Nuova produzione di a.ArtistiAssociati ‘The collector’ con Giorgio Lupano al Festival TREND a Roma Lo spettacolo sarà in streaming dal 10 al 13 dicembre

I luoghi della cultura sono chiusi, ma il teatro continua a vivere provando in molti modi a raggiungere il suo affezionato pubblico e a catturare nuovi e curiosi spettatori. E così il Festival Trend-Nuove frontiere della scena Britannica, promosso dal teatro Belli di Roma, ha deciso di andare ‘in scena’ in streaming e lo fa mettendo on line gli spettacoli selezionati per la diciannovesima edizione che terminerà il prossimo 21 dicembre. a.ArtistiAssociati sarà presente, dal 10 al 13 dicembre, alle 21, con ‘The collector’ di Mark Healy dal romanzo di John Fowles, traduzione di Giorgio Lupano, con lo stesso Giorgio Lupano e Beatrice Arnera (video Andrea Canepari, luci e fonica Patrick Vitali) regia e impianto scenico di Francesco Bonomo. Per prenotare lo spettacolo sarà possibile seguire le istruzioni su https://www.teatrobelli.it/index.php?page=inscena&idc=809.

Beatrice Arnera

Si tratta di un progetto voluto da a.ArtistiAssociati per la sua profonda valenza di denuncia sociale. Il tema che affronta il testo, per la prima volta rappresentato in Italia, è quello della violenza di genere, purtroppo di grande attualità.

‘La necessità di mettere in scena questo testo – spiega il regista Bonomo – risiede nella sua capacità di risuonare dentro di noi come un fatto di cronaca. La violenza del rapporto tra carnefice e vittima è tutta psicologica e, per metafora, rappresenta la guerra di genere che in ambiente domestico è causa di morte o maltrattamenti perpetrati dagli uomini sulle donne. Abbiamo voluto, dunque, evidenziare quello che l’autore già suggerisce nel presentare il personaggio del rapitore come un uomo comune, qualcuno che potrebbe essere il nostro vicino, qualcuno a cui riconoscere in qualche modo le ragioni del suo gesto insensato, tanto da farci dubitare della nostra stessa integrità etica. Il protagonista, Frederick Clegg, non percepisce se stesso come un criminale o un mostro: egli agisce, a suo dire, per amore e decide di segregare Miranda poiché non ha altri strumenti per avvicinarla; è un uomo che sembra non avere interessi al di fuori della sua collezione; isolato e in una sorta di cattività è “semplicemente” incapace di relazionarsi con il prossimo. Miranda al contrario, è un personaggio multiforme, capace di adottare le strategie più diverse per salvarsi la vita. In questo senso abbiamo inteso sintetizzare in lei le molte forme di resistenza che le donne attuano quotidianamente in ambiente domestico e in generale nella società’.

Giorgio Lupano

Giorgio Lupano ha poi voluto integrare l’esperienza teatrale on line a una vera e propria condivisione del progetto istituendo un crowdfunding dedicato a ‘Il Collezionista – The collector’ : gli spettatori potranno infatti interagire direttamente con l’attore e nello stesso tempo contribuiranno al sostegno dello spettacolo (https://www.produzionidalbasso.com/project/il-collezionista-quasi-una-storia-d-amore/) godendo di approfondimenti o incontri dedicati.




Scuola Pasolini, dal 5 al 7 dicembre l’alta formazione per 20 accademici, dedicata alla forme del romanzo

DAL 5 AL 7 DICEMBRE 2020 TORNA LA “SCUOLA PASOLINI” DI ALTA FORMAZIONE ORGANIZZATA DAL CENTRO STUDI DI CASARSA

FOCUS, QUEST’ANNO, SULLE FORME DEL ROMANZO

IN VERSIONE ON-LINE VEDRA’ PARTECIPARE 20 FRA LAUREATI, DOTTORANDI e DOCENTI UNIVERSITARI DI TUTTA ITALIA

FRA GLI AUTOREVOLI ESPERTI DELL’OPERA PASOLINIANA CHE TERRANNO LE LEZIONI C’E’ ANCHE WALTER SITI, SCRITTORE E CRITICO, UNO DEI MAGGIORI ESPERTI DI PASOLINI, CURATORE DELLA SUA OPERA OMNIA PER “I MERIDIANI” MONDADORI 

RINVIATA DAL COVID DALLA SUA COLLOCAZIONE ESTIVA, LA MASTERCLASS SI CONFERMA UNO DEGLI APPUNTAMENTI DI STUDIO PIÙ PRESTIGIOSI E ATTESI DALLA COMUNITÀ ACCADEMICA, PROMOSSO IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ SORBONNE DI PARIGI, IL DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI DELL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE

