‘Amadeus’ di Peter Shaffer’ è un’opera teatrale imperdibile: la messinscena maestosa della pièce prodotta da Teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo, sarà in prima regionale al Teatro Comunale di Cormons mercoledì 18 febbraio, alle 21 (sarà poi al Politeama Rossetti dal 19 al 22 febbraio).
L’autore basa il suo dramma su una storia, o meglio su una leggenda, nota: Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart. Al debutto al National Theatre di Londra nel 1979 la pièce ebbe un grande successo, confermato poco dopo a New York, dove ottenne numerosi riconoscimenti (tra cui i Tony Award come miglior spettacolo, miglior regia a Peter Hall e miglior attore a Ian McKellen). Ma ciò che rese universalmente celebre l’opera (e la leggenda su cui si fonda) fu il film di Miloš Forman (alla cui sceneggiatura lavorò anche Shaffer), che quarant’anni fa si aggiudicò otto premi Oscar.
La regia di Bruni/Frongia esalta la forza del testo, che ha il ritmo, la profondità e la tensione di un classico, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni perturbanti di un incubo. Ferdinando Bruni è Salieri che, attraversando le età della vita, come un deus ex-machina evoca dal passato i personaggi della ‘sua’ storia. Accanto a lui Daniele Fedeli, l’attore-rivelazione di ‘Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte’ nel ruolo del giovane irriverente e sboccato Mozart. Antonio Marras firma i costumi e veste gli interpreti con sontuosi abiti di un ‘700 immaginario dagli inserti molto contemporanei (Premio UBU 25). La scena è un salone, trasfigurato dalle proiezioni di una sorta di lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II: Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e lagiovane Valeria Andreanò, nel ruolo di Constanze, la moglie di Mozart.
Antonio Salieri è, meritatamente, uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate, è un artista raffinato, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti.
Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte.
La prevendita dei biglietti sarà aperta lunedì, dalle 17 alle 19, e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.