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TRIESTE: DOMENICA 9 SETTEMBRE PIAZZA UNITA’ D’ITALIA: FUORI LA TETTA

Per le Organizzatrici questa iniziativa nasce come risposta al fatto che purtroppo di frequente  è capitato di  intravvedere sguardi un po’ stupiti e interrogativi rivolti alle mamme che allattano, soprattutto se i bambini hanno magari passato l’anno o sono già in grado di camminare. Forse si trattava di persone che hanno vissuto la propria genitorialità negli anni ‘70 o ’80, quando il biberon era di gran moda…o hanno una percezione distorta della naturalezza delle cose. Ed invece l’Organizzazione Mondiale della Sanità incoraggia l’allattamento al seno fino al secondo anno di vita del bimbo come alimento vero e proprio. L’iniziativa promossa da alcune mamme triestine  è voluta per dimostrare  un atto di salute e, non da ultimo, di amore.  Certamentegli innumerevoli benefici dell’allattamento per il bambino  riduce anche il rischio per la madre di ammalarsi di cancro al seno. Per Elisa Corubolo è ”  paradossale che oggigiorno si sia attorniati e – per così dire- quasi anestetizzati da nudità di corpi femminili ostentati per scopi mercificatori, mentre invece si corra il rischio, come dicevo prima, di venir additati se si nutrono i propri figli al di fuori delle mura domestiche, ovviamente facendolo sempre con discrezione”.  “Allora ho pensato che forse la città aveva bisogno di una piccola scossetta… non un gran terremoto 😉 Abbiamo una bellissima cornice che è Piazza Unità, speriamo che il meteo sia dalla nostra parte… facciamo un po’ di sensibilizzazione?!? ” E cosi attraverso Facebook si è  sparsa la parola per un  ritrovo di mamme che allattano, ed ecco che domenica pomeriggio verso le 18,00 l’ appuntamento delle mamme orgogliose di esserlo si è realizzato in piazza Unità d’Italia. Per mostrare  che “tirare fuori la tetta” non è un atto osceno ma semplicemente di nutrizione e di amore. Le organizzatrici hanno come unico scopo quelloo di sensibilizzare maggiormente le persone, oltre magari  al fatto che più esercizi pubblici possano “aprire le porte” alle mamme che allattano, e una maggiore coscienza nell’allattamento al seno. È un atto naturale sì, ma ha bisogno di essere incentivato e aiutato maggiormente.

(C.L.per la redazione)




SERATE MUSICA CORTE MORPURG:Elvis Day

Domani 17 agosto alle 21 l’esordio con “Elvis Day”

Parte domani 17 agosto alle 21 in corte Morpurgo, con la serata “Elvis Day”, un trittico di appuntamenti di UdinEstate dedicati alla scoperta delle ultime produzioni dell’Associazione Musicisti TreVenezie, capitanata dal compositore, cantante ed entertainer Rocco Burtone. Tre esibizioni che non potevano che partire dal mito del rock&roll: Elvis Presley. A condurre la serata saranno Burtone e lo scrittore Lino Leggio, che ha avuto la fortuna di incontrare proprio “il Re”. Da questo incontro, nel quale il grande Elvis gli regalò i suoi Ray Ban, Lino Leggio ha tratto un libro dal titolo “Lui non è qui”, in cui racconta le peripezie di due friulani che in autostop si recano in Germania nel 1959 alla ricerca del mitico cantante, per potergli donare lo spartito di Santa Lucia. Stregato da questa avventurosa favola, il regista Carlo Mazzacurati ha deciso di trarne un film.  Il secondo appuntamento è in programma venerdì 19 agosto alle 21 in corte Morpurgo con il  “Burtonario della musica”: uno spettacolo giocato su racconti di musica e musicisti, storie vere e improbabili del mondo della musica. A chiudere il trittico di incontri sarà, sabato 20 agosto sempre alle 21 in corte Morpurgo, “Opera cantautori”, una serata dedicata alle canzoni dei grandi cantautori a confronto con le più belle arie dell’opera lirica e del melodramma, soprattutto italiani. Un appuntamento che, oltre a Burtone, prevede la partecipazione del soprano Elena Pontini e del pianista Alessio de Franzoni.  Da anni protagonista della scena musicale udinese, Burtone comincia la sua attività artistica nei primi anni ‘70 come cantautore “contro”, talmente contro da rifiutare all’epoca di incidere per Ivan Della Mea e la sua casa discografica “I dischi del sole” con la motivazione, oggi una “follia”, che “il valore dei miei concerti è manifestato dal rapporto a volte conflittuale col pubblico, quindi non ho interesse a incidere canzoni senza una logica di lotta”. Così fino alla fine dei ‘70  ha suonato dappertutto, dalla Sardegna alla Sicilia, nelle fabbriche, nei teatri, alle Feste dell’Unità, nei circoli anarchici, per gli emigranti in Olanda e in Germania. Tra il 1979 e il 1980 si trasferisce negli Stati Uniti per ragioni economiche e lo troviamo dapprima su una nave da crociera a sollazzare musicalmente i turisti americani in viaggio tra New York e le Bermuda, poi, stanco di quella vita, si trasferisce a Los Angeles dove canta le sue canzoni nei locali e con sorpresa si accorge di essere apprezzato più che in patria. Rientrato in Italia ricomincia con i concerti lanciandosi nella sua vera grande passione: i recital musicali e teatrali. In caso di maltempo le serate saranno trasferite in sala Ajace.

Carlo Liotti per la Redazione