MANUEL SOSSELLA CONFERMA IL PRONOSTICO E SI AGGIUDICA IL 39° RALLY PIANCAVALLO

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MANUEL SOSSELLA CONFERMA IL PRONOSTICO E SI AGGIUDICA IL 39° RALLY PIANCAVALLO

Il vicentino, con Gabriele Falzone alle note, ha preso subito il largo dominando la gara dall’inizio alla fine, al secondo posto Matteo De Sabbata e Giulia Barbiero, terzi Jacopo Facco e Nicola Doria

Tutte le immagini del 39° Rally Piancavallo a questo link

Sabato e domenica scorsi è tornato l’appuntamento con una gara che ha scritto pagine importanti della storia del rallismo italiano: il Rally Piancavallo. Una competizione che negli anni ha raggiunto traguardi prestigiosi, fino a diventare una tappa fissa del Campionato Europeo Rally. L’edizione di quest’anno, organizzata dall’AC Pordenone con la collaborazione dell'ASD Knife Racing Maniago e valida come ultimo appuntamento della Coppa Rally di Zona 5, con coefficiente maggiorato a 1,5, ha richiamato al via ben 104 equipaggi: 87 al volante di vetture moderne, 14 con auto storiche e tre con vetture classiche.

Fin dalla pubblicazione della data a calendario, tra gli appassionati si scherzava sulla possibilità che il Piancavallo si corresse sulla neve. Una battuta che, alla luce di quanto accaduto nel fine settimana, si è trasformata in una realtà capace di superare ogni immaginazione. A condizionare la prima giornata di gara è stato proprio il maltempo, protagonista fin dallo Shakedown, disputato su fondo bagnato. Dopo una breve parentesi in cui sembrava possibile un miglioramento delle condizioni atmosferiche, il cielo è tornato progressivamente a chiudersi: prima una leggera pioggerella, poi una pioggia sempre più insistente. Nel frattempo, sul Piancavallo, nota località sciistica cara ai pordenonesi e teatro di una delle più spettacolari prove speciali della gara, la pioggia ha lasciato spazio alla neve, caduta con intensità crescente fino ad ammantare di bianco l’intero paesaggio. Uno scenario suggestivo, ma anche fonte di qualche preoccupazione, tanto da far sorgere qualche dubbio sulla possibilità di disputare regolarmente le prove speciali Barcis e Piancavallo.

Le previsioni annunciavano una perturbazione in rapido transito e, fortunatamente, così è stato. Nel primo pomeriggio, all’orizzonte si è aperto uno squarcio di sereno, riportando finalmente il sole e un cielo terso sulle cime innevate regalando un colpo d’occhio davvero spettacolare. In tanti hanno raggiunto la zona del monumento, in cima a Piancavallo, per assistere al passaggio delle vetture in uno scenario inconsueto. Sul fondo stradale, ancora viscido ma libero dalla neve, che restava confinata ai bordi della carreggiata, gli equipaggi hanno dato spettacolo con sbandate, testacoda e derapate, regalando emozioni a profusione al pubblico, accorso numeroso e in condizioni di sicurezza.

Come da pronostico, Manuel Sossella, tra i favoriti alla vittoria, ha preso subito il largo, agevolato anche dall’uscita di strada di Rudy Andriolo, uno dei possibili avversari del vicentino, nel corso della prima prova speciale, la “Barcis-Piancavallo”. Alle sue spalle si è subito insediato Matteo De Sabbata, con Giulia Barbiero alle note, che ha conquistato la seconda posizione nella classifica provvisoria. In evidenza anche Dimitri Tomasso e Thomas Spangaro, autori del terzo tempo a soli 1,5 secondi da De Sabbata. Un avvio che lasciava presagire una lotta serrata per le prime tre posizioni.

Rudy Andriolo uscito prematuramente di scena
De Sabbata - Barbiero

La successiva “Navarons” si è chiusa con i tre principali protagonisti nelle stesse posizioni, ma con un Tomasso scatenato, autore del secondo tempo e più veloce di De Sabbata per appena cinque decimi di secondo. Situazione simile anche sulla notturna – e fredda - “Piancavallo”, dove Dimitri Tomasso si è avvicinato ancora a De Sabbata nella classifica provvisoria di fine giornata. Manuel Sossella ha così chiuso al comando, seguito da Matteo De Sabbata, secondo a 11,3 secondi, e da Dimitri Tomasso, terzo a soli due decimi dal rivale. Una classifica molto corta alle spalle del leader, che lasciava presagire una domenica combattuta per la conquista della seconda posizione finale.

