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“Oltre il Giardino”, tra piante, design e arte

Appuntamento il 21 e 22 maggio nel giardino di Villa da Schio a Costozza di Longare. Mostra mercato con vivaisti e produttori specializzati, ma anche eventi culturali, mostre e conferenze 

Ritorna anche quest’anno “Oltre il Giardino”, l’evento dedicato agli amanti delle piante, del design e dell’artigianato d’eccellenza. L’appuntamento è fissato per sabato 21 e domenica 22 maggio nell’incantevole giardino seicentesco di Villa da Schio a Costozza di Longare, a pochi passi da Vicenza. Oltre alla mostra mercato, che accoglierà vivaisti e produttori specializzati, ma anche espositori di arredi d’arte e design, di abiti e gioielli, ad animare la manifestazione ci saranno eventi dedicati all’arte e alla cultura, visite guidate, esposizioni, incontri e conferenze. Non solo verde, ma anche design e moda. Un evento in cui le parole d’ordine sono bellezza e ricercatezza.

Nutrito il calendario di eventi culturali che caratterizzano la manifestazione. Sabato 11 maggio, ore 11.30, si terrà l’incontro dal titolo “Un’idea di pace per Vicenza, città d’arte”, che vedrà protagonisti l’architetto Franco Zagari e i progettisti Benedetto Selleri e Claudio Bertorelli. Franco Zagari firma per la città di Vicenza il prestigioso “Parco della Pace”. Destinato in particolare alle giovani generazioni della provincia di Vicenza e dell’intero Veneto, il Parco della Pace, che occupa l’area di sessanta ettari nella quale sorgeva l’aeroporto civile Dal Molin, chiuso al traffico aereo dal 2008, si pone come nuovo punto di riferimento per la collettività. Un’area verde, accogliente e confortevole, concepita come luogo di ricreazione e come obiettivo di visita. All’eccezionale presentazione in anteprima sarà presente Antonio Marco Dalla Pozza, Assessore alla Progettazione e Sostenibilità Urbana del Comune di Vicenza. Nel pomeriggio spazio all’arte. Alle 17.30 ci sarà infatti il vernissage dell’esposizione temporanea “Contaminazioni” che vede riuniti gli artisti Simone Crestani e Bruno Pedrosa. Crestani lavora il vetro a lume e il suo vetro contemporaneo è noto in tutto il mondo. Dopo il successo di Maastricht e di Parigi, Crestani porta a “Oltre il Giardino” il suo vetro d’autore “contaminato” dal celebre artista e scultore Bruno Pedrosa che, col suo segno d’arte, incide le opere di Crestani dando vita a raffinati volteggi inscritti nella diafane sculture di vetro. La presentazione della mostra sarà curata da Barbara Codogno.

Domenica 22 maggio sono in programma altri due appuntamenti, dedicati rispettivamente alla letteratura e all’ambiente. Alle 11.30 si terrà la presentazione dell’antologia “Io sono il Nordest”, curata dalla giornalista Francesca Visentin, che raccoglie i racconti di diciotto scrittrici tra Veneto, Friuli e Trentino. Un libro che racconta l’universo femminile attraverso storie incentrate sui temi quali il lavoro, la famiglia, l’amore, la violenza. Un progetto ambizioso che sostiene il Centro Veneto Progetti Donna onlus. Alle 15.00 ci sarà la presentazione Istituzionale del Fai (Fondo Ambiente Italiano) con una conferenza divulgativa del Fai Giovani Vicenza a cura di Francesca Grandi, guiding architect per il Veneto e referente Fai Giovani Vicenza. Si parlerà della necessità di promuovere una cultura del rispetto della natura, della storia e delle tradizioni, di ciò che in una parola costituisce il nostro più importante patrimonio.




Capolavori rinascimentali nascosti Gli affreschi nello Spilimberghese Domenica 3 Aprile con il TCI

Dopo la prima e interessante visita organizzata lo scorso anno, continua l’ esplorazione alla scoperta degli straordinari (e ancor troppo poco conosciuti) affreschi rinascimentali che abbelliscono una serie di pievi e chiesette sulla sponda destra del Tagliamento insieme al Touring Club Italiano. In provincia di Pordenone. Qui, in una serie di chiese non troppo lontane tra loro, “eccellentissimi artisti” –  come dice il Vasari – hanno dipinto e scolpito i più importanti cicli di affreschi e sculture dell’età umanistica, che nell’insieme segnano in modo straordinario l’età rinascimentale del Friuli: il cuore di quella che è stata definita “la via maestra della pittura”. Per i soci Touring saranno aperte alcune chiesette solitamente inaccessibili al pubblico, dove si scopriranno i principali cicli di affreschi che hanno preceduto e seguito l’opera del Pordenone.

