“Amadeus” di Peter Shaffer applaudito spettacolo del Teatro dell’Elfo, arriva al Politeama Rossetti da giovedì 19 a domenica 22 febbraio, per la stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e trasporta il pubblico a Vienna, nel 1823. Mozart è morto da oltre 30 anni; Antonio Salieri - che è stato uno dei più riconosciuti e privilegiati compositori dell’epoca - è ormai molto vecchio, il pubblico lo ha dimenticato e sente la morte avvicinarsi. Come in una confessione interiore - uno di quei passi che si sentono necessari nel momento estremo - ripercorre allora il suo rapporto con Mozart, giovane compositore che quando lui era già un astro, ha imposto il suo genio con incredibile forza all’attenzione di Vienna e del mondo. È questa la situazione in cui ci si torva, al sollevarsi del sipario su “Amadeus” di Peter Shaffer, che va in scena nella versione registica di Ferdinando Bruni (che è anche protagonista nel ruolo di Salieri) e Francesco Frongia. Mozart è invece interpretato da Daniele Fedeli.

Il testo - a tutti noto per il film Premio Oscar di Miloš Forman - nasce in realtà per un grande teatro, il National Theatre di Londra, dove ha debuttato con successo nel 1979 e, nonostante molti ritengano si basi su una verità storica, in realtà nasce da una leggenda. Shaffer infatti probabilmente si è ispirato a un’invenzione che Puškin ha usato nel suo microdramma “Mozart e Salieri” e che poi ha elaborato. Salieri non dovrebbe sentirsi minacciato da Mozart, data la sua posizione, ma - immagina Shaffer - ritiene invece che proprio la sua eminente posizione sia frutto di un patto siglato con Dio, che gli assicura il successo in cambio di devozione. Ma l’arrivo sulle scene del mondo di Ama-deus, sconvolge Salieri che vi riconosce il genio assoluto. E si convince - forse in preda a una vena di follia - che Mozart sia il segno del tradimento del patto da parte di Dio. È attraverso la musica di Mozart che ora il mondo ascolta la voce del Cielo…
E questo - senza alcuna follia - non è difficile da credere nemmeno oggi, quando ancora e sempre rapisce e sorprende l’incredibile meraviglia delle sue composizioni, studiate e amate in tutti i tempi. Così Salieri, ripercorrendo la propria vita racconta al pubblico come ha combattuto con Dio, distruggendo in ogni modo, fino alla morte, il giovane Mozart. Ed è proprio così, irriverente ma anche ingenuo, posseduto dal suo stesso genio il Mozart che porta in scena Daniele Fedeli, uno degli attori rivelazione delle ultime stagioni. Luce viva, contro l’incubo incarnato in modo possente da Bruni nel ruolo di Salieri. «Un apologo sull’invidia - commentano i registi nelle loro note - con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri, mediocre anche nella cattiveria, non ha avvelenato Mozart, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità». Ad ogni replica, fin dal debutto, la compagnia del Teatro dell’Elfo è stata assolutamente sommersa da applausi, non solo per le belle interpretazioni ma anche per l’accurata messinscena, a partire daicostumi di Antonio Marras che veste gli interpreti con sontuosi abiti di un ‘700 immaginario dagli inserti molto contemporanei. La scena è un salone, trasfigurato dalle proiezioni di una sorta di lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II: Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e la giovane Valeria Andreanò, nel ruolo di Constanze, la moglie di Mozart. I biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.