OLDEN RIPORTA ALLA LUCE L’OPERA NASCOSTA DI FRANCO FANIGLIULO
E’ il primo tributo discografico mai realizzato sul cantautore spezzino
Un viaggio nella poetica fragile, ironica e luminosa di un autore dimenticato, ma attuale oltre il tempo
C’è un cantautore che la musica italiana ha quasi lasciato scivolare via. Si chiamava Franco Fanigliulo, era amico di Vasco Rossi e Zucchero, e scriveva canzoni che sembrano nate oggi. OLDEN, al secolo Davide Sellari, gli restituisce luce, memoria e ascolto con un omaggio intenso e necessario: il primo tributo discografico mai realizzato sulla sua opera. Con “FANIGLIULO, L’ARTISTA”, riporta al centro della scena uno degli autori più sorprendenti e sottovalutati della nostra canzone d’autore. Figura irregolare e brillante, il cantautore ligure ha lasciato un repertorio unico: ironico, teatrale, malinconico, capace di unire sarcasmo e poesia con una libertà creativa rara.
L’album, prodotto da Flavio Ferri (delta V), esce il 24 aprile in versione fiisica per l’etichetta Beta Produzioni, accompagnato dal singolo “Buffone” che sarà distribuito sui canali digitali.
“C’è un punto cieco nella parola interprete – spiega Olden riferendosi al titolo del suo lavoro – e sta nell’eccesso: nel voler dimostrare, aggiungere, lasciare un segno a tutti i costi. Fanigliulo, con il brano L’artista, prendeva di mira proprio questo: l’artista che si autocelebra. In senso profondo, lui era un anti-artista.
Questo disco nasce da una scelta precisa: quella di togliere, non di imitare, né di aggiungere, per poter cogliere la vera essenza della sua poetica”.
Sellari si avvicina alle sue canzoni - nove brani in tutto, e uno (La Giovanna) cantato con Claudia Crabuzza - con rispetto e personalità, restituendo loro una nuova vita attraverso arrangiamenti contemporanei e una lettura interpretativa intensa. Il risultato è un ponte tra epoche e sensibilità: le parole di Fanigliulo tornano a vibrare, ma filtrate attraverso lo sguardo di un artista che ne comprende profondamente la fragilità e la forza.
“Per cantarlo – racconta – ho dovuto rinunciare a una parte di me, o quantomeno modificarla.
Ho cercato un modo per dare voce a un artista così peculiare senza cadere nell’imitazione, trovando dentro di me il codice più credibile e onesto possibile. In questo senso, “L’artista” non è una dichiarazione, ma una sottrazione: un modo per restare in ascolto, non per affermarsi”.
“A un certo punto – continua – mi sono accorto che il lavoro non era su cosa fare per far riscoprire Fanigliulo, ma su cosa evitare. La sua poetica, spesso nichilista, si intrecciava a una sensibilità fuori dal comune, attenta a cogliere ciò che spesso passa inosservato, ed è anche per questo che è sempre stato difficile collocarlo. Mi interessava stare in quel punto lì, un po’ scomodo”.
Nato a La Spezia il 9 febbraio 1944 e scomparso troppo presto, a 44 anni, Fanigliulo è stato un cantautore atipico. Noto soprattutto per il brano portato a Sanremo 1979, “A me mi piace vivere alla grande” — che per scelta non si trova in questo album — ha vissuto una carriera ai margini, pur godendo della stima di molti colleghi. La sua amicizia con Vasco Rossi e Zucchero Fornaciari, che volevano produrre il suo prossimo disco, testimonia quanto fosse considerato un talento autentico
Riscoprire Fanigliulo significa rimettere al centro un artista che non ha mai cercato il centro.
Significa ascoltare ciò che resta quando si smette di voler apparire.
Con questo disco, Olden non riporta soltanto alla luce un autore dimenticato: restituisce spazio alla misura, alla verità delle canzoni, alla loro ironia fragile e luminosa.
E in quel vuoto che si apre — fatto di ascolto, sottrazione e libertà — la musica di Franco Fanigliulo torna finalmente a respirare.
TRACK LIST
1) L’ARTISTA
Dichiarazione ironica e dissacrante di un “anti-artista” che prende in giro il suo stesso mondo, chi si prende troppo sul serio e che dall’alto del suo trono prende le distanze dagli altri e dal suo pubblico.
“Io sono e mi sembra impossibile di esser nato
Di aver iniziato come un qualsiasi “uno di voi”.
Io non ho dubbi io sono sicuro io vivo più in alto
Io salto io volo e regalo l'onore di esser qua”
2) E CAMMINARE
L’invito a vivere con semplicità, in mezzo alla natura, nei campi e camminare, accettando anche la solitudine e la malinconia, ma con consapevolezza e senza false speranze, vivendo giorno per giorno.
“E camminare all’imbrunire
per i prati in fiore
con accanto la mia ombra
che si riflette strana
mentre la lucciola si alza e vola:
l’usignolo intona”
3) BUFFONE
Fanigliulo in questo pezzo diventa più attore che cantautore, e con la sua tipica vena sarcastica si autodefinisce “buffone”, una sorta di “giullare” che recita una parte, rimanendo paradossalmente se stesso.
