Minions & Monsters, la recensione del film d'animazione di Pierre Coffin

Un lungometraggio frammentato che parte come un piacevole omaggio al cinema, per poi trasformarsi nel solito raccontino privo di sostanza.

2 min read
Minions & Monsters, la recensione del film d'animazione di Pierre Coffin

Premetto di essere entrato in sala aspettandomi un semplice film d'animazione per famiglie, con una struttura narrativa molto semplice, poco più di una sequenza di scene – più o meno – divertenti.

Invece, la prima parte del racconto è quasi una piccola chicca per cinefili, perché, di fatto, viene presentata come un flashback narrato dal punto di vista di una guida all'interno di un museo del cinema, in cui i Minions sono raffigurati come star di Hollywood all'inizio del secolo scorso.

E le citazioni della settima arte non si contano, tanto che, per essere comprese e apprezzate davvero, richiedono, secondo me, una conoscenza della storia del cinema nettamente superiore a quella posseduta dallo spettatore medio italiano.

Tutt'altro che un raccontino per famiglie con bambini al seguito, quindi.

Minions & Monsters: un film d'animazione frammentato, che parte come un omaggio al cinema per poi trasformarsi nel solito raccontino senza sostanza

E le citazioni, in effetti, non si contano: si va dalle prime realizzazioni dei fratelli Lumière (L'Arrivo di un Treno alla Stazione di La Ciotat, L'Uscita dalla Fabbrica, L'Arroseur Arrosé), a quella pietra miliare del cinematografo che è The Great Train Robbery, fino a chiari omaggi a Buster Keaton e Charlie Chaplin, tanto per citare i primi che mi sono venuti in mente mentre scrivo.

Molto interessante, da questo punto di vista, è il personaggio di Max, un regista di origini tedesche, un chiaro riferimento ai numerosi cineasti europei espatriati negli Stati Uniti d'America nella prima metà del secolo scorso.

In questa pellicola si possono poi rivedere tutte le problematiche sorte nel passaggio dal cinema muto a quello sonoro, e l'atmosfera profondamente trasgressiva che si respirava a Hollywood nei ruggenti anni Venti.

I riferimenti sono così profondi ed evidenti che durante la visione del film mi è subito tornato in mente Babylon, piccola chicca di Damien Chazelle, del 2022, con Margot Robbie e Brad Pitt, che di fatto metteva in scena la morte del cinema muto, per quanto queste due pellicole siano ovviamente per altri aspetti del tutto diverse.

Ma nella seconda parte Minion & Monsters cambia improvvisamente registro, tornando al solito copione di scarso spessore e alla sequenza di personaggi non memorabili che mi aspettavo di vedere.

Una brusca e decisamente non gradita perdita di qualità.

Si rimane sempre nell'ambito metacinematografico, in quanto alcuni Minions, per realizzare un film dell'orrore, pensano bene di evocare un mostro per ovviare alla scarsità di mezzi a disposizione, ma la qualità del film crolla al livello di un raccontino per bambini piccoli.

E forse ancora più in basso, da un lato perché le entità malefiche – o presunte tali - che compaiono nel racconto sono veramente banali e stereotipate, dall'altro per la storia, a essere generosi, banale e soporifera.

Insomma, abbiamo una prima parte del film, molto interessante dal mio punto di vista, che, per essere capita e, soprattutto, apprezzata, richiede però una conoscenza cinematografica da cineteca, seguita da un secondo tempo per poppanti. Con un cambio di registro quasi istantaneo.

Mah!

Dal mio punto di vista, questo film è un'occasione mancata per dare un salto di qualità all'universo narrativo dei Minions. Peccato!

Minions & Monsters - trailer ufficiale ITA