FOLKEST: “ORCOLAT ’76″6 MAG. DI SIMONE CRISTICCHI IN SCENA AL TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

ORCOLAT ’76 »: Simone Cristicchi racconta l’Orco che divora la terra. Ieri come oggi

UDINE – Dopo esattamente quarantun’anni da quel 6 maggio 1976 che vide il Friuli raso al suolo dal mostro, dall’orco che provoca quella che Simone Cristicchi chiama la tosse della terra (l’Orcolat), Folkest e Canzoni di Confine con la Provincia di Udine e la Città di Gemona ripropongono sabato 6 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (inizio ore 21) l’emozionante lavoro scritto a quattro mani dal Simone Cristicchi e Simona Orlando “Orcolat ‘76”, rappresentato la prima volta nel Duomo di Gemona nel settembre dello scorso anno e ripreso dalla telecamere della sede Rai del FVG, per la regia di Claudia Brugnetta.

Molte realtà artistiche di alto livello si trovano coinvolte sul palco in un significativo lavoro di squadra: dal Coro del Friuli Venezia Giulia,

Valter Sivilotti

preparato dal Maestro Cristiano Dell’Oste, alla Mitteleuropa Orchestra, entrambi diretti dal Maestro Valter Sivilotti, con gli interventi recitati di Maia Monzani – storica interprete dei nostri palcoscenici – fino agli autori di una serie di brani storici della canzone in friulano che saranno ripresi per l’occasione, come Dario Zampa, Giorgio Ferigo, Ennio Zampa. Di grande suggestione le musiche che sono state appositamente composte da Valter Sivilotti, con testi inediti del gemonese Renato Stroili e dello steso Simone Cristicchi.Perché “Dove è stato, il terremoto ritorna, e dove non è mai stato, viene”, scriveva Plinio il vecchio. A quarantun’anni di distanza da quel 6 maggio del ’76, quando la terra salì come un cavallone e si ritirò a riposare come niente fosse. “In quei momenti – chiosano Simone Cristicchi e Simona Orlando – puoi vedere i vitigni ascendere in paradiso e ricadere all’inferno. L’Orcolat è ancora vivo, una creatura veloce e famelica che ti rincorre e vuole a tutti i costi raggiungerti.” Un racconto dei fatti di quell’anno – che hanno lasciato ferite ancora aperte, cicatrici che non andranno mai via – momenti certo tragici, ma che sono stati presupposti di una rinascita che ebbe del miracoloso e pose all’attenzione dell’Italia su quello che venne chiamato il “modello

Simone Cristicchi

Friuli”. Un lavoro attento e documentato attraverso i ricordi e i racconti di chi visse quei momenti, un lavoro che ripercorre quei giorni, tra realtà, sogno e speranza per il futuro, in una sorta di ponte ideale con i nostri tempi, particolarmente attuale, viste le più recenti unghiate del mostro nel Centro Italia. Info e prevendita al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (0432.248418) e presso Folkest (0427.51230).

Orcolat ’76 segna, dopo il successo a Tolmezzo del concerto di Eugenio Finardi, la seconda, grande anticipazione al cartellone estivo di Folkest, il festival che ogni estate, ininterrottamente dal 1979, porta sui palcoscenici friulani, concerti e musicisti da ogni parte del globo. Nelle 24 piazze friulane raggiunte dal festival si alterneranno, tra il 22 giugno e il 10 luglio prossimi, le esibizioni pensate per valorizzare tutta quella musica che, al di là dall’essere definita folk, world, jazz o cantautorale, pura o contaminata, sappia dare voce alle radici culturali di qualsiasi parte del mondo. Atteso un focus incentrato sulla grande cultura musicale partenopea, con la presenza di Enzo Avitabile, accanto a grandi nomi delle scene mondiali come i Fairport Convention e la voce e front man dei Genesis Ray Wilson.




