La battaglia fra Thierry Neuville e Sebastien Ogier ha visto infine prevalere l’esperto campione francese al termine di un tiratissimo e appassionante EKO Acropolis Rally Greece 2026.
A questo link tutte le foto del Rally Acropolis 2026
La gara ellenica, svoltasi dal 25 al 28 giugno, ha presentato quest’anno importanti novità, a partire dallo spostamento del quartier generale da Lamia a Loutraki. Un cambiamento che ha avvicinato il rally ad alcune prove speciali storiche, come Mt. Parnassos e Bauxites, consentendo al tempo stesso di reinserire alcune vecchie nel Peloponneso.
Nonostante il trasferimento a Loutraki, le distanze e i tempi di percorrenza necessari per raggiungere le prove del venerdì erano comunque notevoli. Per ovviare a questo problema, gli organizzatori hanno predisposto il trasferimento notturno degli equipaggi e delle relative vetture a bordo di un traghetto che, al termine della prova spettacolo del giovedì sera, li ha portati nella cittadina di Itea. Da qui, il venerdì, hanno preso il via affrontando come prima prova speciale la "Bauxites". Un modo sicuramente originale e inconsueto di effettuare un trasferimento in un rally, che sembra essere stato apprezzato dai concorrenti.



Le premesse per un rally combattuto e incerto c’erano tutte: prove speciali durissime, polvere, caldo e uno stuolo di piloti desiderosi di conquistare un risultato di prestigio.
Lo shakedown ha acceso lo spettacolo della gara dell’Ellade, richiamando sul tracciato di 3,31 km numerosi spettatori che non si sono lasciati scoraggiare dalla polvere sollevata al passaggio delle vetture, che finiva per ricoprire persone e vegetazione con il suo caratteristico velo color ocra, pur di godersi lo spettacolo delle vetture del WRC.
Il miglior tempo è stato siglato da Thierry Neuville che, con la sua Hyundai i20 N, si è subito trovato a proprio agio sugli sterrati ellenici, precedendo Sebastien Ogier su Toyota GR Yaris. Un risultato che lasciava presagire come la lotta per il gradino più alto del podio sarebbe probabilmente stata un affare tra loro due.
La prima prova dell’Acropolis, la PS1 EKO SSS disputata a Glyfada su un brevissimo circuito di soli 1,56 km, ha in parte confermato quanto visto nello shakedown, con Sebastien Ogier davanti al compagno di squadra Takamoto Katsuta, staccato di un secondo, e Thierry Neuville terzo a 1,1 secondi.
Sono state però le prove del venerdì a confermare Neuville e Ogier nel ruolo di principali contendenti alla vittoria. Inizialmente Adrien Fourmaux aveva preso il largo vincendo la Bauxites e la Mt. Parnassos, ma una foratura nella PS4 lo ha fatto retrocedere e, da quel momento, è iniziato il vero duello fra i due rivali. Neuville ha preso il comando della gara, mantenendolo fino al termine della giornata, con Ogier sempre alle sue spalle a circa una decina di secondi.


Nel frattempo, è iniziato il festival delle forature. A farne le spese già nel primo impegno cronometrato della giornata sono stati Oliver Solberg e Mārtiņš Sesks, che non hanno iniziato la gara nel migliore dei modi. Le forature avrebbero poi condizionato pesantemente l’intero rally, risultando decisive per il risultato finale.
Alle spalle dei due principali contendenti, la lotta per le posizioni di rincalzo vedeva un sorprendente Jon Armstrong portare la Ford Puma in terza posizione dopo aver conquistato anche una prova speciale, la prima nel Campionato del Mondo. Purtroppo, anche lui è stato vittima di una foratura, ma i suoi compagni di squadra McErlean e Sesks sono riusciti comunque a chiudere la giornata rispettivamente in quarta e quinta posizione, alle spalle di Fourmaux, con le Puma che in Grecia sembravano aver ritrovato una buona competitività.

