OLIVER SOLBERG CONQUISTA UN RALLYE MONTE-CARLO D’ALTRI TEMPI CON LA STORICA TRIPLETTA DELLA TOYOTA

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OLIVER SOLBERG CONQUISTA UN RALLYE MONTE-CARLO D’ALTRI TEMPI CON LA STORICA TRIPLETTA DELLA TOYOTA

Con una gara tutta in attacco e senza cedere alla pressione imposta dagli avversari il giovane Oliver Solberg conquista il Rallye Monte-Carlo diventando il più giovane vincitore della gara monegasca.

Un Rallye Monte-Carlo così non si vedeva da anni, neve, ghiaccio, pioggia e fango hanno contraddistinto la 94^ edizione della gara monegasca mettendo in difficoltà sin dall’inizio i concorrenti costretti a dare il massimo per rimanere in strada, la scelta delle gomme in queste situazioni è stata una vera roulette ed ha messo in crisi più di qualcuno e, nel contempo, ha premiato chi è riuscito ad interpretare al meglio il fondo stradale, magari non osando troppo e cercando di portare la vettura all’arrivo. Le previsioni meteorologiche avevano preannunciato che sarebbe stato un Monte particolarmente impegnativo e così è stato, da uno Shakedown asciutto e soleggiato si è passati rapidamente alla coltre bianca che ha riportato il rally ai paesaggi ed alle prove speciali di un Rallye Monte-Carlo d’altri tempi, ne ha beneficiato lo spettacolo ma soprattutto la suspense per l’incertezza che un rally innevato può dare, numerosissime le uscite di strada che hanno connotato la gara risultata particolarmente insidiosa per tutti e che hanno reso avvincente la gara fino all'ultimo.

La Fan Zone di Gap

La cittadina di Gap, sede del quartier generale e dell’assistenza del rally, è stata presa d’assalto dagli appassionati che hanno affollato costantemente la Fan Zone (l’area dedicata al pubblico) dove si poteva assistere alle interviste ai piloti, seguire la diretta della gara e trovare gadget dell’evento e fornitissimi chioschi con prodotti locali, molto affollati anche gli stand delle tre marche delle vetture Rally1 con gli appassionati curiosi di vedere da vicino queste vetture ed il lavoro dei meccanici per prepararle per la gara.

A seguito dell’abbandono di Kalle Rovanpera e Ott Tanak alla fine dello scorso campionato la nuova stagione del WRC1 ha visto un certo rimaneggiamento dei piloti nelle tre squadre di vertice, in Toyota – dopo l’esperienza in alcune gare lo scorso anno e con la dote della vittoria in Estonia - è arrivato in pianta stabile il giovane e promettente Oliver Solberg ed è stato riconfermato Sami Pajari, in Hyundai ha trovato un sedile Hayden Paddon mentre in Ford M-Sport ha debuttato Jon Armstrong. Un altro debutto molto atteso e carico di aspettative è stato quello della Lancia Ypsilon HF Rally2 che Lancia Corse ha affidato a Johan Rossel e a Nikolay Gryazin. 

Yohan Rossel

Prima dell’avvio della gara era veramente difficile fare un pronostico, tantissime le incognite date soprattutto dalle previsioni meteo ma gli occhi erano tutti puntati su Sebastien Ogier, fresco vincitore del campionato del mondo, che partiva con il numero 1 sulle portiere nonché dieci volte vincitore della gara monegasca, buone le possibilità anche per il giovane figlio d’arte Oliver Solberg atteso a confermare quanto di buono fatto vedere finora. Qualche chance pure per Thierry Neuville che su queste strade si è solitamente difeso bene, nonché per il suo compagno di squadra Adrien Fourmaux sempre più in evidenza nella squadra tedesco-coreana.

Sebastien Ogier
Oliver Solberg
Adrien Fourmaux

La partenza cerimoniale dal Principato di Monaco è stata preceduta dallo Shakedown che nel pomeriggio di mercoledì ha permesso ai piloti di testare le vetture su un tracciato predisposto poco oltre la periferia di Gap, la giornata soleggiata ha richiamato un foltissimo pubblico che ha iniziato a prendere posto fin dalle prime ore del mattino sul percorso di 4,25 km; il miglior tempo è stato siglato da uno scatenato Takamoto Katsuta in un giro veramente spettacolare che ha mandato il pubblico in visibilio.

