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Oxfam: “La corsa globale alla terra sta affamando un miliardo di persone”

Una petizione da oggi online per chiedere alla Banca Mondiale di sospendere i suoi investimenti e proteggere i poveri dal fenomeno del land grabbing

Roma, 4/10/2012 – La terra venduta in tutto il mondo negli ultimi dieci anni – pari a un’area grande quasi 7 volte l’Italia – basterebbe a coltivare cibo per il miliardo di esseri umani che oggi soffre la fame. Il nuovo rapporto di Oxfam Chi ci prende la terra, ci prende la vita avverte che tra il 2000 e il 2010 oltre il 60% degli investimenti internazionali in terreni agricoli sono avvenuti in paesi in via di sviluppo che hanno gravi problemi di fame. Eppure, i due terzi degli investitori prevedono di esportare tutto quello che su queste terre viene e verrà prodotto. Quasi il 60% di questa terra inoltre è destinata a colture utilizzabili per i biocarburanti.

Nel quadro della campagna COLTIVA – Il cibo, la vita, il pianeta, Oxfam prosegue il suo impegno per porre fine al fenomeno del land grabbing  e sostenere maggiori investimenti a favore dei piccoli agricoltori. La recente corsa alla terra è selvaggia e senza precedenti; i più poveri continuano ad essere sfrattati, spesso con la violenza, perdendo le loro case e l’accesso alla terra che è la loro fonte di cibo e guadagno, senza essere consultati né risarciti. In questo momento, nei paesi più poveri, ogni 4 giorni un’area di terra più grande della città di Roma viene venduta ad investitori stranieri. Secondo l’International Land Coalition, tra il 2000 e il 2010 investitori stranieri hanno acquisito a livello globale 203 milioni di ettari di terreno, 106 dei quali in paesi in via di sviluppo. In Liberia, ad esempio, in soli cinque anni il 30% del paese è stato inghiottito dalle acquisizioni di terra. Oxfam calcola che gli affari legati alla terra siano triplicati durante la crisi dei prezzi alimentari nel 2008 e nel 2009, perché la terra è considerata un investimento sempre più redditizio. Con i prezzi alimentari mondiali a livelli record, è necessaria un’azione urgente per fermare la minaccia di una nuova ondata di land grabbing.

Oxfam lancia un appello urgente ai propri sostenitori per chiedere alla Banca Mondiale di sospendere subito i suoi investimenti in terreni agricoli per il tempo necessario a introdurre politiche più efficaci per fermare il land grabbingGli investimenti della Banca Mondiale in terreni agricoli sono aumentati del 200% negli ultimi 10 anni, mentre l’International Finance Corporation – il settore della Banca che eroga prestiti al settore privato – definisce gli standard seguiti da molti investitori. Dal 2008 in poi sono stati presentati 21 reclami per violazione dei diritti sulla terra da parte delle comunità interessate dai progetti della Banca Mondiale.

“Una selvaggia corsa globale alla terra espone oggi molte comunità locali alla fame, alla violenza e alla minaccia di una povertà crescente ed estrema. Se succedesse nel nostro paese, grideremmo allo scandalo. La Banca Mondiale, che è sia un investitore diretto sia un consulente per i paesi in via di sviluppo in merito alle acquisizioni di terre, ha la responsabilità di evitare che l’accaparramento di terra diventi uno dei grandi scandali del XXI secolo”, dichiara Elisa Bacciotti, responsabile della campagna COLTIVA di Oxfam Italia.“Sospendendo temporaneamente i propri investimenti nel settore e rivedendo le proprie pratiche, la Banca Mondiale può diventare un esempio per tutti gli investitori e i governi e incoraggiarli a favorire realmente lo sviluppo delle comunità più povere”.

Oxfam chiede che l’incontro annuale della Banca Mondiale in programma a Tokyo dal 12 al 14 ottobre – il primo a tenersi dalla nomina di Jim Kim come presidente – segni un primo passo verso la sospensione degli investimenti sulla terra da parte della Banca Mondiale. Questo passo è necessario per inviare un segnale forte agli investitori internazionali, migliorare gli standard in materia di trasparenza, consultazione e consenso, diritto alla terra, sicurezza alimentare, e, in ultima analisi, fermare il land grabbing.

