Trofeo nazionale di pattinaggio

A Pordenone 200 atleti di 78 società Rappresentate 20 regioni d’Italia

Oggi nella sala Giunta del Comune di Pordenone,  è  stato  presentato il 3° Trofeo nazionale   di pattinaggio artistico,  dedicato agli  esordienti  ed allievi regionali, che si terrà al Pala Marrone   presso l’ex fiera di Via Molinari   dal 19 al 24 giugno prossimi. Organizzata dalla Skating Club Pordenone, la manifestazione  ha il contributo e il patrocinio  del  Comune,  della Provincia, della Regione,  del Coni , della Federazione  e il sostegno di Pordenone with love e di Pordenone turismo  oltre al supporto di  numerosi privati  di diverse categorie merceologiche.Dopo 25 anni   torna a Pordenone una prestigiosa competizione nazionale di pattinaggio artistico, a cui parteciperanno circa 200 atleti, nati tra  il 199 e il 2002, provenienti da tutte le regioni italiane, in rappresentanza di 78 società.In apertura di conferenza stampa il presidente dello Skating Club Pordenone Ruggero Populin e la vicepresidente Sandra Varaschin, ricordando che questo evento rappresenta una sorta di celebrazione dei 50 anni di attività del sodalizio sportivo,  hanno illustrato  il programma  della competizione agonistica che sarà  accompagnata dalle musiche di Remo Anzovino . Presentate  anche le altre iniziative di contorno come la promozione e la degustazione di prodotti enogastronomici locali per far conoscere agli ospiti le peculiarità dell’intero territorio, la mostra fotografica, il maxi schermo per seguire le evoluzioni dei giovani atleti.Il Sindaco Claudio Pedrotti  ha espresso l’ apprezzamento agli organizzatori  per essere riusciti a creare  un  “sistema” coinvolgendo  numerosi sostenitori privati e  ha ribadito che accanto  agli aspetti sportivi, vanno sottolineate le valenze aggregative dell’evento sportivo. Per il Presidente Alessandro Ciriani  manifestazione come queste, oltre ad essere l’esempio di uno sport pulito  contribuiscono a valorizzare il territorio sia dal punto di vista turistico che per le ricadute di tipo economico. Il presidente del Coni Lorenzo Cella, condividendo il ricordo  di Dino Perale fondatore dello Skating Club Pordenone, ha elogiato il sodalizio sportivo  per aver ottenuto l’assegnazione del torneo,  indice di  professionalità,  serietà e capacità organizzativa. Il vicepresidente  del Comitato Regionale FIHP Pierino Gava  ha manifestato la propria soddisfazione per  l’organizzazione di una competizione di caratura nazionale e  l’assessore allo sport del Comune di Porcia Dorino De Crignis ha  detto che con le collaborazione  si raggiungono e perseguono obiettivi importanti.Da tutti è stato ribadito e riconosciuto il fondamentale  apporto organizzativo fornito da volontari e dai genitori che si sono messi a disposizione per fare in modo che  la manifestazione abbia il  successo  che merita e una citazione a margine è stata riservata alla mascotte, (una scimmietta)  ideata  da alcuni atleti dello Skating Club Pordenone.L’evento  sportivo si avvale della collaborazione di  L’Acero Rosso Vivai, Ariston Snack Bar, La Birra di Meni, Biscotto Pordenone, Cucina 33, Da Pieve Hi-Fi, Dance Attitude abbigliamento danza e sport, Darsena Boat 104, Fantambiente, Fiorissimo, Fiumettopoli, Friuli Grave, Full Service, Latteria Palse, Lefotoimmediate, Lekkerland, Macellerie Leon Luigi, Mangiamitutto, Marino Pescheria, Panificio Pasticceria Rosset, Pasticceria Berardi, Pradis di Sopra Latteria, Riflessi Parrucchiera, Trischitta Frutta e Verdura, Unieuro, XPrint Stampa digitale.




