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RINVIATO L’ATTESISSIMO TOUR DEI RADIOHEAD DOPO INCIDENTE TORONTO

DOPO L’INCIDENTE DEL 16 GIUGNO SCORSO DI TORONTO

RINVIATO IL CONCERTO DEI RADIOHEAD !!!!!!!!!

 

4 luglio 2012 VILLA MANIN – Codroipo (UD)

 

Attesi migliaia di fan da tutto l’Est europeo :  il richiestissimo tour europeo dei RADIOHEAD, è uno degli appuntamenti più attesi della prossima stagione estiva, che conferma il Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali nell’organizzazione dei più importanti concerti, in grado di richiamare migliaia di spettatori da tutta Europa, producendo notevoli ritorni in termini di flussi turistici, già nel breve periodo, e di publicity a livello nazionale e soprattutto internazionale. A quattro anni di distanza dal travolgente successo – 36mila biglietti venduti in pochissimi giorni – dei loro live a Milano, i RADIOHEAD hanno scelto l’Italia come prima tappa dell’attesissimo tour europeo e hanno deciso di regalare ai loro fan italiani quattro imperdibili appuntamenti, prodotti da Vivo Concerti, in alcune delle cornici più suggestive del nostro paese.   I RADIOHEAD questa volta hanno premiato il pubblico italiano: infatti il nostro Paese sarà quello che ospiterà più date nel loro tour europeo. La prima sarà sabato 30 giugno a Roma all’Ippodromo delle Capannelle, mentre il giorno successivo la band suonerà al Parco delle Cascine nel cuore di Firenze. Martedì 3 luglio sarà la volta di Bologna, dove i RADIOHEAD si esibiranno in Piazza Maggiore, il tour italiano si concluderà mercoledì 4 luglio nel maestoso complesso di Villa Manin, a Codroipo (Udine), uno dei più importanti monumenti artistici italiani. Per il sensazionale concerto dei RADIOHEAD, organizzato da Vivo Concerti in collaborazione con Azalea Promotion, la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Azienda Speciale Villa Manin e l’Agenzia TurismoFVG, sono previsti fan da tutto l’Est europeo grazie anche al supporto di “Music&Live”, l’affermato sistema di promozione, sviluppato dall’Agenzia TurismoFVG, che permette di dare alla ricettività del territorio un elevato numero di clienti, promuovendo la conoscenza della regione, delle strutture turistiche e del complesso dell’offerta ricettiva.    In 8 album e quasi 20 anni di carriera i RADIOHEAD hanno fuso il rock alternativo all’art rock, l’elettronica al punk, il pop alla psichedelia, diventando una delle band più influenti – per critici, musicisti e pubblico – degli ultimi decenni. Grazie a ritmi elettronici, alla particolare voce di Thom Yorke e a testi visionari, la band di Oxford ha creato  una colonna sonora ideale per gli ultimi anni, mettendo in musica il desiderio di fuga, la necessità di perdere sé stessi, l’alienazione e  la spersonalizzazione causati dalla tecnologia e dalle convenzioni della  società contemporanea. Ma i RADIOHEAD, pur rimanendo dei sognatori, non hanno mai perso di vista la realtà, producendo testi politici e schierandosi spesso apertamente e personalmente dalla parte di chi protesta.   Allergici alle regole del mercato e del marketing musicale, la band ha fatto spesso scelte anticommerciali, imponendo brusche variazioni ad un sound già carico di dettagli sperimentali: questo non gli ha impedito però di vendere più di  25 milioni di dischi, e collezionare premi e riconoscimenti, tra cui 3 Grammy Awards, 1 Ivor Novello, e 3 Q Awards.  Thom Yorke (voce), Jonny Greenwood, Ed O’ Brien (chitarre), Colin Greenwood (basso) e Phil Selway (batteria) debuttano sotto il nome di RADIOHEAD nel 1993 con l’album Pablo Honey, che, trascinato dal singolo Creep, ottiene un buon successo commerciale.  Ma è nel 1997, con l’uscita di Ok Computer, che i RADIOHEAD raggiungono la fama internazionale, debuttando direttamente in testa alle classifiche nel Regno Unito. Diventati vere e proprie star della musica mondiale, i RADIOHEAD spiazzano il pubblico registrando contemporaneamente e pubblicando a breve distanza due album speculari come Kid A (2000) e Amnesiac (2001): disco difficile e duro il primo, più accessibile e melodico il secondo. Dopo Hail to the Thief (2003), nel 2007 è la volta di In Rainbows, con il quale i RADIOHEAD causano un vero e proprio terremoto nel mercato musicale.  Il loro settimo lavoro di studio viene infatti pubblicato quasi all’improvviso con un comunicato sul sito e distribuito con l’innovativa formula “pay as you like”: ognuno è libero di scaricare il disco pagando quanto ritiene più opportuno, anche nulla. La sfida del gruppo al mercato musicale continua anche con The King of Limbs (2010) rilasciato dapprima solo digitalmente e poi sotto forma di disco fisico. A quest’ultimo segue, qualche mese dopo, la versione remix “TKOL RMX 123456”, pubblicata prima solo in vinile, e poi in digitale, e lanciata dalla band inglese con un evento in streaming mondiale. L’occasione di vedere dal vivo il gruppo che sta cambiando le regole del rock è imperdibile: appuntamento dunque nella suggestiva cornice storica di Villa Manin a Codroipo il prossimo 4 luglio.