Per firmare l’appello vai qui

Guarda la video-animazione:

Scarica il rapporto integrale Chi ci prende la terra, ci prende la vita

Per saperne di più: www.oxfamitalia.org




La Banca d’Italia presenta l’analisi sull’economia del FVG

Si è tenuta nell’Aula Magna della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Trieste la conferenza di presentazione dell’aggiormanto congiunturale sull’economia del Friuli Venezia Giulia redatto dalla sede di Trieste della Banca d’Italia. Accolti dal rettore Francesco Peroni e da Romeo Danielis del Dipartimento di Scienze Economiche Aziendali e Statistiche dell’Università di Trieste sono intervenuti diversi relatori tra cui  Paolo Fantoni Amministratore delegato della FANTONI SPA e lo stesso Romeo Danielis, oltre al direttore della Sede della Banca d’Italia di Trieste Pietro Sambati. Dalla serie di interventi, il messaggio ricorrente potrebbe avere per titolo”  Una regione in recessione, ultimo baluardo alla difesa dell’economia : la Famiglia” In un periodo di crisi sempre più accentuata è il reddito delle famiglie a tenere ancora in piedi quello che rimane di positivo in regione. Per la piccola e media impresa, un tempo spina dorsale della nostra economia si è accentuata fortemente la difficoltà di reggere le sfide dell’innovazione tecnologica e della ricerca.  Il rapporto della Banca d’Italia ha mostrato segnali di cedimento, l’export che era cresciuto nel 2011 ha registrato un calo del 6% nel primo trimestre 2012 e gli unici elementi positivi riguardano una leggera diminuzione della disoccupazione che si è assestata al 5,2%. Unico versante che indica qualche lieve segnale di tenuta è la crescita dei traffici portuali con nuovi arrivi di turisti stranieri anche grazie all’approdo di alcune navi da Crociera che partono ed arrivano dal porto di Trieste settimanalmente.  Il segnale è di crisi e la riprese è lontana o almeno non si vede, e non è possibile immaginare quanto arriverà.

(C.L.)




L’ECONOMIA DEL FVG – 20 GIUGNO ORE 17,00

AULA MAGNA DELLA SCUOLA SUPERIORE DI LINGUE MODERNE PER INTERPRETI E TRADUTTORI – VIA FILZI, 14 – TRIESTE

Si terrà mercoledì 20 giugno presso l’Aula Magna della Scuola Superiore di Lingue di Trieste con inizio alle ore 17,00  l’annuale relazione redatta dalla locale sede della Banca d’Italia di Trieste sull’  Economia del Friuli Venezia Giulia. Introdurrà i lavori il direttore della Sede Banca d’Italia dottor Pietro Sambati  a cui seguiranno le relazione dell’ Ufficio Analisi e ricerca economica territoriale della Sede di trieste della Banca d’Italia tenute da Achille Puggioni e Tiziana Sodano a cui faranno seguito interventi di Paolo Fantoni Amministratore delegato della Fantoni Spa e Romeo Danielis del Dipartimento di Scienze Economiche Aziendali, Matematiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Trieste  e concluderà i lavori il Direttore centrale dell’ Area Ricerca economica e relazioni internazionali della Banca d’Italia dottor Daniele Franco .

La redazione




Odòs Libreria Editrice presenta la nuova collana di mappe ciclo-turistiche del FVG

Odòs Libreria Editrice e ABICITUDINE FIAB presentano:

Giovedì7 giugno 2012 alle ore 18.30, presso la libreria Odòs, Vicolo della Banca 6, laterale di via Portanuova ed alle spalle dell’ex sede della banca d’Italia, in pieno centro a Udine

“UDINE-CIVIDALE,UDINE-PALMANOVA, UDINE-SAN DANIELE, UDINE- CODROIPO, TERRE DI RISORGIVE”  
La nuova collana di mappe ciclo-turistiche della regione.

Una nuova collana di mappe dettagliate in scala 1:25.000 che ridisegna la cartografia della regione e offre nuove prospettive di conoscenza del Friuli; dai borghi più defilati, alle strade bianche, alle zone di interesse naturalistico. Una cartografia dedicata all’escursionista e soprattutto al ciclista che troverà marcati sulla mappa le piste ciclabili, gli itinerari ciclo-turistici su strade a scarso traffico e gli sterrati più facili e suggestivi. Affianca ogni mappa un agevole libretto in cui sono minuziosamente descritti 5 itinerari. I percorsi sono corredati da approfondimenti, curiosità, indicazioni sugli appuntamenti enogastronomici e preziose note tecniche (difficoltà, fondo stradale, chilometri, altimetrie) indispensabili sia per il ciclista esperto sia per il neofita, che possono così meglio pianificare gli itinerari su due ruote.




