Arrivato al suo sesto lungometraggio, dopo il superbo Longlegs e il molto meno intrigante The Monkey, il regista statunitense continua a esplorare le dimensioni del genere horror con questo film minimalista, girato in pratica in una sola location: una moderna villa di legno e vetrate, persa in un bosco non identificabile.
Di fatto, è un classico non luogo dove giunge una coppia di adulti per festeggiare il primo anniversario della loro relazione. Malcolm (Rossif Sutherland) è un medico; Liz (Tatiana Maslany) è una pittrice. Tra i due le cose sembrano andare bene, ma il loro equilibrio di coppia viene perturbato dall'arrivo, nella casa vicina, del cugino di lui, accompagnato dalla sua nuova compagna straniera.
Una visita breve ma impattante, destinata a mettere in moto una cascata di eventi che trasformerà quella che avrebbe dovuto essere una breve vacanza romantica in un incubo spaventoso...

Keeper – L'eletta: un piacevole esercizio di stile che però perde molti punti nel finale
Osgood Perkins conosce il suo mestiere, e infatti il film comincia bene, creando lentamente un'atmosfera sempre più inquieta e tesa, con mezzi peraltro molto modesti: quattro attori, una casa e un bosco. E astenendosi rigorosamente dagli jumpscare, cosa che personalmente apprezzo sempre.
Di fatto, il tema centrale del racconto è uno dei più inflazionati al cinema in questi anni: una relazione tossica, in questo caso nascosta dietro la facciata patinata di una vita alto-borghese. E, ovviamente, il male è tutto al maschile.
L'horror è un genere che consente di alludere a temi socialmente scottanti senza cadere nel didascalico, almeno finché il male resta nel fuoricampo. La gestione del passaggio dall'orrore dall'invisibile al visibile è spesso ciò che fa la differenza tra un film mediocre e uno ottimo.
E Keeper – L'eletta fallisce miseramente in questo passaggio, perché Osgood Perkins cade nel prevedibile e nel già visto, e sembra indugiare con soddisfazione nel mostrare una sequenza di inutili mostruosità che aggiungono poco o nulla al racconto, incenerendo in poche scene tutta la tensione accumulata nella prima parte del film.

Un triste naufragio nel solito stereotipo ipertelefonato della vendetta femminile sui maschi, destinati a finire (molto) male per mano delle loro vittime, come accade nel recente, caotico e cacofonico La Sposa!, che di questo tropo è una voluta iperbole.
Peccato veramente, perché questa pellicola prometteva bene. Rimane un piacevole esercizio di stile, magari un po' troppo cervellotico, però costruito nella prima parte con mestiere, con un pugno di bravi attori e una scelta curata in fatto di inquadrature e montaggio.
Lo spettatore viene lentamente ma piacevolmente attratto nel vortice crescente degli eventi inquietanti che sgretolano le certezze di Liz, e si rimane incollati allo schermo per capire in quale direzione la storia voglia andare.
Ma quando lo si capisce, il bel gioco intrigante affonda nel banale, nel prevedibile e nel didascalico.
Provaci ancora, Osgood. I numeri ce li hai!
Keeper - L'eletta - trailer ufficiale ITA