La gara croata, disputata dal 9 al 12 aprile, è rientrata nel calendario del Campionato del Mondo Rally dopo la pausa di un anno con la titolazione per il Campionato Europeo Rally
(A questo link tutte le foto del Rally Croatia)

Il rientro del Rally Croatia nel circuito mondiale ha portato una ventata di novità ma anche un finale da thriller che nell’ultima prova speciale - la Power Stage, determinante per l’assegnazione di punti decisivi – ha visto Thierry Neuville vanificare una vittoria certa con una uscita di strada che ha regalato il primo gradino del podio ad un incredulo Takamoto Katsuta, il giapponese della Toyota fino a quel momento secondo con oltre un minuto di distacco.
Gli organizzatori della gara croata quest’anno hanno messo in scena un percorso completamente stravolto rispetto alle edizioni precedenti con lo spostamento del quartier generale e di buona parte delle prove speciali verso l’Istria; le nuove prove inserite nel programma si sono rivelate molto interessanti, a tratti velocissime ma spesso molto tortuose con una infinità di curve e contro curve dove i tagli dei concorrenti portavano sulla carreggiata una notevole quantità di pietrisco a mettere in difficoltà i piloti a seguire rendendo veramente difficile mantenere le vetture in strada.

Le prove sono state suddivise per aree geografiche, il venerdì a nord ovest vicino al confine con la Slovenja, il sabato nella tradizionale zona di Karlovac - con alcune prove delle edizioni precedenti - mentre la domenica la gara si è spostata a sud di Rijeka (Fiume) terminando a Senj. Partenza cerimoniale a Rijeka, premiazioni ad Opatija (Abbazia) ed il Service Park dislocato presso l’autodromo di Grobnik, pista un tempo utilizzata anche per le gare di motomondiale [n.d.r.], hanno caratterizzato la nuova versione della gara croata.
Cinquantuno gli iscritti al Rally Croatia, non molti in verità ma sufficienti a regalare spettacolo a profusione, le prove speciali sono state letteralmente prese d’assalto da un foltissimo pubblico giunto da ogni parte d’Europa a festeggiare l’evento.

Il primo vero impegno con il cronometro è iniziato con lo shakedown di giovedì mattina, la prova su strada di assetti e gomme disputata non molto lontano da Grobnik, un tracciato a onor del vero non particolarmente spettacolare se non nella parte finale dove una serie continua di curve in una lunga discesa portavano i concorrenti a destreggiarsi con la tecnicità di questo percorso. Miglior tempo di Oliver Solberg che ha messo subito in chiaro che anche questa volta si sarebbe dovuto fare i conti con lui per il gradino più alto del podio.
Dopo la partenza cerimoniale del giovedì sera lungo le vie del centro di Rijeka la gara è entrata nel vivo venerdì mattina con le prime prove ma anche i primi colpi di scena. La prima prova è iniziata nel peggiore dei modi per quello che si preannunciava il più temibile pretendente alla vittoria di questa gara, Oliver Solberg, che ha impattato il muso della vettura contro un costone roccioso carambolando fuori strada e concludendo anzitempo la giornata costretto ad un ritiro prematuro, nonostante la possibilità di rientrare in gara il giorno successivo con la formula del Super Rally (penalità per ogni prova non disputata) lo svedese non aveva più speranze di raggiungere le posizioni al vertice della classifica finale. Stesso amaro destino per il compagno di squadra Elfyn Evans e il per il pilota di casa Ford, Jon Armstrong, entrambi, infatti, sono usciti di strada rispettivamente nella terza e quarta prova della giornata riducendo sensibilmente la sfida tra gli equipaggi rimanenti.

La giornata di sabato invece è stata caratterizzata da diverse forature che hanno impattato pesantemente sulla classifica, lo sa bene Sami Pajari che a seguito di una foratura nelle prove pomeridiane ha regalato la leadership della gara a Neuville. Nulla ha potuto nemmeno Katsuta, anche lui vittima dello stesso beffardo destino, che ha permesso al belga di ottenere un vantaggio tale che gli avrebbe concesso di andare a vincere questo rally senza preoccupazioni, o quasi.

Thierry Neuville alla partenza dell’ultima prova avrebbe solo dovuto amministrare l’enorme vantaggio su Katsuta (oltre un minuto e 15 secondi) senza prendere rischi inutili ma così non è stato, il belga si è complicato la vita da solo scivolando sulla ghiaia in una intersezione finendo nella strada sottostante da dove, dopo una lunga serie di manovre, è riuscito a riprendere la gara con la vettura completamente danneggiata nella parte anteriore destra dando addio ad una vittoria certa. Pietrificato nelle immagini del camera car il suo navigatore, Martijn Wydaeghe, e incredulo Takamoto Katsuta che si è così ritrovato la vittoria servita su un piatto d’argento, il giapponese però, come nel suo stile, non ha esultato e si è detto rammaricato per quanto accaduto al rivale.