E LA SOCIETÀ PER LO STUDIO DELLA MODERNITÀ LETTERARIA (MOD)

Si terrà tutta on-line, dal 5 al 7 dicembre, l’edizione 2020 della Scuola Pasolini, organizzata per il terzo anno consecutivo dal Centro Studi Pasolini di Casarsa. Il Covid aveva già costretto lo spostamento dalla sua tradizionale collocazione estiva al periodo invernale; l’emergenza sanitaria tutt’ora in corso fa sì che le date programmate rimangano valide, ma nella nuova formula: una scelta obbligata. “Abbiamo voluto assolutamente mantenere l’appuntamento – sottolinea la Presidente del Centro, Flavia Leonarduzzi – nonostante le difficoltà del periodo, perché si tratta per noi di un momento irrinunciabile all’interno della programmazione. Organizzare per il mondo accademico uno fra i più prestigiosi momenti di alta formazione sull’opera pasoliniana, qualifica a livello internazionale l’attività del Centro Studi di Casarsa. Speriamo – aggiunge – di poter recuperare nella primavera del 2021 anche quel contatto con il territorio che per ora è impedito e che costituisce un aspetto fondamentale del progetto. Stiamo pensando a un evento in appendice alla Scuola, che per i partecipanti sarà occasione sia di studio che di conoscenza dei luoghi pasoliniani”.

Organizzata in collaborazione con la Sorbonne Université Parigi, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e la Società Italiana per lo studio della Modernità Letteraria (MOD) diretta da Marco Antonio Bazzocchi, la Scuola è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Casarsa della Delizia e dalla Fondazione Friuli e si rivolge a studenti universitari, laureandi o dottorandi di qualsiasi nazionalità il cui lavoro di studio verta appunto sull’opera di Pasolini.

Sono venti i partecipanti (selezionati fra oltre 40), quest’anno in prevalenza italiani, provenienti dalle più importanti Università: alcuni hanno già la laurea magistrale, altri sono dottorandi, qualcuno è docente, tutti sono comunque avanti nel loro percorso di ricerca. Diversi, poi, hanno già preso parte alla Scuola negli anni precedenti. “Si è creata una grande comunità, non solo scientifica – sottolinea Lisa Gasparotto, docente dell’Università di Milano-Bicocca, che coordina la Scuola con Paolo Desogus della Sorbonne Université Parigi – testimoniata dalle stesse domande ricevute, nelle quali i giovani hanno rilevato l’importanza di questa occasione non solo per avanzare nella loro ricerca, ma anche per gli importanti rapporti umani che si sono creati”. Un progetto, quello della Scuola, che oltre ad affermare quanto, ancora e sempre, sia di interesse lo studio di Pasolini, “rispetto ad altre occasioni – prosegue Gasparotto – offre possibilità di dialogo e confronto che difficilmente si trovano altrove, attraverso la dimensione didattica che crea un rapporto molto più diretto con docenti e relatori di cui gli allievi in genere sono piuttosto abituati a leggere i lavori”.

Il tema dell’edizione 2020 della Scuola è “Le forme del romanzo”, con lezioni, seguite da dibattiti, dedicate all’opera narrativa di Pasolini alla luce delle implicazioni tematiche, linguistiche e poetiche dell’intero corpus pasoliniano. Sarà inoltre valorizzato l’approccio comparativo tra il romanzo di Pasolini e l’opera di autori italiani e stranieri da lui frequentati, insieme ad un approfondimento sul rapporto tra la prosa pasoliniana e altri linguaggi artistici, come la pittura e il cinema.

Come sempre è di altissimo profilo accademico il gruppo di esperti che parteciperanno in qualità di docenti a questa autorevole masterclass: tra i nomi figurano quelli di Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna), Silvia De Laude (saggista e curatrice editoriale), Roberto Galaverni (critico letterario del Corriere della Sera), Robert Gordon (University of Cambridge), Davide Luglio (Sorbonne Université), Gianluca Picconi (Università di Genova), Pasquale Voza (Università di Bari), a cui si aggiunge la presenza di Walter Siti (Università di Pisa), la cui nota figura di scrittore e critico si accompagna a quella di curatore dell’opera completa di Pasolini per “I Meridiani” di Mondadori.

