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Conflitti

…mi trovavo alle spalle di una piazza nota come quella “delle erbe” ai piedi di una torre, ove romantici eventi univano anime innamorate di tali Romeo e Giulietta, ben lontani dall’ essere confusi con auto di furtive identità. Dietro la torre una piazza a corte con al centro un’ imponente statua bianca… un illustre fiorentino autore di infernali e purgative commedie da renderle divine… tanto che qualcuno lo affiancò ad un olio commestibile. Mi giro a sinistra ed entro nell’ennesimo porticato… una mano di un violinista stanco e scavato mi conduce  in una pace tombale scaligera dentro l’intestino di una maestosa piazza. Un ambiente di scavi e cunicoli surreale contornato da un meraviglioso silenzio… all’improvviso mi appare una luce intensa quasi magica…. È lei :  la mostra dedicata a Robert Capa (1913-1954) ungherese ebreo noto per essere l’unico al mondo ad aver immortalato con i suoi occhi “scattanti” ben 5 conflitti mondiali in 21 anni di rocambolesca carriera, tra guerre e partite a poker con gli amici noti al mondo… per poi lasciare, nel maggio del ’54 nel pieno dei suoi  40 anni di pallottole sfiorate, la sua vita su di una mina vietnamita fatalmente silenziosa. Mi soffermo al pensiero dei suoi splendidi occhi “fotografici” neri: ” Se le tue fotografie non sono abbastanza buone non sei abbastanza vicino “. Grazie Robert per aver regalato al mondo momenti emozionanti ed unici rispettando, con la dignita’ dei tuoi scatti, la sofferenza… colorando in bianco e nero le tue opere esposte nel tempo… come quel giovane alto soldato alleato che mira l’orizzonte del bastone retto da un ricurvo contadino isolano stanco, che indica la direzione del nemico “svasticato” appena passato…in quel paesaggio siculo brullo quasi lunare….

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Roberto Bolle & Friends Gala all’Arena di Verona