In fondo, come lui diceva spesso, tutto è finzione, e non solo sul palcoscenico.
“Buffone che salta e sorride
che piange e che finge
che pure ci crede!
Buffone che solo cantando riesce a trovare sé”
IL VIDEO: Buffone - OLDEN
4) CON TE
In questa ballata Fanigliulo racconta la noia e l’abitudine di un rapporto trascinato per troppo tempo e che inevitabilmente arriva al capolinea.
Le riflessione sulla fine di una storia e sulla paura di perdere consuetudini consolidate, che poi sono la stessa ragione per la quale l’amore è svanito.
Accorgersi della perdita quando è già troppo tardi.
“E i vecchi oggetti che erano senz’anima
di colpo si vestono del tuo ricordo fresco
Con te io li ho vissuti senza mai posarci gli occhi
Come te diventano vivi solo Adesso”
5) DOMANI
“Cioni Mario deve subito correre alla cassa, perché gli è morta la mamma...”
E’ proprio Fanigliulo a pronunciare queste parole, in una scena indimenticabile di “Berlinguer ti voglio bene” di Giuseppe Bertolucci, e con Roberto Benigni (il “Cioni”) che, appresa la notizia, comincia a camminare lanciando improperi e blasfemie, tornando a casa.
Franco, nel film, è il cantante dell’improbabile band di liscio “Romeo e Los Gringos”, e una delle canzoni che vengono interpretate nel film é proprio “Domani”, un brano malinconico che attraversa il tempo e i ricordi.
Ritorna il tema del vivere senza recitare, senza finzioni, e di cercare la propria felicità nei piccoli grandi rapporti autentici, senza bisogno di porsi domande che non avranno risposta, né oggi né, appunto, domani.
“Mi interessa soltanto andare avanti
e poi basta e vivere solo
per quelli che come me
si son trovati qui
e alla fine dei bei giorni
ci troveremo tutti seduti li”.
6) IL CHIRURGO
Il testo più oscuro e criptico del disco, è una sorta di manifesto poetico dell’ “uomo nuovo”, una visione che ci racconta molto l’intimo del “non artista”, che ipotizza l’esistenza di un “chirurgo” capace di unire tutte le qualità migliori dell’essere umano, creando un “collage di grandi qualità”.
“Io credo nell’uomo o in ciò che si è diviso
chi ha coraggio chi ha gioia o sensibilità
altruismo speranza decisione e fermezza
l’uomo nuovo è il chirurgo che li unirà”.
7) MARCO E GIUDITTA
Una vecchia coppia, due “compagni” che vivono insieme da quarant’anni e che si ritrovano a parlare, a letto, del tempo che è passato, ricordando gli anni felici.
Marco, dopo la quinta sigaretta, chiede a Giuditta se è stato lui il vero grande amore della sua vita, e lei sembra non voler rispondere, perché ormai è tutto passato e non ha senso ripensarci adesso, perché “la parola amore è grande, ci puoi mettere tutto ciò che vuoi”
8) LA GIOVANNA (con Claudia Crabuzza)
Sulla stessa onda di “E camminare”, Fanigliulo ci regala un altro elogio della vita semplice, in campagna (“il verde mal tenuto dei suoi campi”) insieme a cinquanta cani e cinquanta gatti, raccontandoci la vita della sua vicina di casa, “La Giovanna”, appunto. Una donna che vive serena nel suo angolo di quiete, lontana dalle luci e dalle frenesie della città, per nulla infelice, in simbiosi con il mondo che la circonda.
“Ma non pensate che questa sia una storia triste
la Giovanna se ne frega di queste malinconie
lei si lascia trascinare dal corso della vita
anche se la vive sola e per vicino ha solo me.
Sulla bocca un bel sorriso che niente potrà turbare
né la grandine né l’uomo nè l’amore né l’età”
9) MI ERO SCORDATO DI ME
Surreale racconto di un incontro, probabilmente di due amici, dopo molto tempo, quando é tutto cambiato e restano solo i ricordi, confusi, e l’imbarazzo, i silenzi.
“Passavo di lì per caso e ti ho incontrato,
se almeno l’avessi saputo,
ti trovo molto cambiato,
mi ero scordato di te
mi ero scordato di me”
CREDITI
Olden – Voce
Flavio Ferri – basso, chitarre, tastiere
Ulrich Sandner – Chitarre, mandolino
Dr Tempo – Batterie
Claudia Crabuzza – Voce in “La Giovanna”
Produzione Mix e Mastering – Flavio Ferri, registrato al Republica Records di
Barcelona, 2026
Etichetta: Beta Produzioni
Edizioni Brani originali: Sugar Músic Spa
CHI E’ OLDEN

Davide Sellari, in arte Olden, nasce a Perugia nel 1978 ma vive da anni a Barcellona. Cantautore dalla penna profonda e dalla voce calda e potente, è cresciuto con i “favolosi anni ‘60”, tramandati dai “mangiacassette” di casa. A 17 anni fonda a Perugia la sua prima band, i Roarr, che diventano (con qualche cambio di formazione) gli Zonaplayd e infine i Figli di John. Durante questi anni affronta molti palchi, anche importanti, come quello della Festa del Primo Maggio a Perugia, di Rock Targato Italia, di Arezzo Wave, del Festival di San Marino e del Tim Tour.
