TEATRO VERDI GORIZIA VENERDÌ 13 LA STAGIONE DEL VERDI RIPARTE DA LINO GUANCIALE CON EUROPEANA

2 min read
TEATRO VERDI GORIZIA VENERDÌ 13 LA STAGIONE DEL VERDI RIPARTE DA LINO GUANCIALE CON EUROPEANA

Riprende con Lino Guanciale la stagione artistica 2022/2023 del Teatro Verdi: a pochi giorni dall’attesissima messa in onda della terza serie de La Porta Rossa, fiction girata a Trieste di cui è protagonista, l’attore abruzzese sarà a Gorizia venerdì 13 gennaio alle 20.45 con Europeana, susseguirsi di scampoli, brandelli, flash dalla storia europea novecentesca. Co-produzione Wrong Child Production e Mittelfest2021,in collaborazione con Ljubljana Festival, lo spettacolo aprirà il cartellone del nuovo percorso Verdi Racconta. Come un cronista giunto da un altro pianeta o dal futuro, venuto a raccogliere brandelli della civiltà europea nel più contraddittorio dei suoi secoli, il praghese Patrik Ourednik attraversa con il suo Europeana il Novecento, passando con disinvoltura dall’uso dei gas nelle trincee della Grande Guerra all’invenzione del reggiseno, dallo sbarco di Normandia alla comparsa di frigoriferi e asciugacapelli. Ne viene fuori un racconto del nostro recente passato, terribile e divertente a un tempo, incredibile e semplice, dove eccezionalità e frivolezza trovano tutte un loro posto. Lino Guanciale prende il fiume di episodi e racconti di Ourednik e lo trasforma un grande respiro, in una frase lunga uno spettacolo, dove si passa in un colpo dalla tragedia alla farsa e viceversa. Lo fa dialogando con la fisarmonica dello sloveno Marko Hatlak e il suo intelligente e divertito contrappunto musicale, fatto di altri frammenti che richiamano ulteriori storie.

La biglietteria, in via Garibaldi 2/a (tel. 0481 383601), è aperta da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30. Nelle giornate di svolgimento degli spettacoli i biglietti per l’evento della serata saranno acquistabili in biglietteria dalle 20 fino a inizio rappresentazione. Online i biglietti sono disponibili su Vivaticket.

Dalle note di Lino Guanciale: “Leggendo Europeana salta subito all’occhio questa magistrale capacità, anzi lucidità di sintesi, con cui Ourednik riesce a presentare, condensati in un pugno di pagine, una serie vasta di eventi del XX secolo. L’altra cosa che colpisce è poi la sagacia con cui lo scrittore mette insieme, accosta con facilità alcuni degli eventi più crudi del Novecento con quelle che, all’apparenza, possono sembrare le sue pieghe frivole. È dunque in superficie, sul fronte linguistico che Europeana rivela la sua forza e peculiarità, anche quella di oggetto teatrale. In fondo è nella lingua che una macchina testuale offre il suo potenziale per il teatro, in quanto organismo che va decodificato per poi trarne una direzione interpretativa precisa, attoriale e di messa in scena. C’è un’enorme esigenza di racconto dentro Europeana, rimessa in ordine nella forma di un particolarissimo stile, che è però l'espressione più necessaria della sostanza stessa di questo racconto. A notar bene la lista dei fatti, cose e persone genera via via un’immane biblioteca, una sterminata discarica, o meglio il crogiolo di un vulcano dentro cui precipita e si rimesta l’intero Novecento. Tutta Europeana è un discorso al futuro, dove l’autore ha assunto sia il punto di vista di un alieno, che a migliaia di chilometri dalla terra ci osserva, sia di un uomo del domani, a cui consegnare un messaggio nella bottiglia. Questo messaggio è però un incompiuto, è il racconto di un secolo non concluso, ancora in cerca di nuove coordinazioni”.

C.L.