Pordenone: appuntamento con la storia

Mercoledì 16 dicembre presso la Sala conferenze della Biblioteca Civica di Pordenone si è svolto il primo di una serie di appuntamenti riguardanti la storia. L’incontro, dal titolo 1453-1683. Da Costantinopoli a Vienna: Pordenone nel secolare conflitto tra la Serenissima e la Sublime Porta, è stato condotto dallo studioso Roberto Gargiulo, autore di diversi volumi tra cui La battaglia di Lepanto (2004), Mamma li turchi (2006), L’ultima vittoria di Napoleone (2009).

Scopo dell’incontro è stato quello di ricostruire il ruolo avuto dalla cittadina pordenonese nello scenario dei grandi eventi a cavallo tra la caduta di Costantinopoli (1453) e l’assedio di Vienna (1683). Gargiulo è partito dal presupposto che spesso tendiamo ad appiattire sotto la definizione generica di turchi un mondo estremamente complesso e articolato. Gli ottomani sono una popolazione musulmana, ma rappresentano una realtà specifica all’interno del mondo islamico. Discendenti dalle tribù nomadi turco-mongole che all’inizio dell’XI secolo sono migrate progressivamente verso l’Anatolia, devono il loro nome ad Osman I, fondatore della dinastia degli Osmani. Due sono i fattori che permettono a queste tribù una rapida conquista dell’Impero bizantino: le grandi doti militari e la capacità di assimilare tecniche di combattimento e modelli dal nemico vinto. Uniti ad una notevole capacità di equilibrio politico questi elementi determinano una preponderanza militare schiacciante nei confronti delle forze dell’occidente cristiano.

Il punto di partenza per la narrazione dei fatti storici è il 1453, anno della presa di Costantinopoli, evento che sancisce una stabile presenza ottomana nell’Europa balcanica. L’autore dell’impresa, Mehmet II, si pone l’obiettivo di cogliere l’eredità dell’Impero bizantino, ponendosi a cavallo tra Oriente e Occidente. Istanbul (in turco significa “città nuova”) è una sorta di rifondazione che non vuole rinnegare la tradizione storica ma reinterpretarla. Fin da subito è chiaro quali siano gli obiettivi strategici dell’espansione: Roma e Vienna, le due capitali del mondo cristiano. Elemento caratterizzante della storia ottomana sarà la costante militare nella vita sociale, che porterà spesso i militari a gestire una parte del potere reale in mancanza di una figura politica (sultano) di riferimento. Nel ’500 il Mediterraneo diviene un “lago musulmano” e la potenza terrestre, quantitativamente superiore a qualsiasi forza cristiana, si avvale dell’apporto di milizie ausiliarie degli stati di recente assoggettati.

Le tattiche belliche sono versatili, ma la principale è il logoramento dell’avversario attraverso razzie, incursioni, depredazioni. Gli akingi, razziatori di professione, sono arruolati nei territori balcanici di recente conquista (macedoni, greci, albanesi). Sono dei predoni, compiono razzie, distruggono i raccolti, rapinano e soprattutto sono armati alla leggera, il che consente loro di muoversi agilmente sul territorio. La pratica degli ottomani di decapitare il nemico deriva loro dalla credenza animista, tipica delle tribù delle steppe, dell’effusione del sangue per estinguere l’animo del nemico. Il Cinquecento, ribattezzato dagli spagnoli il siglo de oro, è anche un secolo di violenza generalizzata, di guerra continua. Se da un lato la violenza è un tratto caratterizzante dell’espansione politica, gli ottomani non esitano a stipulare tregue col nemico all’unico scopo di prendere tempo e preparare la nuova offensiva. La pragmatica dell’azione politica, commenta lo storico, è qualcosa che va bel oltre gli ideali: emblematico è l’atteggiamento di Venezia con la Sublime Porta, che ondeggia tra rapporti commerciali e stato di conflitto.

