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LA REDAZIONE AUGURA A TUTTI BUONA PASQUA

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Inaugurata la targa in ricordo di Falcone e Borsellino

Il Comune di Udine e Tribunale hanno apposto una targa in memoria dei “servitori dello Stato”, i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini delle scorte

 

 

“A vent’anni dalle stragi di mafia che tolsero la vita ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Walter Eddie Cosina, il Comune di Udine a perenne ricordo del loro sacrificio nella lotta alla criminalità organizzata e in difesa delle istituzioni democratiche dello Stato intitola questa aula del palazzo di giustizia e pone la presente targa. Udine, lì 19 luglio2012”.

C’è scritto questo sulla targa che oggi, 19 luglio, è stata scoperta dal sindaco di Udine, Furio Honsell e dalla presidente del Tribunale di Udine Alessandra Bottan nell’aula A dei palazzi giudiziari del capoluogo friulano. Un’aula intitolata, sempre oggi, proprio ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Alla cerimonia commemorativa in memoria dei “servitori dello Stato”, caduti nell’attentato mafioso di via D’Amelio venti anni fa, erano presenti diversi rappresentanti delle istituzioni che hanno raccolto l’invito spedito a tutte le autorità, dal prefetto Ivo Salemme a numerosi consiglieri e assessori comunali e provinciali.

“Sono eroi civili, tutti, fino a ogni singolo componente della scorta – dichiara Honsell durante la cerimonia – e bisogna commemorare tutti i nomi. Di fronte alla storia, di fronte al Paese, sono figure che dovremmo cercare di tenere sempre presenti, perché è l’unico modo con il quale possiamo dare un senso al loro sacrificio e un significato alla nostra stessa esistenza come rappresentanti delle istituzioni e della società civile”.

L’iniziativa di apporre una targa in ricordo delle vittime di via D’Amelio è partita dal consigliere comunale delegato di quartiere, l’avvocato Pierenrico Scalettaris. “Una proposta – prosegue Honsell – fatta immediatamente propria anche da tutti i componenti della giunta e del consiglio comunale. Il mio ringraziamento, dunque, va a tutti loro, ma soprattutto alle forze dell’ordine che sono quotidianamente impegnate nella lotto alla criminalità e alla mafia”.

Durante la cerimonia di inaugurazione della targa il primo cittadino si è anche soffermato sull’importanza del concetto di legalità. “Se delle regole sono ingiuste – spiega – dobbiamo impegnarci a cambiarle, ma dobbiamo insegnare ai nostri figli che le regole e le leggi vanno rispettate. Anche la mafia stessa ha le sue regole e le sue leggi e quelli che l’hanno contrastate hanno pagato con la vita. Per questo motivo – continua – è bene saper distinguere la legalità dalla giustizia. Quest’ultima è più alta”.

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Un cenno da Honsell, infine, anche alla lotta all’evasione fiscale. “Non voglio sembrare prosaico – dichiara –, ma tutt’oggi tante regole vengono violate, come ad esempio con l’evasione fiscale. Un Paese dove questa viene tollerata pubblicamente forse deve fare ancora tanti passi verso la civiltà, ma per fortuna abbiamo dei maestri, dei martiri, degli ideali a cui ispirarci come queste persone il cui nome è inciso su questa pietra. Un esempio per i nostri giovani, i nostri figli, di come assumersi sempre la responsabilità – prosegue – perché anche l’indifferenza è colpevole, soprattutto quando è in gioco il bene collettivo. Questi eroi civili – conclude Honsell riferendosi alle vittime della mafia – si sono fatte carico del bene collettivo, che è la cosa più alta che ci sia, al di là di quello che può essere il bene individuale”.




