La Casa – Il Rogo del Male, la recensione del film di Sébastien Vaniček

Una pellicola che contribuirà a far scivolare un franchise leggendario verso l'irrilevanza cinematografica

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La Casa – Il Rogo del Male, la recensione del film di Sébastien Vaniček

Se il quinto capitolo di questo franchise, La Casa - Il Risveglio del Male, di Lee Cronin, del 2023, si faceva tutto sommato guardare volentieri dai cultori del genere, nonostante l'esilità della trama e dei personaggi, questo sesto capitolo invece si inabissa sotto il livello di galleggiamento.

Manca la costruzione della tensione, con le presenze demoniache buttate in scena fin dalle prime battute, la sceneggiatura è quasi imbarazzante, i collegamenti con gli altri capitoli della saga sono esili, i personaggi sono così deboli e mal disegnati che provare empatia per loro è veramente un'impresa eroica.

Una cosa che poi mi ha dato estremo fastidio durante la visione è l'uso di movimenti di macchina veloci e improvvisi, con abuso sistematico di primi piani e dettagli vari, che mi hanno fatto venire il mal di mare, senza aggiungere nulla di veramente interessante a un prodotto decisamente mediocre.

Questa pellicola non fa economia di scene gore e jump scare, il classico rifugio per salvare un film che evidentemente non ha niente di sostanzioso da offrire allo spettatore.

Souheila Yacoub in La Casa - Il Rogo del Male

La Casa – Il Rogo del Male: ovvero come fare scivolare un franchise leggendario verso l'irrilevanza cinematografica

La storia, dopo una breve premessa che introduce i vari personaggi e la situazione generale, si sposta subito nella classica casa sperduta in mezzo alla natura, dove i conflitti latenti in una famiglia del tutto disfunzionale esplodono con ferocia, grazie all'intervento soprannaturale di forze demoniache sulle quali molto poco ci è dato sapere.

Tuttavia manca ogni approfondimento psicologico, tutti i protagonisti della vicenda rimangono schiacciati su stereotipi prevedibili, muovendosi lungo un arco narrativo a dir poco scontato e banale.

Le azioni di alcuni personaggi sono poi a volte inverosimili, per cui alcune scene che, suppongo, avrebbero dovuto provocare terrore sono state invece dal mio punto di vista quasi comiche.

Analogamente a quanto mostrato in La Casa – Il Risveglio del Male, anche in questa pellicola tutto avviene nell'ambito di una famiglia, e a lottare per sopravvivere sono le donne, ma nel lavoro di Sébastien Vaniček trionfa la mascolinità tossica, mentre nel suo prequel l'unico uomo presente era semplicemente un povero cialtrone, con l'aggravante di essere la causa scatenante dell'arrivo dei demoni.

Hunter Doohan in La Casa - Il Rogo del Male

Insomma, ancora una volta il mondo maschile viene messo alla gogna, ma questo è un segno dei tempi nei quali viviamo, e non è questa la cosa che mi ha dato fastidio.

Perché pago il biglietto del cinema per farmi rapire da una storia interessante che sappia intrattenermi e non farmi annoiare, guardando l'orologio ogni dieci minuti per sapere quanto manca alla fine.

Che, tra l'altro, arriva dopo 109 minuti, 19 in più rispetto alla canonica ora e mezza di durata che a mio avviso non ha senso superare, se non si ha niente di interessante da dire.

E La Casa – Il Rogo del Male è una semplice sequenza di banalità già viste, peraltro assemblate in modo discutibile.

Vabbè, nel 2028 dovrebbe uscire il sesto capitolo di questo ormai consunto franchise. Evil Dead Wrath.

Speriamo bene...

La Casa - Il Rogo del Male - trailer ufficiale ITA