È la Giornata Mondiale della Terra, straordinario evento di mobilitazione ambientale per celebrare la bellezza del Pianeta e promuoverne la salvaguardia, ad aprire l’articolato calendario di anteprime che anticipano la quarta edizione del Festival dell’Acqua di Staranzano, la manifestazione di divulgazione scientifica dedicata all’acqua e all’ambiente, in programma dal 18 al 24 maggio.
Mercoledì 22 aprile, infatti, alle ore 21.00, al Cinema Ariston di Trieste si proietta Dandelion’s Odyssey – Planètes, incantevole film di animazione della regista Momoko Seto, giapponese d’origine e francese d’adozione, Premio FIPRESCI alla Semaine de la Critique al Festival di Cannes 2025 e Premio Grimault al Festival di Annecy dello stesso anno.
Favola silenziosa e poetica sull'infinita capacità di rigenerazione della natura, Dandelion’s Odyssey rappresenta il perfetto incipit di un Festival che ha per obiettivo la tutela dell’acqua, diritto umano universale, e dell’ambiente.
L’evento, a ingresso libero, è realizzato con la collaborazione de La Cappella Underground, del Trieste Science+Fiction Festival e del Piccolo Festival dell’Animazione. A introdurre il film sono Francesco Scarel, direttore scientifico del Festival dell’Acqua, Paola Bristot, direttrice artistica del Piccolo Festival dell’Animazione e Giovanni Vladilo, già direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste.
Dandelion, Baraban, Léonto e Taraxa sono quattro semi di tarassaco che, sopravvissuti a un catastrofico evento nucleare che ha distrutto la terra, vengono catapultati nello

spazio, alla deriva tra costellazioni e pianeti sconosciuti. In questo universo senza esseri umani, i quattro amici esplorano mondi inediti, sospesi tra meraviglia e pericolo.
È uno straordinario viaggio fatto di amicizia e resilienza, del tutto privo di dialoghi. Gli eroi del racconto, infatti, si esprimono esclusivamente attraverso il fremito di uno stelo o il fruscio del soffice pappo (l’appendice piumosa che aiuta i semi a volare), ma le loro distinte personalità, ora divertenti ora tenerissime, emergono chiaramente mentre si avventurano nel cosmo alla ricerca di un luogo dove mettere radici.
La loro Odissea rispecchia l'esperienza umana della migrazione ma anche l’incapacità di abitare un Pianeta in trasformazione.
Il team di Momoko Seto ha utilizzato un complesso mix di riprese macro in time-lapse e in ultra slow motion, effettuate tra Giappone, Francia e Islanda, con 17 telecamere che hanno operato simultaneamente per catturare i set botanici in miniatura ricostruiti negli studi. Il risultato è un ibrido, di grande impatto visivo, che intreccia live-action e compositing in computer grafica, espandendo i confini della narrazione animata.
C. L.