Tre sono le incursioni che i turchi mettono in atto. La prima, nel 1472, che costituisce essenzialmente una puntata esplorativa, conduce circa 15 mila ottomani a 3 miglia di distanza da Udine. Venezia riesce ad approntare in questa circostanza il sistema difensivo. Nel 1477 una nuova orda ottomana irrompe sull’Isonzo, mettendo in atto razzie, saccheggi, incendi. Pordenone, che costituisce un corpus separatus, data la sua natura di feudo imperiale all’interno dei possedimenti veneziani di terraferma, viene risparmiata perché gode di un ottimo sistema difensivo. In linea teorica i cittadini di Pordenone avrebbero dovuto godere dell’immunità, essendo la Casa d’Austria in rapporti di alleanza con il governo ottomano. Ma si trattava, come detto, di alleanze mascherate da reali opportunità politiche. Nel 1499 i turchi avviano un’incursione strutturata, spingendosi nei territori tra Tagliamento e Livenza, provocando danni incalcolabili sul territorio. Si segnala nella

difesa di Pordenone Jacopo di Porcia, figura di nobile letterato, che riesce ad allertare la popolazione dell’offensiva turca. Ben altra sorte tocca agli abitanti di Aviano, che rifugiatisi nel castello, vengono raggiunti e passati per le armi. Migliaia di prigionieri vengono condotti verso l’Isonzo e arruolati nelle milizie scelte ottomane.

Ma i pordenonesi diverranno protagonisti in fatti militari successivi, nella battaglia di Lepanto, nell’assedio di Candia e nell’assedio alla città di Vienna. Nel 1538 il feudo pordenonese passa nelle mani della Serenissima: inizia per la cittadina un secolo di fioritura artistica e di ripresa economica, sotto il manto protettore di famiglie come i Mantica e i Richieri. Nella battaglia di Lepanto (1571) vi sono molti pordenonesi in una galera veneziana allestita nella battaglia tra lega cristiana e flotta ottomana. Il nobile Silvio da Porcia, comandante della fanteria veneziana, è una delle glorie pordenonesi che si distingue a Lepanto. A seguito della presa di Candia nel 1669, i turchi tentano l’assedio alla città di Vienna nel 1683 predisponendo un esercito di 150 mila uomini. Proprio quando per la capitale austriaca sta per capitolare, irrompe sulla scena Padre Marco d’Aviano, al secolo Domenico Cristofori, grande figura di predicatore e abile diplomatico, che riuscirà a recuperare un’unità di intenti nel campo cristiano e a dare slancio alla controffensiva. Lo scontro, conclusosi con la vittoria cristiana e il ripiegamento delle forze ottomane, sancirà la fine delle velleità turche sulla città di Vienna.

In questo primo incontro lo studioso ha dunque ripercorso le vicende di Pordenone nei secoli che vedono affermarsi la potenza politica ottomana, sottolineando la particolare posizione della cittadina prima come feudo imperiale e poi come possedimento veneziano. I prossimi appuntamenti con la storia di Pordenone, curati sempre da Gargiulo, sono: 15 aprile 1809. Il combattimento di Pordenone: la grande armata di Napoleone sul Noncello (23 maggio) e Il sogno di una nuova patria. I pordenonesi nel Risorgimento italianao (30 maggio).

