Rally Italia Sardegna 2026: la gara che ha deciso il Mondiale all’ultima curva

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Rally Italia Sardegna 2026: la gara che ha deciso il Mondiale all’ultima curva
Elfyn Evans - Scott Martin

Un finale che nessuno avrebbe potuto immaginare: Oliver Solberg ha vinto la gara, Elfyn Evans ha vinto il campionato del mondo.

Tutte le immagini del Rally Italia Sardegna 2026 a questo link

L’ultima curva! Il Rally Italia Sardegna, in programma dall’1 al 4 ottobre, ha regalato un finale degno del miglior thriller. Una sfida combattuta sul filo dei secondi, con il titolo mondiale piloti 2026 rimasto in bilico fino all’ultimo metro.

Dopo l’annullamento dell’appuntamento conclusivo originariamente previsto in Arabia Saudita, determinato dalla situazione di instabilità nella regione e dalle conseguenti difficoltà logistiche, gli sterrati sardi sono diventati il teatro dell’ultimo atto della stagione. E quale scenario migliore per decidere il campionato?

Giornate splendide, sole, temperature quasi estive e quel cielo limpido che accompagna spesso le immagini più belle dell’isola. Uno scampolo d’estate fuori stagione che ha favorito tanto gli equipaggi quanto gli spettatori, accorsi numerosissimi lungo le prove speciali. Il fondo asciutto e le vetture lanciate a tutta velocità hanno sollevato nuvole impressionanti di polvere, che in alcuni tratti sembravano avvolgere completamente le auto. Una polvere finissima, onnipresente, capace di trasformare ogni passaggio in uno spettacolo e, per chi era sulle prove, di rendere ancora più autentica l’esperienza del rally.

Oliver Solberg - Elliot Edmondson

La Sardegna, quest’anno, non era semplicemente una tappa del Campionato del Mondo Rally. Era la finale del Mondiale. Al via di Alghero, Elfyn Evans si presentava da leader della classifica, con 21 punti di vantaggio su Oliver Solberg e 17 su Sami Pajari. A rendere ancora più incerta la sfida c’era il particolare sistema di punteggio del WRC: oltre ai punti assegnati in base alla classifica finale del rally, erano infatti disponibili altri cinque punti per la Super Sunday e cinque per la Power Stage. In totale, erano 35 i punti ancora in palio, sufficienti a rimescolare completamente la classifica fino agli ultimi chilometri.

Per il gallese, quella sarda poteva essere l’ultima grande occasione per conquistare il titolo, dopo aver chiuso per ben cinque volte da vicecampione del mondo nelle ultime sei stagioni, sempre a un passo dal traguardo più prestigioso. Per il giovane Solberg, invece, la Sardegna rappresentava l’occasione della vita: recuperare 21 punti e mettere le mani sul suo primo titolo mondiale.

Il programma del Rally Italia Sardegna prevedeva diciassette prove speciali e oltre 307 chilometri contro il cronometro, su uno sterrato che non concede nulla: strade strette, pietre affioranti, fondo abrasivo, salti, curve cieche e pochissimo margine per rimediare a un errore.

Ad Alghero, sul lungomare e nell’area del parco assistenza, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Ma è soprattutto lungo le prove speciali che il pubblico, arrivato da tutta Europa e non solo, ha dato ancora una volta spettacolo. Decine di migliaia di appassionati hanno seguito le vetture lungo le strade dell’isola, trasformando il Rally Italia Sardegna in una grande festa dello sport e regalando alla gara una cornice degna di un appuntamento mondiale.

Al Rally italia Sardegna c'è stata anche l'ufficialità del rientro della Ford dal 2028

Dopo il gustoso antipasto dello Shakedown “Monte Baranta”, con partenza all’interno della cava di Olmedo e Oliver Solberg autore del miglior tempo, il Rally Italia Sardegna è entrato nel vivo con la prova spettacolo della Ittiri Arena. Un duello in stile Memorial Bettega, con due vetture alla volta sul tracciato, che hanno dato vita a spettacolari evoluzioni davanti a un pubblico foltissimo e subito infiammato dallo show. A imporsi è stato ancora Oliver Solberg, il più veloce anche in questa occasione, lanciando così un primo, chiaro segnale ai rivali: per il titolo c’era anche lui. Da rilevare il tifo da stadio per Giuseppe Dettori, il sardo navigato da Carlo Pisano, che al suo passaggio ha letteralmente fatto esplodere l’Arena di Ittiri, accolto da un’autentica ovazione del pubblico di casa.

