PORDENONE :Viabilità Sicam

In occasione della “4° Edizione di SICAM – Salone Internazionale dei Componenti, Semilavorati ed Accessori per l’industria del mobile”, un’ordinanza stabilisce limitazioni  alla viabilità nelle vie limitrofe del Quartiere Fieristico.

Da  mercoledì 17 a sabato 20 ottobre 2012, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 sarà  istituito il divieto di sosta, in   viale Treviso sul lato Fiera, dall’ingresso Nord all’attraversamento pedonale; su  ambo i lati di via Gemelli dalla farmacia all’intersezione con viale Treviso,  per dieci metri su ambo i lati in via Dogana dall’intersezione della  via stessa con le corrispondenti laterali vie Buozzi, via Montecavallo, via Murri),  su  entrambi i lati in via Del Zoccolo da via Murri a via Montecavallo; in  via Amalteo dal civico n. 29 sino all’intersezione con via Dogana,  in via Montecavallo dal civico 23 sino all’intersezione con via Dogana,  sul lato destro in  via Cerdoni  nel tratto compreso tra le intersezioni con le vie Montecavallo e Murri, sul lato sinistro in via Fortunio  nel tratto compreso tra le intersezioni con le vie Montecavallo e Murri e in via Buozzi sul lato destro entrando da via Dogana nel tratto opposto ai civici dal n.1/a al n. 7.

Dalle ore 0.00 di mercoledì 17 alle ore 20.00 di sabato 20 ottobre 2012, per  consentire il transito e il parcheggio dei veicoli degli espositori senza ulteriormente aggravare la normale circolazione stradale nelle vie limitrofe il quartiere, sarà istituito il divieto di sosta – con rimozione ambo i lati e divieto di transito eccetto i veicoli in seguito indicati, nella strada esterna alla carreggiata di viale Treviso di servizio e di pertinenza dell’Ente Fiera antistanti ai padiglioni della stessa e aperti al pubblico transito, compresa l’area a forma triangolare.




SPETTACOLO DEL RIDICOLO

Enrico Liotti


Non è più possibile, da un lato l’Europa economica, che ci rende sorvegliati speciali. Dall’altro un premier che ci illustra come cicale, sempre allegre e in ristoranti pieni e commensali gaudenti. Da un lato chi alza un muro di indignazione verso la nostra politica dell’arrangiarsi e del autocommiserarsi, dall’altro Ministri dello stato che ormai insultano tutti, dai semplici cittadini ai loro colleghi alzando spesso il dito medio in segno di saluto. Da un lato persone che non sanno più come arrivare alla terza domenica del mese e  dall’altro giornaliste televisive che scandalizzate si chiedono come si potrebbe vivere senza colf o senza Ferrari. Mi appare sempre più netto il divario tra la realtà di prostrazione delle masse e la lontananza di chi queste masse governa. Da parte dei mezzi di comunicazione c’è chi urla allo scandalo quotidiano e chi difende privilegi ormai di “casta”. Intanto nei cantieri si continua a morire, nei luoghi di lavoro si notano sempre meno giovani, nelle città si muore alle prime avvisaglie di intemperie climatiche. Il balletto continua all’infinito con la divisione di colpe a vecchi governanti o ad  incapacità dei  nuovi  con annessa incuria della “res publica” della cosa di tutti, e della sorte di tutti. Forse anche chi finge di vedere, si rende conto che non è più possibile gridare alle folle di essere composte solo da detrattori e masochisti distruttori. Forse è l’ora di fermare questa farsa pazzesca per non trovarci una mattina tutti in mano a violenti “black-block” o incazzati elementi del comune popolino che non arrivano più neanche a metà mese, altro che alla terza domenica….. La speranza è quella di fermarsi un attimo, pensare e necessariamente fare un passo indietro. Non un passo metaforico, o un passo indietro a chiacchiere, ma un vero momento di tregua dove tutti si diano una calmata. Sono troppi anni ormai che viviamo da cicale e al sopra dei nostri mezzi. La Nave affonda ma noi continuiamo a ballare. Non è una metafora al famoso Titanic, ma la dura realtà che ridicolizza lo spettacolo di una gestione della nostra epoca dove non si trovano più valori e riferimenti da omologare. Uno spettacolo ridicolo che ci sta affossando in un medio evo senza speranza. Alcuni capisaldi dell’etica si possono ancora immedesimare con i vari Napoletano o Benedetto XVI a seconda della propensione di ognuno di dar ancora un valore all’anima o all’etica umana dalle origini dei propri modus vivendi. Ma la realtà rimane che senza una tsunami culturale o senza una presa di coscienza vera questo misero teatrino continuerà a rappresentare un ridicolo spettacolo, che opprime sempre di più senza mostrare una via d’uscita.

enrico.liotti@ildiscorso.it

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