Lucy (Johnny Sequoyah), una giovane studentessa, ritorna a casa alle Hawaii dopo anni di assenza, insieme a un gruppo di amici. Ad attendere l'allegra combriccola c'è il padre, Adam (Troy Kotsur), vedovo sordomuto e scrittore di successo, assieme all'altra figlia, Erin (Gia Hunter). E Ben, una scimmia con prodigiose capacità di empatia e comunicazione.
Adam deve assentarsi per qualche giorno, per la presentazione di un suo libro, non prima di avere chiamato il veterinario, perché il primate di famiglia non sta bene e vuole vederci chiaro.
Si crea quindi subito la classica situazione in cui un piccolo gruppo di teenager si ritrova in un ambiente chiuso e isolato, per festeggiare, mentre le forze del caos si preparano ad assaltare il loro rifugio.
E, come prevedibile, nella splendida e solitaria villa, appollaiata su una scogliera in riva all'oceano, comincia il party nella meravigliosa piscina incastonata nella roccia, mentre mancano all'appello altri due ragazzi conosciuti sull'aereo.
Ovviamente Ben renderà il soggiorno degli ospiti molto meno piacevole del previsto...

Ben – Rabbia animale, un animal horror senza pretese che però si lascia guardare se non si hanno troppe aspettative
La figura della scimmia assassina non è certo una novità nel panorama cinematografico, basti pensare alla sua recente comparsata nel film Nope, di Jordan Peele, del 2022.
E questa pellicola non brilla certo per originalità, con la notevole eccezione di qualche interessante scena in cui il sonoro – o meglio la sua assenza – rende bene l'idea di come Adam percepisce il mondo, una trovata che rende molto più coinvolgenti le sequenze dove è stata inserita.
Per il resto, il film è senza macchia e senza lode, tra personaggi stereotipati, situazioni tutto sommato abbastanza prevedibili e, forse, una certa debolezza nel creare un crescendo di tensione, almeno nella parte iniziale della storia.
Nel film il sangue scorre copioso, ma senza esagerare, i delitti raccapriccianti, ma non troppo, si susseguono lungo tutto il racconto, fino all'inevitabile e telefonato scontro finale.
Non manca la solita allusione a un trauma familiare: il lutto non ancora metabolizzato per la perdita della moglie di Adam, che è stata anche la madre di Lucy ed Erin.

Ben, il simpatico beniamino della famiglia, che ha goduto degli onori della cronaca per il suo sbalorditivo intelletto, è visto da tutti con simpatia e affetto. Ma quando comincia a perdere il senno, in quanto infetto dalla rabbia, si trasforma in un'infernale macchina assassina, resa ancora più micidiale dalle sue capacità cognitive, che sfoggia in alcune scene che, dal mio punto di vista, accarezzano la soglia della scarsa verosimiglianza, rasentando il comico.
Come quando, sbavante e con il cervello già divorato dalla rabbia, Ben ammicca con le chiavi della macchina in mano alla ragazza chiusa al suo interno, mentre si prepara a violare il suo improvvisato rifugio per farla a pezzi.
Comunque gli aspetti psicologici vengono solo accennati: il racconto privilegia l'esposizione della mattanza, le urla, il sangue, le mutilazioni e i consueti jump scare.
Gli attori fanno la loro parte onestamente, animando una storia che per lo più ruota attorno alla piscina della villa e agli ambienti limitrofi, dove si svolge il massacro.
Insomma, il solito racconto in cui un gruppo di ragazzi deve lottare per sopravvivere contro le forze scatenate della natura, in uno scontro in cui i soldi dei padroni di casa possono fare molto poco e la furia cieca delle forze primordiali sfonda i confini delle convenzioni della civiltà, seminando caos e morte.
In definitiva, un animal horror senza troppe pretese, che però garantisce una sana ora e mezza di intrattenimento, almeno a chi ama il genere e non ha aspettative eccessive.
Ben - Rabbia animale - trailer ufficiale ITA