All’ora di pranzo, degustazione di vini autoctoni con spuntino nella Cantina Bulfon di Valeriano, (fra i “padri” dei vitigni autoctoni in Italia) sulle cui etichette sono riprodotti gli affreschi dell’Oratorio dei battuti, che si  visiteranno insieme al Touring Club.

A fare da guida sarà l’arch. Alessandro Serena, che ha ideato e cura il progetto “Percorsi Culturali nello Spilimberghese, un territorio d’arte tra ’300 e ’600”, e ne ha firmato il volume.Con il Vice Console di Pordenone del  TCI  Ario D’Andrea 

 




GIOVANNI BELLINI. Un capolavoro per Venezia: “L’ebbrezza di Noé” al Museo Correr

 

In occasione del cinquecentenario dalla morte, la città di Venezia vuole rendere un omaggio all’indiscusso “padre nobile” della pittura veneziana rinascimentale, Giovanni Bellini, riportando a casa l’opera forse più rappresentativa dell’intera produzione pittorica del “Giambellino”: L’ebbrezza di Noé (1515 circa); conservata dal 1815 presso il Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie di Besançon, in mostra fino al 16 giugno presso il Museo Correr.

L’opera rappresenta una scena tratta dalla Genesi (9.18-27) in cui Noé, dopo aver bevuto, si assopisce svestito ed i tre figli giungono a coprirlo. Il corpo luminoso ed innocente di Noé, evidenziato dalla luce che attraversa il quadro in diagonale, ed il vino, rimandano chiaramente a Gesù sulla croce ed alla Eucarestia.

L‘ebbrezza di Noé fa parte dell’ultima fase produttiva dell’artista, in cui, nonostante avesse ormai più di ottant’anni, non smise di sperimentare, di arricchire la tradizione pittorica veneziana con le novità rinascimentali. La pittura tonale dell’allievo Giorgione, morto prematuramente nel 1510, è chiaramente visibile nell’atmosfera calda e soffusa di quest’opera; così come la tensione drammatica tra i tre figli di Noé, occupati a coprire il padre ebbro, mostrano l’attenzione verso l’esplorazione psicologica di Leonardo. Bellini, senza dubbio, traghetta la pittura veneziana dentro il Cinquecento; non rinunciando però alla sua preparazione tipicamente quattrocentesca, curando attentamente il disegno di base e studiando l’andamento prospettico di gomiti, mani e ginocchia.

L’ebrezza di Noé rinnova la tradizione senza romperla. Non a caso Roberto Longhi, colui che attribuì l’opera al Bellini dopo anni di incertezze, la definì “La prima opera della pittura moderna”. E dopo 500 anni, Venezia riscopre la modernità di colui che, come scrisse Berenson, “per cinquant’anni guidò la pittura veneziana di vittoria in vittoria”.

La mostra fa parte del progetto “Un capolavoro per Venezia”; grazie al quale verranno riportati in Laguna capolavori dell’arte veneziana tra ‘500 e ‘800 poco conosciuti dal pubblico italiano, provenienti specialmente da musei stranieri.

GIOVANNI BELLINI.Un capolavoro per Venezia: “L’ebbrezza di Noè”

5 marzo-18 giugno 2016 Museo Correr, Sala delle Quattro Porte.

  Marco Serafini




“Oltre l’impossibile”. Elisabetta Maistrello e l’evento che unisce arte e moda

Un evento che unisce arte, moda e glamour. Ad ospitarlo, questa sera a partire dalle ore 18.00, è il calzaturificio Le Pepè Srl a Galta di Vigonovo (VE), azienda artigiana dove si produce quel made in Italy che fa invidia a tutto il mondo. Protagonista dell’esposizione, dal titolo “Oltre l’impossibile”, è l’artista vicentina Elisabetta Maistrello. Figlia d’arte nel campo orafo, a tutt’oggi lavora con la sua bottega artigiana. Artista autodidatta, dotata di grande sensibilità e rigore tecnico, Maistrello ha sperimentato negli anni varie tecniche pittoriche. È stata selezionata, tra gli altri, dal critico Vittorio Sgarbi per una importante collettiva.

