“Preghiera in gennaio” di Rosaria Di Donato (Macabor, 2021 pp. 78 € 12.00) attinge la sua forza ispiratrice dalla luce di umanità che circonda i versi e mantiene, nella ricchezza spirituale, il messaggio universale di un canto in armonia con la compassione e l'amore per il tutto. Rosaria Di Donato trasmuta la sua poesia offrendo in dono ai lettori una visione di fiduciosa sensibilità e di lucida verità, una motivazione etica e liturgica delle condizioni esistenziali. L'invocazione biblica dell'autrice segue il respiro della sofferenza e dell'indulgenza, nella consapevolezza intensa ed emozionante della conoscenza e del perdono. Rosaria Di Donato osserva il divenire come flusso costante dell'anima, nella perenne traduzione del significato originario, affronta la responsabilità del valore morale, rielabora il ruolo delle figure evangeliche emblematiche del cristianesimo per rivisitare una prospettiva elegiaca immersa nel riconoscimento di una dignità terrena, empatica, concentrata sull'attenzione a un ascolto che mette insieme la tensione romantica e drammatica e
l'infinita e profonda devozione verso l'invisibile e il sacro. Sperimenta, nei versi, il sentimento della partecipazione emotiva e la considerazione religiosa dell'amore spiegando il contenuto poetico in una misericordia che soccorre allo stupore dell'uomo e persevera nell'indulgenza. Annida, nella misteriosa regione mistica del dubbio l'esegesi del conflitto interiore, nella misura sospesa della speranza, suggerisce la commovente richiesta di riscatto, dirige il senso contemplativo e teologico della coscienza. Diffonde il tentativo di verificare la disciplina della fede attraverso l'indagine umana, per decifrare la dimensione salvifica, con la meraviglia della rivelazione divina, nella confessione di ogni scoperta speculativa, interroga la validità dell'esperienza restituendone l'asprezza e la soavità della grazia miracolosa. La voce poetica di Rosaria Di Donato si fa espressione di comprensione della realtà, eleva lo strumento essenziale per l'analisi con il legame con Dio, asseconda il sacrificio della parola con l'intento di catturare, con la percezione del trascendente, il pensiero che dischiude lo spirito consacrato nella sua soglia da oltrepassare. Rosaria Di Donato compone, nella sua scrittura, una mitopoiesi eseguita nella delicata consistenza di un conforto autentico, nell'invito a rileggere il cammino dell'attualità allontanandolo dalla crudeltà del giudizio e dalla fredda incomprensione del mondo. Scandisce il culto dei riferimenti simbolici nel tempio della fragilità e nel cuore della desolazione, percorre il sentiero della carità lungo gli itinerari riflessi di una gratuita e incondizionata possibilità che rinnova la promessa clemente di una rinascita, oltre l'inesorabilità del destino. “Preghiera in gennaio” sostiene la vicinanza e la trascendenza di una fremente solennità al testo, come appello a esaudire la richiesta di valutare la materia ascetica con la pratica del tempo contemporaneo, destabilizzato da fratture e contrasti, fortificare l'approccio alla benevolenza e alla fratellanza, favorire la difesa dell'innocenza, la ragione e la riflessione critica contro lo smarrimento e la contingenza delle apparenze. Un libro che espone l'invito amorevole a riconoscere il dolore degli altri, mostrare il coraggio che accomuna la direzione del bene e immedesima la sintonia delle intenzioni come aspirazione alla conversione del cuore.
Recensione di Rita Bompadre