LA CONGIURA DELLA PIETRA NERA dal 3 agosto distribuito dalla Tucker Film

La storia ruota attorno ad una setta di guerrieri depositaria dei più arcani segreti. Tutti sono affannosamente alla ricerca di una reliquia appartenuta ad un antico monaco buddista, capace di donare un potere immenso a chi la possiede. Ma c’è anche chi sogna – come la splendida Drizzle (Pioggerellina) – di riemergere dalla oscura morsa della violenza; di abbandonare i duelli e le magie e ricostruirsi una vita normale. A dare volto alla nostra eroina, spadaccina impavida, spietata ma anche donna di sentimenti e di paure è quello inconfondibile della bond girl Michelle Yeoh (La tigre e il dragone e recentemente The Lady).  Maestro del cinema internazionale e “incarnazione ufficiale” dell’action-movie made in Hong Kong, John Woo (Leone d’Oro alla Carriera a Venezia nel 2010) con la sua rivoluzionaria concezione della messa in scena e del montaggio ha rilanciato il concetto del cinema d’azione sia in Asia (con titoli come A Better Tomorrow, 1986; The Killer, 1989; Bullet In The Head, 1990; il recente kolossal La battaglia dei tre regni) che a Hollywood (basterebbe pensare a FACE/OFF, 1997 o a Mission Impossible 2, 2000).  I ritmi vertiginosi della sua regia e lo stile unico delle sue coreografie, nonché la carica poetica e romantica dei suoi più famosi film d’azione, riecheggiano tutti in questo nuovo straordinario wuxiapian che rilegge anche alcuni temi cari al regista: quello ambiguo dell’identità (crearsi un nuovo volto come in FACE/OFF) e quello dell’onore. Si può scegliere di lottare, oppure no.

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Si può vincere o perdere, ma il peggior disonore è perdere senza aver lottato.  Il film verrà distribuito da venerdì 3 agosto 2012 in Italia dalla friulana Tucker Film: Departures, 2010; Poetry, 2011; Detective Dee, 2011; Il Buono Il Matto Il Cattivo, 2011; A Simple Life, 2012. La Tucker nasce dall’unione d’intenti tra il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine (organizzatore del Far East Film Festival) e Cinemazero di Pordenone.

 

(c.l.)




Antirabbica, obbligo di vaccinazione per tutti gli animali di compagnia

Un’ordinanza emanata dal Ministero della salute a febbraio, obbliga alla vaccinazione cani, gatti e furetti a partire dal terzo mese di vita e quelli la cui copertura scade nel 2012

 

Per prevenire la diffusione della rabbia nelle regioni e nelle province autonome del NordEst, tutti gli animali da compagnia devono essere sottoposti alla vaccinazione antirabbica precontagio. È  quanto prevede l’ordinanza ministeriale del 10 febbraio scorso del Ministero della salute. Una vaccinazione obbligatoria dunque per tutti i cani, gatti e furetti al seguito di persone dirette anche temporaneamente nei territori a rischio, di cui anche il Friuli Venezia Giulia fa parte.

Per quanto riguarda i cani di proprietà, dovranno essere vaccinati i cuccioli a partire dal terzo mese di vita, quindi mai vaccinati contro la rabbia, e i cani con copertura vaccinale in scadenza nel corso del 2012 o secondo le istruzioni riferite all’ultimo vaccino utilizzato (per questo motivo è bene leggere la scadenza della vaccinazione sul libretto sanitario, passaporto o certificato veterinario in quanto il cane potrebbe non dover essere vaccinato nell’anno in corso). Il costo relativo alle vaccinazioni, 10 euro, è a carico dei proprietari degli animali.

I medici veterinari dell’Azienda per i Servizi Sanitari n° 4 “Medio Friuli”,  possono provvedere alla vaccinazione dei cani presenti sul territorio del Comune di Udine portandoli direttamente presso il Canile aziendale di via Lumignacco, 333 nelle giornate del martedì e venerdì dalle 10 alle 12. Sia ai proprietari di cani, sia ai veterinari, in particolare, si raccomanda di presentarsi muniti dei documenti riferiti all’animale, del guinzaglio e di museruola. È anche necessario portare con sé un documento di identità valido, in quanto se il cane non fosse regolarmente iscritto all’anagrafe canina comunale, il veterinario dell’Azienda sanitaria potrà provvedere all’applicazione del microchip compilando contestualmente la richiesta di iscrizione all’anagrafe canina al costo di 8 euro.

Il Comune di Udine, infine, ricorda che il mancato adempimento all’obbligo di vaccinazione è sanzionato ai sensi dell’art. 6 comma 3 della L. 218/1988.

Per informazioni è possibile contattare il canile aziendale Ass 4 telefonando al numero 0432 601228.




