“Il film che l'ACME non voleva farvi vedere” è l'accattivante slogan promozionale della campagna di marketing che ha accompagnato l'uscita di questa divertente pellicola.
Una battuta seducente, certo, perché l'ACME Corporation è la fittizia azienda dei cartoni animati dei Looney Tunes, che produce le più disparate, impensabili e perennemente difettose apparecchiature per i suoi personaggi, tra cui il mitico Willy il Coyote, protagonista di questa pellicola.
Ma nel mondo reale era la Warner a non voler farci vedere Coyote vs Acme, pare per motivi legati alla possibilità di lucrare sugli sgravi fiscali. Una decisione artisticamente assurda che, grazie anche alle vivaci proteste dei fan, è stata alla fine revocata, e la pellicola è finalmente arrivata nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

Coyote vs. Acme: una divertente presa per i fondelli del capitalismo
Ed è proprio la satira di certi aspetti del mondo del cosiddetto libero mercato uno dei temi centrali di questo film. Perché il povero Willy il Coyote, dopo innumerevoli tentativi falliti di divorare Beep Beep, alla fine decide di denunciare l'ACME, visto il costante malfunzionamento dei dispositivi prodotti e venduti. Ma l'ufficio legale dell'azienda è presieduto dallo scaltro e amorale Buddy Crane (John Cena).
Il beniamino dei Looney Tunes si avvale di un avvocato timoroso e remissivo, Kevin Avery (Will Forte), che ben presto si ritrova ad affrontare una situazione a dir poco disperata: una lotta tra Davide e Golia.
Ma la fortuna aiuta gli audaci, anche perché la compagnia ha diversi segreti da nascondere e c'è qualcuno che sta lottando per farli venire a galla...
Questa pellicola unisce cartoni animati e mondo reale in un amalgama accattivante e spesso spassoso, ma secondo me questo lavoro è più un film per adulti che per bambini, perché si presta a diversi livelli di lettura, e c'è molto di più delle esilaranti situazioni slapstick che tanto mi hanno fatto amare i cartoni della Looney Tunes.

La critica sociale va oltre la satira nei confronti della finanza, e lo scontro di classe tra ricchi e poveri ha anche un riscontro nei rispettivi gruppi etnici che li costituiscono, in quanto i potenti sono rigorosamente bianchi, tipicamente WASP, come nell'ufficio legale della ACME, di cui Buddy Crane è il prototipo, mentre lo studio al quale appartiene Kevin Avery è rigorosamente multietnico, e molto più densamente popolato da personaggi dei cartoni animati.
Che in questa pellicola vengono rappresentati come merce sacrificabile per garantire i guadagni delle aziende, metafora dell'amoralità di fondo di una certa visione del mondo, che vede nella crescita infinita del valore degli asset finanziari l'unica chiave di lettura della realtà.
Insomma, un film piacevolissimo, ma che può anche far riflettere, se si ha voglia di farlo.
Rimangono alcune perplessità sulla qualità dell'animazione dei personaggi dei Looney Tunes, non sempre eccelsa e spesso non omogenea, un fatto non encomiabile, anche perché Coyote vs Acme è costato settanta milioni di dollari. Non proprio noccioline.
Comunque la pellicola vale alla grande il prezzo del biglietto, i 103 minuti di visione volano sereni e divertenti, e può essere gustata da tutti i membri della famiglia.
Da vedere. Al cinema.
Coyote vs Acme - trailer ufficiale ITA