Inaugurazione del book club “Tra le righe” Discussione del libro “Il treno dei bambini”

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Inaugurazione del book club “Tra le righe” Discussione del libro “Il treno dei bambini”

Giovedì 18 marzo, a Udine in Via Rialto, si è tenuta l’inaugurazione del book club “Tra le righe” organizzato da due giovani ragazze Alice e Beatrice.

In questo primo incontro, a cui hanno partecipato diverse persone, è stato oggetto di discussione il romanzo pluripremiato “Il treno dei bambini” di Viola Ardone. 

L’autrice e insegnante nata a Napoli nel 1974, entra nella scena dell’editoria con il suo primo romanzo nel 2012 intitolato “La ricetta del cuore in subbuglio”, edito da Adriano Salani Editore, ed in seguito nel 2016 pubblica “Una rivoluzione sentimentale”. 

La scrittrice napoletana raggiunge il successo internazionale nel 2019 con “Il treno dei bambini”, tradotto in oltre trenta lingue e si è aggiudicato il Premio Letteraria e il premio Wondy riservato ai soli libri che esprimono con fermezza il concetto di resilienza. 

La tematica del libro, seppur ambientato nel lontano 1946, è in qualche modo un argomento attuale in quanto si fa riferimento alle opportunità per alcuni giovani di partire verso un paese più progressista per avere un futuro migliore. 

Il romanzo si ispira ad un evento reale avvenuto tra il 1945 e il 1952 nel dopoguerra italiano grazie al progetto del Partito Comunista Italiano e dell’Unione Donne Italiane che permise a migliaia di bambini nativi di alcune zone più povere dell’Italia meridionale di trasferirsi temporaneamente nel Nord d’Italia, precisamente tra la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Questi viaggi detti anche “treni della felicità” avevano come obiettivo concedere un presente e un futuro migliore ai giovani. Alcuni di loro, tra cui il protagonista Amerigo Speranza, cognome che descrive esattamente il tema del racconto, furono accolti da famiglie benestanti che gli garantirono la possibilità di studiare e di vivere esperienze che influirono nella loro crescita e nella loro personalità. 

Amerigo Speranza ha sette anni e vive con la madre Antonietta a Napoli, la quale, vista la difficile condizione economica, per offrirgli un futuro migliore, decide di mandarlo al Nord. Il libro può essere ipoteticamente frammentato in 4 parti. 

La prima parte descrive le quotidiane difficoltà di Amerigo e della madre Antonietta causate dalla fame e dalla povertà del dopoguerra. 

Nella seconda parte l’autrice narra il viaggio di Amerigo che deve trovare la propria identità lontano da casa, viene perciò descritto il lungo tragitto verso la nuova meta. 

La terza fase tratta la trasformazione di Amerigo, lui si ambienta nella nuova vita caratterizzata dalla nuova famiglia, dall’istruzione, dall’affetto e dal benessere non solo economico ma anche emotivo. 

Nell’ultima parte, il protagonista deve affrontare un’importante scelta, rientrare nel paese d’origine e di conseguenza rivivere determinate emozioni e situazioni, o continuare a vivere nel luogo che gli ha garantito un futuro migliore.

All’interno del romanzo ci sono diversi argomenti che sarebbe opportuno trattare per capire ciò che la scrittrice vuole trasmettere tramite questa narrazione. Un elemento centrale del racconto è rappresentato dalle scarpette rosse di Amerigo che banalmente sono un oggetto che noi utilizziamoper camminare, ma storicamente sono simbolo di povertà e disuguaglianza sociale, raffigurano anche il passaggio dalla misera quotidianità a una quotidianità ricca di opportunità e di valori. Il colore scelto per descrivere le scarpe non è casuale, ma il rosso richiama il partito politico Comunista di quel periodo storico che si impegnò nelle iniziative per aiutare i bambini poveri, tra cui il progetto “i treni della felicità”. 

Durante l’evento il pubblico era coinvolto e stimolato anche grazie all’entusiasmo con cui gli organizzatori si sono dedicati. Un argomento che ha colpito particolarmente le persone presenti èstata la particolare assenza di affetto da parte della madre biologica nei confronti del figlio. Questa difficoltà nel dimostrare un amore presente e anche la freddezza con cui la madre si rivolge al figlio è dettata dalle complessità sociali ed economiche di quel periodo che spesso rendono Antonietta incapace di manifestare amore. Lei viene descritta come una donna pragmatica che non ha tempo di dimostrare emozioni, una donna integerrima che vuole una rivalsa sociale nei confronti del figlio.  Nel momento in cui Amerigo sta per partire lei gli compra una pizzetta e questa azione causa un’inversione del ritmo, lei si abbandona ad un gesto che tradisce il suo apparire fredda. 

Un altro avvenimento che mette in evidenza questa incapacità è quando la madre va alla ricerca di Amerigo sotto i bombardamenti e appena lo trova lo abbraccia e Amerigo si sente felice, nonostante si trovassero in una situazione di pericolo. Questa assenza di affetto viene colmata grazie alla madre adottiva. Nella nuova famiglia Amerigo sperimenta un altro tipo di amore materno ed in questa “nuova vita” che le scarpe rosse diventano il simbolo di rinascita. Nonostante Amerigo si ritrova a vivere una vita totalmente diversa, è ricorrente il ricordo nostalgico della madre anche grazie al fazzoletto che ogni volta che lo tiene tra le sue mani gli fa sentire la sua presenza. 

Per concludere, la lettura del romanzo è fortemente consigliata perché la storia di Amerigo Speranza, oggi come allora, rappresenta la realtà di tantissime persone. È un romanzo che emoziona e fa riflettere su tantissime tematiche, dal legame con i genitori all’importanza del distacco. Di enorme impatto è stato l’argomento relativo al viaggio verso il Nord che determina il distacco dalle origini, dalla famiglia e dalla cultura, una tematica ancora oggi molto attuale che rappresenta scelte di vita di tantissimi giovani e non solo, che con freddezza e tanta tenacia decidono di lasciare momentaneamente o per sempre la propria terra in cerca di opportunità più vantaggiose che permettono di scoprire realtà diverse.  

  Recensione di Di Ilaria Isabella Musu