LA REDAZIONE AUGURA A TUTTI BUONA PASQUA

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Buon Natale

LA REDAZIONE TUTTA AUGURA UN BUON NATALE

ED UN SERENO 2013




FRANCO BATTIATO IL 24 GENNAIO

Da gennaio 2013 in tour nelle principali città italiane: giovedì 24 gennaio a Udine l’unico appuntamento in Friuli Venezia Giulia

Da  ottobre  ormai  in radio e nei negozi digitali spopola  “Passacaglia”, il primo singolo estratto da “Apriti Sesamo” dell’attesissimo album di inediti del Maestro FRANCO BATTIATO . Composto dallo stesso Battiato su testo scritto a quattro mani con Manlio Sgalambro, il brano è un libero adattamento della composizione classica “Passacaglia della vita” del sacerdote e compositore seicentesco Stefano Landi, uno dei progenitori dell’opera e autore de “La morte d’Orfeo” considerata tra i primi importanti melodrammi italiani. Una breve curiosa anticipazione del primo singolo “Passacaglia” è già disponibile sul canale YouTube (francobattiatomusic) del Maestro siciliano con una clip della durata di un minuto e 44 secondi. FRANCO BATTIATO dal gennaio 2013 sarà in tour nelle principali città italiane: in Friuli Venezia Giulia è fissato per giovedì 24 gennaio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’unico atteso concerto, organizzato da Azalea Promotion in collaborazione con il Comune di Udine, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e International Music. “Apriti Sesamo Live” sarà anche il primo tour italiano a poter utilizzare la nuova applicazione Passbook integrata nei telefonini o iPad con sistema operativo Apple di ultima generazione. I biglietti per la nuova tournee, già disponibili dal 10 ottobre scorso sono aquistaabili  per  il  CONCERTO DEL 24 GENNAIO 2013 A UDINE: presso  Azalea Promotion tel. +39 0431 510393 – www.azalea.itinfo@azalea.it  Teatro Nuovo Giovanni da Udine tel. +39 0432 248418 – www.teatroudine.itbiglietteria@teatroudine.it




La Groenlandia di Pontrandolfo e Martinuzzi in Tv

Venerdì 9 novembre alle ore 21.15, sabato 10 alle ore 15 e domenica 11 alle ore 18, Dee Jay Tv (canale 44 del digitale terrestre) trasmetterà il film della traversata della Groenlandia, che l’esploratore polare Michele Pontrandolfo assieme al suo compagno d’avventura Marco Martinuzzi hanno compiuto tra aprile e giugno di quest’anno. Il documento filmato “racconta” dell’orizzonte che sparisce nascondendo ogni punto di riferimento, registra le sferzate taglienti del vento, rimanda con le immagini alle
temperature estreme, evidenzia il pericolo dei crepacci, il rischio di perdere l’attrezzatura e fa emergere le sfide nascoste nell’immensa distesa di ghiaccio. Mai nessuno aveva tentato di attraversare il continente ghiacciato da sud a nord per tutta la sua lunghezza e i due esploratori sono stati i primi italiani a compiere questa impresa di 2.315 chilometri in 54 giorni, anziché in 70 come previsto. Pontrandolfo e Martinuzzi sono partiti il 13 aprile da Narsarsuaq, villaggio abitato da circa 150 eschimesi sulla costa meridionale della
Groenlandia. Mantenendo il contatto radio con una base di supporto a Pordenone (venivano aggiornati costantemente sulle condizioni meteo), hanno affrontato la traversata a piedi e sugli sci, servendosi gli ultimi 20 giorni di una vela (snow-kite), sfruttando il vento come forza motrice. Aggiornavano quotidianamente il blog sugli eventi di cui erano protagonisti, dando vita a un affascinante racconto in tempo reale che tutt’ora può essere rivissuto visitando il sito www.groenlandia2012.gazzetta.it




TRIESTE: I migliori amici” inaugura al Bobbio la 22esima edizione di TI RACCONTO UNA FIABA.

Lo spettacolo di animazione “I migliori amici” inaugura al Bobbio
la 22esima edizione di TI RACCONTO UNA FIABA.