Dopo 19 anni di assenza il balletto è tornato sul palco dell’Arena di Verona in uno spettacolo che, già dalle interminabili  file all’esterno, si preannunciava indimenticabile. Il “Roberto Bolle & Friends Gala” ha ottenuto un sold out che ha riempito l’Arena di entusiasmo e curiosità; in programma dieci pezzi divisi in due atti:  nel primo nove balletti sia classici che contemporanei, nella seconda parte una sola esibizione, “Le Jeune Homme et la Mort”. Tutti i balletti sono stati interpretati da ballerini internazionali giunti da tutta Europa e dagli Stati Uniti. Dopo solo trenta minuti dall’apertura dei cancelli, il teatro all’aperto era già colmo di pubblico e a fare da sfondo alle chiacchiere c’era una leggera musica che ha reso l’atmosfera ancora più delicata. Lo spettacolo è iniziato alle 21.18 con un fragoroso applauso per l’entrata in palcoscenico di Roberto Bolle con la classica calzamaglia bianca pronto a deliziarci con un fuori programma ,a causa dell’assenza di Alina Somova del Teatro Mariinsky,  ballando uno dei suoi cavalli di battaglia: Pas de deux di Apollo. Non si poteva iniziare meglio! Tutto lo spettacolo ha avuto come filo conduttore la precisione dei passi e una tecnica sopraffina che è emersa in ogni interpretazione. La seconda esibizione è stata Tchaikovsky Pas de deux,  un classico del balletto che porta la firma riconoscibile del grande George Balanchine, coreografo e ballerino che ha scritto parte della trama della storia della danza. Un altro classico del balletto è stato un Romeo e Giulietta dall’interpretazione struggente in ogni movimento si percepiva che sarebbero potuti morire l’uno per l’altra. C’era una perfetta alchimia tra i due ballerini che ha reso il tutto emozionante per un pubblico che però non è riuscito a cogliere fino in fondo la difficoltà del pezzo per l’assenza di virtuosismi.  Altro pezzo di danza classica è stato l’Adagio della rosa de La Bella Addormentata che pur essendo un classico del balletto ha saputo coinvolgere il pubblico che, al termine ,ha elogiato la Bella Addormentata, ossia Alina Cojocaru del Royal Ballet di Londra, per la sua bravura sconvolgente. A inframettersi al balletto classico ci sono state quattro interpretazioni contemporanee di enorme successo: un passo a due, tutto al maschile, interpretato dai gemelli della danza Bubenicek del Dresden Semperoper Ballett che hanno poi accompagnato, nel pezzo successivo, Roberto Bolle in un gioco di mani e di gambe dove i tre ballerini, dalla bravura mozzafiato, hanno saputo interpretare senza sbavature le difficoltà tecniche elevate;  un altro passo a due, sulla particolare musica di Thomas HÖfs, rimarrà impresso nella mente di tutti gli spettatori scoppiati in un fragoroso applauso durante il pezzo per la sua particolarità e per lo spettacolo di spaccate e apertura di gambe che lo ha impressionato; ultimo balletto contemporaneo è stato Le Bourgeois, un pezzo simpatico che, Dinu Tamazlacaru, ha saputo interpretare in maniera teatrale e coinvolgente per il pubblico che ha applaudito più e più volte nello svolgimento della coreografia. Il miglior balletto in assoluto ha concluso il primo atto, Le Grand Pas de Deux di Gioacchino Rossini interpretato da Roberto Bolle con Alicia Amatriain dello Stuttgarter Ballett di Stoccarda, sua partner storica per questo pezzo.  Dopo una regale marcia in musica i due ballerini sono entrati in scena e hanno deliziato il pubblico con una coreografia divertente da lacrime agli occhi, nella quale, con scherzi e dispetti,  sbagliavano volutamente i passi ma senza tralasciare mai la tecnica impeccabile presente anche negli errori. Questo pezzo ha ricevuto un tasso di applausi indescrivibile, il pubblico ha persino sbattuto i piedi urlando entusiasta. Per calmare gli animi ci sono stati venti minuti di intervallo durante i quali sul palco si stava montando la scenografia per l’ultimo pezzo. Il secondo atto ha ospitato Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit su musiche di Bach interpretate da Roberto Bolle e Jia Zhang. La scenografia scarna di quattro sedie, un letto, un tavolo e un drappo rosso al vento ha fatto da cornice a un Roberto Bolle in salopette, attratto fisicamente da una giovane in un abito giallo e guanti di seta neri che non ricambiava il desiderio. Dopo una serie di rifiuti lui concepisce che la sua vita non ha motivo di essere vissuta senza la donna che ama e decide di impiccarsi.  Questo è stato un pezzo che, benché l’interpretazione impeccabile e l’indiscutibile forza muscolare dimostrata dal ballerino, ha diviso il pubblico dell’Arena in due essendo una coreografia da interpretare. Nonostante ciò lo spettacolo si è concluso con oltre dieci minuti di applausi per gli interpreti e Roberto Bolle , come sempre molto disponibile, si è concesso  alle foto di un pubblico entusiasta. Più di 11.000 persone, tra esperti di balletto e semplici appassionati,  hanno assistito a questo evento e hanno fatto sentire tutto il loro calore con applausi ed elogi da pelle d’oca, per uno spettacolo che difficilmente si potrà dimenticare.

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Dalla nostra inviata Maya  Agostino

