domenica , 17 Ottobre 2021
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MANDI GUERRIERO BIANCONERO

MANDI GUERRIERO BIANCONERO

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Ormai il calciomercato è più mercato che altro, e di calcio, di sentimenti e di “romanticismo” di cui si impregnava questo sport è rimasto ben poco! Sono gli anni del giurare amore fedele ad una squadra per poi andare il giorno dopo nelle fila di quella rivale, con un sorriso e una partenza per una nuova avventura. Le bandiere? Beh, sono poche, perché è difficile legarsi ad un territorio e ad una maglia così, manca l’attaccamento, manca la voglia di dare molto più del 100% per quei colori, per la storia, per la città, per il territorio, per i tifosi.

Capita però che ogni tanto succeda, in questo calcio, non so se malato, ma sicuramente cambiato, non certo in meglio.

Capita che un giocatore si faccia amare negli anni dimostrando quello che è come giocatore, un ottimo centrocampista, ma anche come uomo mantenendo sempre un rapporto fantastico con la tifoseria, i club, la società, i compagni e gli operatori del settore. Sempre con un sorriso ed una battuta.

Capita che nell’ultimo giorno di mercato, a poche ore da quello che per l’Udinese è stato, meno del solito, un mercato di plusvalenze, logiche per una società come quella bianconera, arrivi la doccia fredda che fa più male, alla tifoseria e ad un’intero popolo bianconero che di Giampiero Pinzi era sportivamente innamorato e ricambiato con parole e fatti negli anni trascorsi dal romano/laziale in terra friulana.

pinziCapita di annotare sul taccuino del primo match nella nuova casa bianconera che il primo coro “ad personam” è stato riservato a lui, per salutarlo li in panchina e per fargli sentire l’affetto della sua amata curva.

Raramente un giocatore si integra così bene in un ambiente così distante da casa e raramente i rapporti umani, nel calcio, hanno un peso così predominante su tutto il resto. Pinzi non era il capitano, lo è stato per qualche partita, ma era nella parte di cuore più bianconera dei tifosi friulani per il suo essere così genuino, per averne passate tante sotto l’arco del Friuli, dai successi, agli insuccessi, mettendoci sempre la faccia, dicendo anche cose scomode, essendo sempre se stesso, non nascondo nulla a chi paga un biglietto per spingere una squadra ad una vittoria.

Dispiace che non abbia messo piede in campo nella nuova casa bianconera, perché pochi come lui hanno sudato su quello stesso terreno di gioco per questi colori, diverse volte bistrattati da chi, in malo modo, ha cambiato casacca.

Il trasferimento è logico per un giocatore che ha ancora da dare al mondo del calcio e che a Udine, per una scelta tecnica accettabile certo, ma forse non nel tutto comprensibile per un centrocampo che pare essere il reparto meno pronto in casa friulana, non avrebbe avuto lo spazio che merita. Pinzi ripartirà dal Chievo Verona, dove ha già lasciato ricordi importanti e dove potrà continuare a fare bene e dare il suo apporto ad una squadra che è partita come meglio non si poteva e che può essere, come da tradizione, una buonissima realtà del calcio italiano.

Al Friuli che sempre lo accoglierà con gli applausi, da amico avversario, mancherà, per il suo essere campione in tutti i sensi, dentro e fuori il terreno di gioco, per il suo essere uomo spogliatoio, per il suo metterci la faccia senza paure, per il suo essere uomo ancor prima che calciatore. Tanti auguri di cuore per il futuro, Giampiero, buone corse con una nuova maglia, anche se il bianconero friulano ti stava meglio perché ti era cucito addosso e dentro.

Dal Friuli solo uno straordinario e sentito GRAZIE ed un mandi con il coro della tua curva che amava gridare “Giampiero Pinzi, uno di noi”

 

Rudi Buset

@RIPRODUZIONE RISERVATA

rudibuset@live.it

About Rudi Buset

Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti dal 2013 Diplomato presso l’ITC Einaudi nel 2007, lavora presso una carpenteria leggera artigiana. Impegnato nel sociale e in politica, da anni collabora con diverse realtà del suo territorio con particolare attenzione al mondo dell’associazionismo. Appassionato di tutto ciò che riguarda l’uomo in quanto “animale politico” oltre che allo sport (in primis il calcio).

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