The Last Showgirl: la recensione del film di Gia Coppola

Una magnifica, struggente riflessione sul tramonto di una star a Las Vegas, con protagonista una splendida Pamela Anderson.

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The Last Showgirl: la recensione del film di Gia Coppola

Shelley Gardner (Pamela Anderson) è una ballerina cinquantasettenne, che da oltre trent'anni lavora nello spettacolo Le Razzle Dazzle, a Las Vegas.

Uno spettacolo un tempo famosissimo, ma ormai seguito da sempre meno pubblico e con un calendario sempre più rarefatto.

Shelley ha una giovane figlia, Hannah (Billie Lourd), nata da una sua estemporanea relazione con Eddie (Dave Bautista), il produttore dello spettacolo. La ragazza però vive con un'altra famiglia, perchè di fatto è stata abbandonata dalla madre in tenera età per potere seguire la sua carriera.

La protagonista ha una vecchia amica, Annette (Jamie Lee Curtis), buttata fuori dallo spettacolo molti anni prima, e ora ridottasi a fare la barista in un locale a Las Vegas.

Un giorno Eddie avverte le ballerine che lo spettacolo a breve chiuderà definitivamente, per lasciare il posto a un altro, molto meno coreografico e scintillante, ma molto più spinto e in linea con i gusti del pubblico moderno.

Shelley rimane sconvolta dalla notizia, perché lei si è completamente identificata con il suo ruolo di artista e non riesce a concepire una vita lontana dal palco.

La sua vita è divisa tra la difficile ricerca di uno spettacolo alternativo per il suo lavoro, i tentativi di ricucire la complessa relazione con sua figlia e i rapporti con le ballerine più giovani, che vedono in lei una figura materna. Come se non bastasse, la sua vecchia amica Annette è in difficoltà, mentre Eddie sembra avere dei complessi di colpa, che cerca di scaricare su di lei.

Decisamente non un bel momento per Shelley...

Pamela Anderson in The Last Showgirl

The Last Showgirl: una magnifica, struggente riflessione sul tramonto di una star a Las Vegas

Regina incontrastata di questa toccante pellicola è la splendida Pamela Anderson, ripresa senza veli e trucchi fuori dal palco, una figura iconica che non ha remore nel mostrare gli effetti del tempo sul fisico. E in questo è spalleggiata da una meravigliosa Jamie Lee Curtis, che non per nulla negli anni Ottanta era soprannominata The Body.

Entrambe interpretano due star del passato, quella di Annette è ormai definitivamente tramontata, mentre quella di Shelley è ormai in irreversibile declino.

Un declino destinato a sconvolgere la sua vita, sotto il peso impietoso degli anni, che da un lato la rendono sempre meno fisicamente attrattiva, e dall'altro sono portatori di un cambiamento di gusti nel pubblico che rende obsoleto il tipo di ballo da lei preferito.

Guardando The Last Showgirl mi è venuto subito in mente il superbo The Substance, con il quale condivide il tema della star del passato ormai tristemente tramontata, e il dramma del declino fisico per una donna che sull'attrattività del proprio corpo ha basato tutta la sua vita, artistica e personale.

Un altra pellicola che si può accostare al lavoro di Gia Coppola è il crudissimo The Wrestler, di Darren Aronofsky, del 2008. Entrambi mettono in scena dei personaggi che hanno conosciuto la gloria della notorietà nel mondo dello spettacolo, per poi essere da questi scartati come scorie del passato.

E i due film condividono un finale indimenticabile, nel quale i protagonisti donano al loro pubblico un'ultima performance, dando tutto quello di cui sono capaci.

The Last Showgirl ha comunque una seconda protagonista, la città di Las Vegas, mostrataci da Gia Coppola con campi lunghi che indugiano sulle sue periferie disadorne, emblema di un mondo anch'esso sul viale del tramonto.

Come nota a margine, devo dire che per la prima volta ho visto Dave Bautista interpretare un ruolo umano, diverso dal solito monolito inespressivo. Ed era anche credibile, capace di veicolare emozioni. Pazzesco.

The Last Showgirl: un film magnifico e imperdibile.