Vito Digiorgio

© Riproduzione riservata




Quello che le ragazze non dicono Venerdì 27 aprile, ore 18, Outlet Maliparmi Pordenone

Letture sceniche al femminile e piccole golosità

 Bollicine e fondue au chocolat accompagneranno le letture sceniche dei racconti di “Quello che le ragazze non dicono”, venerdì 27 aprile alle 18 all’Outlet Maliparmi di via Damiani a Pordenone, per l’iniziativa di Compagnia di Arti & Mestieri, Inscena e Parole su misura, inserita del Festival La scena delle donne. Bianca Manzari, Clelia Delponte, Maura Silli ed Elena Turchet daranno voce ad alcune delle storie che racchiudono i ricordi, emozioni, ferite, sogni, desideri e pensieri delle giovani autrici: “Donna” di Roberta Nocella, “La mia vita” di Nicole Cossu, “Nella cattiva sorte”di Valentina Simoni, “I fiori che non ti ho mai dato” di Christine, “Lisergico” di Anna Bruscia, “Tra gelo e calore” di Sunnyside, “Quello che le ragazze non dicono” di Giuls (pseudonimo) , “30-12-2011” di Yula Reginato, “Crescendo” di Sandra Giuntoli, “Reincarnazione” di Valentina Simeoni, “Una preghiera in un fiore” di Sara Pittonet Gaiarin, “Un regalo inaspettato” di Valeria Carniato. Il prossimo appuntamento dell’iniziativa “Quello che le ragazze non dicono” si terrà venerdì 11 maggio ai Pnbox studios, al termine del quale sarà presentato il libro “Quello che le donne non dicono”. L’iniziativa è organizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. L’ingresso è libero.




Comune di Pordenone Settimana della cultura

Martedì 17 aprile, ore 18, sala conferenze Biblioteca Civica: Francesco De Gregori, incontro a cura di Luigi Gregoris Eccezionale apertura pomeridiana tutti i giorni della settimana (15 – 18) per l’Archeomuseo

 La settimana della cultura, sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Pordenone, spazia dall’antico al contemporaneo. Dopo la visita al sito archeologico del Palù di Livenza, cui ha fatto seguito la tappa alle sale ad esso dedicate nel Museo Archeologico Castello di Torre, dove la visita è stata fatta in due turni per poter soddisfare tutte le richieste, martedì 17 aprile nella sala conferenza della Biblioteca si parlerà della musica di Francesco De Gregori. In un periodo di incertezze e declino non solo musicali, infatti, riveste un significato importante il ritorno e il riascolto di alcuni album degli anni Settanta che sono a tutti gli effetti dei classici della poesia in musica del secondo Novecento per qualità compositive e di scrittura tanto da potersi annoverare fra gli evergreen della canzone italiana, capolavori di una stagione d’oro probabilmente irripetibile. L’appuntamento è alle 18, con ingresso libero. L’incontro è a cura di Luigi Gregoris.

Durante la settimana della cultura il Museo Archeologico di Torre sarà aperto tutti i pomeriggi dalle 15.00 alle 18.00, la domenica è aperto anche la mattina




Spedizione tra i ghiacci

 

Nella sala incontri dell’ex convento di San Francesco  in piazza della Motta a Pordenone,  è stata presentata la spedizione polare  GROENLENDIA 2012 illustrata dai protagonisti dell’impresa Michele Pontrandolfo  e Marco Martinuzzi. Dal 15 aprile per 70 giorni  con quattro slitte di attrezzature da trainare, i due esploratori ( la prima non in solitaria per Pontrandolfo per disposizioni  normative danesi  per questioni di sicurezza),  attraverseranno la Groenlandia  per 2300 chilometri in un ambiente  totalmente piatto e ghiacciato,  senza punti di riferimento,  alle prese anche con il fenomeno della “fata morgana” e con  il vento catabatico che soffia  oltre a 200 Km/h che verrà sfruttato per gonfiare le vele  che verranno impiegate per  agevolare l’avanzata. A manifestare il proprio sostegno all’impresa erano presenti gli assessori Renzo Mazzer per il Comune di Pordenone, Giuseppe Pedicini per la Provincia ,  Elio De Anna per la Regione ed alcuni rappresentati degli sponsor.