Comune di Pordenone Settimana della cultura

Martedì 17 aprile, ore 18, sala conferenze Biblioteca Civica: Francesco De Gregori, incontro a cura di Luigi Gregoris Eccezionale apertura pomeridiana tutti i giorni della settimana (15 – 18) per l’Archeomuseo

 La settimana della cultura, sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Pordenone, spazia dall’antico al contemporaneo. Dopo la visita al sito archeologico del Palù di Livenza, cui ha fatto seguito la tappa alle sale ad esso dedicate nel Museo Archeologico Castello di Torre, dove la visita è stata fatta in due turni per poter soddisfare tutte le richieste, martedì 17 aprile nella sala conferenza della Biblioteca si parlerà della musica di Francesco De Gregori. In un periodo di incertezze e declino non solo musicali, infatti, riveste un significato importante il ritorno e il riascolto di alcuni album degli anni Settanta che sono a tutti gli effetti dei classici della poesia in musica del secondo Novecento per qualità compositive e di scrittura tanto da potersi annoverare fra gli evergreen della canzone italiana, capolavori di una stagione d’oro probabilmente irripetibile. L’appuntamento è alle 18, con ingresso libero. L’incontro è a cura di Luigi Gregoris.

Durante la settimana della cultura il Museo Archeologico di Torre sarà aperto tutti i pomeriggi dalle 15.00 alle 18.00, la domenica è aperto anche la mattina




Teatro Pileo, 24583 piccole inquietanti meraviglie

lunedì 19 marzo, Martedì 20 e mercoledì 21 marzo e 18 aprile

 

PRATA DI PORDENONE – Nell’ambito del progetto teatroescuola, l’ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Prata di Pordenone organizzano una rassegna di spettacoli per le scuole con alcune delle migliori produzioni italiane. Quattro appuntamenti in cartellone al Teatro Pileo che coinvolgeranno oltre 600 bambini e ragazzi delle scuole d’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Primo appuntamento lunedì 19 marzo con “Carbonara. Il Risorgimento a fumetti della compagnia Luna e Gnac di Bergamo per i ragazzi delle scuole secondarie di I grado. Lo spettacolo racconta con leggerezza ed ironia alcuni tra i più importanti episodi del Risorgimento italiano attraverso la vita e le vicende di Garibaldi, Cavour, Mazzini, Vittorio Emanuele II e altri personaggi del tempo. Come in un fumetto, gli attori interagiscono con i disegni proiettati da una lavagna luminosa e si mischiano ai personaggi, diventando parte della Storia. Martedì 20 e mercoledì 21 marzo sarà la volta dell’artista Eros Goni del gruppo GambeinSpalla Teatro con “Il sogno. Bubble Show” per i bambini più piccoli delle scuole d’infanzia e delle classi prima e seconda della primaria. Con le sue sorprendenti evoluzioni con bolle di sapone di tutti i tipi e dimensioni, l’attore-mimo terrà tutti con il naso insù e la bocca aperta. La rassegna si concluderà il 18 aprile con un altro appuntamento dedicato ai bambini delle primarie: “24583 piccole inquietanti meraviglie” degli Scarlattine Teatro di Lecco, è uno spettacolo ispirato all’immaginario di Tim Burton, Roald Dahl e Cesare Viviani, tenero, dall’atmosfera onirica e un po’ dark.

Tutti gli spettacoli andranno in scena alle 10 al Teatro Pileo.

Tutti gli appuntamenti, inoltre, sono inseriti nel progetto di educazione alla visione “qb” dell’ERT: la rappresentazione sarà preceduta da una speciale accoglienza in sala dei bambini che li aiuterà a vivere il magico momento dell’inizio dello spettacolo con lo stato d’animo più adatto. Ma gli obiettivi del progetto qb non si limitano al solo momento della rappresentazione teatrale: bambini ed insegnanti sono invitati a lavorare assieme in classe sull’esperienza del teatro, fatto anche di un prima – il tempo dell’attesa – e di un dopo – quello della rielaborazione personale.  Dal 1988 il Progetto teatroescuola dell’Ente Regionale Teatrale promuove l’avvicinamento delle giovani generazioni ai linguaggi del Teatro e dello spettacolo dal vivo attraverso attività – rassegne di spettacoli, laboratori e progetti speciali – che arricchiscono l’offerta formativa delle scuole di base. Il progetto teatroescuola è diventato un punto di riferimento per scuole, istituzioni, enti pubblici, compagnie ed artisti costruendo un progetto educativo diffuso capillarmente su tutto il territorio regionale. Per ulteriori informazioni sulle attività del progetto teatroescuola dell’ERT visitare il sito www.teatroescuola.it, chiamare lo 0432.224214 o mandare un’email a info@teatroescuola.it.