Parte con una produzione del Gradsko Kazaliste Zorin Dom di Karlovac la XXIIa edizione di TI RACCONTO UNA FIABA, la rassegna di spettacoli per le famiglie che la Contrada organizza da oltre vent’anni nelle mattinate festive invernali.
Il primo appuntamento che inaugura la rassegna domenica 4 novembre è “I migliori amici”, spettacolo di animazione non verbale interpretato da Giulio Settimo, recente acquisto della squadra di attori del Settore per l’Infanzia e la Gioventù della Contrada.
Strutturato secondo la tecnica del Teatro di figura, “I migliori amici” nasce dalla vera storia dell’amicizia fra l’italiano Giulio Settimo e il croato Pe
đa Gvozdić, che pur non conoscendo l’uno la lingua dell’altro sono diventati grandi amici durante gli studi all’Accademia d’arte drammatica e teatro di figura di Osijek.
Comunicando inizialmente solo con mani e piedi, Giulio e Pe
đa hanno creato un proprio linguaggio, assolutamente incomprensibile per chi stava loro attorno, assolutamente chiaro per loro due. Capirono così che la comunicazione va al di là delle parole e della lingua, è già nel gesto, nei suoni, nei simboli, e quella fu la loro prima – e più importante – lezione di “teatro di figura”.
Lo spettacolo parla quindi del valore dell’amicizia, che non conosce confini, differenze, lingua: “I migliori amici” è una storia non verbale, arricchita dalla musica di Tin Tonkovi
ć. Si ritorna quindi all’infanzia, rivivendo mondi a noi vicini per trasmetterli ai più piccoli, trasformando alcuni oggetti apparentemente comuni, grazie alla forza dell’immaginazione. Giulio e Peđa danno vita ai palloncini, danno loro forma e carattere e giocano proprio come giocano i bambini. Lo spettacolo è dedicato al pubblico più giovane, ma i due autori e registi dello spettacolo si dicono certi che saprà catturare l’attenzione anche dei grandi.
“I migliori amici” sarà in scena al Teatro Bobbio domenica 4 novembre alle ore 11.00. Il biglietto unico è di 7 euro; “Card Teatro Bobbio” per 5 ingressi a 25 euro; “Card Teatro Bobbio” per 8 ingressi a 36 euro. Gli ingressi delle due Card sono non nominali e usufruibili per tutti i titoli di TI RACCONTO UNA FIABA.
Informazioni: 040.390613; teatroragazzi@contrada.it; www.contradateatroragazzi.it.




AL ROSSETTI DA OGGI 1 NOV. : IL TITANIC IL RACCONTO DI UN SOGNO

“Dedicato al Titanic nel centenario dell’affondamento, il primo musical della Stagione 2012-2013 al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Scritto e diretto da Federico Bellone, fra le musiche un indimenticabile tema di Ennio Morricone, protagonista l’ottimo Danilo Brugia Titanic – il racconto di un sogno avvincerà anche per la storia sentimentale e avventurosa e gli effetti speciali della messinscena. Debutto giovedì 1 novembre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti e repliche fino a domenica 4”.

Dopo il debutto nazionale a Bologna è subito in scena a Trieste, ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, il musical inedito dedicato al Titanic, nel centenario dell’affondamento: nuova produzione italiana firmata da Barley Arts è un appuntamento da non mancare, da giovedì1 adomenica 4 novembre alla Sala Assicurazioni Generali. Titanic – il racconto di un sogno si basa su un copione coinvolgente – avventura, mistero, una struggente storia d’amore – e si avvale di una messa in scena in forma di musical – come quella che Federico Bellone presenta per la prima volta in Italia – che assicura un ulteriore accrescimento delle emozioni. Il sentimento infatti trova la sua via espressiva delle musiche – intense, coinvolgenti concepite dallo stesso Bellone e da Cristiano Alberghini e arricchite da un tema del Maestro Ennio Morricone – e percorre la storia attraverso i momenti coreografici, le calde scene d’assieme, le interpretazioni generose di un cast elegante, capitanato dal romantico protagonista Danilo Brugia, dalla carismatica Dora Romano e dalla toccante Valentina Spalletta. Ritraggono figure che compongono l’affresco di un’epoca, ma ognuna singolarmente porta con sé una sfaccettatura del leggendario sogno collettivo simboleggiato dal Titanic. L’idea del musical è di Federico Bellone, già direttore artistico per Stage Entertainment con al suo attivo spettacoli come La Bella e La Bestia e Flashdance: in Titanic si impegna come autore, regista e coproduttore, sostenuto da  Barley Arts, realtà di alto profilo che nel mondo dei concerti cura nomi quali Bruce Springsteen, Sting e i Gun‘n’ Roses e che, dopo il successo di We Will Rock You, affronta nuovamente la realizzazione di un musical. Oggetto di molte rivisitazioni teatrali e soprattutto cinematografiche, la vicenda del Titanic appassiona Bellone da sempre: vi si è dedicato per anni, anima e corpo, coinvolgendo nella creazione del libretto e delle musiche artisti di pregio, prima di ipotizzare la messinscena. Fondamentale, secondo lui il workshop realizzato quest’estate: «Una modalità di lavoro inusuale in Italia (ma frequente all’estero)» – ha spiegato. «È stata l’occasione di sperimentare con gli interpreti, una sezione essenziale di musicisti e con elementi di costume e scena scarni le potenzialità del materiale scritto: ha permesso di precisare molte scelte e comprendere la forza della storia.