L’OPERA ELISIR D’AMORE A UDINE il 2 maggio e a GORIZIA il 3 maggio

Banca Mediolanum, grazie all’impegno del Family Banker® Marco Spessot e del suo staff, sponsorizza l’opera “Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti per il progetto “Ragazzi all’…Opera”.

Gli appuntamenti:     il 2 maggio ore 20 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Via Trento, 4 a Udine, ° 3 maggio ore 20 al Teatro Kulturni Dom di Via Brass Italico, 20 a Gorizia
Con il Patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la rappresentazione è organizzata dall’Accademia Lirica Santa Croce di Trieste per far conoscere e divulgare la cultura musicale nel mondo dei ragazzi, avvicinarli alla musica lirica e corale sperimentando il palcoscenico sotto la direzione del Maestro Alessandro Svab. Un momento d’incontro tra cultura e spettacolo attraverso il quale Banca Mediolanum intende confermare ancora una volta l’importanza di andare oltre la consueta relazione tra Banca e cliente. Un’occasione in più per consolidare ulteriormente il dialogo con la propria community, che nel corso del 2011 ha dato vita a oltre 5400 eventi a cui  hanno partecipato più di 260.000 persone.




L’economia del nord est, la Banca d’Italia presenta la relazione

Alla presenza del prefetto dott. Salemme,della prof. Marina Brollo, del prof. Flavio Pressacco e dei vertici regionali della Banca d’Italia, il direttore della sede di Trieste Pietro Sambati, il capo del servizio statistiche economiche e finanziarie Luigi Cannari, Massimo Gallo e Mariano Graziano della sede di Venezia, Achille Puggioni della sede di Trieste, l’Università di Udine ha ospitato la presentazione della ricerca sull’economia del nord est.

la presentazione del dottor Sambati Direttore della Sede BANCA D'ITALIA di Trieste

Il direttore della sede della Banca d’Italia dottor Sambati ha introdotto la conferenza indicando l’importanza del trinomio credito, impresa e lavoro oltre all’istruzione e l’innovazione.

Il saluto di Flavio Pressacco

I dati raccolti nel documento parlano di una crescita delle imprese hi-tech in regione con la maggiore facilità di ottenere credito. Il Parco Scientifico Teconologico a Trieste e Friuli Innovazione a Udine, stanno sostenendo progetti d’impresa svolgendo il ruolo di incubatori di valore. Le regioni del nord est godono di un alto livello di istruzione rispetto alla media italiana, il 40% dei giovani è iscritto all’università.
La relazione del dott. Luigi Cannari sottolinea i dati del nord est (un quinto della popolazione, un quarto del PIL, un terzo delle esportazioni) parlando della necessità di analizzare la situazione economica dagli anni novanta che dimostrano una tendenza di flessione del miglioramento delle condizioni economiche.
Lo spreco del capitale umano caratterizzato dalla disoccupazione giovanile al 20%, i laureati tra i 30 e i 34 anni sono il 19% contro il 32% della media europea.
Dal 1891 al 2001 il nord est, sotto la media italiana all’Unità, in un secolo ha superato la media nazionale con una forte fase di espansione di distretti industriali da Parma a Trieste. Rispetto alle altre zone avanzate d’Europa il nord est ha perso terreno in termini relativi.
I punti di forza rimangono, ad esempio le esportazioni, la sanità d’eccellenza, la coesione sociale e le attività di volontariato. E’ quindi importante confrontarsi con le regioni forti d’Europa, non con le zone deboli dell’Italia. I problemi italiani dell’elevata tassazione e della burocrazia inefficente si aggiungono alla ridotta dimensione della gran parte delle imprese.

