Con Abang Adik, la Malaysia sale per la prima volta sul trono del Far East Film Festival

Il secondo posto alla Corea del Sud con Rebound, il terzo al Giappone con Yudo. L’evento chiude con 60000 spettatori e 1600 accreditati.

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Con Abang Adik, la Malaysia  sale per la prima volta sul trono del Far East Film Festival

Un elegantissimo abito in tulle, un microfono e una rosa tra le dita, una voce che sembra arrivare dal mondo delle favole: Baisho Chieko, regina del cinema giapponese, ha appena ricevuto il Gelso d’Oro alla Carriera e ringrazia il pubblico di Udine improvvisando una canzone… Se fosse obbligatorio cristallizzare il Far East Film Festival 25 in un solo fotogramma, sarebbe sicuramente questo: un istante di pura magia che contiene tutto il significato di un dialogo tra Oriente e Occidente iniziato nel 1999. Una lunga storia d’amore e di cinema che, negli ultimi 9 giorni, ha portato a Udine 60 mila spettatori.

Dopo un’edizione totalmente digitale, quella del 2020, un’edizione estiva che ha sommato l’online e la presenza, quella del 2021, e un’edizione “quasi tradizionale”, quella del 2022, quest’anno il Far East Film Festival ha potuto gioiosamente riassaporare la piena completezza a lungo interrotta (per non dire spezzata) dal Covid e da tutte le persistenti restrizioni sanitarie. Una completezza rappresentata non solo dai numeri record della line-up (78 titoli da 14 paesi, 9 anteprime mondiali, 13 internazionali, 14 europee e 23 italiane) ma anche dal numero record dei guest of honour (200), finalmente liberi di viaggiare e di raggiungere il red carpet udinese.

«Non serve certo sottolineare quanto siamo felici di aver potuto celebrare il venticinquesimo anniversario del FEFF senza i limiti e senza l’angoscia degli ultimi tre anni – commentano i due responsabili, Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche – e, proprio sull’onda di un bilancio assolutamente positivo, ci sembra indispensabile coinvolgere il mondo istituzionale in una riflessione. Crediamo, cioè, che il lungo percorso del festival meriti di proseguire vedendo fruttare tutte le sue potenzialità di crescita: gli enti pubblici sono pronti a sostenere il FEFF con investimenti più importanti, trasformandolo in un vero e proprio hub che connetta l’Oriente e l’Occidente? Il futuro del FEFF continuerà ad essere quello di un grande festival cinematografico internazionale o tutta la sua rete di relazioni ultraventennali potrà essere sviluppata in una prospettiva più ampia?».

Lasciando spazio ai numeri: più di 3000 sono stati gli ospiti complessivi del festival, dislocati nelle strutture ricettive della città, mentre sono stati 1600 gli accreditati di quest’anno (altro numero record), tra cui 120 studenti di cinema e di lingue orientali provenienti dall’Ungheria, dall’Inghilterra, dalla Francia, dalla Slovenia, dalla Croazia e dall’Austria e da Singapore (oltre che dall’Italia). Oltre 200 i professionisti arrivati da tutta Europa per le sessioni industry di Focus Asiae, oltre 10 mila le persone che hanno invece preso parte ai FEFF Events, disseminati nel centro della città (il bartender Kim Ryandel “Mr.Simon” è il vincitore del Far East Cocktail Contest). Il FEFF online, in streaming sulla piattaforma MYmovies ONE, ha infine registrato oltre 10 mila presenze da 200 comuni (la prima città è Milano, con 1000 presenze, pari al 15% del “pubblico digitale” complessivo). I film più visti sono stati il sudcoreano Ditto, di Seo Eun-young, e The Legend & Butterfly, del regista giapponese Otomo Keishi.

Ora non resta che segnare sul calendario le date della prossima edizione, quando il Far East Film Festival taglierà il ventiseiesimo traguardo: appuntamento a Udine dal 19 al 27 aprile 2024!

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