UNA SCENA DEL MUSICAL

Ora affrontiamo il debutto con maggiore consapevolezza» Dopo il debutto i produttori Federico Bellone e Claudio Trotta hanno ufficializzato l’intenzione di esportare il musical all’estero, intento che comincia a prendere forma. Il primo segnale arriva da Londra dove si sta concretizzando l’interesse della Phyl McIntire Entertainment, produttore di We Will Rock You e già partner di Barley nella messa in scena italiana del musical con le canzoni dei Queen. Bellone dirige un cast concentrato e molto preparato: nella parte di Francesco, il giovane e affascinante clandestino che si imbarca sul translatlantico ricco di sogni ed entusiasmo, troviamo Danilo Brugia, già affermato attore, a breve anche sugli schermi televisivi di Rai 1 protagonista della seconda serie della fiction Rossella. Con lui sul palco, nella parte di Madame Duval la straordinaria Dora Romano, già diretta da registi del calibro di Ermanno Olmi e Glauco Mauri, solo per citarne alcuni. Valentina Spalletta, personaggio televisivo e attrice teatrale, già  protagonista del musical Aladin di Stefano D’Orazio è la giovanissima cantante lirica Isabelle Duval, affascinata e poi perdutamente innamorata corrisposta di Francesco. Insieme a loro un nutrito cast di attori cantanti come gipeto, Marco D’Alberti, Luca Giacomelli, Marco Massari, Antonio Orler, Nicoletta Ramorino, Angelo de Maco, Andrea Fazio, Camilla Mafezzoli, Sergio Maniscalco e Angela Pascucci darà vita ad uno spettacolo struggente e sorprendente. Il musical parte da un flashback: Bruce Ismay, ai vertici della compagnia navale del Titanic, risponde ai giornalisti in merito al naufragio e ricorda allora la partenza, quando i passeggeri affollano con entusiasmo le rispettive classi e i ponti. Francesco, un clandestino italiano in cerca di fortuna, stringe amicizia con John: un biglietto di terza classe per raggiungere la sua donna. Nelle cabine più lussuose viaggia invece la giovane soprano Isabelle Duval, seguita dalla madre, austera ed egoista, cui non riesce a ribellarsi. Mentre il Titanic aumenta in velocità per raggiungere l’America con sorprendente anticipo, Isabelle e la madre visitano la nave: è qui che Francesco vede per la prima volta la giovane donna. Poco dopo assieme a John conosce una coppia di anziani che dà loro un’importante lezione sull’amore. La sera stessa – mentre vengono ignorate le segnalazioni di iceberg – in prima classe si dà una splendida festa e Francesco, camuffato elegantemente, vi si intrufola per corteggiare Isabelle. La giovane se ne innamora e danza a lungo con lui. All’apertura del secondo atto l’impatto con l’iceberg è già avvenuto ma pochi ne hanno colto la gravità: Isabelle e la madre litigano per Francesco, che intanto brinda all’amore assieme a John. Sul ponte di comando gli ufficiali capiscono che il naufragio è vicino, che il sogno di gloria diverrà tragedia e danno l’allarme. Quando ormai il panico dilaga, Isabelle pensa solo a trovare l’amato Francesco. Sul Carpathia i pochi superstiti comprendono di essere identici davanti al destino, ricchi e poveri, nobili e semplici: solo l’amore rimane immortale. Cent’anni fa, al momento del varo, non si poteva immaginare un esempio più alto di ingegneria navale: il Titanic era stato concepito sicuro, veloce, lussuoso, per coprire una linea settimanale di collegamento fra l’Inghilterra e New York. Era all’avanguardia non solo per la tecnologia (la sua stazione radio era la migliore mai montata su una nave) e le macchine, ma anche per la concezione degli spazi, degni di una crociera. Il Titanic fu fra le prime navi munite di piscina coperta, palestra, campo di squash, per non dire dello sfarzo degli arredi e del lusso delle cabine di prima classe… Partì per il suo primo viaggio il 10 aprile 1912 da Southampton, ma nella notte del 14 aprile entrò in collisione con un iceberg che squarciò lo scafo: il transatlantico affondò in meno di tre ore. Perì l’intero equipaggio e delle oltre 2000 persone imbarcate, solo 700 furono tratte in salvo dal Carpathia. Per il mondo fu uno shock la cui emozione non ha ancora smesso di riverberare nell’immaginario collettivo. Titanic il racconto di un sogno va in scena alla Sala Assicurazioni del Politeama Rossetti dall’1 al 4 novembre, da giovedì a sabato alle ore 20.30 e – sabato 3 e domenica 4 – anche alle 16, spettacolo inaugurale del cartellone Musical e grandi eventi.

