FESTIVAL DELL’ACQUA DI STARANZANO IV edizione (18-24 maggio 2026) Under Percorsi invisibili

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FESTIVAL DELL’ACQUA DI STARANZANO IV edizione (18-24 maggio 2026) Under Percorsi invisibili

Il Festival dell’Acqua di Staranzano prosegue con i suoi tanti appuntamenti multidisciplinari sabato 23 maggio. Al mattino, doppio appuntamento sul territorio – entrambe le tappe già esaurite: dalle 9 si parte per tre escursioni con Le mule del Drago e la loro Uscita con il Dragon Boat sulle acque del territorio. Si tratta di una attività che l’ANDOS di Gorizia propone come progetto di riabilitazione per le donne operate al seno. Nell’ambito del Festival dell’Acqua diventa davvero un modo solare e divertente per stare assieme e conoscere luoghi incantevoli sulla canoa lunga 12,50 metri, con testa e coda di drago.
Nella mattinata si rinnova anche l’attesa Visita guidata all’Idrovora Sacchetti, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia: un’occasione per scoprire e conoscere un luogo strategico e vitale per il territorio staranzanese, che con l’acqua ha un rapporto così viscerale.
Alle 15.30, alla Sala Delbianco è atteso il talk La gestione dell'acqua nella filiera dei fiori: le rose del Kenya certificate Fairtrade con Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia e Pierluca Igliori (Flora Toscana), a cura di Coop Alleanza 3.0. Si parlerà delle rose “solidali” (certificate Faritrade), che assicurano condizioni di lavoro dignitose e tutela all'origine l'ambiente e le colture locali. Questi fiori provengono da tre cooperative del Kenya che utilizzano la tecnica della coltura idroponica, con un risparmio di acqua del 40% rispetto ai metodi di coltura tradizionali. Alle persone che lavorano per questa filiera è garantita un’occupazione stabile, salari superiori al minimo legale, il rispetto dei diritti di associazione e un contributo per la casa. Sono rose che profumano di rispetto e di sostenibilità.
Alle 17.00 si prosegue, sempre in Sala Delbianco, con Rifugi – Shelters. L'ecosistema carsico come potenziale rifugio climatico con Massimiliano Granceri Bradaschia (pianificatore territoriale specializzato in climate change), Francesco Verso (scrittore ed esponente del movimento solarpunk), Gianni Benedetti (Gruppo Triestino Speleologi) moderati da Giulia Casasole (Liminal Research ETS). La conversazione verte sui rifugi climatici – spazi che offorno protezione e adattamento agli impatti del cambiamento climatico preservando forme di vita umane e non umane. In quest’ambito il Festival dell’Acqua prova a immaginare il territorio del Carso come un’infrastruttura diffusa: un sistema di cavità, grotte, falde e microclimi stabili che può funzionare come sistema di rifugi climatici.

Il previsto incontro delle 18.30 con il giornalista ambientale Ferdinando Cotugno è stato purtroppo annullato, per sopraggiunti problemi di salute dell’autore; il palinsesto prosegue così alle 21, alla Sala San Pio X, con 20 grammi lo spettacolo con Nicola Ciaffoni (regia di Ciaffoni e Gioia Di Battista e consulenza scientifica di Filippo Giorgi, produzione Caraboa Teatro).
Secondo uno studio della Royal Society, ogni volta che inviamo una e-mail immettiamo nell’atmosfera 20 grammi di anidride carbonica. Questo presupposto genera nel protagonista del monologo, un attore che cerca di vendere il suo spettacolo sulla crisi climatica, una lunga serie di interrogativi. Che fare? Dobbiamo smettere di fare tutto?
E come si fa uno spettacolo a impatto zero? Come si racconta il climate change? Cosa possiamo fare come individui? È possibile cambiare le cose o è troppo tardi?
Lucido e divertente, 20 grammi ci ricorda che tutte le nostre azioni hanno un impatto ambientale e che ognuno di noi contribuisce ad accelerare irreversibilmente la crisi climatica. Ma ognuno di noi, al contempo, può contribuire a invertire la rotta.
Domenica 24 maggio grande attesa per gli ultimi appuntamenti del Festival, con Marco Paolini e La Fabbrica del Mondo, l’OGS e l’Università di Trieste, altri appuntamenti di Artscience, l’atteso talk di Barbara Schiavulli e “Polimero” con Giobbe Covatta e l’Orchestra Filarmonia Veneta.

E. L.