, della celebrazione del suo mito, presentandosi come nuova struttura scenica affacciante sul bacino di San Marco e ponendosi come punto di arrivo della processione, fissata simbolicamente il 21 novembre (giorno della presentazione di Maria al tempio), che prevedeva la costruzione del ponte votivo che ancora oggi continua a essere predisposto per l'occasione.
Per la progettazione della basilica era stato indetto un concorso da parte del Senato, in cui furono presentati undici progetti. Alla fine il cantiere fu affidato a Baldassarre Longhena. La formazione di Longhena è interessante, in quanto parte dal basso, dalla tecnica: frequenta infatti la bottega di tagliapietra del padre, per poi probabilmente passare un periodo con Scamozzi, da cui avrebbe appreso i principi teorici.
Sotto Longhena, nel cantiere della Salute, si formarono due generazioni di architetti che poi, almeno fino alla fine del secolo, portarono avanti il linguaggio del maestro.
La pianta della basilica è centrale, cosa non insolita siccome la si ritrova utilizzata nel caso di valenza civile, mariana o sepolcrale. La struttura tuttavia è portatrice di novità che vanno ad accompagnarsi a una concezione locale di architettura. Il Senato aveva infatti richiesto a Longhena tre cose, che sicuramente sono state messe in atto tramite la pianta: che l'altare maggiore fosse visibile dall'ingresso al pari della struttura esterna e che muovendosi nella chiesa si potesse avere una visione complessiva delle cappelle.

La pianta della Salute rispetta tutte queste richieste, tramite l'uso sapiente della prospettiva, dove ogni visuale è perfettamente rettilinea grazie a una raggiera che si diparte dal centro e che va a far combaciare le cappelle e i passaggi interni che collegano le cappelle, nascosti dalla visione interna del deambulatorio.
La struttura esterna mostra straordinariamente la scomposizione dello spazio in pianta, enfatizzandola. Le cappelle emergono dalle pareti, ponendosi tra il deambulatorio e il tamburo finestrato.
Caratteristici inoltre sono i contrafforti a girandola che accompagnano il tamburo.

La Salute si pone quindi come un'opera studiata, che si pone in un contesto simbolico in maniera innovativa e ancora oggi continua a stupire i suoi spettatori.
Link al sito web della basilica: https://basilicasalutevenezia.it/