Il 24 e il 25 gennaio in cartellone per Teatro Contatto al Palamostre di Udine è andato in scena Amleto² di Filippo Timi.
Dopo circa 15 anni Timi attore e regista riporta in teatro una nuova (sua) versione della famosa pièce di Shakespeare Amleto², lontana da quella classica, pop, che ci mostra un Principe di Danimarca attraversato da fragilità esposte e contemporanee.
La mise en scène è assolutamente rivoluzionaria e propone una grande gabbia sul palcoscenico dalla quale il principe cerca di evadere sfuggendo al suo destino. All'interno della gabbia vediamo un grande trono sovrastato da un drappeggio e da una sfera riflettente psichedelica come nelle discoteche degli anni '80. Ai piedi del trono si nota il teschio tempestato di brillanti.

Gli altri personaggi e interpreti sono presenti sulla scena variamente mascherati come il padre che gli appare in sogno sotto le spoglie di una Marylin fantasmatica e velata che lo invita ad uccidere lo zio.

Amleto vuole liberarsi da un cupo destino e dalla costrizione che il ruolo della tradizione gli assegna. Non vuole amare Ofelia, la respinge e la ammonisce inutilmente invitandola a guardarsi dall'acqua.
Il regista Tima ci restituisce l'idea di un Amleto debole e contemporaneo che vive a modo suo la contrapposizione tra "essere o non essere". In una società come quella di oggi dove l'individuo è legato ad una performance, la vera essenza dell'uomo viene a mancare e le persone sono considerate solo per come appaiono, per quello che fanno o sanno produrre perdendo il senso profondo della loro esistenza.
Amleto si ribella e vuole vivere la sua vita.
Timi, calato il sipario sulla gabbia, suggerisce agli spettatori di vivere appieno, in ogni momento, la vita che ognuno si è scelto. Solo procedendo in questa direzione il dilemma "essere o non essere" si può liberare da significati precostituiti.
Splendido Timi perfetto Amleto, bravissimi gli altri attori in scena Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli, Mattia Chiarelli.
Da non perdere.