 

Alcune immagini degli spettacoli proposti :

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Rent-a-Cat al FAR EAST FILM FESTIVAL

Ogni anno, selezionando campioni d’incassi e preziose visioni d’autore, Far East Film scommette su un’opera che si collochi al di là delle immediate catalogazioni. Un outsider, a tutti gli effetti, capace di contendere i riflettori del festival ai numerosi titoli principali. È successo con Departures, citando l’esempio sicuramente più noto, e succederà in questa quattordicesima edizione con il sorprendente Rent-a-Cat (Rentaneko), affine al capolavoro di Takita Yojiro per clima narrativo, forza poetica e provenienza.
Batte, infatti, bandiera giapponese anche l’insolita commedia firmata da Ogigami Naoko: una favola eccentrica e moderna, sorridente e profonda, che sembra scritta da Gianni Rodari e animata dal grande Miyazaki. La storia della giovane Sayoko (l’attrice Ichikawa Mikako) che per vocazione, prima ancora che per mestiere, tenta di riparare i cuori dolenti delle persone sole… affittando gatti. In che modo? Un carretto pieno di felini, un piccolo megafono (scommessa nella scommessa: il buffo mantra attira-clienti di Sayoko diventerà uno dei tormentoni del FEFF 14), un regolare contratto da sottoscrivere. E il gioco è fatto!
La consonante che distingue Rent-a-Cat da Rent-a-Car, oltre a determinare una professione quantomeno bizzarra, nasconde quindi il segreto della felicità? Forse no, forse la felicità non è a portata di mano come la solitudine, ma la speranza sì: e Sayoko, più sola delle persone che cerca di aiutare, è una che di speranze se ne intende. Le speranze, Sayoko, le affitta agli altri e ne regala a se stessa, tutti i giorni, convinta che i vuoti dell’anima si possano colmare e che i buchi del cuore si possano rammendare… Impaginata con rara delicatezza e costruita su una figura femminile che il pubblico non dimenticherà tanto facilmente, Rent-a-Cat (distribuzione Nikkatsu Corporation) è una delle sessanta pellicole che verranno proiettate a Udine – solidissima roccaforte asiatica d’Occidente – dal 20 al 28 aprile. Anteprime europee e anteprime internazionali raccolte in una un’ampia selezione che attinge al meglio dei cataloghi di Hong Kong, Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine, Singapore e Taiwan. Entrare al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, con i suoi 1.200 posti (sempre gremiti), o al Visionario, sarà dunque come frequentare una sala di di Seoul, di Tokyo o di Manila, per godersi gli stessi film che gli abitanti di quelle metropoli guardano tutti i giorni. Udine, però, non darà spazio soltanto all’Oriente contemporaneo ma anche al suo passato, studiando attraverso 10 titoli invisibili in Occidente uno dei periodi più scuri (ma, culturalmente, più fertili) della storia della Corea del Sud: gli anni Settanta




Tutti per uno e uno per tutti

Partita a senso unico Giovedi 2 Febbraio in quel di Pasian di Prato, già dal primo tempo i padroni di casa subiscono 14 punti di svantaggio dal Gonars, finendo 8 a 22.
Il secondo sembra la fotocopia del primo e termina con un divario ancora maggiore sul 16 a 37.
Durante la pausa coach Tarchino prova a dare una scossa alla squadra di casa ma  il punteggio arriva a 27 a 51.
L’ultimo quarto fa chiudere i giochi sul 39 a 67 in favore degli ospiti. Gara piatta con poche emozioni. Da segnalare i 20 punti di Zanutta G. e la prova corale di tutto il Gonars, che mantiene sempre la concentrazione e non concede nulla agli avversari.
Prova spenta per il Pasian, con poche idee ben confuse, buona la gara di Della Rossa e di capitan D’Orlandi, che provano a metterci un pò di cuore e anima, anche se non con i risultati sperati.