La Stagione 2012-2013 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste. Si ringraziano tutti i Soci, in particolare il Comune di Trieste,la Regione FriuliVenezia Giulia ela Provinciadi Trieste.

 

(Carlo Liotti per la redazione)




Il genetista Rodolfo Costa spiega gli orologi della vita

Si è conclusa ieri, giovedì 18 ottobre, la V edizione del ciclo di incontri “Questioni di evoluzione”, promosso dall’IRSE Istituto Regionale di Studi Europei al centro culturale Casa Zanussi di Pordenone. Gli incontri sono stati dedicati al tema dell’evoluzione, declinato sotto varie prospettive. Protagonisti, infatti, sono stati il filosofo della scienza Telmo Pievani, il neuroscienziato Giorgio Vallortigara e il genetista Rodolfo Costa.

Dopo gli incontri del 4 e 11 ottobre, si è tenuta ieri la conferenza dal titolo “Gli orologi della vita: come funzionano e cosa succede quando li maltrattiamo”. La lezione, che ha attirato un pubblico numeroso e curioso, è stata condotta da Rodolfo Costa, Professore di Genetica presso l’Università di Padova e autore di oltre un centinaio di lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali. A presentare l’incontro è stata chiamata Chiara Sartori, studiosa di scienze biologiche e convinta assertrice della necessità di divulgare la conoscenza scientifica quale bagaglio indispensabile alla formazione del futuro cittadino europeo.

La vita sulla Terra si è evoluta in un ambiente caratterizzato da imponenti variazioni climatiche e ambientali, alcune delle quali di natura ciclica come l’alternarsi delle stagioni e del dì e della notte. L’evoluzione degli organismi si è attuata in un contesto che ha selezionato specifici adattamenti alle oscillazioni di parametri ambientali. Questi adattamenti sono in gran parte regolati da orologi biologici endogeni, che dettano il tempo agli organismi indipendentemente dalle variazioni dell’ambiente esterno. Il ciclo più importante è il cosiddetto ritmo circadiano (=dal latino circa diem: all’incirca un giorno), che riguarda l’alternarsi veglia-sonno, il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio. L’orologio endogeno permette all’organismo di sincronizzarsi con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale (in gergo si chiamano zeitgeber, cioè fattori esogeni).