redazione@ildiscorso.it

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CIVICI MUSEI E TEATRO, BINOMIO VINCENTE IN NOME DELL’ARTE

Domenica 29 aprile alle 17 nel Salone del Parlamento in castello

Un museo non è solo uno spazio dove poter ammirare delle opere, ma può trasformarsi anche in luogo vivo dove le varie forme d’arte e le persone s’incontrano, in un reciproco scambio all’insegna della cultura nella sua accezione più ampia. È questa la filosofia che, dopo altre fortunate simili iniziative, ha spinto i Civici Musei del Comune di Udine ad ospitare domenica 29 aprile alle 17 nel prestigioso Salone del Parlamento in castello, lo spettacolo “Romeo e Giulietta, l’origine friulana del mito”. Un’occasione per abbinare una visita alle collezioni permanenti della Galleria d’Arte Antica per poi immergersi nelle atmosfere romantiche della novella di Luigi Da Porto e del testo teatrale di William Shakespeare.  A far rivivere l’amore eterno ed impossibile dei due innamorati sarà la compagnia Anà-Thema Teatro, che dopo una lunga e fortunata tournèe, torna nel capoluogo friulano per una replica straordinaria dello spettacolo che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica in tutta la regione. Gli attori Luca Marchioro, Elena Strada e Lucia Mezzelani, con la regia di Luca Ferri, daranno così vita a un percorso di ricerca sulle origini del mito, analizzato attraverso i personaggi di Lucina/Giulietta e Luigi/Romeo.  Uno spettacolo suggestivo e ricco di immagini che compongono la storia di due giovani innamorati. Un susseguirsi di quadri onirici, scolpiti nel gioco di luci ed ombre. Due giovani amanti, amici e attori che giocano a rincorrersi, innamorarsi ed amarsi con la spensieratezza dei bambini che costruiscono castelli di sabbia sulla spiaggia.  Uno studio teatrale, ad opera di Luca Ferri che firma regia e adattamento e che analizza la novella di Luigi Da Porto ed il testo teatrale di William Shakespeare rendendo omaggio a questi due grandi scrittori che insieme hanno fatto di questa vicenda un mito, uno dando alla luce la storia di un amore contrastato e l’altro rendendola immortale con la poesia delle sue parole.  Luigi Da Porto, friulano da parte di madre, era uomo di lettere ma anche capitano d’armi e si trovava a Cividale al comando di 50 cavalleggeri per combattere al fianco dello zio Antonio Savorgnan del ramo Della Torre, uomo, quest’ultimo, di fiducia di Venezia nel controllo della Patria del Friuli, schierato tra le fila dell’esercito veneziano contro lo schieramento imperiale asburgico. All’epoca dei fatti storici Lucina Savorgnan aveva appena 15 anni quando conobbe Luigi Da Porto in un ballo in maschera la sera del 26 febbraio 1511, esattamente cinquecento anni fa, in Palazzo Savorgnan a Udine.  Fu amore a prima vista. Un amore tormentato e mai realizzato. La loro storia fu raccontata dallo stesso Da Porto in una novella intitolata “Giulietta”. Oggi Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto entrano nel mito di “Giulietta e Romeo” di cui Udine, secondo molti, può vantarne la paternità. Galeotto fu il ballo in maschera durante il quale Da Porto si innamorò della giovane Lucina, del ramo Del Monte. E  da qui comincerà l’esplorazione della vicenda e lo spettacolo.  Vista la limitata capienza del Salone del Parlamento è consigliata la prenotazione telefonando al numero 04321740499.

 

 

 

 

 

 




Febbraio…il mese dell’amore e del carnevale!

Anà-Thema Teatro si prepara a festeggiare il Carnevale e la romanica festa di San Valentino con alcuni spettacoli e con l’organizzazione di Cene a tema presso il Ristorante Astoria Italia. Il 14 febbraio Cena a lume di candela con Spettacolo Romeo e Giulietta per la festa più romantica dell’anno ed il 21 febbraio Cena con delitto di Carnevale! per festeggiare in allegria la festa più matta dell’anno.
Nella sua programmazione inoltre ANA’-THEMA TEATRO per carnevale, stà preparando in collaborazione con L’ARLECCHINO ERRANTE di Pordenone due grandi appuntamenti con  CLAUDIA CONTIN, L’ARLECCHINO DONNA PIU’ FAMOSO D’ITALIA! la sera di martedì 21 febbraio ore 21:00 presso Palazzo Kechler piazza XX settembre 14 – Udine con lo spettacolo “Arlecchino e il suo Doppio” appunto
con Claudia Contin regia Ferruccio Merisi e mercoledì 22 febbraio ore 21:00 presso il Teatro Vittoria piazza Marconi – Fagagna (UD) “Gli abitanti di Arlecchinia” sempre di e con Claudia Contin regia Ferruccio Merisi.

Per le cene c’è la prenotazione obbligatoria Tel. 04321740499 anathemateatro@gmail.com

Per i due spettacoli teatrali comunque sarebbe preferibile prenotare.