Tomasso - Spangaro
Prosdocimo - Zanet

Lotta anche nella gara riservata alle vetture storiche con la bellissima Subaru Legacy di Alessandro Prosdocimo e Masha Zanet che hanno chiuso la prima frazione di gara in testa seguiti, al secondo posto a soli sei decimi, da Andrea De Luna e Denis Pozzo sulla altrettanto bella BMW M3, al terzo i pordenonesi Michele Doretto e Barbara Arcangioli.

La domenica mattina il meteo non sembrava far presagire pioggia, con qualche raggio di sole che faceva capolino fra le nuvole e le ostilità sono riprese con le due prove speciali “Castelnuovo” e “Clauzetto”, da ripetere due volte. Ma è subito arrivato un colpo di scena: Tomasso è uscito di strada, arrivando lungo su una inversione e dovendosi così ritirare. Il terzo posto è stato quindi ereditato da un arrembante Jacopo Facco, con Nicola Doria alle note, che ha chiuso la prima prova cronometrata della domenica davanti a De Sabbata. La lotta è proseguita fino al termine della giornata, con Facco sempre più a suo agio sulle strade, via via più asciutte, tanto da riuscire a vincere anche l’ultima prova speciale. De Sabbata, invece, ha pensato soprattutto ad amministrare il vantaggio, forte di un secondo posto ormai saldamente nelle sue mani.

Da sinistra: Gabriele Falzone e Manuel Sossella

La classifica finale ha visto salire sul gradino più alto del podio Manuel Sossella e Gabriele Falzone, seguiti da Matteo De Sabbata e Giulia Barbiero, secondi classificati, e da Jacopo Facco e Nicola Doria, che hanno conquistato il terzo posto. Da segnalare anche l’ottima prestazione di Matteo Bearzi e Janira Chialina, capaci di portare la loro Škoda Fabia al quarto posto assoluto.

Facco - Doria
Bearzi - Chialina

Le Škoda Fabia RS si sono confermate le grandi protagoniste della gara, dimostrando competitività e affidabilità con una vera e propria prova di forza: tutte le prime cinque posizioni della classifica assoluta sono state conquistate dalle vetture boeme. Al quinto posto, infatti, si sono classificati Gabriele Beltrame e Anna De Giacinto, pure loro su Fabia RS. Prima tra le vetture di altri marchi, la Hyundai i20 N dell’inossidabile Claudio De Cecco, navigato da Jean Campeis, ha chiuso al sesto posto. Solo settimo Flavio Brega, affiancato da Sauro Farnocchia su un’altra Škoda, che puntava a un risultato migliore. A completare la Top Ten, all’ottavo posto, hanno chiuso Stefano Paronuzzi e Massimo Falomo su Renault Clio S1600, seguiti da Stefano Facchin e Melissa De Zan, noni su Peugeot 208, e da Stefano Miotto, con Raffaele Meneano alle note, decimo classificato.

Brega - Farnocchia

È stato invece Alessandro Betti, classe 2005, ad aggiudicarsi il trofeo “7.000 giri Matteo Doretto” al Rally Piancavallo. In coppia con Giulia Muffatti, il giovane pilota ha concluso la gara al 67° posto assoluto al volante di una Citroën Saxo. Il premio, istituito in collaborazione con la famiglia, ricorda Matteo Doretto, talento pordenonese e campione italiano Junior 2024, scomparso a vent’anni nel giugno 2025 in seguito a un incidente al Rally di Polonia. Il riconoscimento viene assegnato al concorrente più giovane che riesce a completare la competizione.

De Luna - Pozzo

Affermazione fra le vetture storiche per Andrea De Luna e Denis Pozzo, che nella seconda giornata hanno preso il comando della gara senza più cederlo, conquistando la vittoria davanti ad Alessandro Prosdocimo, secondo al traguardo. A completare il podio sono stati Matteo Bergamo e Giorgio Simioni, al volante della BMW M3, che hanno chiuso in terza posizione.

Come sempre, le vetture storiche hanno richiamato l’attenzione del pubblico, conquistandolo con la spettacolarità della guida e il fascino intramontabile delle auto di un tempo, capaci di rimanere nel cuore degli appassionati.

Piazza Italia, a Maniago, ha fatto da cornice al festoso epilogo del Rally Piancavallo, con l’arrivo degli equipaggi, le premiazioni e la tradizionale apertura dello spumante da parte dei primi tre classificati. Un momento di festa e soddisfazione, nel quale è emersa anche una convinzione condivisa: la gara pordenonese ha le qualità per ambire a un palcoscenico nazionale, andando oltre l’attuale validità per la Coppa Rally di Zona 5. Tra le voci che hanno sostenuto questa prospettiva anche quella di Sauro Farnocchia, che ha elogiato il percorso e l’organizzazione, riconoscendo nella qualità della manifestazione le basi per un possibile futuro salto di categoria.

Dario Furlan (revisionato con AI) - #darionnenphotographer