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Info: www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it




TIZIANO TERZANI: LE SUE ULTIME PAROLE LIBERE NEL WEB CON “LA FINE E’ IL MIO INIZIO” REDUX, A CURA DI FOLCO TERZANI. DAL 7 DIC

Alle soglie di questo inconsueto e incerto Natale in tempo di pandemia, arriva per tutti un dono: è Tiziano Terzani ad inviarcelo, a sedici anni dalla sua scomparsa. Un regalo prezioso: la versione “redux”, ridotta a 175 semplici pagine, del suo ultimo lascito, ‘La fine è il mio inizio’, il libro che usciva postumo nel 2006 per Longanesi, a cura del figlio Folco Terzani. Ed è proprio Folco – 51 anni, figlio del giornalista e scrittore fiorentino – a riprendere adesso l’eco di quelle parole, con un’operazione senza precedenti:
da lunedì 7 dicembre la voce di Tiziano Terzani sarà libera di circolare in rete grazie alla messa online in formato digitale di una versione ridotta de ‘La fine è il mio inizio’, arricchita da un centinaio di affascinanti foto, alcune inedite, molte “rivisitate” dallo stesso Folco con colori che le rendono straordinariamente attuali e vive. Un gesto dal sapore “anarchico” – ma autorizzato con sensibilità dalla casa editrice Longanesi – che ne ricorda altri compiuti da Tiziano Terzani: fra gli altri, nel 2002, dopo l’11 settembre, osteggiato dagli editori angloamericani fece tradurre a proprie spese Lettere contro la guerra e lo distribuì online in formato pdf, raggiungendo una platea vastissima. Una generosità dettata dall’urgenza, dalla voglia di scuotere le coscienze. Oggi la messa online di “redux”
risponde a una domanda che molti fanno, o farebbero a Folco Terzani, alla sorella Saskia e ad Angela Terzani, la sua compagna di una vita: «cosa scriverebbe oggi Tiziano Terzani?»
Ecco quindi “redux”: più che un libro l’invito, per tutti e in particolare per i più giovani, a non sprecare le settimane che ci aspettano e che certamente ricorderemo come le Feste più anomale della nostra vita. «Molti – spiega Folco Terzani, che ha curato la riduzione dal testo originale de ‘La fine è il mio inizio’ – potranno trovarsi di nuovo soli, rinchiusi e impauriti. In quei momenti, nel silenzio assordante di queste strane solitudini, potremo distrarci dal frastuono dei bollettini giornalieri dei tg e lasciar fluire la voce di chi ci parla con serenità, vigore e ottimismo, persino nel momento del suo congedo dalla vita. Sfileranno le speranze e gli errori del secolo appena passato, le sfide che ora ci stanno davanti e, ancor più, le domande eterne e spesso insolute che l’umanità prima di noi si
è posta e che tutti prima o poi dovremo farci. “Redux” è una mappa della vita, una “pozione” da sorseggiare intorno al fuoco, una formula ancora più concentrata delle ultime riflessioni di Tiziano Terzani scandita da pensieri, aneddoti, avventure. Un dialogo intimo, come un canto di Natale, spirituale e laico, che parla ai giovani con forza e fiducia per stimolare le idee che faranno il futuro. Parole chiare, leggere e profonde che arriveranno anche ai più piccoli, agli adolescenti, a chi si apre al mare della vita, subito dopo il ciclo delle scuole primarie».
Il link per scaricare “redux” sarà disponibile – e liberamente condivisibile – dal 7 dicembre, sul sito di vicino/lontano
(www.vicinolontano.it), che dal 2005 organizza a Udine il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, e su
www.tizianoterzani.com: «questo ebook – spiega ancora Folco Terzani – è il nostro dono per le Feste e nasce perché chiunque possa, a sua volta, condividerlo con le persone che gli stanno a cuore. È il nostro contributo al momento storico che stiamo vivendo: contiene le parole più utili e preziose che ci sono capitate fra le mani. Un contributo alla riflessione per tutti, ora impauriti e confinati, ma sicuramente più ricettivi che mai sulle grandi questioni che stiamo vivendo». Lo stimolo per questo dono arriva senz’altro dalla consapevolezza che ci troviamo in un momento di snodo epocale, che per il suo impatto sul mondo supera quello dell’11 settembre: tanti, dal personale medico e infermieristico agli insegnanti, sono in prima linea per offrire il loro contributo in questo contesto. Anche
la voce di uno scrittore, esploratore del mondo e dell’umanità, può offrire il suo contributo come una carta nautica che aiuta a decifrare e fronteggiare i mari in tempesta. La scelta della messa online di “redux” è questo: un piccolo contributo per dare speranza e ritrovare coraggio. Come se accanto a noi davvero ci fosse un vecchio che, poche settimane prima di morire, riafferma dinanzi ai limiti e alle vulnerabilità di cui tutti soffriamo come sia possibile “fare una vita, una vera vita, una vita in cui sei tu, un vita in cui ti riconosci”.
Tiziano Terzani (1938-2004) fiorentino, ha vissuto per 30 anni in Asia − Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokyo, Bangkok, Delhi − come corrispondente del settimanale tedesco Der Spiegel. Viaggiatore poliglotta, autore in vita di otto libri – tra cui i bestseller Un indovino mi disse e Lettere contro la guerra – collaboratore de l’Espresso, la Repubblica e Corriere della sera, muore dopo una lunga malattia nella val d’Orsigna sull’Appennino toscano. Uomo eclettico, con un passato da manager in Olivetti, ha raccontato guerre, rivoluzioni e viaggi avventurosi, instaurando
col pubblico un dialogo autentico capace di ispirare nuove generazioni di lettori e viaggiatori.
Folco Terzani (1969) scrittore e documentarista è nato a New York e cresciuto in Asia. Ha curato il libro postumo La fine è il mio inizio (Longanesi, 2006) e la sceneggiatura dell’omonimo film con Bruno Ganz ed Elio Germano. È autore della biografia A piedi nudi sulla terra (Longanesi, 2011), del memoir sportivo con Michele Graglia Ultra (Sperling & Kupfer, 2017) e della favola Il Cane, il Lupo e Dio (Longanesi, 2017) illustrata da Nicola
Magrin.




