UDINE - TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE martedì 1. aprile – ore 20.30
MONFALCONE – TEATRO COMUNALE MARLENA BONEZZ mercoledì 2 e giovedì 3 aprile – ore 20.45 SACILE – TEATRO ZANCANARO venerdì 4 aprile – ore 20.45 CORDENONS – AUDITORIUM ALDO MORO sabato 5 aprile – ore 20.45 PALMANOVA – TEATRO GUSTAVO MODENA domenica 6 aprile – ore 20.45

La buona novella, un’originale rilettura teatrale del concept album del 1970 di Fabrizio De André, sarà ospite la prossima settimana di cinque teatri del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo, scritto e diretto da Giorgio Gallione e interpretato da Neri Marcorè, inizierà la sua tournée regionale martedì 1. aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per la rassegna di prosa Tempi Unici, per poi spostarsi nel Circuito ERT: mercoledì 2 e giovedì 3 aprile al Teatro Comunale Marlena Bonezzi di Monfalcone, venerdì 4 aprile al Teatro Zancanaro di Sacile, sabato 5 aprileall’Auditorium Aldo Moro di Cordenons e domenica 6 aprile al Teatro Gustavo Modena di Palmanova. Le serate nel Circuito ERT avranno inizio alle 20.45, mentre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il sipario si aprirà alle 20.30. Questa “Sacra Rappresentazione contemporanea” intreccia le canzoni di Fabrizio De André con brani narrativi tratti dai Vangeli apocrifi che avevano ispirato il cantautore. Dalle pagine del Protovangelo di Giacomo al Vangelo dell’Infanzia Armeno e a frammenti dello pseudo-Matteo, prosa e musica si fondono in una partitura coerente con il percorso tracciato da De André nel suo disco del 1970.

Lo spettacolo, definito quasi un’Opera da camera, riprende la struttura dell’album di De André, in cui musica e testo danno voce a molteplici personaggi come, per citarne solo alcuni, Maria, Giuseppe e Tito il ladrone e il coro delle madri. La versione teatrale sviluppa ulteriormente questa base, con una drammaturgia recitata in gran parte da Neri Marcorè, che esplora l’antefatto de L’infanzia di Maria e colma il trentennio tra l’infanzia di Cristo e la Crocifissione.
Attraverso le parole di De André, lo spettacolo offre un’umanizzazione dei personaggi sacri, affrontando temi delicati con rispetto etico e religioso. La riscrittura operata nel 1970 da Faber, in un’epoca di fermento sociale, si distingue per la sua capacità di utilizzare l’allegoria, la metafora e il paragone per commentare gli avvenimenti del suo tempo. Sul palco, accanto a Neri Marcorè, Rossana Naddeo e un ensemble composto da Giua (voce e chitarra), Barbara Casini (voce, chitarra e percussioni), Anais Drago (violino e voce), Francesco Negri (pianoforte) e Alessandra Abbondanza (voce e fisarmonica). Gli arrangiamenti e la direzione musicale sono curati da Paolo Silvestri. Le scene sono di Marcello Chiarenza, i costumi di Francesca Marsella e le luci di Aldo Mantovani. La produzione è a cura del Teatro Stabile di Bolzano, del Teatro Carcano, della Fondazione Teatro della Toscana, di Marche Teatro e del Teatro Nazionale di Genova
E. L.