L’evento in programma questa sera è un’esposizione d’arte visiva, a cui si affiancano una collezione di gioielli in argento e resine e una couture di chic pret à porter, un defilé di abiti che l’artista farà poi realizzare su misura. Una serie di outfit pensati con accessori in tema, anche questi disegnati dall’artista. L’idea di un evento così ben congegnato ha origine senz’altro a partire dal forte tratto cromatico che caratterizza la sua cifra pittorica. Le opere di Maistrello nascono in seno alla scuola figurativa classica. Nella scelta di seguire la ritrattistica si percepisce tutta la vibrante intimità e sensibilità dell’autrice. Che però poi, donna del suo tempo, sposa il pop e il contemporaneo, sia per la scelta dei soggetti proposti che per la scelta ei cromatismi che si impongono netti, radicali e incisivi.
mostra2Organizzati su pallets che formano dei grandi cubi dipinti di bianco, giganteggiano i suoi quadri realizzati su lastre di alluminio vetrificato. Grandi ritratti dai colori decisamente pop. Raccontano la solarità dell’artista, una donna piena di grinta che indaga la propria creatività senza limiti. Insieme alle opere pittoriche ci saranno le parure di gioielli realizzate in resina e in argento, per una linea estremamente femminile. Motivo ricorrente della collezione è la sfera, una rotondità morbida e sensuale che Maistrello insegue anche negli accessori proponendo borse che sono magiche sfere di resina. L’artista propone un dresscode d’altri tempi, dove nulla è lasciato al caso: la sfera del gioiello la ritroviamo nell’accessorio, il colore dei quadri lo ritroviamo negli abiti, le fodere fantasiose dei capi sono in seta super chic strizzano l’occhio alle pochette. «Oggi noi donne siamo sempre di corsa – racconta l’artista – costrette per praticità a nascondere la bellezza delle nostre curve, costrette a indossare abiti veloci, tanti pantaloni. Io ho pensato a una donna che ha il diritto di riprendersi la propria femminilità, il gusto di abbinare un abito a una borsetta, di indossare capi fatti su misura che rispecchino il suo corpo e i suoi desideri. Un attimo di bellezza rubata a una vita che ci vuole multitasking, che ci chiede l’impossibile e ci fa rinunciare a una parte fondamentale di noi stesse: la nostra femminilità».




Poesia, musica e arte a VerdArti

”: Bianca Manzari, Mariagrazia Furlan, Sara Furlan, Lorenza Poletto leggeranno in dialetto pordenonese i brani del “Diario de Pordenone” di Fausto Vittorio Maiorana. Domenica 31 agosto si inizia alle 11.00 con la presentazione e lettura delle “Foglie di poesia” a cura di Samuele Editore. Alle 15.00 percorso botanico guidato a cura dei m.i Mario Bellot ed Emidio Fabris. Alle ore 16.00 illustrazione didattica delle installazioni artistiche a cura di Mila Marzotto. Alle 16.30 letture per bambini con metodo Kamishibai a cura di Marisa Del Ben – Associazione “99mq”. Alle ore 17.00 è in programma “Da New York a Pordenone”, reportage di viaggio dal New York Poetry Festival a cura di Rachel Slade. Alle ore 18.00 momenti di poesia con Fabio Franzin, Julian Zhara, Christian Sinicco, Francesco Tomada, Guido Cupani. Alle 19.30 musica dal vivo con i “The beer drinkers”. Alle 20.30 altro momento con poesia con Marco Marangoni, Matteo Cimenti, Ilaria Pacelli, Rosanna Cracco, Maria Milena Priviero.




Di pensier in pensier, di monte in monte. Il paesaggio nella letteratura e nell’arte.

Il paesaggio è il tema della ottava edizione del convegno di studi che si svolgerà sabato 20 ottobre, alle ore 8.45, in Sala Filarmonica a Camposampiero (Pd).