UN MOSAICO PER MONFALCONE Nuovo intervento urbano voluto dal Comune di Monfalcone

Un mosaico per presentare la varietà del territorio di Monfalcone: si tratta del nuovo intervento urbano voluto dal Comune di Monfalcone per piazzetta Montes, la cui realizzazione è stata affidata alla Scuola Mosaicisti del Friuli.

“Il mosaico intitolato Monfalcone: dal Carso al mare” – afferma l’assessore all’ambiente e alla qualità della vita, Sabina Cauci – “viene assemblato e posizionato in questi giorni, con il coordinamento dei maestri Luca de Amicis e Francesco Anchora. Lunedì è stato allestito il primo pannello, dedicato alla Rocca alle rappresentazioni dell’ambiente naturale: le rocce calcaree, il sommaco, il bosco. Tempo permettendo, l’opera dovrebbe essere completata giovedì”.
Con uno sviluppo di 12 metri, il grande pannello composto da “fazzoletti” di mosaico rappresenta il passaggio dall’ambiente carsico a quello marino, la biodiversità con numerose specie di piante, le campagne e rappresentativi elementi antropici come la Rocca e le barche a vela che animano il golfo di Panzano.
Il bozzetto è firmato dall’architetto Sergio Valcovich e sintetizza la complessità del paesaggio, senza trascurare il dettaglio di piante autoctone o elementi naturali caratterizzanti.

Nei laboratori della Scuola Mosaicisti del Friuli, negli scorsi mesi, è stato pianificato il lavoro, affidato a più mani di abili mosaicisti, e si sono svolte le prime fasi di composizione del grande mosaico. Per le tessere sono stati scelti gli smalti veneziani che hanno colori brillanti e vivaci, particolarmente vibranti alla luce. Tagliate una a una, le tessere sono state applicate su carta secondo una modalità messa a punto e brevettata in Francia a metà Ottocento dal sequalese Gian Domenico Facchina. Si tratta della tecnica a rovescio su carta, insegnata agli allievi e impiegata dai professionisti, in quanto è estremamente versatile e permette l’esecuzione condivisa, il facile trasporto e il rivestimento di vaste superfici.




LA TRAVIATA GIOVEDÌ 3 DICEMBRE 2020 ORE 17.30 dal Teatro Verdi di Trieste sulla web tv www.anfols.it/webtv

Il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste proporrà il prossimo 3 dicembre, in streaming e in assenza di pubblico, l’anteprima de La traviata di Giuseppe Verdi nell’allestimento con cui riscosse gran successo nel corso dell’intera tournée in Giappone svoltasi dal 25 ottobre al 10 novembre 2019.

L’evento si inserisce nel palinsesto unico di produzioni in streaming che le dodici Fondazioni Liriche nazionali hanno deciso di realizzare per mantener vivo il legame con il pubblico grazie alla significativa collaborazione tra l’Anfols (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche) e l’Ansa. La proposta del Teatro Verdi di Trieste costituirà la prima opera in forma scenica di questo percorso e sarà trasmessa e condivisa attraverso gli strumenti digitali di tutte le Fondazioni.

In questa Traviata l’Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste saranno diretti dal M° Michelangelo Mazza, direttore emergente della nuova generazione, mentre regia sarà curata da Mariano Bauduin, per lungo tempo assistente di Roberto De Simone, già a Trieste nell’allestimento di Falstaff, il capolavoro verdiano con cui si è chiusa la stagione lirica 2014/2015.