Takamoto Katsuta ha siglato il miglior tempo nello Shakedown
Jon Armstrong
Sami Pajari
La friulana - con passaporto svizzero - Veronica Tramontin
Elfyn Evans
Oliver Solberg

In serata trasferimento a Monaco per poi salire il giorno successivo sulla pedana di partenza della gara probabilmente più iconica del mondo arrivata ormai alla sua 94^ edizione; una volta scesi dalla pedana i concorrenti hanno affrontato le prime tre prove speciali (le ultime due oramai al buio), ognuna con condizioni climatiche differenti, che hanno dato già i primi sorprendenti responsi con Solberg, Evans e Ogier nell’ordine all’arrivo della PS 1, nella innevata e ghiacciata PS 2 Solberg, Evans e uno stupefacente Armstrong, prova che ha visto numerose uscite di strada nella parte alta del tracciato,  mentre la PS 3 – sospesa per nebbia dopo il passaggio di sole otto vetture – ha visto prevalere Ogier, seguito da Solberg e Neuville; la prima giornata si è chiusa quindi con Oliver Solberg al comando lasciando intendere che il podio sarà un affare fra i tre alfieri della Toyota: Solberg, Evans e Ogier, con il francese già un po’ in difficoltà in quanto costretto a spazzare la strada agli altri partendo per primo.

Sebastien Ogier
Elfyn Evans
Adrien Fourmaux

 Le fasi iniziali della gara non sono state per nulla favorevoli invece alle Lancia, con Rossel ritirato nella prima PS per il danneggiamento di una sospensione a seguito di una toccata su una roccia e con Gryazin vittima pure lui di una toccata nella PS 2, sicuramente non l’avvio di gara sperato in Lancia Corse. 

Nikolay Gryazin con la ruota posteriore piegata sulla PS 2 Esclangon / Seyne-les-Alpes

Il mattino del venerdì le temperature basse e una pioggia intermittente hanno reso il manto stradale molto scivoloso, in quota la neve del giorno precedente ha iniziato a sciogliersi creando quella situazione intermedia che ha reso ancora più caotica la scelta delle gomme. Tutto ciò non turbava però il giovane Oliver che si aggiudicava ben tre delle sei prove speciali in programma contendendole a Evans e Ogier, vincitori rispettivamente di una e di due delle prove rimanenti, la giornata si chiudeva con le tre Toyota GR Yaris saldamente in testa. Una giornata che ha visto molti concorrenti con problemi diversi, alcuni alle prese con forature, Takamoto Katsuta è rimasto senza servosterzo nelle tre prove pomeridiane, Neuville è uscito di strada ed ha perso oltre tre minuti prima di essere rimesso in strada dal pubblico e McErlean ha parcheggiato la sua Ford Puma in un fosso.

Thierry Neuville
Sami Pajari
Nikolay Gryazin
Josh McErlean
Eliott Delecour

Le prove speciali in programma sabato mattina sono state abbondantemente imbiancate dalla neve caduta nella notte creando uno scenario incomparabile, il popolo del rally non si è lasciato intimorire dalle basse temperature ed ha fatto da cornice al passaggio delle vetture che arrancavano nelle salite ghiacciate e affrontavano cautamente le discese. La ha visto prevalere Ogier nel primo passaggio e Solberg nella ripetizione della prova che lo ha visto interprete di una uscita di strada che gli ha fatto perdere preziosi secondi prima di riuscire a ritornare in strada dopo una divagazione nella neve ma riuscendo comunque a siglare il miglior tempo. La ripetizione della Breolè-Bellaffaire ha visto numerosissime uscite di strada: Sami Pajari ha chiuso qui la gara schiantandosi contro un albero, Hayden Paddon ha perso parecchi minuti fuori strada prima di essere rimesso in carreggiata dagli spettatori, non si contano poi i testacoda che hanno coinvolto molti concorrenti, insomma, un terno al lotto, arrivare indenni a fine prova.

Sebastien Ogier
Adrien Fourmaux
Takamoto Katsuta
Sami Pajari
Elfyn Evans

Lungo trasferimento poi nel Principato per la PS Monaco Circuit del tardo pomeriggio, un tracciato di 2,69 km ricavato lungo le banchine del porto e una parte del circuito di Formula 1 che ha richiamato una vera e propria folla sulle tribune allestite ai margini del percorso. Prova condizionata dalla pioggia che, prima leggera e a tratti poi incessante e battente, ha creato un fondo viscido che ha giocoforza dato enfasi allo spettacolo, il miglior crono è stato siglato dall’applauditissimo Adrien Fourmaux mentre sono stati innumerevoli i testacoda e gli spegnimenti di motore lungo le curve del tracciato.