Maggiori informazioni sui prezzi dei biglietti e i circuiti di vendita saranno diffuse a brevissimo sui siti vivoconcerti.com e azalea.it.

Per informazioni sul tour italiano dei Radiohead: www.vivoconcerti.com

 

PER INFORMAZIONI SUL CONCERTO DEL 4 LUGLIO 2012 A VILLA MANIN:

Azalea Promotion tel. +39 0431 510393 – www.azalea.itinfo@azalea.it

Ufficio Stampa Azalea Promotion:  Luigi Vignando tel. +39 348 9007439 – luigi@azalea.it

Ufficio stampa Agenzia TurismoFVG: Tatjana Familio tel. +39 335 7968146 – tatjana.familio@turismo.fvg.it

 

La redazione




RESTAURATO “LOT E LE FIGLIE”

 

Dal corrispondente di Novara
Presso il Laboratorio di Tele e Tavole della Fondazione Centro Conservazione e
Restauro “La Venaria Reale” è stato terminato il restauro dell’opera attribuita a
Valentin de Boulogne, Lot e le Figlie (prima metà del XVII secolo)
L’opera, appartenente alle collezioni del Museo Civico di Novara e in deposito presso la
sede della Prefettura, rappresenta un episodio tratto da una narrazione biblica, con
soggetto Lot e le figlie e sullo sfondo le città di Sodoma e Gomorra in fiamme.
Il restauro, funzionale all’esposizione del dipinto in una mostra dedicata alla pittura
caravaggesca, si inserisce nell’ambito di un prolungato rapporto di collaborazione tra il
Comune di Novara e il Centro Conservazione e Restauro per la conservazione e la tutela
del patrimonio civico, con particolare riferimento alle opere della Collezione Paolo e Adele
Giannoni.Il dipinto prima del restauro si presentava offuscato da depositi atmosferici, come il nerofumo, che alteravano la piena leggibilità dell’iconografia e delle cromie sottostanti.
Evidenti deformazioni del supporto tessile e perdita di tensionamento, causate dalle
deformazioni del telaio ligneo non più idoneo, compromettevano lo stato di conservazione
dell’opera. Erano presenti al contempo vistosi difetti di adesione degli strati preparatori e pittorici con sollevamenti cuspidali e significative deformazioni della pellicola pittorica in
corrispondenza del cretto che si sono poi rivelate essere stuccature risalenti a un
intervento di restauro precedente; a tale intervento pregresso è da ricondurre anche la
tela di rifodero applicata sul verso, che non rappresentava più un supporto idoneo per la
tela. Il dipinto risulta inoltre essere stato ridimensionato con evidenza sul lato sinistro,
dove la pellicola pittorica prosegue con il risvolto sul telaio.
La cornice presentava limitate fratture e lacune di materia lignea in corrispondenza delle
aree perimetrali delle cornici e cadute di preparazione e pellicola pittorica (o lamina
metallica) di media entità. Sui regoli perimetrali aggettanti era presente una corposa
ripresa della doratura effettuata con pigmento a base minerale, con evidenti alterazioni di
tonalità verdastra.
INTERVENTO DI RESTAURO
Appena giunta in laboratorio l’opera è stata oggetto di un attento studio preliminare e di
un’analisi ai raggi ultravioletti per poter meglio predisporre l’intervento di restauro.
Le operazioni di pulitura sono state condotte in modo progressivo e selettivo, per
individuare un solvente, o miscela di solventi, che garantiscano l’asportazione calibrata
delle sostanze individuate e la non interferenza con i materiali costitutivi dell’opera e/o con
interventi di restauro storici.  In una prima fase si è proceduto pertanto con l’asportazione della vernice soprammessa, applicata in un restauro precedente. Nella seconda fase della pulitura è stata condivisa con la Direzione Lavori (Museo Civico di Novara e Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici del Piemonte) la decisione di asportare le riprese pittoriche debordanti e i ritocchi alterati, riscoprendo le corrette tonalità e sottili sfumature degli incarnati dei tre personaggi.
Dopo la fermatura degli strati pittorici, effettuata localmente con l’impiego di adesivi
termoplastici, si è proceduto allo smontaggio dell’opera dal telaio e alla rimozione della
tela del rifodero e della colla a pasta utilizzata nel precedente restauro.
Non è stata applicata una nuova foderatura ma si è optato per meno invasivi inserti di tela
lungo i bordi ove emergevano lacerazioni con perdita di porzioni di tela.
L’integrazione pittorica ha consentito un riordino della presentazione estetica in termini di
riadeguamento cromatico di abrasioni e alterazioni del film pittorico originario. I materiali
impiegati sono stati colori ad acquerello chimicamente stabili e colori a vernice per
restauro per le velature. Per la protezione finale è stata utilizzata vernice alifatica
addizionata di filtro UV .
Sulla cornice sono state consolidate le superfici che presentavano sollevamenti delle
lamine della doratura, fessurazioni e lacune di materia lignea. Le lacune di profondità
sono state stuccate e reintegrate pittoricamente con velature ad acquerello e applicazione
di oro in polvere e rifinite con velature di colori a vernice.
Oltre alle analisi ai raggi ultravioletti, prima, durante e dopo il restauro è stata realizzata
una completa documentazione fotografica che restituisce lo stato di conservazione
dell’opera e l’intervento di restauro effettuato.
Direzione Restauro: Pinin Brambilla Barcilon (Direttore dei Laboratori di Restauro del
Centro)
Responsabile del Laboratorio Tele e Tavole: Barbara Rinetti Prima del restauro.