Alla vigilia della Festa della Musica, la città di Caorle ospiteràun appuntamento di straordinario rilievo artistico e culturale. Sabato 20 giugno 2026 alle ore 21.00, nella suggestiva cornice del Duomo di Santo Stefano Protomartire, si esibiranno i Basiani, il coro statale di canto popolare georgiano. Tra i più autorevoli interpreti al mondo della tradizione musicale georgiana, il coro sarà protagonista del concerto straordinario “Aspettando il Festival”, anteprima del 44° Festival Internazionale di Musica di Portogruaro.
Il coro Basiani è riconosciuto come l’ensemble statale ufficiale del canto popolare georgiano in un piccolo Paese di poco meno di quattro milioni di abitanti. Situata tra la Russia a nord, la Turchia e l’Armenia a sud, e affacciata rispettivamente sul Mar Nero e sull’Azerbaigian a ovest e a est, la Georgia vanta una ricca storia linguistica che risale al V secolo.
L’evento a Caorle offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere una delle più antiche e affascinanti tradizioni musicali del mondo. Il canto polifonico georgiano è stato riconosciuto dall'UNESCOnel 2001 come Patrimonio Immateriale dell'Umanità: una tradizione antica, presente almeno dal IV secolo, alle radici stesse del Cristianesimo in Georgia, che intreccia repertori sacri, canti di lavoro, musiche conviviali e forme polifoniche di straordinaria complessità come il Chakrulo — il brano scelto dalla NASA nel 1977 per rappresentare la cultura umana nello spazio a bordo delle sonde Voyager.
Il programma del concerto accompagnerà gli ascoltatori attraverso le diverse regioni della Georgia, dalle pianure della Kakheti alle montagne della Svaneti, proponendo un ricco repertorio di canti tradizionali. Tra questi figurano Kakhuri Mravalzhamieri (“Tanti anni di vita”), eseguito durante le tradizionali Supra, i tipici banchetti conviviali georgiani; canti di lavoro come Namgluri, Orovela e Odoia; composizioni liturgiche quali MotsikuliKristesagan Gamorcheuli, dedicato a Santa Nina, evangelizzatrice della Georgia, e Tsmidao Ghmerto (“O Santo Dio”), appartenente alla tradizione sacra orientale georgiana.
Particolare attesa circonda l’esecuzione di Chakrulo, considerato il capolavoro della polifonia georgiana. Nel 1977 questo canto venne selezionato dalla NASA per essere inserito nel celebre Voyager Golden Record, il disco inviato nello spazio a bordo delle sonde Voyager come testimonianza delle espressioni culturali più significative della civiltà umana. Il termine significa “intrecciato”, un riferimento alla complessa tessitura delle voci che caratterizza questa straordinaria composizione.
Tra le tecniche vocali utilizzate nel canto georgiano vi è il krimanchuli, una forma di yodel tipica della Georgia. A tal proposito, Zurab Tskrialashvili, direttore e componente del coro Basiani nella sezione dei bassi, ha dichiarato:
«Non esiste una tecnica speciale per cantare i canti popolari georgiani, a differenza del canto operistico. Tuttavia, il Krimanchuli richiede una voce particolare. È difficile da eseguire. Occorre un buon controllo del falsetto e una combinazione di diversi registri vocali, il tutto sostenuto da un ottimo controllo del respiro. I canti che proponiamo sono stati trasmessi oralmente, secondo pratica antichissima affidata alla memoria di chi li ha interpretati prima di noi. Per questo motivo visitiamo regolarmente i villaggi georgiani e incontriamo gli anziani che custodiscono questa tradizione. Accanto a questo lavoro sul campo, utilizziamo anche le registrazioni storiche realizzate a partire dal 1901, che rappresentano una fonte fondamentale per studiare, preservare e trasmettere il patrimonio musicale della Georgia».
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Maggiori informazioni sul sito www.festivalportogruaro.it