Oliver Solberg impeganto al guado dell'Arena di ittiri

Il venerdì, con sei prove speciali e quasi 120 chilometri contro il cronometro, ha subito confermato la durezza degli sterrati sardi. Le Hyundai di Adrien Fourmaux e Thierry Neuville hanno preso il comando delle operazioni, approfittando anche della favorevole posizione di partenza. Fourmaux ha guidato la classifica per buona parte della giornata, mentre Solberg, nonostante una foratura lenta nelle prime battute, ha reagito con grande determinazione conquistando la quarta speciale.

Nel pomeriggio è stato però Neuville a cambiare passo, vincendo le ultime due prove e ribaltando il vantaggio del compagno di squadra. Al termine della giornata il belga si è così portato al comando del rally con appena quattro decimi su Fourmaux. Terzo, a 12”3, Oliver Solberg, seguito da Sébastien Ogier e Sami Pajari. Elfyn Evans ha chiuso la giornata in sesta posizione, a 1’08”9 dal leader. Una classifica che lasciava ancora apertissima la sfida per il titolo mondiale.

Thierry Neuville - Martijn Wydaeghe
Adrien Fourmaux - Alexander Coria

Il sabato ha completamente rimescolato le carte. Oliver Solberg, partito dalla terza posizione, ha iniziato a spingere fortissimo, vincendo la seconda e la terza prova della giornata e portandosi al comando del rally. Nel pomeriggio la gara è diventata ancora più movimentata: Thierry Neuville è stato costretto al ritiro dopo un’uscita di strada, mentre Adrien Fourmaux ha dovuto fare i conti con una nuova foratura. Solberg ha così potuto allungare al comando, chiudendo la giornata con 33”6 di vantaggio su Sébastien Ogier. Alle loro spalle, Sami Pajari ha conquistato la terza posizione, mentre Fourmaux è risalito al quarto posto. Elfyn Evans, costretto ancora una volta a pagare l’handicap della posizione di partenza, ha chiuso quinto a 2’38”4.

La situazione del campionato si era fatta improvvisamente incandescente: Evans conservava il comando con 240 punti, seguito da Solberg a 234 e Pajari a 228. Il finlandese, tuttavia, non aveva mai dato l’impressione di poter contendere davvero il titolo ai due principali rivali. Il suo vantaggio nella classifica di partenza era soltanto sulla carta: sul campo, la sfida sembrava ormai ristretta a Evans e Solberg. Per la domenica restavano ancora dieci punti disponibili tra Super Sunday e Power Stage. Il Mondiale era ormai una questione di dettagli.

La domenica del Rally Italia Sardegna è stata un’autentica finale da thriller, con il titolo mondiale deciso praticamente sull’ultima curva. Solberg aveva iniziato la giornata con un solo obiettivo: vincere il rally, conquistare la Super Sunday e poi fare sua anche la Power Stage. Evans, quinto assoluto, doveva invece amministrare il vantaggio iridato.

Nella penultima prova speciale, la “Osilo-Tergu”, è arrivato l’ennesimo colpo di scena. Evans ha forato l’anteriore destra ed è stato costretto a fermarsi per sostituire la ruota. Il problema gli è costato la possibilità di raccogliere punti nella Super Sunday e ha ridotto al minimo il margine nella sfida per il titolo.

Tutto si è deciso nella Power Stage Sassari-Argentiera, gli ultimi 7,10 chilometri della stagione. Evans ha dato tutto, ma al traguardo era convinto di non aver fatto abbastanza. Poi è toccato a Solberg, partito per ultimo tra le vetture Rally1 come previsto dall’ordine di partenza: lo svedese era virtualmente campione e sembrava avere il titolo ormai in pugno. Era davanti nei primi intermedi e ancora in corsa per battere il tempo di Evans quando, a poche decine di metri dall’arrivo, è arrivato l’imprevedibile.

A poche decine di metri dalla fine, Solberg ha perso il controllo della sua Toyota ed è finito fuori strada. Per un attimo, il tempo si è fermato. Tra il pubblico si è levato un lungo e incredulo «Noooo!», mentre gli spettatori assistevano attoniti alla scena. Anche Evans, che ormai aveva smesso di sperare, è rimasto incredulo davanti a ciò che stava accadendo.

