sabato , 18 Settembre 2021
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PAROLE, SASSOLINI E PIETRE

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Ci risiamo. D’accordo, il rigore ci poteva stare alla fine: un rigore pesante, della possibile vittoria in extremis (a onor del vero c’era una situazione analoga a favore del Genoa nel primo tempo). Ma un conto sono i cori dei tifosi juventini contro gli avversari partenopei al limite del razzismo, un conto se qualche giocatore della Juventus parla di “antipatia” nei confronti della società di calcio Napoli. Ma quando il d.g. della Juventus Marotta afferma che “per un arbitro come Guida di Torre Annunziata ci sono difficoltà a venire ad arbitrare la Juventus…un arbitro napoletano non deve venire ad arbitrare la Juventus” è giunto il momento di fermarsi a riflettere.

Per una strana coincidenza queste parole arrivano proprio a dieci anni dalla scomparsa di Gianni Agnelli. Viene da rimpiangere lo stile, l’ironia tagliente, la capacità dialettica dell’avvocato che in una situazione del genere se la sarebbe cavata con una battuta di ben altro spessore, anche per rispetto di chi da Torre Annunziata si trasferiva a Torino per lavorare nelle sue fabbriche.

Ricordiamo che nel novembre 2012, a seguito di una partita zeppa di decisioni contestate, l’Udinese era stata fortemente colpita con multe e deferimenti. Pozzo aveva certo esagerato, affermando che “in 27 anni di calcio non aveva mai visto una cosa del genere, quando questi personaggi non sono in grado di arbitrare è meglio che se ne stiano a casa”. In risposta, la Disciplinare replicava che il patron “aveva espresso pubblicamente, travalicando i limiti di un legittimo diritto di critica, giudizi e rilievi lesivi della persona…adombrando che la direzione di gara fosse preordinata negativamente nei confronti della sua società e così esprimendo giudizi lesivi nei confronti della reputazione di organismi operanti nell’ambito della Figc”.

Bene, anche stavolta attendiamo con curiosità la risposta della Disciplinare, probabilmente anche qui il “legittimo diritto di critica” è stato travalicato: ed è stata travalicata anche la fisiologica rivalità calcistica. “Non grido vergogna perchè l’ha già fatto Conte” anche questo è stato detto da Marotta. Beh, Marotta stia tranquillo che delle sue parole ci vergogniamo noi e forse anche molti tifosi juventini, che in gran parte pensano che con il Genoa è arrivato il pareggio perchè prestazione non è stata all’altezza della partita precedente con l’Udinese. In Curva Nord a Udine, dopo lo sfogo di Totò Di Natale, i cori antinapoletani sono quasi scomparsi, o comunque quella volta che hanno provato a partire sono arrivati numerosi fischi dal resto dei supporter friulani. A volte mille tifosi sono più maturi di un dirigente.

Anonimo bianconero

 

 

 

 

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