Il professor Costa ha suddiviso la sua lezione in tre momenti, cercando di rispondere agli interrogativi: dove si trovano questi orologi? Qual è il meccanismo di funzionamento di questi orologi? Cosa succede se il meccanismo si inceppa o se l’ingranaggio non funziona bene? Gli studiosi che si sono occupati di questa materia hanno condotto le loro indagini sulla Drosophila melanogaster, conosciuta più comunemente come moscerino, arrivando alla conclusione che ci sono moltissime somiglianze con il funzionamento di meccanismi dell’organismo umano. Per spiegare concetti apparentemente semplici, ma in realtà frutto di ricerche piuttosto complesse e specialistiche, il genetista si è avvalso di metafore e immagini fondate sull’esperienza quotidiana. Il master clock, l’orologio endogeno principale, che ha sede nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo, può essere assimilato all’orologio del campanile del paese, quello che regola i singoli orologi, ovvero gli orologi endogeni periferici, situati nel sistema circolatorio, a livello di fegato, di polmoni, di reni, ecc. La caratteristica principale di questi orologi è che sono a ”temperatura compensati”, ossia il ”periodo” del ritmo non cambia anche quando gli organismi sono mantenuti a temperature relativamente molto differenti. Il funzionamento di questi orologi è piuttosto complicato: il nucleo soprachiasmatico è composto da oscillatori circadiani multipli (cellule-clock) che si attivano secondo un meccanismo di feedback.

L’abilità di sincronizzarsi con i cambiamenti giornalieri della temperatura e della luce è alla base del corretto funzionamento dell’orologio circadiano. Ma se questo ingranaggio di dovesse inceppare? Il problema nasce, spiega Rodolfo Costa, quando si tenta di andare contro l’orologio endogeno, di forzare il ritmo circadiano. La vita moderna ha sicuramente modificato le nostre abitudini e i nostri stili di vita. L’immagine del contadino che si alza all’alba e rincasa al tramonto del sole dopo una giornata di lavoro nei campi rappresenta quanto di più lontano dal nostro immaginario. I lavoratori, sempre più costretti a frenetiche turnazioni, mettono a dura prova il meccanismo dell’orologio endogeno. Stili di vita impostati sul lavoro notturno e sul riposo diurno o, come più frequentemente accade, sul riposo prolungato nei giorni del fine settimana e su coricamenti a orari sempre più tardi della notte nel corso della settimana possono provocare degli scompensi a lungo andare. I soggetti predisposti possono sviluppare malattie a livello cardiovascolare, problemi metabolici come l’obesità e il diabete e addirittura mutazioni genetiche come l’avanzamento della fase del sonno. Altro problema è quello del jet lag, il disturbo che si verifica quando si attraversano vari fusi orari. Uno studio sulle hostess ha dimostrato come cambiare spesso fuso orario possa provocare seri problemi a livello fisiologico, la causa dei quali, tuttavia, non è stata ancora studiata a fondo. I rimedi ci sono, ovviamente. A partire da quelli “non naturali”, come l’utilizzo di luci artificiali. Soluzione necessaria, ad esempio, in ospedali e case di cura con pazienti che vengono esposti a dosi luminose con diversa intensità a seconda dei momenti della giornata. Ma nulla può sostituire i rimedi naturali. Esporsi alla luce dell’alba o del tramonto, per noi che siamo abituati a vivere gran parte del tempo in ambienti a luce artificiale, camminare all’aria aperta, dormire durante la notte, adottare abitudini costanti nell’arco delle giornate: sono tutte azioni che possono aiutare a sincronizzare il nostro organismo con i cicli naturali.

Per gli amanti della scienza è in corso fino a domenica 21 ottobre la XVI edizione di “Scienzartambiente – per un mondo di pace”, rassegna promossa dal Comune di Pordenone e dal Science Centre Immaginario Scientifico con la collaborazione di istituti, aziende ed enti del territorio, ideata con lo scopo di promuovere la divulgazione scientifica a tutti i livelli.

 

Vito di  Giorgio




TRIESTE :30 e 31 ottobre 2012 Politeama Rossetti, GRAN GALA’ “IL CIGNO NERO”

Coreografie di Michel Fokine, Rudolf Nureyev, Marius Petipa, Ben Stevenson
Produzione: Vittoria Cappelli e Daniele Cipriani Interpreti: i principals dell’American Ballet Theatre Irina Dvorovenko e Maxim Beloserkovsky