Organizzato dalla Città di Camposampiero, con la partecipazione degli Istituti Superiori “I. Newton” e “S. Pertini” di Camposampiero, dell’Associazione culturale “Viadelcampo” di San Giorgio delle Pertiche, della rete Biblioape e patrocinato dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Padova e dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, il convegno volge ora lo sguardo al tema del paesaggio nelle produzioni poetiche e nell’arte figurativa. Per la prima volta il convegno di studi dell’ottobre camposampierese, che quest’anno è giunto all’ottava edizione, è stato inserito nel programma di RetEventi 2012, importante iniziativa dedicata quest’anno ai Paesaggi culturali e che coinvolge comuni e associazioni del territorio provinciale in un fitto cartellone di oltre 700 appuntamenti Nel corso della mattinata sono previsti gli interventi di Claudio Griggio (Università degli studi di Udine), Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero) e del critico d’arte e videoartista Barbara Codogno. Le relazioni, cui saranno accompagnate le letture dell’attore Angelo Zampieri, saranno dedicate da un lato alla lettura del paesaggio nei poeti di età umanistica e nell’opera di Andrea Zanzotto,  dall’altro alla riscoperta dei tesori nascosti nel territorio del camposampierese; a seguire sarà proposto un approfondimento sul corpo del paesaggio nell’arte figurativa. Al termine della mattinata saranno presentati i lavori degli studenti delle scuole superiori che partecipano all’evento.

Programma :

Ore 9.00 Saluto delle autorità  Claudio Griggio (Università degli Studi di Udine), “Paesaggio, ricerca dell’armonia, scrittura in età umanistica e  in Andrea Zanzotto”

Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero), La bellezza ritrovata: viaggio tra i tesori nascosti del Camposampierese”

 Moderatore: Marcello Bernacchia (I.I.S. “I. Newton” – Camposampiero)

Ore 10.40 Break  Barbara Codogno (video artista e critico d’arte), “Il corpo del paesaggio”

 Moderatrice Sandra Milan (I.I.S. “I. Newton”  – Camposampiero)

Ore 12.00  Dibattito e conclusione dei lavori Letture di Angelo Zampieri

Vito di Giorgio per la redazione




Giovanni l’alieno!

Ieri sera, nella piazza del castello di Udine, Giovanni Allevi ha deliziato i moltissimi fans giunti in massa solo per lui e per le sue opere d’arte. Entra correndo con le braccia spalancate, in una sorta di volo, verso il suo fedele compagno e inchinandosi al pubblico esclama timidamente :”Iniziamo con un pò di dolcezza, Secret Love”. In quel istante Giovanni diventa un “alieno”, le sue mani fluttuano sugli 88 tasti bianchi e neri, generando armonie e melodie che ti fanno viaggiare con la mente in un sogno comune. Durante le esecuzioni il corpo di Allevi diventa strumento di composizione e di esposizione della musica; totalmente immerso nelle note che si generano dal pianoforte, la sua mente vede le melodie che diventano concrete. Lui vede la musica, il suono non è più astratto ma tangibile; non ha bisogno di spartiti nè di partiture. Quando il brano giunge al termine Allevi ritorna magicamente nel suo corpo, umilmente e timidamente ringrazia gli ascoltatori per l’apprezzamento, tanto che ogni volta che termina un’ esecuzione si inchina e manda baci al pubblico. “L’opera d’arte si realizza nell’ascoltatore, per questo vorrei io un autografo da ognuno di voi”, ecco cosa significa per Giovanni l’amore del suo pubblico, la materializzazione delle sue opere. Durante la serata Allevi propone 15 brani filati, più altri due oltre la scaletta per soddisfare i moltissimi “bis” che giungono a fine concerto. Tra i brani si possono riconoscere i pilastri “Come sei veramente” o “Go with the flow” e moltissimi nuove tracce dell’ultimo imperdibile cd “Alien”. Di incredibile dolcezza e estremamente commovente è l’esecuzione del brano Helena, eseguito da Allevi con la sola mano destra; l’opera è un omaggio del pianista a una collega musicista, Helena appunto, che a causa di un incidente ha perso l’uso della mano sinistra. Sicuramente la cosa che sbalordisce di questo giovane talento è la velocità di esecuzione di alcuni tratti di musica, le sue dita si muovono in maniera autonoma, generando un infinità di note; non è possibile credere che le note siano effettivamente solo sette dopo aver ascoltato un concerto di Allevi.

Al termine dello spettacolo la folla si alza tutta in piedi e applaude ininterrottamente questo “Genio” moderno, ringraziandolo per la serata ricca di melodia e dolcezza.

