Missione Shelter, la recensione del film di Ric Roman Waugh

Jason Statham interpreta una variante del suo solito personaggio, in un film che privilegia i rapporti umani a scapito dell'azione.

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Missione Shelter, la recensione del film di Ric Roman Waugh

Michael Mason (Jason Statham) è un personaggio misterioso e solitario che vive con il suo cane su un'isola sperduta della Scozia. Il suo unico contatto con il genere umano è l'arrivo periodico di una piccola imbarcazione dalla costa, che lo rifornisce di generi di prima necessità.

A bordo del natante ci sono la giovane Jessie (Bodhi Rae Breathnach) e suo zio.

Lei cerca senza successo di avvicinare il laconico e inaccessibile Michael, fino al giorno in cui questi è costretto a salvarla, perché il natante di suo zio si inabissa a causa di una tempesta, e lei stessa rischia di affogare.

Jessie è ferita e lui è costretto ad andare di persona sulla terraferma per procurarsi delle medicine. Ad aspettarlo, ovviamente, c'è il suo oscuro passato, voglioso di fare la pelle sia a lui sia alla sua giovane protetta. Comincia la lotta per la sopravvivenza …

Jason Statham e Bodhi Rae Breathnach in Missione Shelter

Missione Shelter: Jason Statham interpreta una variante del suo solito personaggio, in un film che privilegia i rapporti umani a scapito dell'azione

Questa pellicola mette in scena la classica situazione in cui un personaggio nerboruto e solitario, un tempo appartenente alla solita cellula di assassini professionisti di élite, ma in esilio dall'ecosistema corrotto del quale è stato protagonista, si trova a fare i conti con il suo terribile passato.

I cattivi ovviamente fanno ricorso alla tecnologia per stanarlo dal suo rifugio, e all'inizio del racconto ci riescono, scatenando il solito scontro in cui l'eroe, invulnerabile alle ondate di killer che gli vengono lanciati contro, apre varchi mostruosi tra le fila dei cattivi di turno.

Missione Shelter aggiunge al consueto copione un altro tropo ampiamente utilizzato in questo genere cinematografico: quello del combattente virile e imbattibile, che però si scioglie davanti a una ragazzina. Basti pensare all'ormai mitico Léon, del 1994, di Luc Besson.

Il lavoro di Ric Roman Waugh ruota infatti attorno al duo Michael-Jessie, privilegiando la dimensione umana a scapito dell'azione. La relazione tra il ferrigno ex assassino e la giovane ragazzina indifesa è la colonna portante del racconto, grazie anche alla splendida interpretazione della giovanissima Breathnach.

Jason Statham in Missione Shelter

Jason Statham si limita invece a fare Jason Statham, sia pure in una sua versione in cui è disposto a tollerare con laconica sopportazione gli sfoghi emotivi della sua giovane protetta, e ad affrontare viso aperto mucchi di killer per difenderla, anteponendo la sopravvivenza di Jesse alla propria e al suo desiderio di vendetta.

Questo aspetto, da un lato, rende il personaggio di Michael Mason molto più empatico, ma, dall'altro, sacrifica tutto il resto, a cominciare da ciò che si aspetta il pubblico che ama il film “alla Jason Statham”.

E in Missione Shelter le scene d'azione si fanno aspettare, e quando finalmente compaiono sulla scena sono alquanto deludenti, sia in fatto di coreografia che di resa scenica. La sceneggiatura fa visibilmente acqua, soprattutto quando si cerca di descrivere il mondo distopico dal quale proviene il muscolare protagonista, per cui la percezione della pericolosità dei cattivi di turno è quanto mai scarsa.

Anche la fotografia non eccelle, e all'inizio il racconto fatica a carburare, perdendosi nell'indugiare su inquadrature laconiche del nostro eroe, intento a scolarsi bottiglioni di superalcolici nel suo eremo marino, accarezzando il suo fido cagnone con un atteggiamento pensoso.

E credo che il pubblico di riferimento di Statham non impazzisca nel vedere il suo beniamino fare da mentore emotivo a una ragazzina, mentre dovrebbe invece spaccare le ossa ai cattivi in scene accattivanti, attorno alle quali dovrebbe ruotare tutta la pellicola.

Comunque, il film garantisce quasi due ore di intrattenimento senza troppe pretese, ma sarebbe bastata una maggiore cura nella costruzione della storia, in particolare alleggerendo la sua prima parte, migliorando il ritmo e accorciando la durata del racconto per farla convergere alla canonica ora e mezza, per migliorare, e di molto, il giudizio complessivo in modo significativo.

Peccato.

Missione Shelter: trailer ufficiale ITA