È impossibile per chi ama la danza non subire il fascino del Lago dei Cigni: di certo uno dei balletti più amati del repertorio classico, universalmente noto, infinitamente citato, ambìto traguardo per ogni danzatore di talento, oggetto di infinite riletture coreografiche (per menzionare solo quelle eseguite sul palcoscenico del Politeama Rossetti, ricordiamo la splendida versione di Swan Lake firmata da Matthew Bourne, con i cigni interpretati da ballerini uomini, e la sorprendente edizione “on ice” che sarà in scena a febbraio 2013). Le ragioni del successo di questo titolo sono sicuramente da ricercare nel romanticismo della favola su cui s’impernia, nell’assoluta perfezione delle musiche di Ciajkovskij, nell’incanto delle celebri coreografie disegnate da Marius Petipa, con cui si sono misurate e continuano a confrontarsi étoile di tutto il mondo… Non è da sottovalutare però un altro motivo di forte suggestione, quello cioè legato alla “parte oscura” presente nel balletto, tangibile nella contrapposizione fra il sublime Cigno Bianco e il misterioso Cigno Nero, fra la purezza di Odette e la carica passionale di Odìle. Un confronto la cui malìa non tramonta, come dimostra anche l’interesse suscitato dal recente film di Darren Aronofsky intitolato Il cigno nero, premiato al botteghino da incassi record e sul piano artistico da molti premi, fra cui l’Oscar.  Proprio alla figura del Cigno Nero ed ai momenti più belli e poetici di questo intramontabile balletto, è dedicato il primo appuntamento del cartellone Danza: il Gran galà Il Cigno Nero, reso preziosissimo e imperdibile dalla scelta dei protagonisti, i primi ballerini dell’American Ballet Theatre Irina Dvorenko e Maxim Beloserkovsky.
Il solo nome dell’American Ballet Theatre è garanzia di raffinatezza e di professionalità impeccabile: fondata a New York nel 1937, la compagnia è da sempre fra le principali del Novecento e le sue star sono di assoluto livello. Un’utopia per qualsiasi danzatore entrare in questa compagine e ancor più diventarne “primo ballerino” (nel 2010 appaludimmo la perizia dell’ensemble dei giovani dell’American Ballet Theatre II, ospiti allo Stabile per due memorabili repliche). Irina Dvorenko e Maxim Beloserkovsky, ci conquisteranno con prorompente dinamicità e virtuosismi, eseguendo coreografie come il pas de deux del Cigno Bianco, il pas de deux del Cigno Nero, alcuni assoli come quello acrobatico del Giullare e la Danza Spagnola. In programma anche momenti dedicati a coreografi moderni, come Ben Stivenson e – sempre in riferimento alla figura del cigno – il bellissimo La morte del Cigno che Mikhail Fokine concepì per Anna Pavlova nel 1901 sulle note di Sant-Saëns.




IMPERIA: “Edmondo De Amicis, Scrittore d’Italia”

La Sala Convegni della Biblioteca Civica “Leonardo Lagorio” in Piazza De Amicis a Imperia, ospiterà martedì 23 ottobre p.v. alle ore 17.30, la presentazione  del volume “Edmondo De Amicis, Scrittore d’Italia”, riguardante la pubblicazione degli “Atti del Convegno Nazionale di Studi” svoltosi il 18 e 19 aprile 2008, nell’anno dedicato alle celebrazioni  per il primo centenario della morte del grande scrittore e pedagogo imperiese. L’evento, proposto dal Settore Beni e Attività Culturali del Comune di Imperia, sarà introdotto dal professor Franco Contorbia, Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova e studioso della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento. Gli Atti relativi al Convegno nazionale del 2008 sono stati raccolti in un volume di 258 pagine curato dai Proff. Andrea Aveto e Franco Contorbia e dalla Prof.ssa Francesca Daneri. L’opera comprende i testi delle quindici relazioni esposte nel corso delle giornate di studio a cui si aggiungono due contributi, “Edmondo De Amicis e Giovanni Faldella” e “Tra le carte di Achille Giovanni Cagna”: le lettere inedite di Edmondo De Amicis” firmati rispettivamente da Gian Luigi Bruzzone e Monica Schettino. Nel volume anche le lettere inedite di Edmondo De Amicis, che si è ritenuto opportuno proporre a integrazione del programma originario dei lavori (che comprendeva anche una sedicesima relazione affidata a Luciano Tamburini, forzatamente assente nella circostanza per gravi ragioni di salute e poi dolorosamente scomparso il 16 ottobre 2010). Il volume contiene, inoltre, l’appendice iconografica con le immagini più significative delle varie iniziative che sono state organizzate nel corso dell’anno 2008 a testimoniare l’impegno profuso per ricordare il grande scrittore.  Un’opera che avvicina alla realtà Deamicisiana consentendo di comprenderne appieno i temi etici, civili e sociali affrontati dallo scrittore e ancora oggi validi.  Valori come solidarietà, altruismo, “ragione” del sentimento, amor di patria, morale del sacrificio, istruzione come strumento di promozione collettiva, permettono una lettura anche pedagogica della sua produzione letteraria, della quale è certamente necessario verificare i limiti, ma anche gli elementi di novità e di rilievo nel contesto storico di appartenenza.  A più di trent’anni dalla prima raccolta degli atti relativa alla sessione di lavori e di studio condotta ad Imperia nel 1981 (30 aprile-3 maggio),  il volume, realizzato con il contributo dell’Amministrazione Provinciale, rappresenta una testimonianza dell’interesse e del fervore di iniziative acceso in tutta Italia, da parte di studiosi e cultori, nei confronti dell’opera di Edmondo De Amicis, individuando con la ricca messe di materiali e documenti proposti precise linee di ricerca e indirizzo scientifico. la divulgazione delle materie trattate nel Convegno Nazionale del 2008 costituisce un importante documento della biografia e dell’opera di Edmondo De Amicis, in grado di mettere in luce aspetti inediti della sua attività letteraria rendendone possibile una rilettura critica complessiva.

