Sono andato al cinema a vedere questa pellicola pieno di aspettative, anche perché il precedente lavoro di Strippoli, La Valle dei Sorrisi, mi aveva davvero stupito ed entusiasmato. Un thriller dai risvolti metafisici, basato sulla crescita costante della tensione, che peraltro si guardava bene dall'usare gli jump scare in modo sincopato. Una piccola perla.
L'Estranea, purtroppo, è tutt'altra cosa. Il racconto è diviso in capitoli, andando continuamente avanti e indietro nel tempo, una scelta che rende veramente difficile costruire una tensione incalzante.
Il problema, dal mio punto di vista, è che l'autore sembra disinteressato non solo a spaventare lo spettatore, ma anche a tenerlo sul filo del rasoio. Non definirei questo film un horror, anche perché l'elemento soprannaturale è aleatorio.
Un escamotage per ampliare la platea potenziale di un lavoro candidato agli Oscar, estendendone il perimetro oltre quello degli amanti del genere? Forse. Una scelta, però, che ha azzoppato l'impronta di Strippoli, che sembra aver rinunciato alla sua autorialità, optando per un prodotto, almeno sulla carta, più commerciabile.

L'Estranea:un'occasione sprecata, persa tra metafore generazionali e monologhi didascalici
Il film ruota intorno alle vicende della famiglia Colonna, è costruito sul conflitto tra generazioni ed è visivamente diviso tra due ambientazioni opposte: la Bari patinata del 1999 e la Roma del 2026, grigia e minacciata da un disastro ambientale imminente.
In questo contesto si muovono i vari personaggi, che ci vengono quindi mostrati a differenti età, nella loro evoluzione lungo un arco narrativo che non brilla certo per originalità.
Da una parte abbiamo i genitori, boomers completamente assorbiti dalla fame di benessere, riconoscimento sociale e ricchezza, dall'altra il figlio e la figlia, tipici appartenenti alla generazione Z, vittime sacrificali di scelte altrui, imposte senza il loro consenso.
Le colpe degli adulti sono simbolizzate da un ambiguo patto faustiano che la madre, Anna (Jasmine Trinca), stabilisce con una donna misteriosa, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, sulla pelle degli altri membri della famiglia, e non solo.
Il tutto scorre lentamente, per quasi due ore, con continui flashback e flashforward, con qualche scena devo dire visivamente molto interessante. Gli aspetti che ho più apprezzato di questo film sono la fotografia e la costruzione di molte inquadrature, ma ho dovuto fare un certo sforzo per lasciarmi trasportare dalla storia.
In particolare, i dialoghi della madre, che di fatto spesso è una specie di voce narrante che sembra compiacersi dei propri monologhi, sono molto didascalici e innaturali, mentre il personaggio messo in scena da Valeria Bruni Tedeschi è a tratti quasi una macchietta, stereotipato, sempre preannunciato dallo schioccare del suo accendino, tanto che non ho potuto trattenere qualche sorriso durante scene che, immagino, avrebbero dovuto essere inquietanti. Mah.
In generale, ho trovato molto più interessanti la recitazione e le situazioni messe in scena dagli attori più giovani, quelli che hanno dato il volto ai due figli in tenera età.
Insomma, L'Estranea indaga sui drammi familiari che bollono sotto la superficie, un tema a quanto pare molto caro a Paolo Strippoli, come lo è la pioggia, che in questo film rischia di sommergere la Città Eterna, ma lo fa in modo, dal mio punto di vista, poco intrigante, poco creativo e molto didascalico.
E non basta di certo la presenza ubiquitaria della forma a spirale nel racconto (il titolo inglese della pellicola, The Spiral, è ancora una volta forse meglio azzeccato di quello italiano) per migliorare un quadro non entusiasmante.
L'Estranea è un film che manca di mordente, che forse si presta a suscitare accanite discussioni sul significato dei simboli mostrati e delle situazioni narrate, ma che sicuramente non rimarrà impresso nella mia memoria come il lancio nella stratosfera di quello che pensavo fosse un regista più che promettente.
Al contrario, per quel che mi riguarda, sancisce il suo inatteso atterraggio nel cinema mainstream commerciale, realizzato senza molto coraggio, a detrimento dell'autorialità.
Che peccato!
L'Estranea - trailer ufficiale ITA