Carlo Liotti

carlo.liotti@ildiscorso.it

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PER GLI AMANTI DEL TEATRO RICCA SETTIMANA IN FVG

La settimana che inizia domani sarà ricca di appuntamenti, per tutti gli appassionati di teatro nelle sue varie espressioni in Friuli Venezia Giulia.  Si inizia già lunedì con L’ERT-FVG che propone a Gemona del Friuli  presso il teatro Sociale il balletto Giselle, con gli artisti del Balletto di Mosca Le Classique. Ancora lunedì il Nuovo teatro Giovanni da Udine propone con il balletto Romeo e Giulietta da musiche di Sergej Prokof’ev  interpretato dall’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Martedì riprendono le repliche invece di Anna Bolena  al Teatro  Verdi di Trieste che sarà replicato ancora venerdì 27  e sabato 28. Mercoledì 25 il circuito ERT propone a Palmanova presso il Teatro Gustavo Modena il lavoro di Carlo Goldoni La Bottega del Caffè , mentre PORDENONE offre per la Giornata dedicata alla Memoria la BERLIN COMEDIAN HARMONISTS con LO SWING DEGLI ANNI 30.     Giovedì 26 il Teatro Verdi di Gorizia offre la prima regionale di TAP DOGS una produzione di Bein Perry che stanno travolgendo l’Italia con il loro tip tap. La compagnia australiana di danzarori che si ispira agli operai di Sydney che ha conquistato oltre 11 milioni di spettatori. L’ ERT – FVG fa il pienone per il fine settimana proponemdo per venerdì 27  a Latisana – presso il Teatro Comunale “Odeon”  Pieri da Brazzaville di Paolo Patui e a Lestizza –pressoAuditorium comunale  Argentina. Versi di tutti e di nessuno  un’elaborazione drammaturgica di Hugo Samek e Nicoletta Oscuro, che sarà replicata il giorno successivo ad Artegna – Teatro Mons. Gelindo Lavaroni.

Enrico Liotti




“ROMEO E GIULIETTA” il 27 e 28 luglio alla Fondazione Renati in via San Valentino

Una ricerca verso le origini del mito attraverso l’analisi dei personaggi di Lucina/Giulietta e Luigi/Romeo. Uno spettacolo suggestivo e ricco di immagini che compongono la storia di due giovani innamorati. Uno studio teatrale che analizza la novella di Luigi Da Porto e, insieme, il testo teatrale di William Shakespeare.Vuole rendere omaggio a questi due grandi scrittori il “Romeo e Giulietta” di Anà-Thema Teatro, lo spettacolo che andrà in scena per UdinEstate mercoledì 27 e giovedì 28 luglio alle 21 alla Fondazione Filippo Renati in via San Valentino 23/25 a Udine (anche in caso di maltempo). Allestito per la prima volta in Friuli a febbraio scorso, periodo di balli, feste ed innamoramenti, anniversari e ricordi di una Udine tormentata da rivolte, saccheggi e spietati assassini, poi entrati nella storia come l’insurrezione popolare della “Joibe Grasse”, “Romeo e Giulietta”, firmato alla regia e adattamento da Luca Ferri, viene ora riproposto per la stagione estiva del capoluogo friulano. La messinscena è un susseguirsi di quadri onirici, scolpiti nel gioco di luci ed ombre. Due giovani amanti, amici e attori che giocano a rincorrersi, innamorarsi ed amarsi con la spensieratezza dei bambini che costruiscono castelli di sabbia sulla spiaggia. Sul palco Luca Marchioro, Silva Bottini e Lucia Mezzelani, impegnati in un testo che rende omaggio ai due grandi scrittori che insieme hanno fatto di questa vicenda un mito. Luigi Da Porto, friulano da parte di madre, era uomo di lettere, ma anche capitano d’armi e si trovava a Cividale al comando di 50 cavalleggeri per combattere al fianco dello zio Antonio Savorgnan del ramo Della Torre, uomo, quest’ultimo, di fiducia di Venezia nel controllo della Patria del Friuli, schierato tra le fila dell’esercito veneziano contro lo schieramento imperiale asburgico. All’epoca dei fatti storici Lucina Savorgnan aveva appena 15 anni quando conobbe Luigi Da Porto in un ballo in maschera la sera del 26 febbraio 1511, esattamente cinquecento anni fa, in Palazzo Savorgnan a Udine.  Fu amore a prima vista. Un amore tormentato e mai realizzato. La loro storia fu raccontata dallo stesso Da Porto in una novella intitolata “Giulietta”. Oggi Lucina Savorgnan e Luigi Da Porto entrano nel mito di “Giulietta e Romeo”.

 

La redazzione