Ritiro amaro, invece, per l’astro nascente Oliver Solberg che, nella prova di Thiva, ha gettato tutto alle ortiche uscendo di strada. Dopo l’esaltante vittoria al Monte-Carlo ci si aspettava qualcosa di più da Oliver, che sembrava destinato a un futuro luminoso ma che sembra aver smarrito la lucidità e la concentrazione necessaria.
Sabato la situazione non è cambiata di molto. Neuville ha mantenuto la leadership provvisoria, ma Ogier si è lanciato all’inseguimento iniziando a rosicchiargli secondi preziosi. Intanto Takamoto Katsuta, beneficiando dell’ennesima foratura di Fourmaux, è salito in terza posizione assoluta. Bene anche Josh McErlean, che ha mantenuto la quarta posizione davanti allo stesso Fourmaux, confermando il buon momento dell’irlandese e alimentando le speranze di un risultato di prestigio. La giornata non è stata invece favorevole a Yohan Rossel, costretto al ritiro nella SS10 per problemi al motore della sua Lancia Ypsilon HF.
La domenica, ultimo giorno di gara, si preannunciava una lotta appassionante, con appena 4,1 secondi a separare Ogier da Neuville. Restavano da disputare quattro prove speciali: nella prima Ogier è passato al comando con 1,3 secondi di vantaggio sul belga della Hyundai, mentre la seconda è stata conclusa da entrambi con lo stesso identico tempo, lasciando invariato il distacco.
Proprio quando il duello stava entrando nel vivo, però, Thierry Neuville ha forato entrambe le gomme posteriori della sua Hyundai e, accusando un ritardo di 54,8 secondi, ha dovuto dire addio ai sogni di vittoria all’Acropolis.
L’ultima prova speciale, la "Loutraki 2", è rimasta così una semplice formalità ma Sebastien Ogier non ha comunque alzato il piede, aggiudicandosi anche la Power Stage e i punti bonus in palio.
La classifica finale ha quindi confermato la vittoria di Ogier davanti a Neuville e Takamoto Katsuta, troppo distante per poter approfittare dell’inconveniente occorso al pilota belga, dal quale lo separavano un paio di minuti.
Il fondo delle prove elleniche non concede sconti a nessuno e, se non affrontato con le dovute cautele, presenta il conto sotto forma di forature e guasti meccanici. È quindi fondamentale cercare di spingere mantenendo sempre un margine per preservare gli pneumatici, e Sebastien Ogier ha fatto valere tutta la sua esperienza, preferendo talvolta rinunciare alla velocità assoluta pur di evitare il rischio di forature. Ogier, al Service Park al termine delle premiazioni, ha ringraziato uno a uno tutti i meccanici ed i componenti dello staff Toyota prima dell’immancabile foto di gruppo finale e probabilmente avrà mandato un saluto agli Dei dell'Olimpo che lo hanno protetto in questa gara.

Splendida la prestazione di Josh McErlean, quarto al termine del rally, penalizzata però nel dopo gara dai commissari sportivi della FIA per il non corretto utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del navigatore. La penalità di 60 secondi ha fatto scivolare l’equipaggio dal quarto al sesto posto finale. Stessa sorte per Adrien Fourmaux, che ha perso il quinto posto assoluto retrocedendo in settima posizione; ne hanno beneficiato Sami Pajari ed Elfyn Evans, classificatisi rispettivamente quarto e quinto. Elfyn Evans non ha brillato particolarmente in Grecia, non certo per suo demerito, ma perché, in virtù della sua posizione in campionato, si è ritrovato a fare da "spazzino", affrontando per primo gli sterrati greci ed è stato pure lui vittima di una foratura che lo ha penalizzato.
Poca gloria anche per Dani Sordo, risalito sulla Hyundai i20, lo spagnolo ha patito la prima foratura già nella PS 3 per poi veleggiare sempre più indietro in classifica e infine ritirarsi prima della Power Stage su decisione del Team per ottimizzare la preparazione per i prossimi apputamenti del WRC.
Mārtiņš Sesks ha concluso in ottava posizione assoluta, un risultato forse non del tutto soddisfacente per il giovane lettone, che ha iniziato la gara con una foratura e non è mai riuscito a trovare il giusto ritmo in questo difficilissimo Acropolis.
Alle sue spalle, rispettivamente al nono e al decimo posto, Robert Virves e Andreas Mikkelsen, entrambi al volante delle Skoda Fabia della Toksport, hanno disputato una gara praticamente perfetta, conquistando le prime due posizioni del WRC2.
Non giudicabile, invece, Jourdan Serderidis, che ha chiuso al 38° posto la gara di casa portando a spasso la sua Ford Puma Rally1 "clienti", caratterizzata da una livrea gialla alquanto discutibile.
Per quanto riguarda i nostri portacolori, la gara di Roberto Daprà è stata condizionata da forature e problemi meccanici che ne hanno compromesso il risultato finale: solo 35° all’arrivo. Chi invece ha motivo di sorridere è Matteo Fontana che, navigato da Alessandro Arnaboldi, ha portato la sua Ford Fiesta Rally3 al primo posto di categoria e al 23° assoluto. Un altro grande risultato per questo ragazzo che, dopo le ricognizioni e considerate le condizioni del percorso, ci aveva confidato l'impressione che sarebbe stata una gara più di intelligenza che di velocità.

Poca fortuna, invece, per Gabriele Campagnoli e Nicola Arena, costretti al ritiro nell’ultima giornata a causa di un’uscita di strada.
Al termine della gara, caratterizzata da temperature elevate e da un vento a tratti sostenuto, si sono svolte le premiazioni che hanno visto moltissimi appassionati acclamare i vincitori partecipando calorosamente ai festeggiamenti.






Il campionato piloti, quando mancano sei gare alla conclusione, vede ancora in testa Elfyn Evans con 158 punti, seguito da Takamoto Katsuta che, grazie al terzo posto finale in Grecia, ha ridotto il distacco a soli 7 punti, seguito da Sebastien Ogier a 33 lunghezze dalla vetta. La lotta per il titolo si fa quindi sempre più avvincente e il prossimo appuntamento con il WRC è già dietro l'angolo con i veloci sterrati dell’Estonia, dal 16 al 19 luglio, un tracciato che negli ultimi anni ha visto prevalere quasi sempre le Toyota.... non rimane che attendere.
Dario Furlan - #darionnenphotographer