Da rilevare che Katsuta fino alla SS 14 era in terza posizione alle spalle di Neuville a meno di una decina di secondi ma la foratura di cui vi abbiamo già accennato gli ha fatto prendere 1 minuto e 8 secondi di distacco dal belga senza i quali forse l’esito della gara non sarebbe cambiato. La stessa prova, la Generalski Stol-Zdihovo 2, è risultata letale per moltissimi altri equipaggi che hanno subito forature perdendo tempo prezioso per sostituire gli pneumatici, fra cui anche Pajari, Paddon, Armstrong e McErlean.
Oltre a Katsuta l’uscita di scena di Neuville ha premiato anche Sami Pajari che si è così ritrovato sul secondo gradino del podio, il giovane finlandese ha capitalizzato una gara stratosferica chiudendo sul podio a fianco del compagno di squadra. Ultimo gradino del podio per Hyden Paddon, partito come terza guida della Hyundai il neozelandese ha fatto valere la sua lunga esperienza ed è stato l’unico a portare punti alla squadra tedesco coreana.


La gara croata verrà ricordata anche per la vittoria della Lancia Ypsilon in WRC2 con Yohan Rossel e Arnaud Dunand che hanno chiuso in quarta posizione assoluta, la prima vittoria della Lancia dal 1992 quando la casa torinese pose fine all’impegno diretto nei rally, un bellissimo risultato festeggiato dal Team Lancia Corse HF che ha piazzato l'altra Ypsilon, quella di Nikolay Gryazin, al sesto posto alle spalle di Léo Rossel (fratello di Yohan) con la Citroen C3.

Tre i nostri connazionali iscritti al Rally Croatia, Roberto Daprà e Luca Guglielmetti hanno chiuso in nona posizione assoluta nonostante alcune difficoltà; il giovane Matteo Fontana, con Alessandro Arnaboldi alle note, ha vissuto una gara contrastante ed ha terminato solo al 35esimo posto, non è andata invece male a Williams Zanotto che coadiuvato da Paolo Cargnelutti sul sedile di destra ha concluso 27esimo, un gran risultato per Williams che vanta solo un’altra partecipazione ad una gara del WRC (Croazia 2024).


La seconda vittoria consecutiva di Katsuta ha portato il giapponese in cima alla classifica del campionato del mondo, ora lo aspettano alcune gare che secondo il suo navigatore, l’irlandese Aaron Johnston, sarebbero alla loro portata (Canarie, Portogallo e Giappone), comunque vada l’umile e simpaticissimo giapponese ha già ampiamente dimostrato i frutti dell’apprendistato di questi ultimi anni.
Il bilancio della gara croata è sicuramente positivo anche se alcune cose forse andrebbero riviste, in primis il Service Park posizionato all’interno dell’autodromo di Grobnik, poco attraente e piuttosto deprimente al calar del sole dopo una certa ora. Anche la distanza delle prove ha turbato più di qualcuno costretto a fare lunghissimi trasferimenti per raggiungere le prove su strade spesso interessate da lavori e con caselli autostradali dove si formavano code interminabili. Da ultimo, ci sono giunte alcune lamentele riguardanti il rilascio dei pass ritirati in loco – a pagamento – che ad un certo punto sono stati sostituiti da braccialetti colorati, il vero appassionato dopo aver pagato una cifra non proprio economicissima ci terrebbe molto a serbare per ricordo il classico cartoncino con l’effige della gara e non un pezzetto di plastica colorata.
La Top Ten del Rally Croatia 2026:
|
1 |
18 |
Takamoto Katsuta |
Aaron Johnston |
Toyota GR Yaris Rally1 |
02:51:15.8 |
|
2 |
5 |
Sami Pajari |
Marko Salminen |
Toyota GR Yaris Rally1 |
+ 20.7 |
|
3 |
20 |
Hayden Paddon |
John Kennard |
Hyundai i20 N Rally1 |
+ 01:47.0 |
|
4 |
29 |
Yohan Rossel |
Arnaud Dunand |
Lancia Ypsilon HF |
+ 03:12.2 |
|
5 |
21 |
Léo Rossel |
Guillaume Mercoiret |
Citroen C3 |
+ 38.8 |
|
6 |
28 |
Nikolay Gryazin |
Konstantin Aleksandrov |
Lancia Ypsilon HF |
+ 19.1 |
|
7 |
30 |
Alejandro Cachón |
Borja Rozada |
Toyota GR Yaris |
+ 25.0 |
|
8 |
22 |
Roope Korhonen |
Anssi Viinikka |
Toyota GR Yaris |
+ 11.2 |
|
9 |
23 |
Roberto Daprà |
Luca Guglielmetti |
Skoda Fabia RS |
+ 44.1 |
|
10 |
31 |
Emil Lindholm |
Gabriel Morales |
Skoda Fabia RS |
+ 01:42.4 |
Ora i preparativi vertono per la tappa del WRC nell’arcipelago spagnolo delle Canarie per il Rally Islas Canarias in programma verso la fine di aprile mentre sono già in corso le prove anche per il Rally Portugal che andrà invece in scena nella prima decade di maggio.
Guendy Furlan
Immagini Dario Furlan - #darionnenphotographer