Di ottima levatura il cast; gli interpreti principali saranno il soprano spagnolo Ruth Iniesta nel ruolo di Violetta Valéry, il tenore Marco Ciaponi che vestirà i panni di Alfredo Germont, e il baritono Angelo Veccia che interpreterà il padre, Giorgio Germont.

Dopo la sinergia realizzata con Rai Cultura, quella con l’Ansa dimostra quanto sia necessario, in momenti come questi, riuscire a creare legami e collaborazioni concrete tra realtà già implicitamente connesse proprio grazie all’esistenza di un pubblico comune, per sostenersi a vicenda e, in questo modo, offrire ai fruitori quel nutrimento estetico indispensabile a sostenere il peso di questa nostra difficile quotidianità.

Il pubblico potrà assistere alla rappresentazione dell’opera collegandosi ai seguenti link www.anfols.it/webtv,

http://www.teatroverdi-trieste.com/it/spettacoli/la-traviata-3

www.ansa.it

e sui siti internet delle fondazioni liriche sinfoniche aderenti all’iniziativa




R-EVOLUTION, CLAUDIO PAGLIARA IN DIRETTA DA NEW YORK 1 DIC. ONLINE ORE 18 TEATRO VERDI PORDENONE

Con l’analisi dell’editorialista Alan Friedman dedicata a “Effetto Biden: Europa/USA, che mondo farà?” ha preso il via l’edizione 2020 di R-evolution. Cronache dal futuro del mondo, il format di Lezioni di storia del nostro tempo promosso dal Teatro Verdi Pordenone e curato dall’Associazione Europa Cultura. Fino al 22 dicembre si avvicenderanno le video analisi di 8 autorevoli osservatori intorno all’evoluzione degli scenari internazionali dopo l’elezione di Joe Biden a presidente della Casa Bianca. Titola infatti “Turnover” questa nuova edizione di R-evolution che, non potendosi celebrare in presenza, si è riorganizzata sul piano digitale e ogni martedì e venerdì, dalle ore 18, presenterà nuove riflessioni, a cura via via di Claudio Pagliara, Lucio Caracciolo, Lucia Goracci, Barbara Serra, Marco Tarquinio, Mario Sechi e Giovanna Botteri. Tutti gli interventi saranno accessibili in un clic, liberamente, sul sito e sulla pagina facebook del Teatro Verdi. L’iniziativa trova il sostegno dell’ufficio EuropDirect del Comune di Pordenone e di web partner Esploratori Culturali CGN ed ha il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. 

CLAUDIO PAGLIARA

Martedì primo dicembre, sempre dalle 18 e in collaborazione con Crédit Agricole FriulAdria, il testimone passerà a Claudio Pagliara, responsabile dell’Ufficio di Corrispondenza della Rai per gli Stati Uniti, dopo aver ricoperto il medesimo ruolo in Cina, a Pechino. “Dalla Casa Bianca al Far East: giro del mondo intorno al covid” titola l’intervento, proposto in esclusiva per R-evolution. Dallo spicchio visuale degli Stati Uniti Claudio Pagliara analizzerà la futura azione di governo di Joe Biden in rapporto allo scacchiere internazionale. La salute pubblica e l’uscita dall’emergenza pandemica come priorità, l’economia come necessità e la nomina del capo di Gabinetto Ron Klain come chiaro segnale di un’azione di governo interno che si preannuncia incisiva: il commento di Claudio Pagliara si dispiegherà a largo raggio, con un occhio al Trumpismo e a quel che ne resta – incluse le sorti del matrimonio con la first lady Melania – e lo sguardo puntato sugli scenari che, dal 2021, si disegneranno in Europa e nel mondo. «Trump – spiega Pagliara – ha tentato una battaglia motivata da progetti futuri: essere il primo presidente estromesso non dal voto e con mezzi democratici, ma per presunti e non provati brogli. Secondo un recente sondaggio il 70% dei suoi elettori gli crede: una spaccatura del Paese destinata a pesare anche sulla presidenza di Biden, che pure proverà a riconciliare il Paese. Affrontare la pandemia resta comunque la priorità di Biden, finchè il vaccino non metterà la parola fine a questa emergenza».  «Lo tsunami del covid, inevitabilmente, segnerà un prima e un dopo dal punto di vista economico e sociale – osserva Massimo Ritelladirettore regionale di Crédit Agricole FriulAdria – Nella fase attuale è importante restare uniti e progettare una nuova normalità che faccia tesoro delle tecnologie sperimentate in questo anno e tenga conto delle urgenze legate alla sostenibilità e all’inclusione. Siamo pertanto felici di accompagnare anche quest’anno il Teatro Verdi nella riflessione su questi temi e, in particolare, di abbinare il nostro nome all’incontro con un giornalista autorevole e popolare come Claudio Pagliara».