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Naturalmente Giovanni ringrazia tutta l’organizzazione, l’Azalea Promotion, gli addetti alla sicurezza e il pubblico. Prima di congedarsi completamente, Allevi si getta tra la folla e soddisfa ogni singola persona con autografi, fotografie e baci. Una persona straordinaria, un artista magnifico che adora i suoi estimatori in quanto gli danno la possibilità di rendere immortali le sue fantastiche opere d’arte.

Carlo Liotti

© Riproduzione riservata




udine: “Esploratori ad arte” domani 3 luglio in castello

Alla ricerca del personaggio misterioso con il carrello dell’arte. È questa la sfida che attende grandi e piccini domani martedì 3 luglio alle 17 nel nuovo appuntamento in castello con “Esploratori ad arte” nell’ambito delle iniziative di “Musei in città”. Nella Pinacoteca dei Civici Musei i piccoli visitatori e le loro famiglie, con l’aiuto del carrello dell’arte, dovranno decifrare indizi nascosti per scoprire il personaggio misterioso che si nasconde nelle sale del museo. Per motivi organizzativi i posti a disposizione sono limitati pertanto la prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Sistema Museo (800 961993) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 (escluso festivi) o tramite e-mail a callcenter@sistemamuseo.it.




Scoprire i segreti della scultura con percorsi d’arte

Proseguono gli appuntamenti, come sempre nella formula suddivisa in due incontri, con “Percorsi d’arte, il fascino delle tecniche artistiche”. L’ultimo modulo, in programma sabato 24 marzo e 31 marzo alle 16 in castello, si concentrerà sulla scultura, che per secoli – per mezzo di materiali diversi quali il legno, il marmo e la terracotta – ha rappresentato, assieme al disegno  e alla pittura, la grande tradizione italiana. Nel Novecento è avvenuto un passaggio fondamentale in questa tecnica artistica: la scultura, grazie ai contributi fondamentali di artisti come Pablo Picasso o, in Italia, Bruno Munari e Lucio Fontana, ha mutuato nuove modalità espressive dalle culture extra-europee e dal mondo della produzione industriale; lo spettatore è stato così costretto a confrontarsi con la presenza fisica dell’oggetto-scultura all’interno di un ambiente reale. Chiuderà il percorso la visita presso lo studio del maestro Giorgio Celiberti, in programma il 31 marzo, che sarà anche l’occasione per ragionare dal vivo sul rapporto tra pittura e scultura.

L’idea dell’intero ciclo di appuntamenti, organizzato dalla cooperativa Sistema Museo e dai Civici Musei del Comune di Udine, è infatti quella di abbinare conferenze a lezioni condotte negli studi di artisti udinesi, dove sarà possibile desumere dagli aspetti tecnici delle opere i loro risultati formali e, quindi, permettere una maggiore comprensione dei fenomeni artistici contemporanei.  Gli incontri, della durata di un’ora e mezza circa, sono quindi suddivisi in due appuntamenti per argomento trattato. A un’introduzione teorica che si tiene in castello segue la visita nei luoghi in cui l’arte si fa concreta.

Un abbonamento permette la partecipazione a tutte le lezioni usufruendo dell’ingresso gratuito ai musei del castello nelle giornate in cui si terranno le lezioni. Gli incontri saranno acquistabili anche singolarmente ma, per una migliore fruizione del percorso, la visita sul campo non sarà possibile senza la preventiva frequentazione della lezione teorica, che introdurrà temi e concetti basilari per la completa comprensione del fenomeno artistico in esame. Per motivi organizzativi i posti disponibili sono limitati per cui è consigliata la prenotazione al numero verde 800 961993 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, escluso festivi) o tramite e-mail a callcenter@sistemamuseo.it.