Solberg è riuscito a ripartire e a completare la prova, conquistando comunque la vittoria del rally, ma quei secondi persi proprio sul più bello gli sono costati i punti decisivi per il titolo mondiale. Nel frattempo, sotto la cupola WRC, allestita proprio accanto al palco del podio sulla spiaggia dell’Argentiera, i piloti si erano radunati in attesa del verdetto. La tensione ha lasciato spazio alla commozione: abbracci, incredulità e occhi lucidi hanno accompagnato l’attesa del risultato ufficiale.

Poi la certezza: Elfyn Evans era campione del mondo. Solberg aveva vinto il rally, Evans aveva vinto il Mondiale. Un finale che difficilmente il Rally Italia Sardegna potrà dimenticare.

Elfyn Evans, quinto assoluto, è così diventato campione del mondo per la prima volta, chiudendo il campionato con 243 punti contro i 238 di Solberg. Sami Pajari ha terminato la stagione a quota 237. Sul podio del Rally Italia Sardegna sono saliti, nell’ordine, Solberg, Sébastien Ogier e Sami Pajari, completando un podio tutto Toyota.

La festa è proseguita poi sul lungomare di Alghero, alla Banchina Dogana, con le premiazioni, le interviste e le foto ricordo, fino all’immancabile tuffo in mare dei vincitori e di tutta la squadra.

Questa la classifica finale delle prime dieci posizioni:

Pos.

Equipaggio

Vettura

Distacco

1

Oliver Solberg / Elliott Edmondson

Toyota GR Yaris Rally1

3:24:57.0

2

Sébastien Ogier / Vincent Landais

Toyota GR Yaris Rally1

+57.6”

3

Sami Pajari / Marko Salminen

Toyota GR Yaris Rally1

+1:37.4

4

Adrien Fourmaux / Alexandre Coria

Hyundai i20 N Rally1

+2:38.6

5

Elfyn Evans / Scott Martin

Toyota GR Yaris Rally1

+4:48.1

6

Takamoto Katsuta / Aaron Johnston

Toyota GR Yaris Rally1

+6:02.4

7

Jon Armstrong / Shane Byrne

Ford Puma Rally1

+7:32.2

8

Roope Korhonen / Anssi Viinikka

Toyota GR Yaris Rally2

+12:10.4

9

Robert Virves / Jakko Viilo

Škoda Fabia RS Rally2

+12:11.1

10

Gus Greensmith / Jonas Andersson

Toyota GR Yaris Rally2

+13:02.2

Solberg ha dunque vinto il rally con 57”6 su Ogier e 1’37”4 su Pajari, mentre Evans ha terminato quinto a 4’48”1.

Si è chiuso così un ciclo iniziato sull’Isola dei Quattro Mori nel 2004. Dal 2027 la prova italiana del Mondiale si trasferirà a Roma, con il Rally di Roma Capitale destinato a diventare l’appuntamento italiano del WRC, mentre la Sardegna passerà al Campionato Europeo Rally.

Una decisione maturata a livello istituzionale e organizzativo e accolta tutt’altro che bene da chi il rally sardo lo vive, lo organizza e lo ama. Sia chiaro: Roma è Roma, è una delle città più belle e affascinanti del mondo e il Rally di Roma Capitale ha una sua storia, il suo pubblico e il suo indiscutibile valore.

Ma un rally mondiale è anche il territorio nel quale corre. Perché nessuna città, per quanto straordinaria, può regalare ciò che offre la Sardegna: quelle strade strette immerse nella macchia mediterranea, quei passaggi tra rocce e boschi, quei panorami improvvisi sul mare, quella polvere che rimane sospesa nell’aria dopo il passaggio delle vetture, quel pubblico assiepato sulle rocce lungo gli sterrati e quella sensazione irripetibile di trovarsi contemporaneamente in mezzo alla natura e dentro uno degli eventi motoristici più importanti del pianeta.

La Sardegna non fa da semplice sfondo al rally, ne è protagonista. Con i suoi sterrati, i suoi paesaggi e il suo pubblico. Qui l’isola e la gara diventano una cosa sola.

Dario Furlan (revisionato con AI) - #darionnenphotographer