Trent'anni dopo l'indimenticabile mattanza raccontata dal primo, meraviglioso Scream, la casa di Stu Macher è stata trasformata in un grottesco B&B, dove turisti in cerca di emozioni possono ammirare le stanze in cui l'ormai leggendario Ghostface ha iniziato il suo pluridecennale ciclo omicida.
Il problema è che il serial killer è ovviamente tornato e una coppia sprovveduta in cerca di una nottata trasgressiva a Woodsboro lo scopre a sue spese.
Nel frattempo, Sidney Prescott (Neve Campbell) si è rifatta una vita a Pine Grove, dove vive con suo marito Mark (Joel McHale) e la figlia più grande, Tatum (Isabel May), mentre le due più piccole sono temporaneamente dai nonni.
Come prevedibile, Ghostface le annuncia il suo arrivo e la mattanza può avere inizio, fino all'inevitabile resa dei conti finale ...

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Questo settimo capitolo della saga vede il ritorno di Neve Campbell, e questo è dal mio punto di vista l'unico aspetto positivo del film. Il racconto non offre niente di realmente nuovo e accattivante, limitandosi a riciclare situazioni già viste, fallendo miserevolmente nel passare il testimone a Tatum.
Infatti, la storia privilegia un'operazione basata sulla nostalgia, che ruota intorno a infinite citazioni dei precedenti capitoli del franchise, sacrificando la costruzione e l'evoluzione dei personaggi, a cominciare dalla figlia di Sidney, perennemente compressa nel ruolo di adolescente alle sue prime esperienze con l'altro sesso, e in prevedibile, perenne lotta contro i genitori.
In compenso, nella pellicola si alza il livello di impatto visivo dei massacri, con omicidi efferati, ampiamente coreografati e accompagnati da copiosi spargimenti di budella. Il tutto a discapito della credibilità delle scene e della tensione narrativa.

Ma questo lavoro dà il peggio di sé nel finale, quando, come di consueto, si svelano le identità dei Ghostface in azione, che rivelano motivazioni che fanno cadere le braccia, specie se considerate nell'ottica delle consuete dinamiche interne del franchise.
In altre parole, stiamo parlando di un film che, considerato al di fuori del mondo narrativo della saga slasher a cui appartiene, sarebbe un prodotto mediocre, e che, inserito nel suo contesto, diventa il suo capitolo peggiore. Una mera operazione commerciale di bassa lega, nel complesso ancora inferiore al già pessimo Scream 6, che lo ha preceduto.
Sono andato al cinema speranzoso, rinfrancato dall'arrivo alla regia di Kevin Williamson, sceneggiatore storico del franchise. Ma ne sono uscito molto deluso, dopo due ore di narrazione scontata e senza guizzi creativi, chiusa nell'eterna citazione di quanto già visto, peraltro con un ridimensionamento avvilente anche della dimensione metanarrativa, che è sempre stata uno dei punti forti della saga.
Un film che non riesce più a giocare con gli stereotipi del genere slasher, ma ne diventa una vittima.
Vabbè. In attesa di Scream 8, sperando che nel frattempo Ghostface decida di appendere il coltello al chiodo per sfinimento...