Pordenone: Progettare il verde su terrazzi e balconi


 

Ennesima iniziativa in  concomitanza con la stagione primaverile 

L’Associazione “La Compagnia delle Rose”, con il patrocinio e la collaborazione del

Comune di Pordenone e di GEA SpA organizza mercoledì 28 marzo  alle ore 16,45

nell’Auditorium della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “A.Pizzinato” del Parco Galvani a Pordenone in viale Dante 33, l’incontro sul tema:

‘Il verde in terrazzo: progettare il verde su terrazzi e balconi’.

 L’arch. Annalisa Marini, paesaggista di AIAPP (Associazione Italiana di Architettura

del Paesaggio) proporrà spunti interessanti ed anche non convenzionali su come si possa rendere il proprio terrazzo o balcone un vero e proprio ‘paradiso’ a portata di mano, con una attenta valutazione degli spazi, dei materiali ed arredi e, aspetto significativo, con l’utilizzo migliore di piante idonee al luogo, al clima e.…alla   disponibilità di tempo da dedicarvi.

Per valutare meglio gli aspetti legati alle piante, interverrà, con le sue osservazioni agronomiche, anche la dott.ssa Cristina Comisini di GEA spa, che potrà rispondere alle domande di carattere botanico




Bando per recupero locali storici

Le domande per  ottenere finanziamenti  per gli interventi  di  recupero di locali storici, riconosciuti come tali secondo i criteri stabiliti dal bando regionale del 2007 ,  devono essere presentate  al Comune entro il fine mese di marzo. Infatti anche per l’anno 2012  l’Amministrazione ha predisposto un bando  per la concessione di contributi  destinati ai proprietari o a chi ne ha diritto, al fine di poter avviare i lavori di restauro dei propri locali o il restauro di arredi ed attrezzature inventariate. Per questa  ennesima iniziativa  finalizzata  alla tutela e alla valorizzazione dei locali storici ,  sono a disposizione  ancora circa  30 mila euro circa,  risorse residue  degli oltre  130  mila euro stanziati  a suo tempo  dal decreto istitutivo del bando regionale del 2007.  Il bilancio regionale  del 2012 non prevede altri fondi  per questo tipo di  interventi,  tuttavia l’Ente erogatore ha stabilito che le risorse  rimanenti  siano utilizzate  per ulteriori interventi. Nel 2008 il Comune aveva censito una quarantina di locali che rispondevano ai requisiti previsti dal bando ai quali  erano stati assegnati  la targa con il titolo di “locale storico”. Nello stesso anno i primi finanziamenti sono stati concessi a tre locali che ne avevano fatto richiesta, per un importo complessivo di 56.300 Euro. Nel 2009 altri due locali avevano ottenuto  finanziamenti per 39.300 Euro  e nel 2010 ad altri due locali erano stati assegnati complessivamente 6.800 Euro. Ora  si presenta una ulteriore opportunità per gli interessati, che come previsto dalla normativa ,  saranno finanziati a fondo perduto  fino al 30% dell’importo dei lavori che i proprietari o i gestori dei locali sosterranno negli interventi. Il modulo della domanda,  il bando con i criteri di assegnazione e  gli allegati si possono scaricare  dal sito del comune  all’indirizzo www.comune.pordenone.it.

 




La Compagnia delle Rose prepara all’arredo urbano

 

Consigli “verdi” per  i giardini e per le terrazze

 

L’imminente primavera  porta a riscoprire i processi  ciclici della natura che  si esibisce nella “rifioritura” e  l’Associazione “La Compagnia delle Rose“ può considerarsi a ragione un “braccio operativo” per  fornire le competenze tecniche in materia. Infatti  al recente  corso  di potatura  delle rose che si è svolto  al MIRA- Museo Itinerario della Rosa Antica al parco Galvani di Pordenone, sono state potate  766 rose  riscuotendo una grande   soddisfazione  tra i partecipanti, ma ora  è pronto un nuovo appuntamento. Nell’ambito dei programmi dell’Associazione,  la nuova iniziativa è in programma per  mercoledì 7 marzo.

