martedì , 18 Maggio 2021
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LAZIO-UDINESE: CHE INIZIO! :-(

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Se il buongiorno si vede dal mattino è ora di prendersi un po’ di gocce per combattere l’ansia e ritornare a dormire.

Il primo tempo della gara dell’Olimpico è spaventevole e poco c’entrano i cambi di formazione (Naldo, Pasquale e Maicosuel al posto di Hertaux, Gabriel Silva e Muriel) per giustificare una prima frazione di gioco così deludente contro un’avversario certamente insidioso ma contro cui, e si è visto nella ripresa, si può certamente giocare alla pari.

La Lazio inizia il suo campionato arrivando dalla sconfitta per 4 a 0 nella Supercoppa contro la super potenza Juventus, e mette sul terreno di gioco tutta la rabbia agonistica che richiede una reazione sportiva. Lo fa attaccando e mettendo sotto gli uomini di Guidolin forse maggiormente concentrati, a detta dello stesso tecnico, sul ritorno dell’Europa League contro lo Slovan Liberec. Gli attacchi biancocelesti portano ad un palo di Candreva dopo 5 minuti con un Kelava in difficoltà e soprattutto a due reti, a stretto giro di posta, al 13° e al 16° minuto. Il primo vantaggio arriva dai piedi di Hernanes che si invola dalla sinistra e trova un potente sinistro che piega facilmente un Kelava su cui ci sarebbe più di qualcosa da dire. Qualcosa da dire, o meglio qualcosa da imprecare, ci sarebbe 3 minuti più tardi quando lo stesso sostituto di Brkic (oh buon Dio rimandacelo vivo e vegeto prima possibile, please!), esce a valanga su Klose e provoca il rigore che Candreva trasforma.
L’Udinese non reagisce con particolare verve visto che si registrano solo un tiro di Basta a lato e una punizione di Maicosuel su cui Marchetti non si deve impegnare troppo per evitare di subire gol.
I padroni di casa, dall’altro canto, continuano a creare pericoli e va più volte vicino al 3 a 0 con Hernanes, Radu e soprattutto Klose che verso la fine del tempo sbaglia una rete che ha dell’incredibile.

Nella ripresa esce un stoico ma impalpabile Di Natale, ancora alle prese con l’infortunio alla testa patito nella stregata partita di Coppa a Trieste, per un buon Muriel.
Il tempo inizia sulla falsa riga dei primi 45 minuti, con la Lazio che cerca l’affondo finale e l’Udinese che prova in qualche modo a difendersi rimandando ancora la tanto attesa reazione. Ne nascono due azioni pericolose create prima dal tandem Hernanes-Lulic e successivamente da Lulic-Candreva ma il passivo bianconero non cambia. Inaspettatamente, il risultato cambia al 60′, quando Muriel fa Muriel e dopo una straordinaria progressione di 50 metri trafigge Marchetti e riapre, di botto, la gara. Da qui in poi, incredibilmente, la partita cambia con i biancocelesti che concedono spazi agli ospiti che diventano protagonisti del match e si stabiliscono dalle parti di Marchetti. L’Udinese ritorna a fare l’Udinese ma senza creare occasionissime tranne con Zielinski che, solo davanti al portiere laziale dopo una buona trama offensiva, impatta male sul pallone calciandolo ad anni luce di distanza dal possibile e decisamente ben accolto 2 a 2.
Siamo al 75° minuto e da qui in poi i bianconeri sembrano pagare anche un po’ di stanchezza e la partita, di conseguenza, scivola verso la fine senza particolari emozioni tranne qualche sprazzo finale dei padroni di casa con i soliti Hernanes e Candreva che tengono lontani dalla propria area di rigore gli ospiti e legittimano una vittoria figlia di un ottimo primo tempo e di una buona ripresa anche se con qualche sofferenza nella fase centrale del tempo.
Inizio decisamente deludente, in particolare nella prima frazione, per l’Udinese, apparsa decisamente imballata e con una difesa su cui c’è decisamente molto da rivedere.

Rudi Buset
rudi.buset@ildiscorso.it
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About Rudi Buset

Rudi Buset
Pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti dal 2013 Diplomato presso l’ITC Einaudi nel 2007, lavora presso una carpenteria leggera artigiana. Impegnato nel sociale e in politica, da anni collabora con diverse realtà del suo territorio con particolare attenzione al mondo dell’associazionismo. Appassionato di tutto ciò che riguarda l’uomo in quanto “animale politico” oltre che allo sport (in primis il calcio).

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