Oliver Solberg impegnato sul bagnato del Monaco Circuit
Gregory Munster
Sebastien Ogier

Il risveglio dell’ultima giornata di gara è stato ancora sotto un cielo plumbeo e piovoso ma le previsioni lasciavano ben sperare per la mattinata, un tiepido sole ha infatti fatto capolino per nell’avvio delle prove speciali; il primo impegno cronometrato, la PS 14 Col de Braus / La Cabanette 1 ha visto la straordinaria impresa di Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi che con la piccola Ford Fiesta Rally3 e, complice il passaggio dei concorrenti che lo precedevano e che hanno “ripulito” la strada dalla abbondante nevicata notturna, si sono aggiudicati strepitosamente la prova speciale. Fontana si è poi ripetuto sulla successiva PS15 La Bollène-Vésubie / Moulinet 1, la mitica Turini, riportando alla mente la vittoria di Attilio Bettega del 1980 con la piccola Fiat Ritmo 75 Abarth. Un risultato di grande prestigio per i colori italiani che lascia ben sperare per il futuro di questi ragazzi e per il motorsport del nostro paese.

Fontana - Arnaboldi
Hayden Paddon
Fontana all'inseguimento di Albert von Turn und Taxis, lo supererà prima del termine della prova

Tutti gli occhi erano però puntati sulla lotta al vertice dove Oliver Solberg continuava a rimanere in testa nella classifica generale seguito da Elfyn Evans e Sebastien Ogier, un po’ distanziati e, apparentemente, non più in grado di andarlo a prendere se non a causa di eventuali suoi errori. La pressione per Solberg era altissima, si trovava davanti la possibilità di vincere la gara più famosa al mondo e non doveva commettere errori, Oliver Solberg l’ha gestita in maniera magistrale controllando gli avversari e andando a vincere il 94° Rallye Monte-Carlo con il tempo di 4:24:59.0 seguito, al secondo posto, da un regolarissimo Elfyn Evans con un distacco di 51.8 secondi e da Sebastien Ogier a 2:02.2, entrambi consci che al Monte quest’anno l’uomo da battere era lui e probabilmente soddisfatti dei preziosi punti ottenuti con il secondo e terzo posto. Enorme la felicità di Oliver all’arrivo dell’ultima prova speciale a Moulinet dove ad attenderlo c’erano papà Petter e la mamma Pernilla, grande festa sul palco nei pressi del fine prova con il tradizionale bagno di spumante prima del trasferimento nel Principato per la cerimonia finale.

Fourmaux all'arrivo dell'ultima prova con gli evidenti segni di una toccata
Oliver Solberg
Leo Rossel, primo di WRC2 e sesto assoluto

 Il Rallye Monte-Carlo ha visto come di consueto la partecipazione di numerosi equipaggi italiani, molti con risultati eclatanti, oltre alla straordinaria impresa di Matteo Fontana citiamo anche il giovane Roberto Daprà che, anch’egli con una gara strepitosa, ha chiuso ottavo assoluto e secondo di WRC2 alle spalle di Leo Rossel, una grandissima prestazione la sua in una gara dove non conta la velocità assoluta ma la concentrazione e la regolarità della prestazione cercando di non commettere errori. Hanno raggiunto il palco in Place Du Casino nel Principato di Monaco 48 vetture sulle 66 partite.

Roberto Daprà - Luca guglielmetti, ottavi assoluti
Marchino - Ometto, 29esimi
Matteo Fontana - Alessandro Arnaboldi, 31esimi
Spataro - Muffolini, 32esimi
De Matteis - Bico, 36esimi
Mella - Tramontin, 37esimi
Fiore - Musiari, 43esimi
Cogni Spezzani, 48esimi
Oldani - D'Agostino, costretti al ritiro per un problema meccanico nell'ultima prova

Di seguito altre immagini del 94° Rallye Monte-Carlo:

Una allegra compagnia di francesi
Gemellaggio sardo-veneto al Monte-Carlo
Hayden Paddon
Jon Armstrong
Adrien Fourmaux
Takamoto Katsuta
Josh McErlean
Thierry Neuville
Solberg

Si è così chiuso questo 94° Rallye Monte-Carlo dove la Toyota l'ha fatta da padrona, la Hyundai ha arrancato, facendo vedere però un po' di potenziale, mentre la Ford M-Sport continua a rimanere la cenerentola del WRC1, pur se con Jon Armstrong - fino a che è rimasto in gara (si è ritirato per incidente nella penultima PS) - qualcosa di buono si è visto.

Dario Furlan - #darionnenphorographer