Una pubblicazione che vede la luce con un certo ritardo anche per il non semplice lavoro di raccolta dei vari testi rivisti dai vari relatori.

Carlo Liotti per la redazione




Di pensier in pensier, di monte in monte. Il paesaggio nella letteratura e nell’arte.

Il paesaggio è il tema della ottava edizione del convegno di studi che si svolgerà sabato 20 ottobre, alle ore 8.45, in Sala Filarmonica a Camposampiero (Pd).

Organizzato dalla Città di Camposampiero, con la partecipazione degli Istituti Superiori “I. Newton” e “S. Pertini” di Camposampiero, dell’Associazione culturale “Viadelcampo” di San Giorgio delle Pertiche, della rete Biblioape e patrocinato dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Padova e dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, il convegno volge ora lo sguardo al tema del paesaggio nelle produzioni poetiche e nell’arte figurativa. Per la prima volta il convegno di studi dell’ottobre camposampierese, che quest’anno è giunto all’ottava edizione, è stato inserito nel programma di RetEventi 2012, importante iniziativa dedicata quest’anno ai Paesaggi culturali e che coinvolge comuni e associazioni del territorio provinciale in un fitto cartellone di oltre 700 appuntamenti Nel corso della mattinata sono previsti gli interventi di Claudio Griggio (Università degli studi di Udine), Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero) e del critico d’arte e videoartista Barbara Codogno. Le relazioni, cui saranno accompagnate le letture dell’attore Angelo Zampieri, saranno dedicate da un lato alla lettura del paesaggio nei poeti di età umanistica e nell’opera di Andrea Zanzotto,  dall’altro alla riscoperta dei tesori nascosti nel territorio del camposampierese; a seguire sarà proposto un approfondimento sul corpo del paesaggio nell’arte figurativa. Al termine della mattinata saranno presentati i lavori degli studenti delle scuole superiori che partecipano all’evento.

Programma :

Ore 9.00 Saluto delle autorità  Claudio Griggio (Università degli Studi di Udine), “Paesaggio, ricerca dell’armonia, scrittura in età umanistica e  in Andrea Zanzotto”

Carlo Toniato (Ufficio Cultura Città di Camposampiero), La bellezza ritrovata: viaggio tra i tesori nascosti del Camposampierese”

 Moderatore: Marcello Bernacchia (I.I.S. “I. Newton” – Camposampiero)

Ore 10.40 Break  Barbara Codogno (video artista e critico d’arte), “Il corpo del paesaggio”

 Moderatrice Sandra Milan (I.I.S. “I. Newton”  – Camposampiero)

Ore 12.00  Dibattito e conclusione dei lavori Letture di Angelo Zampieri

Vito di Giorgio per la redazione