il tavolo dei relatori

Sulle imprese e i distretti industriali il dott. Massimo Gallo ha segnalato un forte differenziale tra la crescita del PIL pro capite rispetto alle Fiandre, alla Catalogna, alla Baviera. Il primo problema è la produttività media del lavoro, secondo problema evidenziato è l’incapacità delle imprese di cogliere i vantaggi della rivoluzione tecnologica, probabilmente per via della loro ridotta dimensione e disponibilità di capitale. Questi dati spiegano l’indebolimento dei distretti industriali, uno dei punti forti del nord est. Solo le grandi imprese riescono a sostenere la competizione nella filiera mondiale di produzione del valore. Per gli studiosi è essenziale considerare l’eterogeneità delle tipologie di impresa sul mercato. Ha funzionato l’internazionalizzazione e la valoralizzazione del marchio oltre che R&S, meno l’utilizzo delle partnership ma solo per la competitività internazionale. Le imprese italiane sono meno sviluppate di quelle europee e quelle del nord est denunciano una carenza di qualità della governance e del management oltre al ridotto numero di giovani imprenditori.
Per quanto riguarda la finanza, il sistema creditizio del nord est è ricco di banche, molte piccole a stampo cooperativo. Le piccole banche locali detengono una quota di mecato nell’area in crescita grazie ad una buona organizzazione e fattori relazionali. Il nord est rimane poco sviluppato nel private equity e nel venture capital e le sue imprese risultano più indebitate rispetto al nord ovest, tuttavia permane una certa stabilità dello stato patrimoniale e gli interessi sui prestiti sono meno elevati rispetto al resto d’Italia.
Achille Puggioni sul mercato del lavoro ha descritto i bassi tassi relativi alla disoccupazione giovanile nel nord est. Le donne tra i 25 e i 40 anni tengono il passo con le coetanee europee fino all’ostacolo della mancanza di asili e strutture di ausilio alla famiglia. I problemi centrali sono il contenuto del lavoro e il titolo di studio, i salari e la stabilità con la conseguente difficoltà a fare carriera. Il rendimento dell’istruzione italiana non è soddisfacente: un laureato guadagna il 141% più di un diplomato alle medie rispetto a un +220% in Europa. Un ultimo punto ha riguardato l’immigrazione straniera che risulta maggiore nel nord est d’Italia (Quintiliani 2011) e occupa mansioni che non sono appetite dalla popolazione italiana.

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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La Banca d’Italia presenta l’analisi sull’economia regionale

Si è tenuta, presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Udine, la conferenza di presentazione dell’aggiornamento congiunturale sull’economia del Friuli Venezia Giulia redatto dalla Sede di Trieste della Banca d’Italia. Accolti dalla rettrice Cristiana Compagno e dalla preside di Facoltà di Economia Marina Brollo, sono intervenuti diversi relatori tra cui Benedicta Marzinotto, Antonino Zanetto, Flavio Pressacco, Marco Mariucci, Tiziana Sodano, Marco Marinucci, Alessandra Staderini, oltre al direttore della Sede della Banca d’Italia di Trieste Pietro Sambati.

Intervento del dott Sambati Direttore della sede di Trieste della Banca d'Italia

Dalla serie di interventi, il messaggio ricorrente potrebbe avere come titolo “Consapevolezza e impegno”. Dalla prof.ssa Brollo al prof. Pressacco il monito è la necessità, in un periodo di crisi, progettare politiche per il cambiamento attuando delle riforme che facciano coincidere la concorrenza con l’equità. I dati confermano che l’emergenza è un fatto e il Governo deve impegnarsi a eliminare quei lacci che legano l’economia e il sociale, fatti di forti tutele da una parte e gravi criticità dall’altra come, ad esempio, i lavoratori di seria “a” e quelli di serie “b”, quelli con un contratto a tempo indeterminato ed i precari. Un richiamo, tuttavia, è stato fatto anche alle famiglie e alle imprese che in questo periodo dovrebbero assumere atteggiamenti più responsabili.

Il rapporto della Banca d’Italia rileva che, in Friuli Venezia Giulia, la redditività delle imprese ha mostrato segnali di miglioramento, la produzione industriale ha registrato un incremento del 5,9% secondo la Confindustria regionale, il 15% delle imprese intervistate intende aumentare gli investimenti mentre il 20% è in fase di riduzione.

Intervento dott Marinucci della Banca d'Italia di Trieste

Per quanto riguarda le imprese commerciali le attività si sono ridotte dello 0,7%, le autovetture immatricolate nei primi otto mesi del 2011 sono state il 10% in meno, 14% per i veicoli commerciali. Il terminal container del porto di Trieste ha avuto un incremento di movimento del 34,1%, le autostrade gestite da Autovie Venete hanno avuto un traffico del 5,1% in più, l’aeroporto Friuli Venezia Giulia di Ronchi dei Legionari ha avuto un aumento di 583 mila passeggeri, il 26,7% in più rispetto al 2010.