A volte ci si crede un campione perché si è soddisfatti dlle proprie statistiche, perché magari si segna più degli altri, ma non è così.
Negli sport di squadra il campione si distingue non solo per quanto segna o per quanti palloni recupera, ma per quanto si sacrifica per i propri compagni. Il fine ultimo è vincere, il campione si deve chiedere come può aiutare la sua squadra a vincere, anche se ciò richiede mettere in evidenza i propri compagni di squadra a discapito di se stessi.
Uno dei più grandi sportivi mai esistiti come Michael Jordan, è diventato un campione perché ha saputo far risaltare i propri compagni spronandoli e favorendoli in modo tale da farli rendere oltre i loro limiti.
D’altro canto ogni grande personaggio sportivo è riuscito a trionfare grazie a un collettivo e un sublime gioco di squadra.

E’ inutile giocare solo per se stessi, perché fin dall’inizio dei tempi tutte le più grandi opere, i progetti più complessi, le più grandi conquiste sono state realizzate grazie all’ unione e alla collaborazione tra più persone, siano esse straordinarie, o semplicemente ordinarie.

Forza Libertas Pasian! Tutti per uno e uno per tutti!

F.F.




“La Patria chiamò”. Tutti noi per Luca Barisonzi

Da oggi è in libreria, a cura di Paola Chiesa, “La Patria chiamò“, il libro del Caporal Maggiore degli Alpini Luca Barisonzi ferito il 18 gennaio 2011 in Afghanistan. Ogni copia venduta contribuirà alla realizzazione di una casa domotica (tecnologicamente avanzata) per Luca, costretto all’immobilità degli arti ma non dello spirito. A voi, il Caporal Maggiore Luca Barisonzi.

Caro Luca, “La Patria chiamò” è il titolo del tuo libro, cosa significa per te oggi Patria? E’ cambiata la tua idea dopo l’Afghanistan?
La Patria è rimasta per me la stessa cosa. Oggi anche senza la possibilità di usare le gambe e le braccia come vorrei prevedo per il mio futuro un impegno nell’aiutare il mio paese e tutti gli italiani in particolare chi come me vive in carrozzina.
Quel giorno, quando ti hanno sparato, quando ti sei trovato a terra, quando, senza retorica l’Italia era a terra con te, vuoi raccontarcelo?
Mi trovavo su una collina sopra la valle di Morghab e avevo con la mia squadra appena terminato il turno notturno di guardia. Da lassù controllavamo il movimento in entrata ed in uscita da Bala Morghab di persone e mezzi con l’obiettivo di intercettare eventuale traffico di oppio. Questa era una delle principali attività che svolgevamo con la collaborazione dell’Esercito Afgano. Quella mattina mentre mi trovavo in prossimità del veicolo LINCE un soldato dell’ANA (Afghan National Army) mi si è avvicinato, convinto che avesse bisogno di qualcosa gli sono andato vicino e lui ha esploso due colpi contro di me. Sono caduto a terra e non potevo muovermi, ho sentito altri spari attorno a me, i miei compagni urlavano, chiamavano il mio nome e mi chiedevano di tener duro di non mollare finché uno di loro non si è avvicinato e mi ha detto che i soccorsi stavano arrivando e che la ferita era lieve. Di li a poco un elicottero americano mi ha esfiltrato portandomi nella base avanzata di Bala Morghab dove sedato ho perso conoscenza.
Qual è stato l’atteggiamento delle istituzioni politiche e dei media? Come ti sei sentito da uomo simbolo?
Tutti mi sono stati vicini fin da subito e si sono interessati alla mia vicenda. Sono onorato di poter continuare a rappresentare l’Esercito e gli Alpini. Dopo ciò che è successo sento di non dover arrendermi perché lo devo a Luca Sanna, a tutti gli italiani alle persone che mi sono state accanto sempre e comunque: la mia famiglia, i miei amici, i colleghi, i fratelli della missione gli Alpini in armi e in congedo perché se ho perso qualcosa ho ora la possibilità di far vedere a tutti che “non mollare”, essere felici e dare agli altri è possibile anche seduto in carrozzina.
Quando sei stato ferito è caduto il caporalmaggiore Luca Sanna, come lo ricordi, che uomo era?
Luca mi ha insegnato tanto perché un ragazzo di vent’anni che va in missione ha le idee chiare su tante cose ma ha ancora tanto da apprendere e capire da chi ha più anni di esperienza di lui. Luca era una persona solare, pieno di voglia di fare, era sempre il primo a proporsi e l’ultimo ad arrendersi. Riusciva a strappare un sorriso anche nei momenti più bui.Preparatissimo in ambito militare Luca era il fratello che ogni soldato vorrebbe a guardargli le spalle.
Perché hai scelto di fare il soldato?
Ho sempre visto il soldato come una persona che va ad aiutare altre persone nei luoghi più remoti. Io ho scelto di essere un Alpino. Credo che soldati si nasca, è una vocazione alla quale ci si dona totalmente.
Mi sono sentito un soldato quando ho iniziato a scoprire che ci sono dei luoghi dove la gente ha bisogno di un aiuto anche senza chiederlo, posti dove la guerra ha distrutto e cambiato ogni prospettiva di vita e le persone hanno bisogno di una mano per trovare un po’ di normalità.
Sei soldato ancora e devi combattere una nuova battaglia, quali sono le armi che hai e quali quelle di cui hai bisogno?
Tutto ciò che sono le mie esperienze, la mia voce e la voglia di far vedere a tutti che non bisogna arrendersi. Ho bisogno dei miei fratelli di sangue e non, vorrei raccontare di come diventare un Alpino e che credere in qualcosa di grande possa cambiarti la vita.
Cosa rappresenta per te questo libro?
La possibilità di diffondere e condividere ciò in cui credo, la mia storia e magari motivare chi sente il bisogno di nuovi stimoli.