L’archeologia sarà invece protagonista dell’incontro “Alla scoperta del Lapidarium dei Civici Musei”, in programma domenica 25 marzo alle 16, nel quale si illustrerà la collezione di reperti lapidei romani conservati presso il Lapidario del castello. Le iscrizioni sono un completamento prezioso per la storiografia e in certi casi addirittura la sostituiscono. Infatti certi particolari del mondo antico legati soprattutto alla vita quotidiana, che la storia non si è curata di notare perché di comune e ovvia conoscenza, e che sarebbero quindi andati irrimediabilmente perduti, si sono conservati proprio attraverso le epigrafi. In particolare, le iscrizioni romane presenti nelle collezioni dei Musei Civici forniscono molte informazioni utili per ricostruire le tappe della romanizzazione del nostro territorio, toccando diversi aspetti della vita pubblica e privata dal I secolo a.C. al IV d.C.. Per esempio le stele funerarie sono preziose per ricostruire i rapporti familiari e sociali e talvolta riportano dediche funebri soffuse di poesia. I miliari invece ci parlano dell’efficiente rete stradale romana che attraversava questa parte dell’impero e delle cure ad essa riservate dallo stato romano ecc. Durante il percorso ci si soffermerà anche su alcuni elementi archittettonici che testimoniano la grandezza ed importanza dei monumenti pubblici di Aquileia. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Sistema Museo al numero verde 800 961993 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, escluso festivi) o tramite e-mail a callcenter@sistemamuseo.it.




“CINEZOÏQUE” ESPLODE SUL WEB!

L’epoca “cinezoica” non è codificata in nessun manuale. Non esiste, se non nella nostra testa di sognatori. L’udinese Stefania Rota ha pensato di darne forma con un video che si chiama “Cinezoïque”. Nato a dicembre come installazione site-specific per il Cinema Visionario di Udine e sbarcato dopo due mesi sul Web, http://vimeo.com/37106377, in meno di 48 ore il video ha raggiunto più di 20.000 visualizzazioni lanciando in rete il nome di Stefania Rota, che da giovane promessa della video arte è passata allo status star dell’arte 2.0. Di lei ne ha parlato anche il più noto sito francese di cinema, Allocine.fr, definendo la sua opera “une superbe installation”. “Cinezoïque” (con pronuncia alla francese) è un video ricco di quella fascinazione che solo certi esperimenti dell’immagine possono generare.   È un montaggio di tre minuti, magnetico, fatto di scene tratte da un imprecisato numero di film, in ognuna delle quali compare una figura umana che attraversa lo schermo da sinistra a destra e che rappresenta un’ipotetica linea del tempo su cui si sviluppa la storia del cinema. L’epoca “cinezoica”, quella delle immagini analogiche e digitali che accompagnano e attraversano la nostra vita, è per Stefania Rota una camminata di una manciata di minuti, un viaggio simbolico lungo il quale si condensa la storia del cinema che parte da Méliés, tocca Terry Gilliam, conquista le grandi tappe del bianco e nero, del colore, degli effetti speciali digitali.  “Cinezoïque” è stato creato da Stefania Rota insieme a Diego Lorenzo Zanitti per un’installazione site-specific che è stata prodotta dal Centro per le Arti Visive di Udine con il Centro Espressioni Cinematografiche ed esposta nel suo quartier generale, il Visionario di Udine, multisala e centro nevralgico per la produzione culturale e artistica della città.  Ora, nella seconda vita che lo ha visto uscire dalla parete di 21 metri in cui è rimasto “intrappolato” per due mesi, il video “Cinezoïque” corre veloce sul Web, infettando siti e social media di ogni latitudine. Punto di partenza Vimeo, punto d’arrivo Stati Uniti, Iran, Lussemburgo, Svezia, Norvegia, Spagna, Argentina, Brasile, Messico, Corea, Israele, Turchia, Austria, Bolivia, Irlanda, Canada, Giappone,  Russia, Uzbekistan,  Brasile, Olanda, Germania, Inghilterra e Francia dove Allocine.fr, sito di cinema francese paragonabile al nostro Mymovies.it, come già detto, ha definito sbalorditivo questo piccolo grande capolavoro della video arte.Stefania Rota, www.minimalbaroque.com, nasce a Udine nel 1984 e si forma in teatro, fotografia e cinema. Vince una borsa di studio e si laurea a Torino in Digital e Virtual design. È vincitrice del premio della critica di Adobe con Adobe Photoshop Cook, video da 975.000 visualizzazioni su Vimeo, riconosciuta tra i nuovi talenti della video arte nazionale da Flash Art, vincitrice del premio della critica Grinzane Cavour sul tema delle nuove tecnologie. Ha lavorato tra l’Italia, Spagna e Norvegia.

Contatti: Centro Espressioni Cinematografiche, t. 0432299545