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La 46^ Alpe del Nevegal aprirà il Campionato Italiano Velocità Montagna 2020
Il trentino Christian Merli, detentore del record assoluto dell'Alpe del Nevegal (Foto Dario Furlan #darionnen.photographer)

La 46^ Alpe del Nevegal aprirà il Campionato Italiano Velocità Montagna 2020

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Dal 7 al 9 agosto prossimi la 46^ Alpe del Nevegal avrà il prestigioso ruolo di gara inaugurale delle salite valide per il Campionato Italiano Velocità Montagna 2020. Per la classica competizione automobilistica, organizzata da Tre Cime Promotor Asd, si tratta di un felice ritorno al passato prossimo, visto che già nel 2018, quando esordì nel calendario della massima serie tricolore delle salite, la corsa bellunese rivestì con grande impegno ed onore il significativo e per certi versi delicato compito di aprire la corsa ai vari titoli C.I.V.M. Ormai da parecchie settimane il sodalizio organizzatore, presieduto da Achille “Brik” Selvestrel, sta lavorando con dedizione ed impegno massimi al fine di definire e pianificare ogni aspetto dell’importante evento che, come è ormai assodato, donerà al territorio tanti benefici di visibilità e promozione.

La particolarità del momento, in conseguenza alla nota emergenza COVID-19, ha reso quest’anno ancora più variegato e puntuale l’impegno richiesto agli organizzatori di un appuntamento di grande tradizione come la 46^ Alpe del Nevegal. Per questo, dopo aver attivato,da tempo,i canali di contatto con i rappresentanti del Governo, degli Enti locali e delle Forze dell’ordine, Tre Cime Promotor Asd, in piena sintonia e con il sostegno di ACI Sport, sta procedendo nelle varie fasi dell’organizzazione della competizione attenendosi ai vari DPCM emessi per il contenimento del contagio e seguendo le linee guida definite con i propri Protocolli da parte della Federazione Sportiva Automobilistica, per conto dell’Automobile club d’Italia. Inoltre, fin da ora rivolge un accorato appello alla popolazione tutta, affinché vengano scrupolosamente rispettate, in occasione dello svolgimento della manifestazione, tutte le misure di prevenzione previste dalle varie Autorità governative, regionali e locali. Anche l’edizione 2020 dell’Alpe del Nevegal si disputerà sul classico tracciato che, lungo la strada provinciale 31 “del Nevegal”, si snoda per 5500 metri, dal caratteristico rettilineo di Caleipo fino all’Alpe in Fiore, superando un dislivello fra partenza ed arrivo di 526 metri, con una pendenza media del 9,56%. Il record assoluto della salita venne stabilito nel 2015 dal trentino Christian Merli, su Osella FA 30 Evo Pre, con il tempo di 2.29.20,alla media di 132,7 km/h.

Dal 1954, anno in cui si disputò la prima edizione, come gara sociale dell’Automobile club Belluno, ad oggi, il tracciato della corsa ha subito molte variazioni e modifiche. Le prime edizioni, quelle dell’epoca “pionieristica”, si disputarono su fondo stradale parzialmente sterrato e con lunghezza variabile fra i 6 e i 7,5 chilometri. Nei primi dodici anni se ne svolsero solo nove edizioni, che videro mettersi in luce piloti del calibro di Ernesto Prinoth, “Noris” Giacomo Moioli, Armando Zampiero, Luigi Malanca (al volante di una monoposto Lotus F3), Herbert Demetz, “Matich” e Edoardo Lualdi Gabardi.Dal 1967 al 1973, quando la competizione venne interrotta e si interruppe l’intervento organizzativo diretto dell’Automobile club Belluno, il traguardo venne portato ai 1320 metri della Faverghera. Sugli oltre 11 chilometri del nuovo tracciato si imposero Lualdi Gabardi con la Ferrari Dino, lo svizzero Peter Schetty con l’Abarth 2000, “Noris” con la Porsche Carrera 10 e “Gianfranco” con l’Abarth 2000. Nel 1973, al momento dell’interruzione, il miglior tempo assoluto era stato realizzato da Carlino Ranzato, della Scuderia Venezia Corse, su Fiat 128 Gruppo 1, in 8.53.0 alla media di 82,401 km/h. Dopo una pausa lunga sedici anni, dal 1989 al 1993, grazie all’impegno del Comitato organizzatore Alpe del Nevegal trascinato da Mario Facca e Giuseppe Ferigo, l’Alpe del Nevegal è tornata a rombare su tracciati di lunghezza compresa fra i 5570 metri della sedicesima edizione, vinta da Romano Casasola, su Osella Pa9, e i 6010 metri della ventesima, con l’inserimento della “curva Bisinella”, quando ad imporsi, per la terza volta, fu il titolato Ezio Baribbi, su Osella Pa9/90. Dal 1995, con l’avvento diTre Cime Promotor, la corsa ha trovato una sua importante continuità che la ha vista mettere in fila ben 25edizioni, anche con protagonisti di livello internazionale come il compianto tedesco Georg Plasa e gli austriaci Andreas Gabat e Karl Schagerl, primi nel 2014 e 2016. In questi quasi cinque lustri di gare l’Alpe del Nevegal ha celebrato le gesta di autentici campionissimi come Franz Tschager, vincitore nel 1995 e nel 1997, Pasquale Irlando (1996) e Mauro Nesti, che nel 1999, proprio qui, colse l’ultimo assoluto della sua ineguagliabile carriera. Sul traguardo dell’Alpe si sono esaltati anche piloti veloci e titolati come Andrea De Biasi (2002), Roberto Ragazzi (2005), Omar Magliona (2007), David Baldi (2008), Mirco Savoldi (2010), ma più di tutti hanno scritto momenti memorabili due piloti-simbolo della velocità in salita, entrambi capaci di eguagliare il record di successi di Ezio Baribbi con quattro assoluti: il trentino Christian Merli (2004, 2006, 2013 e 2015) e il trevigiano Denny Zardo (2009, 2011, 2012 e 2017). Nel 2018 c’è stato l’atteso inserimento nel calendario del C.I.V.M. con la nuova affermazione del sardo Omar Magliona (Norma M20 FC Zytek). Sempre Magliona (Osella PA 2000)si è aggiudicato anche l’edizione dello scorso anno, pure valida, come quella di quest’anno, per la massima serie tricolore delle salite.

media@trecimepromotor.com

About Dario Furlan

Dario Furlan
Fotografo free lance e giornalista pubblicista. Segue da anni il panorama musicale internazionale - ma anche locale - con particolare predilezione per quanto riguarda il rock (in tutte le sue derivazioni), il folk ed il blues nonché la musica in lingua friulana. Cultore di "motori e rally", dei quali vanta una conoscenza ultradecennale, è anche atleta nella disciplina ciclistica della mountain bike.

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