Un esempio di allestimento di arredo urbano

Alle 17.45  nell’auditorium  della  Galleria d’arte moderna e contemporanea “A Pizzinato” di Villa Galvani, in Via Dante n.33,  si terrà  l’incontro dal tema  “Le aiuole fiorite nell’arredo urbano; spunti per i nostri giardini e terrazzi”. La dott.ssa Cristina Comisini della Gea Multiutility che assieme al Comune patrocina il corso, e il dott . agr. Maurizio Arbusti spiegheranno  come le aiuole fiorite  della città possono offrire validi spunti per la composizione del verde dei propri giardini e delle terrazze. Tra  l’altro negli ultimi anni alla città di Pordenone  nell’ambito del concorso “Comune Fiorito”  promossa nel 2007 dall’Associazione

I colori dei fiori per rendere allegra la città

“Tra Fiori e Piante” e dall’Associazione Folricultori del FVG, più volte è stato attribuito il   riconoscimento  per  la  cura del verde e per l’allestimento e la bellezza degli spazi pubblici. Le aiuole fiorite di Pordenone  compaiono anche  sulla  rivista Gardenia nel numero di febbraio.




Concerto per la mostra dedicata a Tonino Guerra

Domenica 26 febbraio alle ore 17.30 a PARCO –  Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “A Pizzinato” di Pordenone in Via Dante , nell’ambito delle svariate attività  promosse a corredo della mostra  “ Tonino Guerra” – Diario di un poeta” , è in calendario il concerto “Perpetuo Vagare” di Giuseppe Del Bianco che  proporrà musiche originali eseguite con strumenti a fiato etnici.

L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento  dei posti.




Rossella Rasulo: da blogger a scrittrice

Venerdì 17 febbraio presso l’ex convento San Francesco di Pordenone si è svolto l’incontro dal titolo Da blogger a scrittrice che ha visto come protagonista la giovane Rossella Rasulo, una delle rappresentanti più incisive del mondo del blog. Condotta da Lorenzo Marchiori, responsabile della sezione cultura e intrattenimento del Gazzettino di Pordenone, la conversazione si è dipanata attorno alla vicenda personale-professionale della blogger che nel 2010 ha intrapreso la carriera della scrittrice intesa in senso “tradizionale”, quella che si affida al libro per diffondere il proprio messaggio.

L’incontro è stato un’occasione utile per approfondire una delle tante evoluzioni che stanno attraversando il mondo dei mezzi di comunicazione, per sondare il rapporto tra comunicazione virtuale, interattiva e comunicazione scritta, materiale, cartacea. Se, generalizzando, possiamo dire che la cifra caratteristica della prima è il dialogo, il bisogno di confronto, la seconda pressuppone una dimensione “monologica”, in cui l’autore si racchiude per elaborare un messaggio che sia fruibile al lettore. Quali sono allora le principali affinità e differenze tra i due mezzi espressivi? C’è una diversificazione dal punto di vista tecnico-stilistico o anche una differenziazione sociale, di utenza cui si rivolgono?