 Claudio Pagliara, prima di essere responsabile delle sedi RAI di Pechino e New York, era stato responsabile della sede RAI per il Medio Oriente di Gerusalemme (2003-2013) e prima ancora corrispondente RAI da Parigi. Ha lavorato al Tg2, a Stampa Sera e alla Gazzetta del Popolo. Fra gli eventi più importanti che ha raccontato, oltre alle elezioni USA 2020: la rivoluzione dei ragazzi con l’ombrello di Hong Kong (2014), le guerre a Gaza (2008 e 2012) e nel sud del Libano (2006), gli attentati terroristici in Israele (seconda intifada), in Giordania e in Egitto, il ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza (2004).




 La Guerra a Cuba al Vittorio Veneto Film Festival

Un bagno di gioventù per La Guerra a Cuba: il film di Renato Giugliano dedicato a raccontare l’infernale intreccio fra fake news, intolleranza e oscurantismo di provincia, approda al Vittorio Veneto Film Festival, in concorso affidato alla folta giuria della Categoria Pizzoc che raccoglie i ragazzi della IV e V scuola secondaria di I grado.

Il Vittorio Veneto Film Festival – Festival Internazionale di Cinema per Ragazzi si impegna da sempre ad offrire un percorso educativo attraverso film accuratamente selezionati.
Tra questi, La Guerra a Cuba di Renato Giugliano. Integrazione, pregiudizi, fake news: tematiche attuali e conseguenze allarmanti. Il futuro è in mano ai giovani ed è fondamentale che essi sviluppino uno sguardo critico sul mondo che li circonda. L’intenzione del Festival è quella di coinvolgere i giovani invitandoli a sviluppare idee e opinioni consapevoli sul mondo.

In La guerra a Cuba la macchina da presa è un occhio che osserva e racconta una realtà sotto gli occhi di tutti, ma nella quale spesso ci perdiamo. Nella società dell’informazione la verità è di pochi. Un quarto potere amplificato dal web che ci fa scivolare di mano ogni certezza rendendoci vittime e carnefici: paradosso di cui siamo complici; conflitti in tutte le sue forme: pistole, fucili, parole come armi. Il tema del conflitto è affrontato nella sua totalità: è conflitto sindacale, conflitto d’interessi, guerra, terrorismo, conflitto politico, conflitto tra generazioni, conflitto interiore e personale. Un mondo piccolo quello della Valsamoggia ma un universo di colori, età, lingue, anime, direzioni. Uno zoo di provincia dove le pecore vogliono essere leoni e le bilance non reggono il peso della solitudine.

Le parole del Direttore Artistico Giovanni Esposito: “Il tema della X edizione del vvfilmf è una ‘una nuova avventura’, e credo che in quest’ottica La guerra a Cuba centri perfettamente l’argomento in quanto riflette sull’alterazione della realtà causata dalle fake news, tristemente attuali nel nuovo scenario mondiale che stiamo attraversando. Oggigiorno, nell’era mediatica ed informatica nella quale viviamo, dovremmo vivere con maggior senso di responsabilità questo costante flusso comunicativo che ci rende tutti connessi e allo stesso tempo vulnerabili all’opinione pubblica. Siamo tutti anelli della stessa notizia, evitare di distorcere la realtà non è un diritto ma un dovere. Voglio ringraziare personalmente gli autori del film per aver portato alla luce, con la loro storia di finzione, questo reale argomento.”

Le parole del Direttore Generale Elisa Marchesini: “La guerra a Cuba racconta nel piccolo ciò che in ogni cittadina può accadere, dal conflitto di generazione al conflitto tra etnie. Il messaggio da dare ai giovani è: i valori non hanno colore né età”.

La guerra a Cuba  è il film di Renato Giugliano con Younes El BouzariMarco MussoniLuigi MonfrediniElisabetta Cavallotti, Lorenzo Carcasci, Ousman Jamanka, Laura Pizzirani, Antonio De Matteo, Annalisa Salis che affronta in un racconto corale l’orrore che nasce dal mescolarsi di intolleranza, cinismo e fake news.

Scritto dallo stesso Giugliano assieme a Mario Mucciarelli ed ambientato fra Valsamoggia, Spilamberto e Savignano sul Panaro, va a scandagliare – dall’osservatorio privilegiato della provincia e del piccolo centro – una società che si è sgretolata e i cui cittadini, confusi e smarriti, finiscono sempre di più per diventare vittime di falsi miti, odiatori seriali e fake news. In un mondo infarcito di frustrazioni e in cui sempre di più i media sono succubi dell’ossessione del click e della pubblicità, in un attimo si genera il mostro che, guarda caso, è sempre l’altro, il diverso da noi, il soggetto in minoranza. E’ questo il gioco malato in cui il rancore che è in noi fomenta il rancore negli altri e viceversa.

