NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Nel blu, avere tra le braccia tanta felicità’, con Mario Perrotta chiude la stagione

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NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Nel blu, avere tra le braccia tanta felicità’, con Mario Perrotta chiude la stagione
Foto Luigi Burroni

C’è stato un momento in cui il nostro paese - e una gran parte di mondo - è apparso felice. Sono gli anni a cavallo del 1958, gli anni subito prima e subito dopo l’inizio del boom economico. La gente era - o sembrava - felice, carica di futuro negli occhi. E se c’è un uomo che incarna tutto questo nel suo corpo, se c’è uno che con la sua voce, con la spinta vitale che ha abitato ogni suo passo, rappresenta appieno quegli anni, quest’uomo è Domenico Modugno.

In scena, martedì 21 aprile, alle 21, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, lo spettacolo di e con Mario Perrotta ‘Nel blu, avere tra le braccia tanta felicità’, chiuderà la stagione artistica e ci riporterà a quei momenti e a quell’atmosfera di speranza e di leggerezza. Lo spettacolo, con le musiche di Domenico Modugno, gode degli arrangiamenti e dell’esecuzione di Vanni Crociani, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci, Mario Perrotta. La produzione è Permar Compagnia Mario Perrotta con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.

Così, Perrotta, spiega la piéce: Con una sola canzone Modugno rende l’intero Occidente felice di esistere. Eppure lui sapeva di lavorare sull’effimero, sull’impalpabile ma, nonostante tutto, si ostinava a crederci: «Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista». E lo fa con ostinazione, con tormento interiore, ma fino in fondo.

Nel blu è il racconto intimo di un uomo di una terra dimenticata da Dio - quella Puglia che sarebbe rimasta alla periferia del regno ancora per decenni, almeno fino a quando anche io la lasciai per cercare una vita artistica altrove - che parte all’avventura per “fare l’attore” e si ritrova, dopo pochi anni, a insegnare a tutto il mondo a “volare”: apre la bocca e trascina via con un urlo irrefrenabile ogni residuo fosco del dopoguerra. Proverò ad accostare la sua storia con tutta la cura possibile, per non tradire un uomo della mia terra, per non tradire la mia terra stessa.

Un racconto di un’esistenza guascona e testarda in cui i musicisti/compositori con me sul palco sono l’altra voce di Domenico Modugno, quella voce che le parole non riescono e non possono rappresentare.

La biglietteria sarà aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

 C. L.