Intervento dott.ssa Staderini del Servizio Studi di struttura economica e finanziaria

Le esportazioni regionali in valore sono aumentate del 14,5%. Bene la meccanica e la cantieristica, meglio rispetto agli scorsi anni il settore del mobile. L’industria siderurgica ha rilevato un aumento dell’export del 39%, le vendite estere dei prodotti elettrici sono cresciute del 26%. La crescita dell’export trae fonte dall’Asia (46,5%) e Stati Uniti (43,3%), mentre in Europa sono solidi gli scambi con Germania e Francia, in diminuzione del 2,3% le esportazioni verso la zona euro. La bilancia commerciale è in attivo di 2 miliardi di euro.

Il mercato del lavoro ha avuto un incremento di assunzioni nel primo semestre del 2011 dello 0,9% ed il tasso di attività è passato dal 68,1 al 68,5 per cento. Il tasso di disoccupazione è stabile al 5%. Fino a settembre 2011 sono state autorizzate 16 milioni di ore di Cassa integrazione guadagni (CIG), quattro milioni di ore in meno rispetto al 2010. Infine, secondo l’Agenzia regionale del lavoro, le assunzioni a tempo indeterminato sono scese del 26% e la minore domanda di lavoratori ha colpito di più la componente femminile e straniera.
Nel campo dell’intermediazione finanziaria risulta stabile il credito al consumo mentre ha subito una flessione lieve la richiesta di mutui da parte delle famiglie. In aumento del 5% il credito bancario per l’acquisto di abitazioni.

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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MARIO DRAGHI NOMINATO PRESIDENTE DELLA BCE

La decisione è stata presa durante il Consiglio Europeo di Bruxelles.- Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi è stato nominato presidente della Banca centrale europea. La nomina del tecnico italiano, che succederà al francese Jean Claude Trichet, era nell’aria da tempo. Oggi, l’ufficializzazione da parte del Consiglio europeo. Numerosi i messaggi di congratulazioni arrivati dai vertici dello stato (hanno parlato il Presidente Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi) e anche dall’estero: Barroso: “Sarà una leadership forte”, “Draghi ha competenze eccezionali e la sua sarà una leadership forte”,  gli elogi del Cancelliere Angela Merkel da Berlino , che si è detta “felice che Mario Draghi diventi il nuovo presidente della Bce: è un buon segnale per l’indipendenza della Banca centrale”.
Il nuovo presidente troverà sulla sua scrivania,  il dossier Grecia relativo alla minaccia di un eventuale crack di Atene. Molti Paesi hanno storto il naso davanti all’ipotesi che l’Italia abbia due rappresentanti al vertice della Banca e qusta sarà una spinosa questione per la presenza di un altro italiano, Lorenzo Bini Smaghi, all’interno del board direttivo della Bce. Ma le eventuali dimissioni di Bini Smaghi,  si intrecciano alla partita per la successione a Draghi in Banca d’Italia di cui si è aperta la questione.Nato a Roma nel 1947, l’attuale inquilino di Palazzo Koch consegue la laurea in Economia con 110 e lode all’Università La Sapienza di Roma nel 1970. Perfeziona i suoi studi negli Stati Uniti, al Massachusetts Institute of Technology, e dal 1975 al 1978 insegna come professore incaricato nelle università di Trento, Padova, Ca’ Foscari di Venezia e a Firenze dove, alla facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri”, è docente ordianrio di Economia e politica monetaria dal 1981 al 1991. Già nel 1985 acquisisce un incarico a livello internazionale, diventando direttore esecutivo della Banca Mondiale, ruolo da lui ricoperto fino al 1990.ocente universitario, alto dirigente al Tesoro, consigliere d’amministrazione di banche e aziende e autore di importanti testi legislativi: l’uomo che si accinge a sbarcare all’Eurotower di Francoforte, Mario Draghi, ha ricoperto prestigiosi e importanti incarichi prima di prendere le redini della Banca d’Italia, dove è stato governatore dal 2006 a oggi.Dal 2002 al 2005 Mario Draghi è vicepresidente per l’Europa di Goldman Sachs, quarta banca d’affari al mondo e alla fine del 2005 viene nominato governatore della Banca d’Italia, il primo con un mandato a termine di sei anni, rinnovabile una sola volta, succedendo ad Antonio Fazio. Il 16 maggio 2011, infine, l’Eurogruppo ufficializza la sua candidatura alla presidenza della Banca centrale europea e la nomina definitiva arriva oggi, succede così ai vertici della B.C.E  a Jean-Claude Trichet.

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