 




Polinote Music Room, Pordenone Lunedì 30 novembre ore 21, incontro con Giorgio Zanier

Protagonista lunedì 30 novembre alle 21 nel salotto musicale di Polinote Music Room –  evento nato e concepito in presenza, ma che si è evoluta on line, come atto di resilienza e fiducia nella forza della musica e della sua importanza nella nostra vita – sarà un altro noto musicista del territorio che si racconterà tra musica ed esperienze di vita: il batterista e specialista nella didattica della batteria Giorgio Zanier. L’appuntamento verrà trasmesso sulla pagina Facebook di Polinote Music Room (progetto ideato da Luca Colussi e Giovanni Truant, realizzato in collaborazione con Sviluppo e Territorio e studio grafico Interno99, col supporto tecnico di Davide Pettarini di Claps): a presentare e intervistare Zanier sarà il musicista e insegnante Giovanni Truant. Apprezzatissimo batterista nel panorama della musica pop italiana, Zanier vanta prestigiose collaborazioni con personaggi del calibro di Pitura Freska, Patty Pravo, Donatella Rettore, Teresa De Sio, Johnny Dorelli e molti altri. Parallelamente alla carriera da batterista, diventa uno specialista nella didattica della batteria: è infatti autore di un personale metodo didattico nel quale sono state rielaborate nuove tecniche e metodologie stimolate dall’incontro con i grandi batteristi statunitensi, denominato Custom Learning. Insegna al CDM di Rovereto e tiene seminari e conferenze sullo strumento in Italia e all’estero. Tra le esepreinze più interessanti l’incontro con Freddy Gruber, a seguito del quale inizia un lungo percorso di approfondimento dedicato all’utilizzo della forza di gravità sviluppato in seguito con Carl Tassi e Bruce Becker, entrambi allievi di Gruber. Da alcuni anni collabora sugli stili musicali con Skip Hadden docente di batteria presso il Berkley College of Music di Boston. Incessante il suo lavoro di ricerca, studio e  formazione, principalmente frequentando corsi e masterclass con i migliori trainer statunitensi e italiani. Da un anno frequenta il Master Internazionale ad Alte Prestazioni, Real Result Coaching, di Roberto Cerè dove ha già ottenuto la qualifica di technical Coach e le certificazioni come PNL Business Practitioner, PNL Business Master Practitioner, NLP Coach. Si è inoltre certificato in Resonance Coach con Simone Pacchiele. E’ autore del libro intitolato “Crea la colonna sonora della tua vita”.

 




Martedì 1 dicembre a Torino gli Sport Innovation Awards

Grandi imprese, PMI, start-up, centri di ricerca, istituti scolastici, giovani ed enti senza scopo di lucro del nostro territorio pensano, creano, offrono tecnologia, prodotti e/o servizi di eccellenza, spesso invisibili. Sport Innovation Award li ha chiamati in una call e ora li premia.

L’associazione di promozione sociale Sport Innovation Hub (SIH)  con il supporto degli  Stati Generali Mondo lavoro dello Sport e il patrocinio della Regione Piemonte, presenta a Torino gli “Sport Innovation Awards”.

L’evento sarà martedì 1° dicembre 2020 dalle ore 18.00 alle ore 20.00, in diretta video dal J|Hotel di Via Traves – 40 a Torino, e premierà progetti, prodotti e servizi innovativi, dal forte impatto sociale, economico e/o industriale nel mondo sportivo, che in Piemonte sono nati o hanno una ricaduta.

Grandi imprese, PMI, start-up, centri di ricerca, istituti scolastici, giovani ed enti senza scopo di lucro del nostro territorio pensano, creano, offrono tecnologia, prodotti e/o servizi di eccellenza, spesso invisibili.

Per questo motivo SIH e Stati Generali Mondo del Lavoro hanno voluto unire le forze per offrire un riconoscimento e valorizzare ciò che accade “dietro le quinte” nello Sport, al di là del gioco.

Una trentina i progetti raccolti a coprire tutte e sette le aree in cui è impegnata da tempo Sport Innovation Hub.

 Tanti gli ospiti e i relatori dal mondo del giornalismo, delle aziende e della politica: da Anna Ferrino, AD Ferrino Spa e presidente Assosport a Fabrizio Tencone, Direttore Isokinetic Torino; da Andrea Abodi, Presidente Credito Sportivo a Paola Casagrande, DG Sport Regione Piemonte, da Xavier Jacobelli, Direttore Redazione Tuttosport a Paolo Garimberti, Presidente J Museum, dall’atleta paralimpia Giusy Versace a Gabriele Toccafondi (già Sottosegretario all’Istruzione).

