'Madre per sempre' (titolo originale Tocar mare) di Marta Barceló, con Marisa Laurito e Giorgia Würth, aprirà la stagione artistica del Teatro comunale di Cormons in prima nazionale, sabato 7 novembre, alle 21. La regia è firmata da Siddhartha Prestinari. La produzione è targata ArtistiAssociati Centro di produzione teatrale.
Lo spettacolo girerà in FVG e toccherà molte piazze: dopo Cormons (GO) il 7 novembre, Tavagnacco (UD) l'8 novembre, Sacile (PN) il 10 novembre, mentre l'11 sarà a Zoppola (PN) e il 12 a Latisana (UD) per poi tornare in regione a gennaio, dal 14 al 17 al teatro Bobbio di Trieste, il 19 a Cervignano del Friuli e il 31 ad Azzano X. Per le piazze ERT fvg: https://ertfvg.it/spettacoli/madre-per-sempre/.

'Madre per sempre' è un testo teatrale intenso e delicato che indaga in modo originale il significato della maternità e della costruzione dei legami familiari. Attraverso l'incontro fra due donne molto diverse - una prossima alla pensione e l'altra immersa nel mondo della produzione audiovisiva - l'opera mette in scena il desiderio di entrambe di colmare un vuoto, dando vita a una famiglia "scelta", capace di superare i confini biologici e sociali. Con ironia, tenerezza e grande umanità, Barceló riflette su cosa significhi davvero diventare madre e su come l'amore, più del sangue, possa generare un legame destinato a durare per sempre.
«L'accostamento Marisa Laurito – Giorgia Würth è equilibrato, complementare e teatralmente molto forte, soprattutto per un testo come Madre per sempre, che vive di contrasti generazionali, umorismo, vulnerabilità e verità emotiva - spiega la regista Siddhartha Prestinari -. Marisa Laurito porta in scena una presenza calda e carismatica, una grande esperienza nel dosare comicità e pathos, un'energia "materna" ma non stereotipata, un umorismo naturale che può rendere più luminose anche le sfumature più malinconiche deltesto. In un ruolo che parla di desideri sospesi, tempo che passa e identità affettiva, Laurito rende il suo personaggio concreto, umano, emozionante senza mai scadere nel melodramma. Giorgia Würth è un'artista di grande sensibilità con uno stile asciutto e realistico, che si trova a suo agio nel trattare psicologie intime, nell'interpretare donne apparentemente forti che celano vulnerabilità e dolore. Nella vita spesso utilizziamo delle regole solo per porre limiti, per creare barriere, per tutelare la propria libertà o per semplice paura di perdersi: troppo dolore, a volte troppo amore, spesso troppo non detto. Questa è la storia di due donne, una senza madre e l'altra senza figli, che incontrandosi intrecciano le loro vite, mostrandosi e riscoprendosi nelle rispettive solitudini. Si avvalgono di istruzioni per stabilite un semplice accordo: conoscere l'altra senza intromettersi nel suo mondo, nel suo "troppo". Ma col passare del tempo, tra intimi racconti e confessioni, quest'incontro diventa altro. Valica le regole, abbatte i pudori, si perde nella tenerezza e diventa famiglia».