CONOSCERE I TERREMOTI:OGS PER RICORDARE IL SISMA DEL 1976

Fino a maggio OGS apre alle scuole i laboratori di Udine, per ricordare il tragico sisma del 1976 e diffondere le buone pratiche di sicurezza

“Studiare, conoscere, capire i terremoti e contribuire a mitigare il rischio sismico. Questa è la missione del Centro di Ricerche Sismologiche (CRS), sezione dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, che, in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto del 1976, aprirà ogni settimana i suoi laboratori alle scuole interessate” così Maria Cristina Pedicchio, presidente dell’OGS, presenta l’iniziativa finalizzata ad accrescere la consapevolezza degli studenti di vivere in una regione sismica e diffondere le buone pratiche di sicurezza.

Oltre 400 studenti di tutte le età, fino a maggio, visiteranno la sede di Udine dell’OGS, dove sismologi e tecnici del CRS spiegheranno i processi che generano i terremoti, i sistemi con cui vengono misurati, le conoscenze acquisite grazie ai dati raccolti in quarant’anni di studio e alcune pratiche essenziali che possono contribuire a ridurre il rischio sismico e minimizzare le eventuali conseguenze di un terremoto.image

“Quella offerta dai ricercatori dell’OGS sarà un’occasione per entrare in contatto con una delle istituzioni scientifiche di eccellenza della regione, attiva su un tema particolarmente sentito dalla popolazione del Friuli Venezia Giulia, e conoscere meglio il proprio territorio” precisa Pedicchio.
“In linea con diversi progetti formativi promossi da OGS, abbiamo deciso di aprire la nostra sede ai più giovani perché crediamo che l’educazione e il dialogo con le nuove generazioni siano il primo passo da compiere per la mitigazione del rischio sismico” conclude Laura Peruzza, ricercatrice del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS.

Alcuni dei temi che verranno trattati

Perché si verificano i terremoti?
“Parleremo dei processi fisici che causano i terremoti e cosa significano i termini sforzi, deformazioni, placche, faglie, ipocentri, onde sismiche” spiega Marco Mucciarelli, direttore del CRS. Gli incontri saranno inoltre l’occasione per spiegare perché il Friuli Venezia Giulia è un’area molto sismica e capire cosa possiamo fare per difenderci dai terremoti.

imageCome si misurano i terremoti?
Da oltre 30 anni il Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS gestisce la Rete Sismometrica del Friuli Venezia Giulia per conto della Protezione Civile regionale: un sistema in grado di rilevare costantemente i terremoti, anche estremamente piccoli, per darne eventualmente l’allarme. Negli anni la rete sismometrica, composta da strumenti ad alta tecnologia, si è estesa al Veneto e alla Provincia di Trento: oggi è collegata alle reti nazionali italiana, austriaca, slovena e svizzera. “Dal 2002 la rete sismometrica è affiancata da una rete geodetica di stazioni GPS, e permette di osservare le deformazioni lente della crosta terrestre, evidenziando il meccanismo che origina i fenomeni sismici e ha portato in milioni di anni alla formazione stessa delle Alpi” aggiunge Mucciarelli.

A cosa servono i dati raccolti dal Centro Ricerche Sismologiche di OGS?
“Conoscere le strutture che generano i terremoti, il modo in cui si propagano le onde sismiche e come le sequenze sismiche si evolvono nel tempo serve a costruire una società che possa convivere con questi fenomeni naturali” precisa il sismologo. Agli studenti verrà fornito un quadro semplice dei risultati ottenuti e degli studi che consentono anche di mitigare il rischio sismico, per farci trovare più preparati in caso di evento sismico.

Le scuole coinvolte
I primi a confrontarsi con i ricercatori dell’OGS saranno gli allievi del liceo Oberdan di Trieste. A seguire, gli studenti della scuola primaria di Artegna, dell’istituto superiore Linussio di Codroipo, della scuola media Divisione Julia di Trieste, dell’istituto comprensivo di Tricesimo, del liceo Galilei di Trieste, della scuola media Valussi di Udine, dell’istituto comprensivo Destra Torre di Aiello e di Perteole, i cui insegnanti hanno prontamente aderito all’iniziativa