Nel 2008 Davide parte per Barcellona, dove matura l’idea di costruire il suo progetto solista, sotto il nome di Olden. Nel 2011 pubblica il primo album, omonimo e in inglese, prodotto dall’etichetta catalana Daruma Records, che ottiene ottime recensioni. Il singolo Jim & Jane viene trasmesso da molti network italiani, tra cui Radio 2. Nel frattempo, Olden inizia a scrivere nella sua lingua madre, l’italiano, pensando che sia la maniera migliore per comunicare e diffondere la propria musica. A Barcellona partecipa a piccoli eventi musicali organizzati dalla “comunità italiana”, entrando in contatto con Radio Contrabanda, unica e ultima radio libera di Barcellona.
Nel 2013 fa parte del cast di uno spettacolo musicale dedicato alle “canzoni anarchiche”, in particolare alla memoria del martire Salvador Puig Antich, anarchico catalano tristemente famoso per essere stato l’ultimo giustiziato tramite “garrota” nel 1974. In Canzoni d’amore e d’anarchia, Olden duetta con Joan Isaac, canta La canzone del maggio di De André, Addio Lugano bella e altre canzoni della tradizione anarchica europea. Con lui, artisti come Juan Carlos Biondini, Vittorio De Scalzi, Beppe Voltarelli, Joan Isaac e tanti altri.
Nel 2014 collabora con Cose di Amilcare e fa parte del cast del Premio Tenco: Olden sale sul palco del Teatro del Casinò di Sanremo nel corso della prima serata del Premio, cantando una versione in italiano de Nasza Klasa di Jacek Kaczmarski. Il 20 novembre esce il suo secondo album Sono andato a letto presto, a cui segue un tour di presentazione in tutta Italia in full band.
Nel 2015 esce l’EP L’amore occidentale, seguito nel 2018 dall’album Ci hanno fregato tutto, prodotto da Beta Produzioni/Marte Label e registrato presso Rokkaforte Studio (Castiglione del Lago – PG).
Nel 2019 Olden realizza per la prima volta un album di cover, A60: una rivisitazione di grandi successi italiani e internazionali degli anni ’60 (Tutta mia la città – Equipe 84, Adesso sì– Sergio Endrigo, Lei – Adamo, ed altri). La produzione è di Flavio Ferri (Delta V). Il disco è finalista alle Targhe Tenco 2019 nella sezione “Interpreti” e inserito tra i migliori cinque dischi italiani dell’anno.
Nel 2020 esce invece Prima che sia tardi con l’etichetta Vrec, prodotto ancora una volta da Flavio Ferri: il disco ottiene ottime recensioni da parte della critica specializzata, grazie alle quali Olden vince la Targa Rock Targato Italia al “Miglior Artista Emergente”. La canzone Il Clown viene premiata alla Rassegna Botteghe d’autore 2020 per il “Miglior testo”.
Nel 2021 esce sempre per l’etichetta Vrec, il nuovo album Cuore Nero, prodotto da Flavio Ferri e anticipato dal singolo Per diventare un fiore, a cui segue nel 2022, per Squilibri Editore, Questi anni – Dieci canzoni inedite di Gianni Siviero, prodotto sempre da Ferri: il disco è una rielaborazione di dieci brani mai pubblicati del cantautore Siviero, uno degli “eroi” della sua generazione e tra i primi cantautori approdati sul palco del Premio Tenco, insieme a Francesco Guccini e Roberto Vecchioni. Il disco è tra i finalisti alle Targhe Tenco nella categoria Interpreti di canzoni e Olden si esibisce insieme alla sua band sul palco del Premio nell’ottobre del 2022.
Ad agosto 2023 Olden presenta all’Auditorium Alfano di Sanremo un nuovo spettacolo insieme all’Orchestra Sinfonica di Sanremo dal titolo Le più belle canzoni d’autore del Festival di Sanremo, interpretando i brani più importanti di “musica d’autore” proposti al Festival, dalle prime edizioni (Endrigo, Tenco, Lauzi) fino a quelle più recenti (Jannacci, Bersani). Grazie al successo riscosso, lo spettacolo viene riproposto a ottobre nel Teatro del Casinò di Sanremo, all’interno della quarantaseiesima edizione del Premio Tenco.
Il 19 aprile 2024 esce il nuovo singolo Fidati di me, seguito il 28 giugno da Gioia negli occhi, e il 27 settembre da La fretta e la pazienza feat. Paolo Benvegnù, anticipazioni del nuovo album di inediti, La fretta e la pazienza (Vrec), pubblicato il 18 ottobre.
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Daniela Esposito [email protected]