E poi tanti atleti, di ieri e di oggi: Giada Russo (pattinaggio su ghiaccio), Giorgio Gros (sci), Christian Di Giuliomaria (pallacanestro), Marta Cammilletti (scherma), Lorenzo Sonego (tennis), Alessandro Ossola (atletica), Emil Audero (calcio).

Sport Innovation Hub

L’associazione SIH nasce dalla convinzione che lo sport possa essere uno strumento di diffusione di valori etici e sociali, oltre che motore di sviluppo e di innovazione territoriale e professionale.

Sport Innovation Hub persegue i seguenti scopi e finalità:

  • Diffondere la consapevolezza dello sport quale ambito a valore aggiunto per lo sviluppo del tessuto industriale del proprio territorio e per la creazione di nuove imprese.
  • Promuovere nel mondo del lavoro la valorizzazione delle competenze personali e professionali dei giovani studenti/atleti.
  • Proporre azioni di promozione della salute e del benessere psicofisico per la popolazione in generale.

 Stati Generali Mondo del Lavoro

Gli Stati Generali Mondo del Lavoro, nati nel 2019, sono una piattaforma che ha l’obiettivo di mettere a confronto tutti gli stakeholder del mondo del lavoro,  dalle imprese alle startup , dalle Istituzioni alle parti sociali, dal mondo accademico alle persone in cerca di occupazione.
Con gli Stati Generali Mondo del Lavoro le aziende condividono best practice, case study, consolidando un posizionamento istituzionale nel settore di riferimento avendo a disposizione una metodologia di networking con i player di settore. Uno spazio è dedicato al Mondo del Lavoro nello Sport: politiche di rilancio, le competenze dei manager, E-Sports e le ricadute occupazionali dei grandi eventi. Un settore che nell’era pre-Covid valeva l’1,7% del PIL del nostro paese e in cui professionalità e nuove competenze sono sempre più determinanti per competere.

 In allegato il programma della premiazione, sul sito www.sportinnovationhub.it i progetti candidati.

Per registrarsi all’evento biglietti gratuiti su Eventbrite:

https://www.eventbrite.it/e/126533076839




MIELA PER ASPORTO – ORNAMENTO E DELITTO giovedì 19 novembre ore 21.00

Giovedì, 19 novembre 2020, ore 21, in streaming dal TEATRO MIELA TRIESTE
nell’ambito della rassegna CAPSULE COLLECTION, cinema arte architettura propone
ORNAMENTO E DELITTO film di Aldo Rossi, Gianni Braghieri e Franco Raggi, regia di
Luigi Durissi prodotto nel 1973 in occasione della XV Triennale di Milano, durata 40’.
La proiezione sarà preceduta dalla presentazione dell’architetto Gianni Braghieri,
coautore del film che sul palco del Miela che ne darà diretta testimonianza ripercorrendoli
alla luce del presente insieme che dialogherà con Giovanni Fraziano, docente
dell’Università degli Studi di Trieste.
Il titolo del film, citazione dell’omonimo saggio di Adolf Loos Ornament und Verbrechen,
del1908, è un omaggio all’architetto viennese.
Riproposto considerando il singolare contesto per il quale viene realizzato, il film
rappresenta una preziosa testimonianza, un "documento" vitale per rileggere uno dei
capitoli più importanti della cultura architettonica di fine Novecento, ma anche per porre
qualche interrogativo a quella attuale.
Realizzato nel contesto espositivo della XV Triennale di Milano nel 1973, insieme al libro
Architettura razionale, che costituisce il catalogo della "Sezione internazionale di
architettura" e al quale è inscindibilmente legato, rappresenta l'enunciazione teorica del
progetto della mostra, della quale Aldo Rossi è curatore e progettista.
Ornamento e Delitto, in quanto assimilabile a ”un saggio teorico, che si esprime attraverso
un assemblaggio di immagini in movimento”* è senza dubbio un documento unico e oltre a
una precedente proiezione degli anni novanta al Bonnefantenmuseum di Maastricht, è a
lungo rimasto inedito sia per il grande pubblico che per quello di settore. Il ritrovamento
della pellicola originale e la collaborazione tra Fondazione Aldo Rossi e il Laboratorio
L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna, hanno portato nel 2019 a una prima fase
di restauro, promossa dalla Fondazione con il supporto di Alessi S.p.A. e Molteni&C
L’Evento on-line verrà trasmesso su https://www.facebook.com/teatromiela e
https://www.youtube.com/user/teatromiela.

Bonawentura in collaborazione con Stazione Rogers e Università degli Studi di Trieste e
Fondazione Aldo Rossi. Un particolare ringraziamento a Vera e Fausto Rossi