 

I problemi che la vita ci pone ad ostacolo possono essere aggirati o anche evitati, ma ci sono persone che sanno insegnarci come trovare la forza per affrontare i problemi, risolverli e vivere per diventare persone migliori. Luca è un ragazzo che sta scrivendo la storia di tutti noi.

 

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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Technical Issues

Abbiamo fatto un primo set fenomenale! Sembrava di veder giocare la Foppa Pedretti Bergamo contro una squadra delle scuole medie. E’ stato davvero emozionante. Non c’era scampo per le avversarie. Tutti quanti hanno giocato al meglio. Daltronde, con un risultato di 25 -13 c’è poco da aggiungere. Quando si è fenomenali, si è fenomenali. Dopo questo set, credo che sia cambiata la partita. Sono cambiate le squadre, è cambiato tutto. Il secondo set è finito esattamente con il primo, 25 -15.. solo per gli avversari. Non si è capito cosa sia successo, ma qualcosa non ha funzionato. Ma dopo aver vinto con così tanto scarto, un set perso, ci può stare. Si cambia il campo e arriva anche la voglia di riscatto. Facciamo un recupero micidiale, arrivando a pareggiare i conti al 19 pari.  Da qui in poi, punto a punto cerchiamo di giocarci il set. Sul 23 pari è iniziata un’azione lunga un quarto d’ora che però, purtroppo, è finita con il punto assegnato alle avversarie. 24-23 battuta, un po’ di confusione e palla a terra. Siamo così 2 a 1 per il Gonars. Probabilmente a questo punto lo sconforto ha fatto breccia nel cuore e nello spirito delle nostre ragazze, perchè anche il quarto set è andato a loro. Dopo poco più di venti minuti, il fischio dell’arbitro pone fine all’incontro, decretando la vittoria per 25 – 16, del Gonars sul DLF. E’ chiaro che così non si può andare avanti. Dopo la vittoria contro la seconda in classifica tutti speravano nel riscatto, che però a quanto pare si fa attendere più del previsto. Noi sappiamo di cosa siete capaci, ora spetta a voi dimostrarci che non ci stiamo sbagliando. Forza ragazze, siamo tutti con voi!

Commento e foto di

Andrea “Ugo” Fresco

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