Ripercorrendo le tappe della sua vita-carriera Rossella ha tentato di fornire alcune risposte. Ai blog Rossella si avvicina all’epoca degli studi universitari; nel settembre 2004 decide di aprire un blog personale, con l’unico intento di scrivere senza nessun filtro, di rivesare tutto ciò che passa per la mente ad una ragazza ventiquattrenne con tutte le sue problematiche, i suoi travagli interiori, le sue vicende sentimentali. La scrittura nasce quindi in lei come percorso di autoanalisi, come strumento per analizzarsi dall’esterno. Da semplice diario il suo blog diviene uno spazio in cui le persone possono intervenire per esprimere le proprie opinioni; nelle pagine virtuali si produce un dibattito attorno al libro reale della sua vita. Circa 2000 utenti visitano quotidianamente la sua pagina, appassionandosi a quella che si presenta come una telenovela a puntate. Rossella sfrutta ogni mezzo che la rete mette a disposizione: foto, video, immagini corredano le parole in un potente intreccio di strumenti comunicativi. Inevitabile che venga meno la spontaneità iniziale che ha animato la sua inziativa; diviene un progetto in cui è indispensabile intrattenere un pubblico, che si affeziona a te e da te si aspetta di vedere scritte certe cose. Dalla scrittura di getto è costretta ad attraversare lo stretto tunnel della scrittura “mediata”, in cui tutto ciò che scrivi deve rientrare nei paletti posti dal blog, essere inquadrato nella cornice dell’argomento del giorno, dei post predefiniti, soddisfare le esigenze degli utenti. All’impulso si affianca e subentra la razionalità. Da diario personale a diario di piazza a offerta di lavoro il passo è breve. Il momento successivo è l’apertura di un blog erotico, ospitato sul magazine GQ, dove con poche battute esplora i meccanismi psicologici legati al sesso e al desiderio erotico. Un numero crescente di lettori si affeziona a questi brevi interventi della blogger, si appassiona alle vicende dell’io virtuale impersonato da Rossella. La naturalezza è insidiata dall’articificio in questi angusti spazi del web: non ci si può sottrarre alla tentazione di indossare una maschera protettiva.

Dopo aver abbracciato tutte le possibilità di sperimentazione offerte dal virtuale, nel 2010 decide di tuffarsi nel reale e vestire i panni della scrittrice. Per la Mondadori pubblica Ti voglio vivere, romanzo destinato ad un pubblico di adolescenti e incentrato sulla vicenda di una ragazza che apre un blog per narrare le sue disavventure e incontri sentimentali. Le esperienze precedenti di blogger prendono corpo nel romanzo, ma ciò che più conta è il messaggio che si prefigge di trasmettere. Per Rossella “il messaggio viene prima del racconto, è funzionale ad esso”. Il 29 maggio prossimo uscirà il secondo romanzo, Mi piace vederti felice, rivolto come il precedente ad un pubblico giovanile. I problemi che il nuovo mezzo espressivo pone vengono affrontati con una certa naturalezza da Rossella, che non sembra dimostrare praticolari difficoltà. La lunghezza di un libro può costituire a prima vista un ostacolo per chi è avvezzo a “postare” brevi interventi, ma Rossella ha saputo ritagliarsi un proprio stile narrativo. La storia da lei descritta scivola via dalla prima all’ultima pagina, il romanzo è impostato su un ritmo narrativo incalzante. Allo stesso modo, l’autrice sostiene di aver non sofferto il peso dei dettami stilistici che l’editor richiede per rendere il prodotto finale più appetibile al pubblico. Cambia anche il rapporto con il pubblico: se il lettore del blog è vittima della comunicazione immediata, vuole partecipare in tempo reale al dibattito che si innesca alla pubblicazione di un post, il lettore del libro non vuole un contatto diretto con l’autore, è interessato unicamente a ciò che lo scritto può offrire a livello intimo ed emozionale.

Al termine dell’incontro Rossella, pur ribadendo che il futuro della comunicazione è rappresentato dalla rete, ha sottolineato come i blog siano divenuti oggi uno strumento obsoleto per la comunicazione scritta e sostanzialmente un prodotto seriale, che manca di originalità. “Difficile per chi apre un blog emergere dal mare magnum dei blogger, perché tutto è già stato detto e sviscerato in tutti i modi possibili” tiene a precisare. E alla curiosità di che le chiede che fine abbia fatto il suo diario, afferma che le emozioni, i sommovimenti interiori sono ora custoditi dalla sua Moleskine. Forse dopo aver sentito questa testimonianza diretta, non diremmo più affrettatamente che la comunicazione virtuale soppianterà i libri e la scrittura su carta.

Vito Digiorgio

vito.digiorgio@ildiscorso.it

© Riproduzione riservata